Il 1º luglio ci sarà il convegno regionale toscano dal titolo “Economia circolare… falsità circolanti” che avrà luogo dalle ore 15.30 presso il Parco Scientifico di Capannori (LU).
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VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
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- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
CALENDARIO
martedì 27 giugno 2023
L’attivismo non va in vacanza in difesa dell’ambiente! 1° Luglio a Capannori.
martedì 7 marzo 2023
ROSSANO ERCOLINI: "Clima e inceneritore: cara Elly ti scrivo, così ci chiariamo un po’"
Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Italy e Zero Waste Europe, vincitore nel 2013 del Goldman Environmental Prize 2013, scrive alla nuova Segretaria del PD. Chiedendole un incontro in occasione della Giornata Internazionale ZERO WASTE promossa dall'ONU per il 30 Marzo prossimo.

foto dal profilo FB di Elly Schlein
Cara Elly ti scrivo, così ci chiariamo un po’.
Sono sinceramente contento del “guizzo” con il quale la nuova giovane segretaria del Pd ha spiazzato l’apparato di partito (anche questa volta non ci hanno visto) intercettando e interpretando la voglia di cambiamento della società civile che ha portato a votare alle primarie non solo i simpatizzanti di area Pd, ma anche settori semplicemente attratti dalla freschezza della sua campagna. Oggettivamente – e lo dico da attivista indipendente – il processo innescato dalla candidatura di Elly Schlein è stato un positivo processo rigenerativo che pone all’ordine del giorno il ricambio delle classi dirigenti (non solo politiche) nel nostro Paese.............
......Leggi l'articolo sul Fatto Quotidiano, a questo link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/03/06/clima-e-inceneritore-cara-elly-ti-scrivo-cosi-ci-chiariamo-un-po/7086871/?fbclid=IwAR3gOMY5XStUdz5M-cdTrtLnL4HBHlLDLldR1NhdtK7PMKPmEWi9KtpU6kY
martedì 17 maggio 2022
ROSSANO ERCOLINI: La Regione Toscana e il ciarpame impiantistico.
L’assessora della Regione Toscana Monia Monni (attraverso la sua comunicazione di ieri) dà la stura al peggior ciarpame impiantistico che c’è. Lo fa strumentalizzando un poco felice slogan di Legambiente “Rifiuti Zero, impianti mille” da ribattezzare “Rifiuti à gogo, trattamenti termici mille!“.
Certo, le proposte pervenute alla Regione Toscana seppur documentate, si recita, in modo coerente (sono 32) non costituiscono ancora alcunché di definitivo ed anzi, in attesa di VAS rappresentano poco più una sorta di “noi ci proviamo” ma segnalano per l’ennesima volta la scelta di un modello di gestione dei rifiuti vecchio e alternativo alla Economia Circolare.
Anche concedendo che tra le 32 proposte impiantistiche ve ne sono diverse valide (tuttavia, come da prassi, esse stesse da verificare) il risultato dal sottoscritto paventato alla assessora Monni in un faccia a faccia che questo approccio avrebbe attirato di tutto e di più del “partito trasversale dell’industria sporca” non solo regionale ma nazionale.
Nel dettaglio: ENI ci riprova a Stagno (LI) con la già sconfitta previsione del gassificatore/catalizzatore da Combustibile Solido Secondario. Ma è l’intera provincia di Livorno ad essere tempestata di altre brutte notizie.
ALIA di Firenze vorrebbe un megagassificatore a Rosignano mentre Retiambiente un “ossicombustore” a Livorno per i rifiuti da raccolte differenziate (trattasi di trattamento termico ad alta temperatura).
Anche a Massa, a Peccioli e Pontedera si propongono amenità simili ed in parte a Pisa. Poi la “notizia” del grande gassificatore di Empoli con la quale ALIA si rivela ancora una volta quale battistrada di tecnologie sporche.
Anche in Val di Sieve gli amanti dei trattamenti termici (a tutti gli effetti per la normativa vigente da trattarsi quali inceneritori al di là di cavilli tecnici!) si prevedono un paio di impianti di Pirolisi nel segno di cui sopra e cioè di “inceneritori sotto mentite spoglie”.
Quindi tra queste 32 proposte oltre la metà non c’entrano niente con l’Economia Circolare ma hanno a che fare con la vetusta categoria dello smaltimento.
