VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

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venerdì 8 agosto 2025

Se ne va il "Padre" della Legge Quadro sui Parchi Nazionali e sulle altre Aree Naturali protette, l'Avv. Gianluigi Ceruti.

Purtroppo dobbiamo dare una triste notizia perchè ci hanno comunicato che l'Avv. Ceruti ci ha lasciato.

Gianluigi Ceruti lo abbiamo conosciuto durante le varie fasi dei ricorsi al TAR per l'inceneritore di Selvapiana, assieme a tutto il team di avvocati di Firenze. Da allora siamo riusciti a portare avanti dei progetti a lui cari, come, in vista dei finanziamenti del PNRR, questa PROPOSTA AL GOVERNO ITALIANO DI PIANO PLURIENNALE DI MANUTENZIONE DEI BENI PUBBLICI , DEI BENI AMBIENTALI E CULTURALI ANCHE PRIVATI AI FINI DEL RECOVERY PLAN. Con contributi di importanti relatori sui temi a lui cari, sull'Ambiente. Questa raccolta di pensieri la trovate in PDF QUI.  

Nel 2019 invece avevamo contribuito nel raccontare la nostra vicenda sull'inceneritore di Selvapiana, poi inserita in un suo libro insieme ad altre storie che, in qualche modo, rappresentano anche le sue VITTORIE sul piano ambientale. 

Il libro si intitola: "L'Avevamo detto", con presentazione del giornalista Salvatore Giannella, e fu presentato a Villa Poggio Reale a Rufina il 28 settembre 2019 (qui le foto e il video integrale su youtube). 

Solo qualche giorno fa ci eravamo sentiti perchè interessato a far avere un libro, a cui teneva molto, ad una libreria di Firenze, in quanto, come direttore di una collana editoriale della casa editrice Agorà Factory, stava per pubblicare questo libro monografico su Castagneto Carducci recante firme importanti e temi di grandissimo interesse.

Le Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve si stringono in un caloroso abbraccio ai familiari e ai suoi collaboratori, porgendo le nostre più sentite condoglianze. 

Un grazie invece a Gianluigi Ceruti per il suo contributo sulle tematiche in difesa dell'Ambiente e del Paesaggio che lo hanno accompagnato dagli anni 80 fino ai giorni nostri. 

Curricolum

* La foto lo ritrae, con alle spalle Maria Rita Signorini (di Italia Nostra, della quale associazione è stato anche Vice Presidente nel decennio 1980/90), durante la presentazione del suo libro a Villa Poggio Reale a Rufina.  

venerdì 27 giugno 2025

Inquinamento da PFAS: sentenza storica per il caso Miteni • Legambiente


Inquinamento da PFAS: sentenza storica per il caso Miteni • Legambiente

Si è chiuso con una grande vittoria per il popolo inquinato il processo di primo grado per uno dei più gravi casi di avvelenamento delle acque nella storia italiana causato dallo stabilimento Miteni di Trissino a Vicenza.

Un inquinamento che ha segnato un territorio di 300.000 abitanti, estendendosi per oltre 100 chilometri quadrati e contaminando la seconda falda acquifera d’Europa. Dopo anni di denunce, vertenze e battaglie, portate avanti anche da Legambiente e dai suoi circoli, chi ha inquinato finalmente paga per aver avvelenato senza scrupoli il territorio veneto danneggiando non solo l’ambiente, ma anche la salute dei cittadini.

