VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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mercoledì 11 marzo 2026

Comunicato Stampa Rete Toscana Beni comuni e Zero PFAS Toscana

10-3-2026                                                               Le Associazioni (Forum Toscano Movimenti per l’Acqua ODV, Atto Primo ODV e Associazione per i Diritti dei Cittadini APS) che fanno parte della Rete Toscana Tutela Beni Comuni e di Zero PFAS Toscana chiedono risposte alla Regione Toscana e ai suoi bracci operativi: AUSL e ARPAT sul rispetto delle norme di legge, della trasparenza e della partecipazione!
“Oltre un mese fa abbiamo presentato un accesso agli atti – spiegano le Associazioni – chiedendo alle tre USL toscane se avessero attivato tutte le procedure previste dal D.Lgs. n.18/2023 (come controlli esterni) e dal D.Lgs. n.102/2025, per l’adozione dei programmi di controllo sulle acque potabili previsti dalle norme sui PFAS e copia del programma di controllo; la stessa richiesta è stata rivolta ad ARPAT, in quanto Ente competente per le analisi delle acque destinate alla potabilizzazione”.
Ebbene, la USL Sud Est ci ha risposto in modo esaustivo e solerte inviandoci anche il cronoprogramma di controllo delle acque INFORMANDOCI purtroppo che il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, incaricato di svolgere le analisi, non ha ancora dato disponibilità alla ricezione di tali campioni.
L’USL Nord Ovest ha confermato di non essere attualmente in grado di effettuare le analisi sui PFAS, nonostante la legge imponga la ricerca di tali parametri. Ha inoltre comunicato che è stata espletata una gara per l’acquisizione della strumentazione necessaria (senza indicazioni sui tempi) e che per tali analisi si stanno predisponendo convenzioni con ARPA Veneto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Toscana Lazio e ulteriori analoghe convenzioni con laboratori esterni accreditati (che contesteremo se dovessero coincidere con quelli dei gestori del servizio idrico).
L’USL Centro, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro.
“Chiediamo – commentano le Associazioni – quando entreranno pienamente in funzione tutte le procedure previste per effettuare le analisi disposte e, risposte formali dall’ex Assessore alla Sanità Bezzini, sulle ragioni che hanno determinato un ritardo così significativo, nonché all’attuale Assessore Monni su come intenda recuperarlo. Riteniamo infatti grave che, a distanza di due mesi dall’entrata in vigore della legge che limita la presenza di PFAS nelle acque potabili, non sia ancora possibile disporre di alcuna analisi”.
Sorge inoltre un interrogativo che non può essere ignorato, anche alla luce di una risposta rilasciata al giornale Avvenire, in cui l’allora assessore all’Ambiente dichiarò che i PFAS non rappresentavano una sua priorità: oggi, nel ruolo di assessore alla Sanità, come si concilia tale posizione con l’assenza dei controlli previsti dalla legge?
ARPAT ci ha risposto – proseguono le associazioni – informandoci di aver avviato dal 2017 il monitoraggio di 6 PFAS nelle acque destinate alla potabilizzazione e che tale rete è attualmente oggetto di revisione nell’ambito di un tavolo con Regione Toscana e Servizio Idrico Integrato.  Inoltre, pur non avendo competenze dirette sulle 30 molecole per le quali sono previste analisi nell’acqua potabile, ha condotto con successo prove su 14 di queste e sta ampliando le analisi alle 30 che costituiscono la Somma PFAS.
Ha infine riferito di svolgere analisi sulle acque di scarico, sui sedimenti e sulle polveri derivanti dai controlli della qualità dell’aria. Ci AUSPICHIAMO che sia avviato un confronto continuo con ARPA Veneto e Piemonte sulle metodologie già da loro adottate.
“Gli aspetti da approfondire sono ancora tanti e i ritardi che emergono inaccettabili, – proseguono le associazioni – continueremo a vigilare e a chiedere chiarimenti come sulle procedure di infrazione commisurate all’Italia per quanto di competenza regionale”
L’ infrazione n° INFR 2207/2025 concerne il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque, direttiva 2000/60/CE, quindi l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche (programmi che devono comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento).
Dato che le autorizzazioni ai prelievi vengono rilasciate da organi regionali e un DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE (21 APRILE 2015, n. 51/R) disciplina proprio gli obblighi di misurazione delle portate, dei volumi dei prelievi, delle restituzioni di acqua pubblica e delle modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni.
  • chiediamo il motivo per cui, nell’adozione del nuovo Piano di Tutela delle Acque (iniziato nel 2024 con l’allora Assessore all’Ambiente Monni, con una procedura ad oggi non conclusa), non troviamo traccia dei prelievi da acque superficiali e di falda da agricoltura e industria (risultano disponibili dati soltanto sui prelievi del Servizio Idrico Integrato sul sito dell’Autorità Idrica Toscana), né di come vengano restituite le acque dalle attività produttive dopo l’uso.
Riteniamo che il compito di colmare tale lacuna spetti al nuovo Assessore Barontini, dal quale aspettiamo ancora risposta alla nostra richiesta di incontro istituzionale   nella quale lo abbiamo informato dell’intenzione di discutere, tra gli altri temi, anche del rispetto delle norme della legge regionale 69/2011 e della necessità del rinnovo o reinsediamento del Comitato per la qualità del servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani, nel rispetto dei principi di partecipazione previsti dalla normativa regionale. La politica si deve ricordare che escludere i cittadini attivi dai processi decisionali non è un segnale positivo per la salute della democrazia.
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua ODV- Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV -Associazione per i Diritti dei Cittadini-ADiC Toscana APS