È triste che la Regione Toscana si presti a questo nuovo equivoco innescando un ennesimo braccio di ferro di cui, proprio in nome di una “governance avanzata” appare del tutto deleterio e foriero di conflitti che sarebbe stato meglio evitare. Vedremo!
Il problema strategico vero è che il gap toscano di cui parla Monni non è di tipo impiantistico ma il gap riferito alla diffusione di are centro e soprattutto nel sud della Toscana delle buone pratiche Rifiuti Zero!
La Monni aveva promesso un confronto serrato ma costruttivo con Zero Waste Italy, ma chi l’ha visto?
Ancora una volta si presta tendendo l’orecchio ai “soliti noti” (ENI, ALIA, BELVEDERE SPA, ecc.) e si tira un calcio in faccia ai portatori concreti di nuovi modelli industriali che statisticamente dimostrano di saper trasformare i rifiuti in materiali preziosi per i distretti toscani.
Ma non finisce qui! Per Rifiuti Zero è solo l’inizio di un confronto duro e aperto nello stesso tempo.
Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy


lunedì 28 giugno 2021
Parte la campagna europea non bruciamoci l’occasione
Pubblicato il 15 Giugno 2021 - fonte: https://www.isde.it/parte-la-campagna-europea-non-bruciamoci-loccasione/
Una campagna per contrastare la cosiddetta transizione ecologica da parte del Governo Draghi
La presentazione della seconda bozza del PNRR da parte del governo Draghi al Parlamento in data 26-27 aprile, trasmesso soltanto la sera prima ai parlamentari, ha denotato lo stile “accentratore” con cui questo governo intende gestire la partita finanziaria straordinaria del Recovery plan.
Una partita finanziaria destinata a pesare sulle prossime generazioni, dato che il 70% degli oltre 250 miliardi di euro sono debiti e mutui che dovranno essere ripagati con tagli di spesa e probabili nuove future tassazioni, partita finanziaria di cui alla luce del P.N.R.R. inviato alla C.E. appare del tutto discutibile la presunta “bontà” attribuitagli dal presidente Draghi in prima persona.
La parte di questo Recovery plan che riteniamo sia errata e del tutto da riscrivere è la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, in cui si stenta a trovare capitoli di spesa che corrispondano a una vera “attuazione ecologica” dei trattati e delle direttive europee in vigore.
Dobbiamo evidenziare, invece, che le scelte principali nella “Rivoluzione verde e transizione ecologica” non vanno nella direzione di ridurre drasticamente le emissioni di gas e polveri sottili in atmosfera, non incentivano esclusivamente le vere fonti energetiche rinnovabili, non aumentano la biodiversità e la fertilità dei terreni, non prevedono modelli di mobilità che riducono l’utilizzo di combustibili fossili per il trasporto.
Dal ruolo riservato all’“Economia circolare”, a cui vengono dati gli spiccioli pari a 2,1 Miliardi sui 250 totali, al ruolo riservato al sostegno alle produzioni di energia da Biogas – Biometano – Biomasse con circa 2 Miliardi, alle previsioni di utilizzo del Biometano per l’autotrazione pesante, emerge che la proposta di PNRR del governo Draghi rischia dunque di ritardare la transizione ecologica e di mettere seriamente a rischio la possibilità per l’Italia di accedere ai fondi del NextGenerationUE, la cui erogazione dovrà rimanere coerente ai principi stabiliti e a quanto previsto nelle direttive europee sull’economia circolare.
Tutto questo dovrebbe essere tradotto nel PNRR nell’obiettivo italiano di dare avvio all’attuazione della strategia New Green Deal europea per iniziare a mitigare i cambiamenti climatici:
– dare attuazione ad una vera “economia circolare”, processo che privilegia il riutilizzo ed il riciclaggio con recupero di materia prima secondaria,
– sostenere la transizione verde verso un modello agro-ecologico che non alteri il clima, riduca le emissioni ed il consumo di acqua e suolo valorizzi le risorse locali promuovendo l’autonomia alimentare da filiere corte, qualifichi l’agricoltura integrata ed agevoli stili alimentari sostenibili,
– prevedere che la produzione di energia debba provenire esclusivamente da fonti veramente rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico, eolico, moto ondoso, solare termico), e non dalla combustione di Biogas – Biometano – Biomasse,
– stabilire che il PNRR debba prevedere la generale ristrutturazione delle reti idriche pubbliche, che tuttora hanno perdite per oltre il 40% di acqua potabile.
