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L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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lunedì 6 agosto 2018

Raccolta Rifiuti con metodi diversificati: ALIA come AER?

Si riporta per esteso un post pubblicato dalle "Mamme no Inceneritore" che dopo i mondiali di calcio si sono fatte contagiare dal metodo VAR (Video Assistant Referee). 
Partono da alcune dichiarazioni di amministratori o altro, le analizzano e rispondono.
Questo caso particolare lo riproponiamo perchè somiglia molto alla gestione che AER spa fa nei diversi comuni da lei gestiti: Pontassieve, Pelago, Rufina, Londa, Reggello, Dicomano, San Godenzo (per chi non lo sapesse, gli altri 2 Figline/Incisa e Rignano da quest'anno sono sotto ALIA in quanto avevano i contratti di servizio in scadenza rispetto a tutti gli altri e non li hanno rinnovati, entrando quindi sotto al gestore unico). Infatti si passa da un Porta a Porta integrale nel comune di Rufina, a porta a porta per alcune tipologie su Pontassieve che poi ha anche cassonetto, campana e e-gate, lo stesso Pelago, più o meno e tutti gli altri. 

Questo il post pubblicato:

A SIGNA va in scena l'ASSURDO sulla Raccolta Differenziata...
ma le Mamme usano il VAR per riportare il buon senso!
***ERRATA CORRIGE*** nel VAR è stato fatto uno scambio di persona. SCUSANDOCI per l'accaduto correggiamo prontamente: il mittente delle dichiarazioni oggetto di analisi è il consigliere comunale Vinattieri di Forza Italia/Rinasce Signa e NON l'assessore La Placa
In queste settimane stiamo assistendo alla messa in scena di uno spettacolo imbarazzante nel Comune di Signa, nel quale la giunta ha deciso di attuare un nuovo sistema di Raccolta Differenziata, a modello Alia Servizi Ambientali Spa, che riunisce 3 differenti tipi di gestione: l'assurdo più totale.
Ma entriamo nel merito per capire meglio di cosa si tratta. Anche se i Mondiali di calcio sono finiti, la VAR continua ad essere uno strumento utile nei campionati italiani. Da qualche tempo le MAMME NO INCENERITORElo usano per vagliare le dichiarazioni pubbliche sul tema rifiuti degli amministratori dell'area metropolitana fiorentina.
Oggi è il turno delle dichiarazioni dell'assessore all'ambiente di Signa, Federico La Placa (ndr ERRATO, le dichiarazioni sono di Vinattieri), che sta promuovendo assemblee sul territorio comunale, insieme al sindaco Alberto Cristianini e ad Alia, per lanciare l'introduzione nel 2019 del nuovo sistema misto di raccolta rifiuti. Tale sistema prevederà:
- la raccolta porta a porta per multimateriale e carta;
- la raccolta a campana stradale ad accesso libero per il vetro;
- e la raccolta a cassonetto ad accesso con chiavetta per rifiuti indifferenziati e per l'organico (in questo ultimo caso si tratta di una novità assoluta o perlomeno non abbiamo riscontro di esperienze analoghe sul territorio nazionale).
Venendo alle dichiarazioni oggetto di analisi VAR:
DICHIARAZIONE 1: "Non esiste il migliore dei sistemi di raccolta possibili: ogni sistema deve essere implementato sulla base caratteristiche sociali e demografiche della popolazione a cui si rivolge e al tessuto urbanistico a cui si applica. Per esempio, la raccolta porta a porta non è adatta ad aree fortemente urbanizzate ed antropizzate come la Costa o Castello". FALSO