«Un grande lavoro, a partire dalla prima denuncia nel 2014 fatta dal Circolo “Perla Blu” di Cologna Veneta e dall’avvocato Enrico Varali coordinatore regionale del Centro di azione giuridica di Legambiente, che in questi anni si sono battuti, dentro e fuori le aule del tribunale, per ottenere ecogiustizia. Con la sentenza di oggi a Vicenza si conclude, infatti, uno tra i più grandi processi di inquinamento ambientale che la storia d’Italia ricordi: il processo ai vertici delle aziende che si sono avvicendate nella gestione del sito produttivo Miteni, oggi condannate per aver contaminato l’acqua da PFAS, compresa l’acqua potabile, della seconda falda acquifera d’Europa a servizio di più di 300.000 persone nella regione Veneto. Ora si proceda quanto prima alla bonifica del sedime inquinato, che ha provocato e continua a provocare una delle più estese contaminazioni acquifere con cui i cittadini veneti sono costretti a confrontarsi da decenni: dalle acque di falda – rese pericolose ai fini idropotabili ed irrigui in un’area di più di 180 km quadrati – ai corsi d’acqua superficiali che attraversano quei territori (Fratta Gorzone, Bacchiglione, Retrone, Adige) esposti ad una persistente presenza di questi forever chemicals, con conseguenze negative per l’ecosistema, la salute e per l’economia produttiva», questo il commento di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che unitamente a Legambiente Veneto e al circolo locale si sono costituite parti  civili nel processo e presenti oggi in aula alla lettura della sentenza.

Leggi tutto qui: https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/inquinamento-da-pfas-sentenza-storica-per-il-caso-miteni/ 

giovedì 16 giugno 2022

di Luca Mercalli: SICCITÀ, CALDO E ACQUA RAZIONATA La fisica non mente. Ci restano 10 anni

commento sotto tratto dal blog: http://pontiniaecologia.blogspot.com/2022/06/siccita-caldo-e-acqua-razionata-la.html

dall'articolo di Luca Mercalli sul fatto quotidiano: "Se la politica ha le sue responsabilità nell’ignorare l’urgenza della crisi climatica, l’informazione italiana aggiunge una grande indifferenza al tema, quando non per alcune testate una netta tendenza negazionista. Invece il britannico The Guardian ha da tempo istituito due sezioni del quotidiano denominate Climate crisis ed Environment, dove trovano posto servizi di grande qualità scientifica..." (fonte qui)

16 giugno 2022

LA GRANDE SETE - Da tre decenni la scienza, ignorata, inutilizzata, bollata di catastrofismo e allarmismo, aveva previsto ogni cosa. Il tempo per rimediare è pochissimo: rischiamo di non essere più adatti al futuro.

Il Po è in secca come non l’abbiamo mai visto in questa stagione: poco più di 300 metri cubi al secondo defluiscono a Pontelagoscuro, vicino a Ferrara, la sezione di chiusura dell’intero bacino padano appena prima dell’immissione in Adriatico. In un giugno normale dovrebbero scorrerne qui circa 1.500. È l’effetto della lunga siccità invernale, dell’assenza....... 

[l'articolo integrale si può leggere solo se abbonati al FQ qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/06/16/la-fisica-non-mente-ci-restano-10-anni/6628604/?utm_campaign=Echobox2021&utm_content=fattoquotidiano&utm_medium=social&utm_source=Facebook&fbclid=IwAR35nMO5nL9GqI8RwzHROiU3acT2dS_q1r8OCW5rHJbKf8FT_n8xEOyF9wI#Echobox=1655370323-1 - fonte anche dell'immagine]

giovedì 14 aprile 2022

di LUCA MERCALLI: Rinnovabili, dieci anni buttati: oggi saremmo più autonomi

Luca mercalli, Presidente comitato scientifico Europa Verde Verdi

Pace o condizionatore? Io rispondo: entrambi.