Citiamo pertanto la comunicazione del 12 febbraio 2021 della Commissione Europea secondo cui “il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF, Recovery and Resilience Facility) e stabilisce che nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la resilienza (RRP, Recovery and Resilience Plan) debba arrecare danno agli obiettivi ambientali ai sensi dell’articolo 17 del regolamento Tassonomia.
Ai sensi del regolamento RRF citato “la valutazione degli RRP deve garantire che ogni singola misura (ossia ciascuna riforma e ciascun investimento) inclusa nel piano sia conforme al principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH, “do no significant harm”)”
Dimostriamo con il nostro documento di “osservazioni sintetiche” il contrasto tra le previsioni del PNRR italiano e molte Direttive europee e l’assenza di qualsiasi analisi DNSH rispetto a:
la Direttiva n. 851/2008/CE per l’economia circolare relativa alla gestione rifiuti, per il marginale finanziamento previsto nel PNRR che contraddice tutto il “pacchetto europeo”,
la Direttiva n. 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente, per il sostegno agli impianti di combustione biogas–biometano–biomasse e l’uso autotrazione del biometano,
la strategia europea per il 2030 sulla biodiversità, rispetto al mancato stanziamento per la riconversione verso l’agricoltura biologica e
il Trattato Funzionamento Europeo art. 107-109 sugli aiuti di Stato, sul finanziamento del 40% degli investimenti per la riconversione di 600 impianti biogas privati a biometano,
la Direttiva n. 2014/24/UE sugli appalti pubblici, per la privatizzazione servizi pubblici locali e la corsia preferenziale per l’appalto pubblico rispetto alla gestione diretta in-house,
la Direttiva n. 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale ed il regolamento (CE) n.1367/2006 che impone alle istituzioni e agli organi comunitari l’attuazione degli obblighi contenuti nella convenzione di Aarhus.
Invitiamo quindi la Commissione europea e tutti i gruppi del Parlamento Europeo a prendere posizione con un atto che inviti il Governo italiano a rivedere tutto il capitolo della cosiddetta “transizione ecologica”, rispetto alla gravità di previsioni illegittime ed in contrasto con le norme europee richiamate.
Invitiamo tutte le associazioni “ambientaliste”, i comitati, i medici, i giovani e tutti i cittadini a cui preme la tutela della salute pubblica e dell’ambiente a sottoscrivere il presente comunicato per avviare un dibattito pubblico sulle azioni da mettere in campo, sul piano politico e giuridico.
L’attuale situazione richiede il massimo rigore e la massima adesione alle evidenze per scongiurare non solo una sostanziale inefficacia delle misure adottate, ma, cosa davvero grave, un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali, climatiche e di salute.
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venerdì 28 maggio 2021
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Sabato 10 aprile scorso, alle ore 15,30 si è tenuto un incontro regionale su Zoom per presentare la bozza compiuta di Proposta di Piano Regionale per una Toscana che diventerebbe così la prima Regione europea a Rifiuti Zero.
Il documento è il prodotto di un lavoro comune di Rossano Ercolini, Fabrizio Bertini, Stefano Seghetti e Marco Paganini.
Qui il documento in PDF: Proposta di Piano Regionale per una Toscana verso Rifiuti Zero
Un accenno dei temi:
1. Linee essenziali di indirizzo
2. La sfida della Rigenerazione
3. La sfida delle buone pratiche
4. I sistemi che danno maggiori rese nell’applicare questi indirizzi
5. Il nostro Paese ormai oltre il 60% di RD su scala nazionale
6. E la Toscana?
7. Puntare su questi numeri: -7% - 80% / ciò che resta - 51%
8. Ridurre di almeno il 7%
9. Obiettivo 80% RD entro il 2025
10. E sul Rifiuto Urbano Residuo intervenire con le “Fabbriche dei materiali”
11. Il processo di rigenerazione: dispositivi e strumenti
12. Il ruolo dei Centri di Ricerca RZ e della riprogettazione dentro questo scenario
13. Il Piano RZ, i distretti industriali, l'importanza del compost e l’economia circolare
14. Patti Territoriali Bioeconomici
15. Il Piano TOSCANA ZERO WASTE in numeri
16. Come raggiungere almeno il 51% di sottrazione dalla discarica (diversion) del RUR?
17. Finalizzando: occorrono impianti di compostaggio e piattaforme per il riciclo
18. Per nuovi Ambiti Regionali di Raccolta
FONTE articolo: http://www.zerowasteitaly.org/vogliamo-una-toscana-prima-regione-zero-waste-deuropa/
lunedì 24 maggio 2021
L'appello dell'ex Ministro dell'Ambiente SERGIO COSTA - NO inceneritori!