Invitiamo l'assessore a fare una visita a Parma, un po' più grandina e urbanizzata di Signa, dove il Pap è applicato con successo su tutto il territorio comunale. Oppure senza andare troppo lontano può farsi raccontare da Alia l'esperienza del Comune di Empoli dove il Pap in un anno ha fatto passare la raccolta differenziata dal 50% all'80%, aumentandone notevolmente anche la qualità del materiale raccolto.
DICHIARAZIONE 2: "Con l’introduzione del porta a porta la tariffa aumenta: questo è un dato che non può essere taciuto ai cittadini. Il porta a porta implica l’utilizzo di maggiori risorse umane e strumentali e, di conseguenza, una consistente aumento della tariffazione." FALSO
E' vero che il porta a porta fa aumentare i costi di raccolta (con il positivo effetto di avere più operatori e quindi nuovi posti di lavoro) ma aumenta la qualità dei materiali da raccolta differenziata e riduce tantissimo le quantità di rifiuto indifferenziato non riciclabile e quindi riduce i costi economici e ambientali per messa a discarica o incenerimento.
Visto che la Tari pagata dal cittadino tiene conto della somma dei costi di raccolta+costi di smaltimento, il Pap alla fine fa ridurre le tariffe Tari.
DICHIARAZIONE 3: "Non è cambiando sistema di raccolta che si elimina l’abbandono indiscriminato di rifiuti: questa è un’altra speranza mal riposta: il decoro urbano si conquista con il controllo del territorio e facendo comunità" FALSO
E' dimostrato l'effetto negativo della presenza del cassonetto che fa percepire ai criminali, che commettono reato ambientale di abbandono rifiuti, una sorta di attenuante di conferimento improprio. A Prato, dove è stato introdotto da qualche anno il Pap, il fenomeno dell'abbandono si è ridotto, mentre è aumentato su Firenze, Signa, Calenzano, Sesto Fiorentino etc dove guarda caso sono ancora presenti i cassonetti
DICHIARAZIONE 4: "Porta a porta e tariffazione puntuale non possono prescindere da una capillare campagna di formazione e dalla collaborazione dei cittadini." VERO
Ma non è una buona scusa per rinunciarvi. Il porta a porta su tutto il territorio comunale avrebbe un impatto economico e ambientale più positivo di questo fantasioso sistema misto che continua a lasciare l'anonimato a chi butta via roba in maniera scorretta, e la tariffa puntuale, cioè il pagamento della Tari proporzionale a quanto rifiuto indifferenziato viene prodotto dall'utente, premierebbe i cittadini virtuosi.
CONCLUSIONI: All'assessore La Placa, bocciato dal Var, (ndr ERRATO; il bocciato dal VAR è Vinattieri) e al sindaco Alberto Cristianini chiediamo quindi di ripensare il modello di raccolta rifiuti per il Comune di Signa, sposando il modello di successo del porta a porta con tariffazione puntuale.
In particolare chiediamo alla giunta di spiegare come mai hanno scelto questa soluzione e se hanno valutato e studiato possibili alternative. Chiediamo all'amministrazione di rendere pubblici questi studi e questi paragoni, in caso contrario come cittadini pretendiamo di sapere come mai l'amministrazione abbia deciso di lasciarsi guidare nelle scelta delle soluzioni dall'unica società (ALIA nella parte ex-Quadrifoglio) che negli ultimi 20 anni ha dimostrato di aver fatto scelte fallimentari.
Il Comitato Mamme NO Inceneritore Onlus

