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VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.
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venerdì 21 febbraio 2014
martedì 2 luglio 2013
comunicato stampa: L’inceneritore non sarà un termovalorizzatore e brucerà i rifiuti di tutta Italia. Seria preoccupazione per l'impatto ambientale che ne potrebbe derivare per la Valdisieve e il Valdarno.
Non sarà un termovalorizzatore ma un inceneritore,
non smaltirà i rifiuti della Valdisieve ma solo quelli
prodotti altrove.
Queste in sintesi le conferme che ARPAT ci ha fornito
rispondendo alla nostra richiesta di pareri su quanto
approvato dall’ATO lo scorso dicembre.
Infatti, negli scorsi mesi, leggendo l’ultimo PEF relativo all’impianto
“I Cipressi” di Selvapiana approvato dai
Sindaci di Valdarno e Valdisieve abbiamo riscontrato incongruenze e abbiamo
richiesto pareri al Dipartimento Ambiente della Provincia e ad ARPAT.
Quest’ultimi ci hanno risposto prontamente confermandoci che l’impianto di
Selvapiana è codificato come inceneritore e non come termovalorizzatore.
Inoltre ARPAT ha confermato il nostro rilievo sul
fatto che il rifiuto della zona non ha i requisiti per accedere all’impianto.
Infatti, secondo l’ultimo piano finanziario approvato, il rifiuto urbano
indifferenziato “tal quale”, quindi il rifiuto che non si differenzia e che si
raccoglie nei contenitori rossi, non potrà essere smaltito nell’impianto
della Rufina, in quanto, tal rifiuto, non è sottoposto a processi di pretrattamento
che necessitano di particolari impianti non presenti in zona.
È giunto il momento di mettere fine alla “sceneggiata” che da anni i Sindaci di Valdarno e
Valdisieve portano avanti raccontando ai cittadini che l’impianto di Selvapiana porterà benefici
in termini ambientali ed energetici evitando l’emergenza rifiuti locale; l’impianto di cui si parla
dimensionato per bruciare oltre 60.000 tonnellate annue, che costerà 88 milioni di euro, non serve
per smaltire il rifiuto della zona, che da quando è entrata in vigore la raccolta differenziata produce
meno di 10.000 tonnellate annue di indifferenziato, ma servirà unicamente a smaltire rifiuti provenienti
da fuori zona, fuori provincia e fuori regione. I cittadini che nel loro luogo di residenza ospiteranno,
tra l’altro in una zona di pregio, il grande impianto non potranno beneficiare di compensazioni
energetiche perché Selvapiana brucerà e non produrrà né calore né corrente elettrica. Inoltre la
zona, già con viabilità critica, subirà il transito di tantissimi mezzi pesanti con rifiuti provenienti dalle
più svariate parti d’Italia.
Perchè i cittadini del Valdarno e in particolare della Valdisieve si devono accollare gli oneri di una
struttura che a loro non offre alcun servizio ma solo un danneggiamento? Cosa si cela dietro ad
una scelta politica così incomprensibile che però smuove cospicue somme di denaro? Perché in
Toscana da una parte si incentiva la raccolta differenziata raggiungendo traguardi di oltre il 60%
di rifiuto riciclabile ma si destina enormi risorse economiche in ben 9 impianti di incenerimento
senza investire risorse in impianti di riciclaggio?
Perché accollare un debito ai cittadini di Valdarno Valdisieve per smaltire rifiuti prodotti in Campania
piuttosto che in Calabria o simili, quale interesse abbiamo a farlo?
Il piano rifiuti regionale e provinciale sta andando in cortocircuito oppure vi è una scelta politica di
trasformare la nostra regione nell’inceneritore d’Italia?
Se qualcuno, dal più alto scranno regionale alla più modesta poltrona di qualche sindaco di montagna,
sa dare risposte è pregato di fornirle.