L’Unione Europea stabilisce la piramide gerarchica dei rifiuti. In sostanza afferma che per prima cosa gli Stati membri devono ridurre la quantità di rifiuti, poi sviluppare processi di riciclo e compostaggio, eventualmente valutare il recupero energetico ed infine ipotizzare il trattamento in discarica.
La Ue, nel pacchetto Economia Circolare, ha recentemente stabilito i nuovi target per la gestione dei rifiuti solidi urbani. Entro il 2035 massimo il 10% degli RSU potranno andare in discarica. Il che significa che tutto il 90% dei rifiuti dovrà essere gestito diversamente.Oggi, per costruire un termovalorizzatore, tra autorizzazioni amministrative e tempi tecnici costruttivi occorrono non meno di 5 anni se va tutto bene. Un impianto medio da 450.000 mila tonnellate/anno costa non meno 400 milioni di euro. Esso, una volta in funzionamento, residua circa il 30% del bruciato sotto forma di ceneri (rifiuti speciali pericolosi) che chiaramente vanno smaltite in discarica, più 650 kg di acque per tonnellata di rifiuti bruciati da depurare successivamente e 25 kg per tonnellata di gesso.
Un termovalorizzatore ha un piano di ammortamento di almeno 20 anni.
E’ stato calcolato che la filiera del riciclo, nel suo complesso consente performance ambientali migliori, in termini di energia, da 3 a 5 volte rispetto a un termovalorizzatore. Inoltre, l’occupazione lavorativa per la filiera delle 4R-riciclo, recupero, reimpiego e riutilizzo- consente un’occupazione lavorativa full time quattro volte superiore a quella assicurata dai termovalorizzatori.
Nel 2017, la Commissione europea ha raccomandato che “I processi di termovalorizzazione possono svolgere un ruolo nella transizione verso un’economia circolare a condizione che la gerarchia dei rifiuti della U.E. funga da principio guida e che le scelte fatte non ostacolino il raggiungimento di livelli più elevati di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio”.
Allora, vi prego, parliamo di Economia Circolare e acceleriamo in quella direzione. Il resto è solo vecchio paradigma… solo vecchio.
lunedì 12 ottobre 2020
Obsoleti, inquinanti, costosi. Si mette male, per gli inceneritori!
sabato 29 agosto 2020
Presentato a Firenze il #𝙋𝙧𝙤𝙩𝙤𝙘𝙤𝙡𝙡𝙤𝘿𝙞𝙄𝙢𝙥𝙚𝙜𝙣𝙤 promosso da un vasto numero di movimenti e Associazioni tra cui Zero Waste Europe.
Abbiamo aderito come RETE AMBIENTALE/VERSO RIFIUTI ZERO (di cui fanno parte Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve e Associazione Vivere in Valdisieve), al #𝙋𝙧𝙤𝙩𝙤𝙘𝙤𝙡𝙡𝙤𝘿𝙞𝙄𝙢𝙥𝙚𝙜𝙣𝙤 ai prossimi candidati regionali per la presidenza della Regione Toscana.

Il 28 Agosto è stata fatta la conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche Rossano Ercolini.
Ora la parola passa ai candidati Presidenti.