mercoledì 1 marzo 2017

Le Mamme No Inceneritore scrivono ai consiglieri dei 70 Comuni dell’ATO Toscana Centro

Pubblichiamo l'articolo  della lettera agli amministratori da parte delle MAMMENOINCENERITORE che ci ricorda i soliti propositi di amministratori e politici quando in ATO Centro si decideva del Nuovo inceneritore di Selvapiana. Cambiano i tempi, ma i presupposti per far marciare a regime un INCENERITORE sono i medesimi.
Come per Selvapiana, a suo tempo, si cercano le GARANZIE per avere i rifiuti nel caso ci fossero probblemi vari (troppa %RD, produzione dei rifiuti diminuita, incentivi abbassati x l'energia ecc ecc ecc). Perchè senza rifiuti, o con un quantitativo minore rispetto all'autorizzazione, l'inceneritore (perchè questo è!) non è più conveniente. Anzi avrebbe delle perdite. Anzi dette perdite, qualora non bastassero tutti i passi scritti per garantire ciò, saranno comunque a carico dei cittadini nelle tariffe.
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TUTTO SESTO 28 febbraio 2017
Oggi le Mamme NO Inceneritore hanno inviato un email a tutti i sindaci, ai componenti delle giunte e ai consiglieri dei 70 comuni facenti parte del territorio gestito dall’ATO TOSCANA CENTRO. Come Comitato abbiamo chiesto se i consiglieri fossero a conoscenza di quello che tutti i comuni (fatta eccezione per Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Vaglia) hanno votato con un timing molto particolare. Qui sotto il testo della lettera:
“Caro amministratore,
Siamo un comitato fatto da cittadini e cittadine nato a Firenze nel 2014, che si occupa della difesa dell’ambiente e del territorio che ci circonda e nel quale vivranno i nostri figli nel prossimo futuro.
Nel nostro nome portiamo il cuore della nostra battaglia e del nostro obbiettivo: abbandonare la strada dell’incenerimento dei rifiuti (che per noi sono da considerarsi risorse) per imboccare la strada delle alternative. Come ogni cambiamento, può essere una strada difficile, ma è anche l’unica che può garantire un presente e un futuro certo, positivo, pulito ed economicamente sicuro. Tale scelta salvaguarda l’ambiente e la salute di tutti i cittadini, non ci espone a rischi economici e finanziari, e soprattutto colpisce dritto al centro il problema dei rifiuti, non solo non lo evita ma lo riduce.
Potremmo riempire pagine di parole per difendere la nostra scelta, ma in questi anni abbiamo imparato che a volte è importante fermarsi e lasciar parlare gli atti e i documenti ufficiali che stanno dietro alle decisioni che noi rigettiamo: lì infatti sono scritte nero su bianco le conseguenze nel nostro futuro. Da quei documenti possiamo estrapolare i dati e i numeri con cui i cittadini di Firenze, Prato e Pistoia convivono oggi e rischiano di soccombere un domani. Leggendo e studiando quei documenti abbiamo imparato quanta distanza ci sia tra i comunicati degli assessori, degli esponenti di partito e degli amministratori pubblici dalla realtà della questione.
Oggi siamo qui a scriverle perché qualche giorno fa abbiamo finalmente avuto modo di leggere un nuovo documento approvato in sede assembleare ATO Toscana Centro anche dal vostro Comune. Si tratta della Convenzione firmata il 07/10/2016 e dal titolo “CONVENZIONE TRA AUTORITÀ PER IL SERVIZIO DI GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI URBANI ATO TOSCANA CENTRO E Quadrifoglio Servizi Ambientali Area Fiorentina S.p.A. E Q.tHERmo S.r.l. PER LA PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE E GESTIONE DELL’IMPIANTO DI TERMOVALORIZZAZIONE SITO IN LOC. CASE PASSERINI, SESTO FIORENTINO (FI)”.
In questo documento, che ricordiamo è stato approvato anche dal vostro Comune (hanno votato contro solo i Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Vaglia), si trovano alcuni punti per noi molto gravi.
Il primo aspetto inquietante è il seguente:
Punto “6. Conferimento di Rifiuti Convenzionati tramite ATO e obblighi di ATO”
“(ii) qualora i rifiuti conferiti dal Gestore Unico ai sensi del precedente paragrafo (i) non siano sufficienti per saturare il carico termico dell’Impianto, consentire al Gestore Unico di conferire presso l’Impianto gli ulteriori rifiuti speciali, che rispettino le caratteristiche previste nei Permessi e, in particolare, nell’Autorizzazione;
(iv) in caso di necessità di ulteriori quantità di Rifiuti Convenzionati tramite AATO per
saturare il carico termico dell’Impianto, attivarsi presso gli ambiti regionali toscani per la stipula di accordi (laddove necessari) che consentano il conferimento di rifiuti urbani che rispettino le caratteristiche previste nei Permessi e, in particolare, nell’Autorizzazione, dai relativi gestori fermo restando che l’AATO dovrà inoltre rappresentare a tali soggetti che i rapporti tra gli stessi e Q.tHERmo saranno da formalizzarsi mediante la sottoscrizione di un contratto di conferimento.”
Fino ad oggi si è sempre affermato e giustificato questa scelta di costruire un impianto di incenerimento perché necessaria per gestire quella che potrebbe diventare un’emergenza rifiuti. Si è sempre detto che il “termovalorizzatore di Firenze” servirà a coprire il solo fabbisogno di rifiuti urbani del territorio dell’ATO Toscana Centro. Noi abbiamo sempre sconfessato questa teoria con numeri alla mano e abbiamo più volte denunciato il rischio di arrivare ad avere un impianto affamato di rifiuti, che invece di risolvere un problema ne apre un altro: trovargli il cibo.