Consiglieri Comunali Valdarno Valdisieve Tiberio Corsinovi, Pierpaolo Gori, Maria Cristina Paoli (Londa), Elisa Tozzi (Reggello), Cleto Zanetti (San Godenzo), Roberto Renzi (Figline Valdarno), Antonio Polverini (Rufina), Sandra Bartolini (Pelago) ---------------------------------------------------------------------------------------------------------
Documenti PEF:
https://drive.google.com/folderview?id=0B5uPVnFGS9xwNGVmR1ZsMkg3Y1E&usp=sharing
Documenti Consiglieri Comunali Valdarno Valdisieve:
https://drive.google.com/folderview?id=0B5uPVnFGS9xwcTh5MjVycE92azg&usp=sharing
lunedì 3 giugno 2013
Inceneritore Selvapiana: Interrogazione del Gruppo Consiliare INSIEME PER RUFINA
Pubblichiamo l'interrogazione fatta dal gruppo consiliare INSIEME PER RUFINA al Sindaco di Rufina, sulla triste storia di quello che viene definito ampliamento dell'attuale inceneritore (attuale chiuso da quasi 3 anni ........ per "manutenzione straordinaria": E' PROPRIO IL CASO DI CHIAMARLA STRAORDINARIA, PIU' LUNGA DI COSì E QUANTOMAI INUTILE, visto che non ci sono manutenzioni funzionali in corso!).
Al Sindaco del Comune di Rufina
Sig. Mauro Pinzani
Al Presidente del Consiglio Comunale
di Rufina Sig.ra Tiziana Baglioni
INTERROGAZIONE
CONSIDERANDO CHE
Nello scorso Dicembre l’ATO Toscana
Centro ha approvato il nuovo piano economico finanziario per la realizzazione
dell’impianto di incenerimento “I Cipressi” situato in località Selvapiana
Rufina (FI). Tale piano ha raddoppiato i costi dell’opera passando dai previsti
€ 42.000.000,00 a quota € 88.143.586,04 (di
cui € 9.487.020,00 di IVA) . Il Comune di Rufina ha preso
parte a tale assemblea rappresentato dalla figura del Sindaco o suo delegato
che assieme ai rappresentanti degli altri comuni coinvolti ha approvato il suddetto
piano economico finanziario.
RILEVANDO CHE
Il sistema di raccolta rifiuti, in
questo Comune come in gran parte degli altri Comuni facenti parte di AER, negli
ultimi anni è mutato profondamente con l’avvento del porta a porta e della
raccolta differenziata.
Nei nostri territori la raccolta differenziata
registra valori medi superiori 60%. In particolare, secondo dati AER dei primi
mesi del 2013, Londa differenzia il 70,59% – Rufina 67,43% - Pontassieve 70,28%
- San Godenzo 56,23% - Pelago 45,59%. Secondo i dati AER riferiti al III°
trimestre 2012 Reggello differenzia il 47,90% - Figline V.no 48,96% – Rignano
S.no 48,94% - Incisa V.no 84,09% – Dicomano 48,03%.
CONSIDERANDO CHE
L’impianto “I Cipressi” è
attualmente dimensionato per lo smaltimento di 68.000 tonnellate di rifiuto
trattato meccanicamente codici CER autorizzati della famiglia 19 . Cifra di
rifiuto che, alla luce della raccolta
differenziata virtuosamente svolta dai cittadini, non viene prodotta nei Comuni
facenti parte di AER ma si ferma a circa 8.000,00 tonnellate annue di rifiuto
indifferenziato , che non può essere inserito nell’impianto i Cipressi, in
quanto facente parte dei codici CER 20 .
Pertanto, allo stato attuale,
l’impianto di Selvapiana risulta totalmente inutilizzabile per il conferimento
dei rifiuti indifferenziati dei comuni facenti parte di AER, almeno che non sia
fatto un ulteriore investimento per trattare meccanicamente tali rifiuti ,
stabilizzarli , e farli diventare rifiuto pretrattato codice 19 .