venerdì 27 giugno 2025

Inquinamento da PFAS: sentenza storica per il caso Miteni • Legambiente


Inquinamento da PFAS: sentenza storica per il caso Miteni • Legambiente

Si è chiuso con una grande vittoria per il popolo inquinato il processo di primo grado per uno dei più gravi casi di avvelenamento delle acque nella storia italiana causato dallo stabilimento Miteni di Trissino a Vicenza.

Un inquinamento che ha segnato un territorio di 300.000 abitanti, estendendosi per oltre 100 chilometri quadrati e contaminando la seconda falda acquifera d’Europa. Dopo anni di denunce, vertenze e battaglie, portate avanti anche da Legambiente e dai suoi circoli, chi ha inquinato finalmente paga per aver avvelenato senza scrupoli il territorio veneto danneggiando non solo l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini.

«Un grande lavoro, a partire dalla prima denuncia nel 2014 fatta dal Circolo “Perla Blu” di Cologna Veneta e dall’avvocato Enrico Varali coordinatore regionale del Centro di azione giuridica di Legambiente, che in questi anni si sono battuti, dentro e fuori le aule del tribunale, per ottenere ecogiustizia. Con la sentenza di oggi a Vicenza si conclude, infatti, uno tra i più grandi processi di inquinamento ambientale che la storia d’Italia ricordi: il processo ai vertici delle aziende che si sono avvicendate nella gestione del sito produttivo Miteni, oggi condannate per aver contaminato l’acqua da PFAS, compresa l’acqua potabile, della seconda falda acquifera d’Europa a servizio di più di 300.000 persone nella regione Veneto. Ora si proceda quanto prima alla bonifica del sedime inquinato, che ha provocato e continua a provocare una delle più estese contaminazioni acquifere con cui i cittadini veneti sono costretti a confrontarsi da decenni: dalle acque di falda – rese pericolose ai fini idropotabili ed irrigui in un’area di più di 180 km quadrati – ai corsi d’acqua superficiali che attraversano quei territori (Fratta Gorzone, Bacchiglione, Retrone, Adige) esposti ad una persistente presenza di questi forever chemicals, con conseguenze negative per l’ecosistema, la salute e per l’economia produttiva», questo il commento di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che unitamente a Legambiente Veneto e al circolo locale si sono costituite parti  civili nel processo e presenti oggi in aula alla lettura della sentenza.

Leggi tutto qui: https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/inquinamento-da-pfas-sentenza-storica-per-il-caso-miteni/ 

giovedì 11 aprile 2024

Lettera aperta inviata al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, all'Assessore all'Ambiente Monia Monni e a tutti i Gruppi consiliari sul pericolo dei PFAS nelle acque della Toscana insieme al Report di Greenpeace, a firma di molte Associazioni e comitati