Siamo sempre state accusate di ideologia o addirittura di terrorismo mediatico, ma siamo andate avanti lo stesso e oggi leggiamo nella convenzione approvata anche dal vostro Comune che: IN CASO DI BISOGNO SI POTRANNO BRUCIARE ANCHE I RIFIUTI SPECIALI, E SE QUELLI LOCALI NON BASTASSERO SI POTRANNO IMPORTARE I RIFIUTI DA FUORI.
In due soli commi si è sconfessato quello che è stato sbandierato per anni. E tutto questo avviene proprio quando l’Europa sta valutando di aumentare l’obbligo di raccolta differenziata dal 65% al 70%. Molti comuni dell’ATO Toscana Centro, come forse il suo, non hanno ancora raggiunto nemmeno il 65% ma stanno lentamente migliorando, facendo diminuire di molto la quantità di rifiuti da smaltire e da incenerire. Gia’ ad oggi i conti tornano poco, ma la domanda che vi facciamo è la seguente: un domani, quando tutti i comuni raggiungeranno e supereranno abbondantemente le percentuali minime di raccolta differenziata imposte per legge, perché finalmente gestore e Comuni sposeranno il metodo di raccolta PAP PAYT che ridurrà drasticamente il totale del rifiuto residuo a smaltimento con costi più bassi per i cittadini (ci sono ormai a disposizione dati su migliaia di Comuni italiani che confermano questo risultato), chi si accollerà la responsabilità di aver dato il via alla costruzione di un inceneritore che non avrà più il combustibile di cui si nutre?
Ed ecco che veniamo al secondo punto, forse ancora più grave del primo e dal titolo esplicativo:
Punto “14. Perdita dell’Equilibrio Economico-Finanziario e Revisione del Piano Economico – Finanziario”
Questo punto è fatto di tanti commi, a prima lettura di difficile interpretazione, ma che in sostanza dicono una cosa molto chiara e precisa: il rischio finanziario sarà a carico dei cittadini. In questi anni abbiamo dovuto imparare a leggere questi documenti e questo tipo di linguaggio, e siamo diventate brave a comprenderlo e come spesso succede quello che abbiamo letto in questo punto non ci piace per nulla:
– si prende atto della possibilità di non riuscire a bruciare quanto previsto
– si accetta che in questo caso non sia ipotizzabile una perdita di introiti per QTHERMO
– si afferma che la differenza dovrà essere coperta dai cittadini.
Questo è quello che ha firmato il suo comune insieme a molti altri comuni dell’ATO Toscana Centro: un assegno in bianco. E qui le chiediamo di leggere attentamente questo punto, di leggerlo e rileggerlo e di rifletterci sopra. Purtroppo il linguaggio usato è di quelli “difficili”, di quelli che allontanano i cittadini dalla lettura e dalla comprensione. Ma noi lo abbiamo fatto, e se lo fa anche lei potrà trarre le nostre stesse conclusioni.
Le chiediamo di mettersi una mano sulla coscienza personale e su quella politica e le facciamo anche una domanda: ma lei sarebbe disposto a fare dei lavori in casa, pattuire una cifra ben precisa con il costruttore ma firmando una clausola che la obbliga a risarcire ogni eventuale perdita del costruttore, anche molto alta, dovuta alla incapacità del costruttore di eseguire quei lavori???
La risposta è ovviamente no, ma perchè allora il suo Comune, insieme ad altri 66 di ATO TOSCANA CENTRO ha firmato questa cambiale? Se qualcuno, anche solo lontanamente, ipotizza dei motivi per cui questo investimento possa non fruttare e essere produttivo come raccontato fino ad oggi (e di motivi per cui dubitare di questa soluzione ce ne sono a decine), allora le chiediamo di agire e di impedire questo ennesimo errore amministrativo che obbligherebbe in futuro i cittadini a pagare di tasca propria per scelte sbagliate e conti fatti male.
Il debito pubblico italiano e i fragili conti dell’Italia e della Regione Toscana invitano a compiere azioni che non creino debiti ma guadagni in futuro. La stessa Unione Europea ha ufficializzato come da oggi in futuro gli investimenti della propria Banca (la BEI) riguardo al settore dei rifiuti devono essere indirizzati verso la parte alta della Piramide (ovvero verso riciclo, differenziazione e recupero delle risorse) e non verso la parte bassa (inceneritori e discariche). La BEI ancora non ha posto la firma definitiva per lo stanziamento di quasi il 50% del finanziamento necessario alla costruzione dell’inceneritore. La seconda banca che doveva partecipare al finanziamento, il Monte dei Paschi di Siena, versa in condizioni disastrose proprio per aver elargito troppi finanziamenti senza certezze di ritorno e per questo ora è stata nazionalizzata… e il conto finale deve ancora arrivare.
Le chiediamo quindi un atto di responsabilità verso i cittadini che l’hanno votata, verso la gente del territorio che lei rappresenta: chieda fermamente di rivedere questa convenzione.
Non permetta che si esplichi, oltre al danno ambientale e sanitario, un danno economico nei confronti dei suoi cittadini; non e’ possibile che siamo noi cittadini quelli che ci rimetteranno.