PROTOCOLLO DI IMPEGNO PER LE CANDIDATE E I CANDIDATI A PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE TOSCANA
PROPOSTO DA:
AlterPiana Firenze Prato Pistoia • Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero, Lucca • Angelo Baracca, Comitato Fermare la Guerra, Firenze • Associazione AcchiappaRifiuti (Livorno-Pisa) • Associazione Acqua Bene Comune, Pistoia e Valdinievole • Associazione Alleanza Beni Comuni, Pistoia • Associazione Amici del Padule di Fucecchio (FI-PT) • Associazione "Firenze, le Piazze degli Anni '7o" • Associazione Orto Collettivo Natura t, San Donato, Calenzano (FI) • Associazione Piazza della Vittoria, Firenze • Associazione VAS (Vita, Ambiente, Salute) Onlus, Prato • Atto Primo. Salute Ambiente Cultura, San Gimignano (SI) • Biodistretto del Montalbano (FI-PO-PT) • Centro di Ricerca Rifiuti Zero, Capannori (LU) • Circolo Legambiente Livorno • Comitato Ambientale di Casale (PO) • Comitato per la Chiusura dell'Inceneritore di Montale (PT) • Comitato "Collesalviamo l'Ambiente", Collesalvetti (LI) • Comitato Difendiamo la Nostra Salute, Prato • Comitato Firenzuola No Discarica "Il Pago" (FI) • Comitato Rifiuti Zero, Arezzo • Comitato Rifiuti Zero di Cecina (LI) • Comunità di resistenza contadina Jérórne Laronze, Rete fiorentina di Genuino Clandestino • Confederazione Cobas • Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia • Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno • CUB Toscana • Forum Ambientalista, provincia di Grosseto • Fridays For Future, Pisa • GaS Millepiedi, Empoli (FI) • "La Libellula" Gruppo per l'Ambiente - Valle del Serchio (LU) • Mamme No Inceneritore, Firenze • Medicina Democratica nazionale • Medicina Democratica, sezione Pietro Mirabelli, Firenze • "Obiettivo Periferia", Pistoia • Presidio Noinc Noaero, piana FI-PO-PT • Rete Valdisieve Verso Rifiuti Zero (Comitato Valdisieve - Associazione Valdisieve -Associazione Vivere in Valdisieve) • TAT Movimento Tutela Ambiente e Territorio di Montefoscoli (PI) • WWF Toscana • Zero Waste Europe • Zero Waste Italy
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VERSO UNA CONVERSIONE ECOLOGICA IN TOSCANA
PROTOCOLLO DI IMPEGNO
DELLE CANDIDATE E DEI CANDIDATI A PRESIDENTE DELLA REGIONE
Premesso che
l’ “Economia Circolare” (definita con le direttive quadro UE 849/850/851/852 del 2018) rappresenta una SFIDA DECISIVA ALLA DISSIPAZIONE E ALLO SPRECO di beni e risorse sempre più scarsi e non rigenerabili che caratterizzano il “modello lineare” (produrre, consumare, smaltire) e può costituire l'avvio di un processo di CONVERSIONE ECOLOGICA sempre più NECESSARIA;
Preso atto che
è in corso una “EMERGENZA CLIMATICA” conseguente al riscaldamento globale, dagli effetti sempre più devastanti in campo ecologico e sociale e che non abbiamo più tempo davanti a noi, come portato con forza all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale da Greta Thunberg, dal movimento Fridays For Future e dall’intero mondo scientifico;
la/il sottoscritta/o candidata/o alla Presidenza della Giunta Regionale
SI IMPEGNA A
CONTRASTARE IL PROGETTO ENI “WASTE-TO-METHANOL” previsto presso lo stabilimento di Stagno (sostenuto dalla Giunta regionale toscana attraverso i Protocolli allegati alle Deliberazioni n. 866 e 867 del 5 luglio 2019) perché:
· scavalca e stravolge l’intera programmazione regionale di gestione dei rifiuti
· aggiunge un carico ambientale su una zona già fortemente gravata da produzioni nocive, tanto da essere ricompresa tra i SIN - Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche e che, nonostante questo, già ‘ospita’ l’inceneritore del Picchianti, la ex RaRi, le aree dismesse della ex Lonzi anch’esse da bonificare e, nella stessa Provincia, la discarica regionale di “Scapigliato” - Rosignano;
· tale ipotizzato impianto deresponsabilizza nei fatti l’intero ATO Centro che contiene la zona metropolitana ad alta intensità di produzione dei rifiuti su cui è ancor più necessario un impegno di trasformazione. Infatti, da una parte, verrebbero conferite in altro Ambito Territoriale buona parte dei rifiuti dell’ATO Centro, mentre dall’altra, si favorirebbe il permanere delle arretratezze in merito ai bassi livelli di raccolta differenziata e di attuazione delle “buone pratiche” di riduzione, riuso, riparazione, compostaggio e riciclo dell’area fiorentina che, invece, sono ormai pratica diffusa nell’area della costa nord occidentale.