A patto di definire con quale energia alimentiamo il nostro comfort. La guerra russo-ucraina mette in luce le debolezze di un eccessivo approvvigionamento estero di energia fossile. Ma forse non lo sapevamo? È da vent’anni che per motivi ambientali si continua a chiedere la riduzione di uso delle fonti fossili sostituendole con le rinnovabili. Il primo conto-energia – il provvedimento legislativo che aprì ai privati la possibilità di installare pannelli fotovoltaici sul proprio tetto ottenendo un incentivo ventennale – è del luglio 2005. Chi scrive ha prontamente impiantato i suoi primi pannelli nel 2006, li ha mostrati in Tv e sui giornali sperando di convincere le masse a fare altrettanto, ci ha scritto libri e articoli, spesso tra indifferenza, derisione e critiche di snobismo ambientalista. Ridurre le emissioni? Chissenefrega. Importava solo se si guadagnava o meno e la gran parte dei cittadini hanno preferito ai pannelli solari continuare a utilizzare il gas a buon prezzo e usare il denaro per cambiare l’auto a rate da mostrare agli amici al bar. E dopo l’iniziale fiammata fino al 2012 (quando eravamo leader nel mondo per incremento annuo di installazione), burocrazia opprimente, rimodulazione degli incentivi e ostruzionismi fossili assortiti, hanno fermato la rampa di lancio di solare ed eolico facendo tra l’altro chiudere i battenti a migliaia di piccole imprese che erano sorte proprio per assecondare questa positiva richiesta. Nessuno le ha difese. Come tendere una corda tra i piedi di chi sta correndo. Ora le bollette alle stelle e il terrore di rimanere al freddo (o al caldo) in caso di serrata dei gasdotti russi, improvvisamente fa dire ai politici che bisogna correre con l’installazione delle rinnovabili. Ah… ieri dov’erano?

Comunque sia, il passato è andato, partiamo dai dati del rapporto GSE 2020: il 38 per cento di elettricità italiana proviene da fonte rinnovabile, pari al 20 per cento dei consumi energetici totali (cioè anche l’energia non elettrica, carburanti per autotrazione, gas da riscaldamento e altro). Non è una cattiva prestazione, siamo secondi in Europa dopo la Spagna, ma al di là delle classifiche ciò che conta è che siamo ancora lontani dall’autosufficienza e con il decennio perduto avremmo potuto essere molto più autonomi e meno ricattabili in questo frangente nonché più sostenibili sul piano climatico. Ora va bene accelerare gli iter autorizzativi, dobbiamo però non guardare solo ai grandi impianti ma pure a facilitare la vita ai cittadini che vogliono mettere i pannelli su casa loro: dovremmo vedere un formicolio di elettricisti che lavorano sui tetti, invece tutto è così lento, come disse pochi mesi fa il Nobel per la fisica Giorgio Parisi: “Sui tetti di Roma vedo più piscine che pannelli solari”. E poi non ho sentito dal nostro governo fare appello anche alla sobrietà energetica. Non basta sostituire in fretta e furia la fonte energetica, bisogna anche ridurre gli sprechi e le inefficienze, con campagne martellanti di informazione verso i cittadini. Invece di idioti giochi a premi che occupano ore e ore di preziosa Tv di Stato, spieghiamo in prima serata la differenza tra un kilowatt e un kilowattora! Spieghiamo che un grado in meno nella temperatura di casa riduce del 7 per cento il consumo energetico. Che andare più piano in auto abbassa di molto il consumo di carburante. Che non è etico sperperare la preziosa energia per scaldare la strada con quei funghi ardenti che gridano vendetta sui nostri frivoli aperitivi.
Ilfattoquotidiano

Articolo pubblicato su FB da

Europa Verde - Verdi Pisa

Fonte: https://www.facebook.com/europaverdepisa/posts/282193097433664

martedì 22 febbraio 2022

Salvatore Settis, Il suolo devastato dai partiti inerti....(articolo del 2018!)

Tre governi hanno finto di voler approvare una norma per mettere dei limiti, ma poi hanno sempre rinviato. Negli ultimi 50 anni è stata cementificata una superfice equivalente alla Lombardia – Legislatura sprecata 

Fra i record negativi (che abbondano) di questa morente legislatura ce n’è uno che rischia di sfuggire ai radar, tanto si è allontanato dalla pubblica attenzione: il consumo di suolo. Un disegno di legge per contenerlo c’era già, rarissimo lascito positivo dell’era Monti, grazie all’allora ministro Mario Catania. Eppure, con manovre degne della corte di Bisanzio, i tre governi di sedicente sinistra, mentre fingevano di volerlo rilanciare, sono brillantemente riusciti a insabbiarlo, riscrivendolo mille volte in estenuanti quadriglie, emendamenti, furbizie d’ogni sorta. In compenso, il super-cementificatore Maurizio Lupi, già vituperato dal Pd quando era schierato con Berlusconi, veniva imbarcato fra i padri della patria al governo, e in amorevole duetto con Renzi lanciava il cosiddetto Sblocca Italia, consacrazione e decalogo di chi il suolo lo devasta.