martedì 15 novembre 2016

Raccolta differenziata: cittadini e comitati presentano esposto per danno erariale per 43 milioni di €

Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it
Stamattina si è svolta una conferenza stampa in cui cittadini, comitati e associazioni ambientaliste hanno messo a conoscenza della stampa l'esposto presentato presso la Procura della Corte dei Conti della Toscana.

I seguenti firmatari hanno presentato l'esposto alla procura evidenziando come, nel periodo che va dal 2008 al 2014 (ultimo anno di cui si dispone di dati certificati riguardandi la Raccolta Differenziata), i comuni gestiti da Quadrifoglio abbiamo prodotto un danno erariale pari a 43 Milioni di Euro. Nell'esposto, non sono conteggiate inoltre i mancati guadagni legati alla renumerazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata.
I firmatari dell’esposto sono:

- COMITATO MAMME NO INCENERITORE ONLUS
- ASSEMBLEA PER LA PIANA CONTRO LE NOCIVITÀ
- COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA DI FIRENZE
- COORDINAMENTO DEI COMITATI PER LA SALUTE DELLA PIANA DI PRATO E PISTOIA - ASSOCIAZIONE MEDICINA DEMOCRATICA SEZIONE Firenze
- WWF ITALIA ONLUS
- FORUM AMBIENTALISTA
- ITALIA NOSTRA ONLUS - Sezione Toscana
- ZERO WASTE ITALY
- CENTRO STUDI QUADERNI DI ONTIGNANO

A questo LINK tutta la documentazione

Nella tabella sottostante la stima di aggravio in Euro ascrivibile ad ogni Comune in gestione Quadrifoglio spa nelle annualità 2008-2014:
 

venerdì 17 giugno 2016

Chi c’è dietro l’inceneritore di Firenze voluto dal Pd? Ma il Pd naturalmente… – INFOGRAFICA

Le Mamme NO Inceneritore di Firenze hanno fatto una mappa mentale per cercare di capire e svelare chi c’è dietro la volontà di costruire l’inceneritore di Firenze. Da mesi i politici e le amministrazioni locali ci dicono che sono scelte già decise e irrevocabili, e noi ci siamo domandate “Ma da chi?”. Ecco da dove parte la necessità di questa infografica e studio sull’inceneritore di Firenze / Sesto Fiorentino.
Partendo dall’inceneritore, abbiamo seguito tutte le strade: chi lo dovrebbe costruire, chi ha dato l’ok alla società costruttrice, chi ha deciso che andava costruito, chi ha fatto le valutazioni fino a chi dovrebbe portare i rifiuti a bruciare. L’infografica è stata presentata all’iniziativa organizzata in Piazza IV Novembre a Sesto Fiorentino il 15 Giugno 2016 dal titolo: “Tutte le bugie e le mezze verità che vi stanno raccontando sull’inceneritore di Sesto Fiorentino“.
Sul canale di Youtube (https://www.youtube.com/c/mammenoinceneritorefirenze) è possibile vedere il video integrale della serata con anche la spiegazione punto punto dell’infografica.