Il Progetto ENI non può vantare nemmeno alcun modello di riferimento industriale già operativo anche a livello mondiale. Pertanto, in riferimento alle informazioni fornite unilateralmente in sede pubblica ed in sede istituzionale, esso RISULTEREBBE IN EVIDENTE CONTRAPPOSIZIONE AGLI INDIRIZZI DEI CRITERI APPLICATIVI IN MATERIA DI ECONOMIA CIRCOLARE di cui in premessa. Infatti, a fronte di una produzione di 100.000 tonnellate/anno di metanolo ricavate dal trattamento termico di circa 200.000 tonnellate tra Rifiuto Urbano Residuo/Combustibili Solidi Secondari e plastiche eterogenee (plasmix) provenienti soprattutto dall’area fiorentina, si afferma di immettere nell’ambiente oltre 380.000 tonnellate/anno di scarti tra ceneri (char), acque di scarico fortemente inquinate, fanghi pericolosi e circa 150.000 tonnellate di CO2.
E tutto questo al netto di un energivoro processo termico di “gassificazione catalitica” di rifiuti (normativamente assimilato ad incenerimento). Un impianto ancora sperimentale, dunque, che pone problemi seri da risolvere in relazione alla depurazione del syngas ottenuto, necessaria ad evitare l’emissione in atmosfera degli inquinanti tipici di tutti i processi di incenerimento e di combustione di rifiuti.
Il progetto ENI, pertanto, si pone in aperto contrasto a quanto stabilito dalla Regione Toscana stessa nella propria LR 34/2020 (“Disposizioni in materia di economia circolare per la gestione dei rifiuti. Modifica alla LR 60/1996”).
SI IMPEGNA CONSEGUENTEMENTE A
RIVEDERE I PROCESSI PARTECIPATIVI e politici, in ottemperanza alla Convenzione di Aarhus, attribuendo potere vincolante nelle decisioni a comunità, Comuni e territori, sia sul piano istituzionale che finanziario per favorire tutte quelle pratiche in grado, a partire dall’ATO centro, di ridurre e trattare con “impianti a freddo” - senza combustione - proprio quei flussi soprattutto plastici individuati dal progetto ENI quali “cariche” da inviare all’impianto. Con riferimento ai fondi del Recovery Fund europeo e all’impegno della Regione Toscana a perseguire un percorso “plastic free” con L.R. n. 37/2019.
SI IMPEGNA INOLTRE A
SOSTENERE la realizzazione di piattaforme per il riuso/riciclo/compostaggio derivanti dalla generalizzazione dei sistemi di raccolta “porta a porta” (integrati da adeguate isole ecologiche e da una tariffazione puntuale per i cittadini coinvolti) in grado di promuovere imprese locali, posti di lavoro, materie prime rigenerate da fornire ai cicli produttivi toscani.
Ciò permetterà ampiamente di creare lavori duraturi e puliti ben oltre il numero di addetti previsti in impianti di trattamento/smaltimento come discariche e trattamenti termici dei rifiuti.
SI IMPEGNA ALTRESÌ A
ATTUARE ENTRO IL 2024 LA DISMISSIONE DEGLI INCENERITORI OPERANTI IN TOSCANA senza prevedere nuovi inceneritori, coinceneritori né progetti di “revamping”, in quanto essi, oltre ad essere impiantistica obsoleta ed inquinante, costituiscono una “barriera” alla realizzazione di tutti quei percorsi di economia circolare ispirati al funzionamento dei cicli biogeochimici.
PUNTARE, oltre che sulla accelerazione delle buone pratiche di riduzione, riuso, compostaggio e riciclo, ANCHE SULLA CITATA “IMPIANTISTICA A FREDDO” (già disponibile su scala industriale nel contesto italiano) per arrivare A GRAVARE SEMPRE DI MENO SUI SITI REGIONALI DI DISCARICA, dei quali occorre non prevedere ampliamenti né nuovi siti, procedendo, anzi, alle necessarie e urgenti bonifiche.