Il tema venne in discussione ai cosiddetti Stati Generali del Paesaggio, convocati con molte buone intenzioni e poco potere reale dal sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni il 25-26 ottobre. Qualcuno fece allora notare che, in simultanea, a un passo da Palazzo Altemps dove si svolgeva il convegno, il Senato stava votando la fiducia all’indegno Rosatellum. Perché, fu chiesto allora a Dario Franceschini che era presente, di non mettere invece la fiducia sulla legge contro il consumo di suolo, onde approvarla prima della fine della legislatura? Il ministro dichiarò che era un’ottima idea, e che ci avrebbe provato. Ma niente di fatto: si opposero altri esponenti di spicco del Pd (a quel che pare, l’on. Puppato). 1834 giorni di legislatura non sono bastati a portare la legge in porto. Complimenti.

Quel che accadrà a valle del 4 marzo nessuno lo sa; quali che siano i veri o finti proclami dei partiti in corsa, i programmi veri salteranno fuori dal cappello dei negoziati e dei compromessi solo se e dopo che si sarà formata una coalizione coi numeri per governare. Perciò tornare su questo tema è come lanciare un messaggio in bottiglia, col rischio che si disperda nell’oceano di chiacchiere in cui il Paese affonda. Proviamoci lo stesso.

Ricordo solo qualche dato Ispra. 23.000 chilometri quadrati di territorio divorati dal cemento negli anni 1950-2016: il 7,64% della superficie del Paese, più o meno quanto la Lombardia. Tre metri quadrati al secondo, trenta ettari al giorno coperti dal cemento. Ogni giorno, ogni secondo, anche a Natale e a Pasqua, anche mentre leggiamo questo articolo. E il suolo che si consuma è il più prezioso, quello che dovremmo destinare all’agricoltura di qualità, dalla pianura padana alla Campania già felix (cioè fertile). Sei milioni di ettari persi per l’agricoltura, riducendone la produzione con una perdita netta vicina a un miliardo di euro l’anno; per non dire che il cibo che non produciamo più dobbiamo importarlo. Intanto non si arresta l’erosione delle coste, ormai smangiate al 51% (stima Legambiente) da porti turistici, villette, alberghi e resort. La fragilità idrogeologica e sismica del territorio costringe periodicamente a correre ai ripari (3,5 miliardi di costi l’anno secondo Ance-Cresme), senza mai avviare opere di prevenzione. Salvo stracciarsi le vesti a ogni alluvione, esondazione, terremoto, frana, “bomba d’acqua”, con relativi morti e feriti.

Perciò un messaggio in bottiglia lanciato alla disperata a chi ci governerà ha alcuni temi d’obbligo. Il degrado dell’ambiente e la crescita a macchia d’olio delle città sono due aspetti complementari, che comportano da un lato enormi perdite di produzione agricola, dall’altro l’agonia delle città storiche, sottoposte a una gentrification che espelle dai quartieri più preziosi i giovani, i vecchi, i meno abbienti, creando nuovi ghetti urbani. Paesaggio urbano, periurbano ed extraurbano vanno concepiti sotto il segno di una superiore unità, che ha bisogno di uno sguardo lungimirante. È intollerabile che solo tre Regioni abbiano provveduto al piano paesaggistico, e che il ministero non abbia esercitato, nelle altre, il potere sostitutivo previsto dal Codice dei Beni Culturali.