Clicca sull’infografica per ingrandirla

Dietro-inceneritore-di-Firenze-Saesto-Fiorentino_totale

lunedì 6 giugno 2016

Inceneritori o andare su Marte: Giannotti allo sbaraglio

1-giugno 2016

Dato che le discariche di rifiuti potrebbero occupare tutta la superficie della terra, la soluzione sarebbe, secondo Quadrifoglio, o riempire di inceneritori il pianeta Terra o andare su Marte, promuovendo così anche le ‘energie rinnovabili’ ed il controllo climatico: ‘Firenze ha in programma di contribuire a questa buona causa’.
Non è uno scherzo, sta scritto nell’allegato ‘Florence Summary and Bio’, accluso all’invito al Convegno promosso da Livio Giannotti, Direttore Generale di Quadrifoglio, sul trattamento mondiale sostenibile dei rifiuti, che si tiene il 1 giugno 2016, alla Scuola di Ingegneria, in via S.Marta 3.
images
Ospite d’onore, con grande eco di stampa fiorentina (Repubblica Firenze del 31 maggio 2016), un Professore americano Presidente di WTERT ( Waste-to-Energy), della Columbia University, che sviluppa ricerche accademiche per lo sviluppo dell’incenerimento dei rifiuti, che ha fra gli sponsor Covanta (industria che produce inceneritori) e che invita a portare i bambini a visitare gli inceneritori, che secondo lui sono un’attrazione!
Evidentemente Livio Giannotti ormai è alle corde: da una parte c’è la crescente opposizione popolare all’inceneritore di Firenze (vedi la marcia dei 20.000 del 14 maggio scorso e il Presidio nella Piana inaugurato il 29 maggio), dall’altra tutte le sue affermazioni vengono smontate sistematicamente da un punto di vista scientifico e culturale.
Fare l’inceneritore di Firenze è un controsenso da tutti i punti di vista: economico, sanitario, occupazionale, energetico, ambientale, paesaggistico, culturale. Non rimane che pensare a Marte!
*Gian Luca Garetti, medico, attivo in Medicina Democratica, Isde e perUnaltracittà
- See more at: http://www.perunaltracitta.org/2016/06/01/inceneritori-o-pianeta-marte-giannotti-allo-sbaraglio/#sthash.LIpOeg4N.dpuf

sabato 21 maggio 2016

Quadrifoglio: l’a.d. Giannotti dà i numeri

Sulla Nazione del 16 maggio scorso, in una intervista rilasciata alla giornalista Paola Fichera, Livio Giannotti, l’amministratore delegato di Quadrifoglio, in evidente imbarazzo dopo la grande partecipazione popolare contro l’inceneritore di Firenze del 14 maggio, straparla del Consorzio Contarina, sparando cifre del tutto inesatte, con effetto boomerang.
A cominciare da quelle geografiche: ‘Ma stiamo parlando [nel caso di Contarina] di 70 comuni e 250.000 abitanti’, dice Giannotti; in realtà il Consorzio Contarina è composto da 50 Comuni, per un bacino che corrisponde a 560.000 abitanti ed include anche il capoluogo Treviso, con condizioni abitative e socio-economiche non così lontane da quelle di Firenze.

images (1)E poi, il colpo ad effetto sulla produzione dei rifiuti: ‘E in ogni caso anche il Consorzio Contarina manda ogni anno ad incenerimento 80.000 tonnellate di scarti’. Qui Giannotti spara un altro dato del tutto sbagliato, in realtà il RUR (rifiuto urbano residuo) di Contarina, ammonta a meno di 25.000 t/anno. Infatti Contarina produce 50 kg/abitante di RUR.