Occorre sottolineare che l’impianto
come oggi dimensionato fa riferimento a stime di rifiuti prodotti prima
dell’entrata a regime del sistema di raccolta differenziata.
Un impianto di incenerimento sovradimensionato
rispetto al rifiuto effettivamente smaltito non riesce tecnicamente a
raggiungere i benefici della “valorizzazione” lasciando il territorio
unicamente vittima dei danni provocati dalla combustione dei materiali.
Vogliamo precisare che in questa
interrogazione viene usata volutamente la parola inceneritore in quanto
l’impianto come da delibera provinciale verrà autorizzato come D10, pertanto
come inceneritore a terra e non come impianto di recupero sia di materia che di
energia con codice R1 .
RITENENDO INOLTRE CHE
- la mole dell’impianto “I Cipressi”
abbia un notevole impatto visivo nonché un alto impianto ambientale che
preoccupa le attività economiche locali, agricole e agrituristiche.
- Inoltre l’impianto, che sarà
dimensionato per bruciare 68.000 tonnellate annue quando il territorio non
produce rifiuto per l’impianto di incenerimento di Selvapiana , almeno che non
vengano fatti ulteriori investimenti per pretrattare il rifiuto indifferenziato
, si inserisce in un contesto ambientale di notevole strategicità, andando a
interferire con politiche di valorizzazione dell’ambiente come il progetto
“Foreste Modello” e la presenza del “Parco Nazionale delle Foreste
Casentinesi”.
-
Inoltre Il contesto territoriale è di grande pregio ambientale e
conosciuto nel mondo per la produzione di vini; in particolare dai vigneti
dell’area si produce il “Chianti Rufina” e molti sono i nomi eccellenti tra cui
la tenuta di Nipozzano dei Marchesi Frescobaldi, la fattoria di Selvapiana in
sponda sinistra della Sieve, la Fattoria di Grignano, Spalletti, F.lli
Grati; Basciano, Travignoli, Cerreto Libri, numerose le case vinicole e le
cantine.
-
Il consorzio del Chianti Rufina comprende circa 850
ettari, con 20 produttori e immette sul mercato circa dai 2,5 milioni ai 3
milioni di bottiglie l’anno.
- Il paesaggio è dominato dalle colline coperte
di olivi, vigneti e boschi.
- Le campagne sono intensamente
abitate da secoli e ricche di testimonianze storiche: chiese, castelli, ville
signorili, case contadine.
- L'agricoltura produce vino e olio
di oliva di alta qualità, e altre specialità della tradizione toscana:
formaggi, salumi, frutta, miele, legumi, ecc.
- Tali produzioni potranno risentire
in maniera significativa ed in senso negativo delle attività di incenerimento e
con esse tutte le attività connesse.
- E’doveroso, infine, ricordare come
l’attività terziaria sia una parte molto importante nel contesto economico
della valle: numerosissimi sono gli agriturismi e bed&breakfast che risentirebbero negativamente della
realizzazione dell’impianto.
RILEVANDO INOLTRE
Che
il tutto è gestito con il meccanismo delle società partecipate, entrando in
conflitto con l’art 13 Decreto Legge 223/2006, come convertito in legge 248 del
4 agosto 2006, che recita:
“ Norme per la
riduzione dei costi degli apparati pubblici regionali e locali e a tutela della
concorrenza.”
1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della
concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori nel
territorio nazionale, le società, a capitale interamente pubblico o misto,
costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per
la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in
funzione della loro attività, con esclusione dei servizi pubblici locali e dei
servizi di committenza o delle centrali di committenza apprestati a livello
regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni
aggiudicatrici di cui all'articolo 3, comma 25, del codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonchè, nei casi consentiti dalla
legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro
competenza, devono operare con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti,
non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati,
nè in affidamento diretto nè con gara, e non possono partecipare ad altre
società o enti aventi sede nel territorio nazionale. Le società che svolgono
l'attività di intermediazione finanziaria prevista dal testo unico di cui
al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono escluse dal divieto di
partecipazione ad altre società o enti.