Siamo inquietati e sorpresi in quanto, a 10 giorni di distanza dall’uscita del report di Greenpeace sulla presenza di Pfas nelle acque superficiali, in cui scaricano i reflui depurati dei distretti conciari, della carta, del tessile, come pure l’area interessata dalle attività florovivaistiche fra Pistoia e Prato, l’Amministrazione Regionale Toscana si nasconda in un silenzio sconcertante.
Una situazione imbarazzante e preoccupante alla luce anche di quanto emerso da una inchiesta giornalistica della Rai in “Presa Diretta” del 18 marzo. Infatti, mentre nella nostra regione e soprattutto nelle comunità direttamente interessate dall’uso di questi prodotti nei processi industriali e produttivi, si discute e ci si interroga; persino alcuni Consigli Comunali hanno iniziato a produrre odg in cui si richiede, agli organi competenti ed ai gestori dei servizi idrici e di depurazione industriale, di produrre dati analitici in grado di confermare o smentire quanto è stato documentato dalle analisi “autoprodotte” da Greenpeace. In tal senso ci chiediamo cosa stia facendo l’Amministrazione Regionale, riteniamo che senza fare inutili allarmismi, dopo lo scandalo Keu, non si possa dormire sugli allori.
Siamo convinti che la stragrande maggioranza di chi vive in Toscana vuol capire se ci troviamo o no dentro ad una nuova emergenza ambientale e sanitaria, vorremmo saperlo prima di unirci o dividerci sul che fare per cambiare rotta, siamo coscienti che non sarà possibile risolvere il problema senza mettere fuori legge la produzione e l’uso di questi composti chimici non degradabili. Abbiamo anche la consapevolezza che tale decisione spetta in primis alle autorità europee e nazionali ma riteniamo opportuna una autonoma decisione della Toscana che si allinei a quanto già fatto dalle Regioni Piemonte e Veneto in materia.
A tal proposito chiediamo la trasparenza e la messa in rete di tutte le informazioni analitiche, sia attuali che quelle future, di Arpat, Asl, delle Società di gestione del servizio idrico integrato e della depurazione industriale; sia la premessa indispensabile per evitare inutili e pericolosi scarica barile.
Come associazioni siamo e saremo presenti, parte attiva in questa vicenda, senza fare sconti né cedendo a falsi allarmismi né alla demagogia funzionale al mantenimento di uno status quo ormai insostenibile.
Ricordando che proprio in questi giorni è in discussione il nuovo Piano di Tutela delle Acque, riteniamo che, in relazione ai cambiamenti climatici in atto, ci troviamo di fronte ad un passaggio decisivo per la Toscana per un’economia compatibile dei distretti idrovori al fine di cambiare i cicli produttivi, adottando l’assoluta trasparenza e condivisione delle informazioni unica garanzia per riuscire nell’impresa.

Firmatari
Forum Toscano Movimenti per l’Acqua, Forum Ambientalista AdV toscano, Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana APS), Associazione BioDistretto del Montalbano APS Ets, Ass. Acqua bene Comune ODV Pistoia e Valdinievole, Ass. Alleanza per i beni comuni ODV Pistoia, Associazione Senza Confini, Associazione Vivere in Valdisieve, Associazione I’Bercio Loro Ciuffenna, Associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV, Associazione La Libellula – Gruppo per l’ambiente Valle del Serchio, Assemblea Permanente No Keu, Associazione IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità, Associazione Livorno Porto Pulito, Alterpiana Firenze Prato Pistoia, Asia USB Livorno, Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara, Comitato Acqua Pubblica Arezzo, Comitato Acqua Bene Comune Valdarno, Comitato Acqua alla gola Massa, Comitato Ambientale di Casale , Comitato Collesalviamo l’Ambiente, Comitato “Le Vittime di Podere Rota”, Comitato Alberi Viale IV Novembre Empoli, Comitato dalla parte del Cittadino Forte dei Marmi, Comitato per un altro raddoppio, Comitato Valdisieve, Comitati di Lotta Ambiente Salute Lavoro Livorno, Comitato No Cubone Livorno, Comitato Bosco Urbano Rosignano , Comitato Orti Urbani e Loghino Livorno, Comitato Ambiente Siena, Centro Culturale La Pietra Vivente Massa, Coordinamento per la difesa del Parco Pertini e dell’Ospedale Storico Livorno, Crisoperla biologica e solidale - Associazione APS, Prato Social Forum, PratoPartecipa, Centro d’Iniziativa Enrico Berlinguer AR, La Piana contro le nocività-Presidio Noinc Noaereo, Magliette Bianche di Massa e Carrara, Mamme di “News s Tutto Gas”, Marcignana non si piega, Obiettivo Periferia Pistoia, Osservatorio Ambientale Pratese , Rete Toscana in Movimento, Terra Libera Tutti Reggello, Trasparenza per Empoli, Trasparenza Rosignano, Valdelsa Attiva, Valdisieve in Transizione