Ma come ci si può fidare dei numeri che ci danno Giannotti e QThermo?
Dal rifiuto residuo viene prodotto css (combustibile solido secondario, già cdr) nell’impianto di Lovadina, perché questa era l’ipotesi originariamente prevista nel Piano provinciale, e nella relativa autorizzazione, e su tale ipotesi venne realizzato l’impianto; in più Contarina sta riprogettando l’attuale configurazione impiantistica, per recuperare ulteriore materia dal rifiuto residuo, e farla diventare Fabbrica di Materiali. Una evoluzione analoga a quella peraltro prevista, in Toscana, per il TMB di Massarrosa, a servizio della Provincia di Lucca, scelta già ufficializzata nel Piano d’ambito.
La Fabbrica di materiali al posto degli inceneritori è la strada da percorrere, a valle di una raccolta differenziata porta a porta puntuale.
Anche la città Metropolitana di Genova ha presentato ieri il suo piano senza inceneritori e con fabbriche di materiali.
Un’altra amenità di Giannotti: il porta a porta non si può fare a Novoli perché ci sono i palazzoni, ma a San Francisco, a Parma, poco più piccola di Firenze, a Milano che fa il porta a porta su tutta la città, incluso l’organico, c’è mai stato?

*Gian Luca Garetti, medico, attivo in Isde, Medicina Democratica e perUnaltracittà
- fonte: http://www.perunaltracitta.org/2016/05/18/quadrifoglio-giannotti-numeri/#sthash.RPALboWF.dpuf

Gara rifiuti, a sorpresa escluso il Quadrifoglio

Colpo di scena sul bando che deve decidere chi gestirà il servizio di raccolta dei rifiuti nella Toscana centrale: adesso tutto rischia di essere azzerato

giovedì 3 marzo 2016

Rifiuti radioattivi, ma chi controlla? Indagine choc su Quadrifoglio


La lavorazione dei rifiuti (foto Germogli)

La lavorazione dei rifiuti 

(foto Germogli)
Firenze, 30 gennaio 2015 - UNA BOMBA su Quadrifoglio, l’azienda fiorentina dei rifiuti. Tre indagati fra i massimi dirigenti; perquisizioni e acquisizioni di atti in quattro città e in società collegate a Quadrifoglio stessa (Firenze, Pistoia, Piacenza e Cremona); massima allerta per i mancati controlli della radioattività, previsti per legge, sui rifiuti metallici; assenza della tracciabilità del percorso e delle tipologie dei rifiuti, medicinali scaduti compresi; infine (ma è una pista tutta da valutare), accertamenti sulle recenti gare d’appalto di Quadrifoglio che, secondo fonti investigative, potrebbero aver fatto emergere anche inquietanti contatti indiretti con la criminalità organizzata. La nuova inchiesta viene condotta nel massimo riserbo dalla procura di Firenze e dalle sezioni di polizia giudiziaria dell’Arpat e del Corpo forestale.
Tutto è nato da un banale controllo, nel corso del quale sarebbero emerse irregolarità e discrepanze amministrative fra Quadrifoglio e le ditte esterne che avevano vinto gli appalti per raccolta e smaltimento dei rifiuti. Prima cosa a saltare all’occhio è stata la mancanza delle cosidette «verifiche radiometriche», previste dal decreto legislativo 230 del 1995 e sanzionato penalmente: si tratta del controllo dei valori di radioattività sui rottami metallici poiché, in caso di esito positivo, il rifiuto diventa «speciale» e va trattato diversamente. In un registro recuperato dagli inquirenti durante una perquisizione, si faceva riferimento alla necessità di contattare un esperto per l’intervento: non solo quell’esperto non sarebbe mai stato chiamato, ma nel frattempo avrebbe anche cambiato mestiere.
PER QUESTO – e in senso più ampio, per la mancata tracciabilità dei rifiuti – sono indagati Livio Giannotti e Giorgio Moretti, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Quadrifoglio, e Franco Cristo, l’ingegnere responsabile dell’impianto di San Donnino. Gli inquirenti si sono poi chiesti: perché Quadrifoglio delega ad altri quel che, con oltre mille dipendenti, potrebbe fare da sé? Per rispondere a questa domanda gli investigatori hanno acquisito gli atti delle gare d’appalto con ditte esterne. E qui sarebbe emersa una singola, presunta, contiguità con la criminalità organizzata della Campania, fors’anche con il famigerato clan dei Casalesi che, col traffico di rifiuti, da anni ingrassa.
di Gigi Paoli

lunedì 12 ottobre 2015

CALENZANO: Rifiuti, il “porta a porta” arriva a Legri

lunedì 16 marzo 2015

Conferenza-Dibattito con i protagonisti della strategia “Rifiuti Zero”: VERSO LA STRATEGIA “RIFIUTI ZERO”