2. Le società di cui al comma 1 sono ad oggetto sociale
esclusivo e non possono agire in violazione delle regole di cui al comma 1.
3. Al fine di assicurare l'effettività delle precedenti
disposizioni, le società di cui al comma 1 cessano entro quarantadue mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto le attività non consentite. A
tale fine possono cedere, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, le
attività non consentite a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una
separata società. I contratti relativi alle attività non cedute o scorporate ai
sensi del periodo precedente perdono efficacia alla scadenza del termine
indicato nel primo periodo del presente comma .
4. I contratti conclusi, dopo la data di entrata in
vigore del presente decreto, in violazione delle prescrizioni dei commi 1 e 2
sono nulli. Restano validi, fatte salve le prescrizioni di cui al comma 3,
i contratti conclusi dopo la data di entrata in vigore del presente decreto, ma
in esito a procedure di aggiudicazione bandite prima della predetta data.
Tale norma:
a)
fissa
il divieto alle società partecipate dal pubblico di svolgere attività di
mercato
b)
prevede
che possono svolgere attività solo ed
esclusivamente per i soci pubblici;
c)
stabilisce anche che queste società non
possono avere partecipazioni in altre società.
Inoltre, il decreto
legge 78 del 31/05/2010 come convertito
in Legge 122/2010, all’ art. 14 comma recita:
32. …… i comuni con popolazione inferiore a 30.000
abitanti non possono costituire società. Entro il 31 dicembre 2012 i comuni
mettono in liquidazione le società già costituite alla data di entrata in
vigore del presente decreto, ovvero ne cedono le partecipazioni. Le
disposizioni di cui al secondo periodo non si applicano ai comuni con
popolazione fino a 30.000 abitanti nel caso in cui le società già
costituite:
a) abbiano, al 31 dicembre 2012, il bilancio in
utile negli ultimi tre esercizi;
b) non abbiano subìto, nei precedenti esercizi,
riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio;
c) non abbiano subìto, nei precedenti esercizi,
perdite di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato gravato
dell’obbligo di procedere al ripiano delle perdite medesime.
Come si vede, è previsto il divieto per i comuni sotto i 30.000 abitanti di avere
partecipazioni in società, a meno che non siano “comuni virtuosi”, col bilancio in utile negli ultimi tre esercizi, imponendo la
liquidazione entro il 31 dic. 2012 per le partecipate esistenti.
INTERROGA IL SINDACO
Per conoscere i motivi per i quali il Comune ha
espresso il proprio parere favorevole al suddetto piano, esplicitando
su quali aspetti il medesimo risulta essere sostenibile economicamente,
ambientalmente e in termini sanitari.
Chiediamo
inoltre che vengano esplicitate le valutazioni positive espresse dal Comune di
Rufina sulla sostenibilità economica delle tariffe di accesso all’impianto.
Inoltre
si chiede quanto questa amministrazione ritiene compatibile l’attività
di AER S.p.a. e AER impianti s.r.l. con la L. 233/2006 e la L. 122/2010.
Si
richiede di riferire sui presenti quesiti nel prossimo Consiglio Comunale sia in forma orale che scritta
RingraziandoVi
per la Vs disponibilità
Cordiali
saluti
Rufina, 3
giugno 2013
I Consiglieri di INSIEME PER RUFINA
f.to Carlo Fossi
Antonio Polverini
Roberto Boninsegni
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Un altro comunicato stampa:
COMUNICATO STAMPA liste civiche d'opposizione del Valdarno - valdisieve dei comuni di Londa-San Godenzo-Rufina-Pelago-Reggello-Incisa
venerdì 26 aprile 2013
COMUNICATO STAMPA liste civiche d'opposizione del Valdarno - valdisieve dei comuni di Londa-San Godenzo-Rufina-Pelago-Reggello-Incisa
Comunicato stampa: dopo l’assemblea ATO le opposizioni di Valdarno e Valdisieve chiedono pareri ad ARPAT e al primo dipartimento della provincia.