SI IMPEGNA, INFINE, A
ADOTTARE la stessa strategia in materia di gestione di RIFIUTI SPECIALI puntando sulla CENTRALITÀ DEL RECUPERO DEI MATERIALI contenuti negli scarti provenienti dalle singole imprese di produzione e di servizio, così come dai distretti toscani. Occorre favorire in modo trasparente il ricorso a processi normativi ed amministrativi che consentano di ampliare e controllare sia modalità di inclusione nell’“End of Waste” di molte materie sottratte agli scarti, sia di fornire un concreto spazio commerciale ai prodotti provenienti dal riciclo e dal riuso attraverso gli incentivi previsti in materia di “green procurement” ed “acquisti verdi” SCORAGGIANDO COSÌ, ANCHE LA REALIZZAZIONE DI INCENERITORI E DISCARICHE per i flussi in oggetto.
La/Il candidata/o a Presidente della Giunta regionale toscana
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Firma
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Luogo e data ………………………………………………………………………………………………………………………
giovedì 13 agosto 2020
MINISTRO COSTA, PERCHÉ NON VUOLE AIUTARE LIVORNO?
Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno
Prima della grande manifestazione del mese scorso di fronte alla raffineria ENI, abbiamo fatto appello al ministro dell'ambiente Sergio Costa, perché si pronunciasse sul mostruoso mega-inceneritore di rifiuti che ENI e Regione Toscana vogliono costruire a Stagno, tra Livorno e Collesalvetti.Un "gassificatore" (classificato dalla legge come inceneritore) che dovrebbe distruggere fino a 400mila tonnellate l'anno di rifiuti provenienti da tutta la Toscana e da altre regioni, bruciandoli a 1.600 gradi, con emissioni inquinanti in atmosfera, acqua e terreno, in un'area severamente colpita da malattie e decessi per inquinamento (secondo gli studi del Ministero della salute) e interessata agli obblighi di bonifica SIN.
La Regione ha scritto un anno fa al Ministero dell'ambiente per avere il via libera, ma il ministro Costa non ha ancora detto una parola su questa vicenda, neanche in occasione della sua visita istituzionale nella nostra provincia. Cosa sta aspettando e perché?
Non siamo abituati a questo tipo di atteggiamento da parte di un ministro che si è sempre dimostrato molto determinato nel voler tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini:
1) nel 2018, per esempio, si oppose efficacemente al tentativo di rilancio degli inceneritori all'interno della stessa compagine di governo, ricordando che "realizzare nuovi inceneritori significa rinunciare all'economia circolare" e che "gli inceneritori non sono nel contratto di governo";
2) nel 2019, si oppose alle trivellazioni: "vogliamo puntare sulle fonti fossili, che impoveriscono il territorio e creano pochi posti di lavoro, o sulle energie rinnovabili, aiutando il clima e creando tanti posti di lavoro?" (un inceneritore come quello progettato da ENI è il trionfo delle fonti fossili: la plastica fatta col petrolio viene distrutta per ricavarne additivi ai carburanti, fatti col petrolio, favorendo l'estrazione di petrolio per produrre sempre nuova plastica da bruciare), poi aggiunse "non firmerò autorizzazioni a trivellare il paese, neanche se dovesse esserci il parere tecnico favorevole della commissione del mio Ministero. Mi farò dei nemici? Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei carabinieri, lo dico con franchezza";
3) nel giugno scorso, poche settimane fa, ha bloccato la Regione Sicilia che vorrebbe costruire nuovi inceneritori: in una lettera al governatore regionale, afferma che "occorre sviluppare soluzioni alternative", "il ministero dell'ambiente è contro gli inceneritori, non per motivi ideologici ma per ragioni tecniche", "una corretta applicazione dell'economia circolare comporta una drastica riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica e con l'incenerimento".
Ministro Costa, le chiediamo di mostrare la stessa determinazione e la stessa coerenza anche per difendere la nostra comunità ed il territorio livornese, non ci abbandoni al nostro destino di pattumiera d'Italia, prenda una posizione netta adesso, come ha fatto per molte altre questioni ambientali, senza attendere scadenze elettorali, senza nascondersi dietro equilibrismi politici o procedimenti burocratici.Fermi subito questa follia.
♻️ Condividiamo e diffondiamo questo messaggio al ministro Costa ♻️