Conferenza-Dibattito con i protagonisti della strategia “Rifiuti Zero”
Il COBAS Quadrifoglio promuove una conferenza-dibattito sul tema “rifiuti zero”, in collaborazione con il Coordinamento dei Comitati della Piana e l’Associazione Rifiuti Zero.

Il Testo Unico Ambientale approvato con decreto legislativo il 3 Aprile 2006 e adottato dal Piano Regionale Toscano, prevedeva nel suo articolo n. 205, il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 31 Dicembre 2012.
In ulteriore rinforzo agli obiettivi stabiliti nel piano nazionale, il Parlamento Europeo in data 24 maggio 2012 ha invitato la Commissione Europea a introdurre modifiche normative conferendo priorità alla raccolta differenziata e agli impianti di riciclaggio rispetto allo smaltimento dei rifiuti e di abolire entro questo decennio l’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili.
Questa è la strategia finale verso cui si muove l’iniziativa di legge popolare “Rifiuti Zero”. In Italia i Comuni che l’hanno adottata sono più di 200, in Toscana, Capannori e Greve in Chianti.
Nel mondo abbiamo esempi di Stati importanti che hanno adottato questa strategia, come la California con le sue città di San Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkeley, Australia, Nuova Zelanda, Canada, ecc.
Questo tema ci coinvolge direttamente come persone che vivono e lavorano nel territorio e riteniamo che la decisione di costruire l’inceneritore di Case Passerini sia di tale importanza che non possa essere delegata solo alla “politica” o alle varie gestioni aziendali di stampo manageriale.

Giovedì 26 MARZO 2015 - ore 18
Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia
Via S. Bartolo a Cintoia, 95, Firenze
Relatori:
--> Claudio Tamburini - Coordinamento dei Comitati della Piana
--> Rossano Ercolini - Fondatore dell’Associazione Rifiuti Zero (Premio Goldman Prize 2013)
--> Marco Paganini - Medicina Democratica
--> Antonio di Giovanni - Presidente Associazione Rifiuti Zero Firenze

Sono invitati a intervenire rappresentanti
delle RSU e delle RLS Quadrifoglio
Coordinano:
--> Alessandro Giacomini e Stefano Cioni – COBAS Quadrifoglio

AL TERMINE DEL DIBATTITO BUFFET
COBAS QUADRIFOGLIO Firenze
e-mail: cobasquadrifoglio1@gmail.com  - cell. 3280343334

martedì 3 febbraio 2015

comunicato: Vertici quadrifoglio sotto inchiesta



Coordinamento dei comitati della piana
Apprendiamo con vivo sconcerto che i vertici di Quadrifoglio sono indagati dalla Procura fiorentina  per il presunto mancato tracciamento di rifiuti pericolosi e radioattivi.
Il fatto inquieta di per sé ma ancor più poiché taluno  degli  indagati è dirigente  della società Qtermo , alla quale è stata affidata la realizzazione dell’inceneritore di case Passerini  che ha  in corso le procedure di autorizzazione.
Riteniamo che la delicatezza delle indagini e la gravità delle ipotesi per cui  si procede  dovrebbe giustificare un atto di responsabilità da parte degli indagati  i quali non riteniamo siano nella condizione di mantenere incarichi così delicati, fin quando non sarà definitivamente chiarita la loro posizione.



Il coordinamento

Rifiuti radioattivi, ma chi controlla? Indagine choc su Quadrifoglio

 FIRENZE: LA NAZIONE
Dalle carte in procura spunta l’ombra del clan dei Casalesi / QUADRIFOGLIO: "LA PROCURA CONTESTA ERRORI FORMALI"
di Gigi Paoli