Lo
scorso Dicembre l’ATO Toscana Centro ha approvato un nuovo piano
economico finanziario per la realizzazione dell’inceneritore “I
Cipressi” in località Selvapiana, Rufina. I costi dell’opera sono
passati dai previsti € 42.000.000,00 a € 88.143.586,04.
Dubbia
l’utilità dell’opera: secondo dati AER, mediamente, la raccolta
differenziata in Valdarno e Valdisieve raggiunge il 60%. Il rifiuto
indifferenziato da bruciare è di una decina di tonnellate annue,
l’impianto I Cipressi è dimensionato per bruciare oltre 68.000
tonnellate annue.
Quanto
approvato all’ ATO, con il voto favorevole di tutti i Sindaci presenti,
pone forti dubbi; in particolare l’inceneritore sarà autorizzato come
“impianto a terra”, quindi privo di funzioni di termovalorizzazione.
Smaltirà solo rifiuto pretrattato proveniente da tutta la provincia e
per il 10% dai Comuni della Valdisieve; quest’ultimi però non possono
pretrattare perché non dispongono di idonei impianti. Servirebbero
investimenti a sei zeri per realizzarli, quindi l’indifferenziato della
Valdisieve non entrerà mai nell’impianto di Selvapiana. Il documento
presenta anche anomalie tecniche sulla codificazione della tipologia di
rifiuti.
Queste
osservazioni, in qualità di consiglieri comunali di Londa, Rufina,
Pelago, Reggello, San Godenzo e Figline Valdarno, le abbiamo poste ad
ARPAT e al Primo Dipartimento Ambiente della provincia di Firenze
chiedendo un loro parere.
Ricordiamo
che l’area su cui giacerà l’inceneritore è oggetto di un provvedimento
della Giunta regionale che la classifica ad alto rischio idraulico e
quindi inedificabile. Un provvedimento successivo del Consiglio
Regionale ritiene l’area ad alto rischio ma edificabile previo opere di
regimentazione del fiume Sieve. L’inceneritore quindi sarà costruito
cementificando l’alveo della Sieve con dubbie conseguenze per la
sicurezza dei tratti successivi.
Il nostro non è un “Not In My Back Yard”,
non nel mio cortile, ma una questione di non convenienza tecnica ed
economica; l’impianto non recupererà i costi di realizzazione perché
difficilmente lavorerà a pieno regime, almeno che non arrivino centinaia
di autotreni con rifiuti da tutta Italia. Non ci sarà produzione di
energia elettrica; i cittadini non trarranno benefici dall’opera ma
subiranno l’alto impatto ambientale e visivo, aumento del traffico di
mezzi pesanti sulla viabilità, indebitamento dei comuni, svalutazione
economica delle aree agricole e degli immobili prossimi all’impianto,
minore capacità di attrazione turistica e forse anche un peggioramento
delle condizioni di salute. Un’opera che riduce la qualità ambientale
del territorio il quale si contraddistingue per la presenza del Parco
delle Foreste Casentinesi, per la strada dei vini del Chianti Rufina,
per il progetto internazionale delle Foreste Modello e per l’agricoltura
ecologica.
In
questo modo I Cipressi non può funzionare. Occorre ripensare il tutto a
cominciare dal piano rifiuti interprovinciale e regionale.
Consiglieri Comunali Valdarno Valdisieve
Tiberio
Corsinovi, Pierpaolo Gori, Maria Cristina Paoli (Londa), Elisa Tozzi
(Reggello), Cleto Zanetti (San Godenzo), Roberto Renzi (Figline
Valdarno), Antonio Polverini (Rufina), Sandra Bartolini (Pelago)
ALLEGATI:
ALLEGATI:
- LETTERA ALLA PROVINCIA
- LETTERA AD ARPAT
- DELIBERA 13/2013 DI ATO TOSCANA CENTRO (approvazione piano economico di AER)
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