Qualcosa si potrebbe fare subito, in attesa di correggere il maggior difetto dell’ordinamento italiano, cioè la sovrapposizione fra le quattro nozioni giuridiche di paesaggio, ambiente, territorio, suoli agricoli, con norme distinte e spesso conflittuali. Sarebbe facile, per esempio, commisurare per legge i piani urbanistici a previsioni di crescita demografica certificate dall’Istat: si sa, infatti, che i Comuni truccano spesso le statistiche, autoattribuendosi mirabolanti crescite di popolazione, onde poter consentire la speculazione edilizia. Si dovrebbero stabilire, Comune per Comune, parametri di edificabilità basati sul tasso di edilizia condonata, sulla frequenza di edifici abbandonati, invenduti o inutilizzati e di aree de-industrializzate da destinare a uso collettivo. Si dovrebbe consolidare la norma della legge di bilancio 2016 (comma 460), che riporta gli oneri di urbanizzazione all’originaria funzione della legge Bucalossi, senza più destinarli alla spesa corrente.

Intanto, mentre si moltiplicano i segni premonitori dei prossimi disastri, e aleggia, da Berlusconi a Renzi, il fantasma del Ponte sullo Stretto, bandiera e simbolo dell’irresponsabile gestione del territorio, qualcosa si muove. Reagendo all’inerzia di Parlamento e governi, il Forum “Salviamo il Paesaggio” ha lanciato una proposta di legge d’iniziativa popolare “per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati”. Un’altra fra le mille prove che, mentre i politici di mestiere s’affannano per lo più a conservare poltrone e appannaggi, un gran numero di cittadini è pronto a operare “dal basso” per ridare a questo Paese il respiro e il futuro che meriterebbe. È ancora attuale il monito di Luigi Einaudi, in un appunto che scrisse, da Capo dello Stato, al presidente del Consiglio De Gasperi: “Il problema massimo dell’Italia è la difesa, la conservazione e la ricostruzione del suolo contro la progressiva distruzione che lo minaccia. L’uomo di Stato deve guardare lontano nello spazio e nel tempo, anche contro la volontà degli uomini viventi oggi. La lotta contro la distruzione del suolo italiano sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito di oggi se si vuole salvare il suolo in cui vivono gli Italiani” .

FQ, 18 Febbraio 2018

Salvatore Settis

FONTE: https://emergenzacultura.org/2018/02/20/salvatore-settis-il-suolo-devastato-dai-partiti-inerti/

mercoledì 9 febbraio 2022

“La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”

Dal profilo Facebook dellex Ministro all'Ambiente Sergio Costa, riportiamo il suo commento sulla modifica della Costituzione. :-)

"Finalmente è fatta: la tutela dell’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi e gli animali sono nella Carta Costituzionale. Dopo tanti anni. È fatta!!!

“La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”

Da oggi, con il voto definitivo del Parlamento, queste parole sono state inserite in modo definitivo nella nostra Carta Costituzionale nei suoi principi fondamentali (articolo 9). Inoltre, è stato integrato anche l’art. 41 (la libertà dell’azione economica privata non può danneggiare la salute e l’ambiente).

Finalmente da oggi in poi in ogni legge ordinaria nazionale e regionale, in ogni progetto, in ogni programma di investimento, per ogni iniziativa privata o pubblica sarà obbligatorio valutare e tutelare ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.

Da oggi in poi non sarà più possibile che le leggi o provvedimenti regionali o delle provincie autonome (leggi l’orso Papillon per esempio) possano andare contro leggi nazionali di tutela degli animali.

Iniziammo questo percorso nel 2018 costituendo presso il Ministero dell’Ambiente, assieme all’allora sottosegretario on. Micillo, la commissione “Ambiente in Costituzione” presieduta dal Presidente emerito della Corte Costituzionale prof. Valerio Onida. Poi, grazie al ddl costituzionale a firma del senatore Gianluca Perilli del M5S, delle senatrici De Petris e Nugnes più 15 (AA.SS. 83, 212, 938, 1203, 1532, 1627, 1632, 2160), l’iniziativa è cresciuta e decollata in sede parlamentare.

Oggi un pezzo di storia è stato sancito accogliendo le istanze di milioni di cittadini.

Sono emozionato ed orgoglioso di avere contribuito anche io al raggiungimento di questo meraviglioso risultato." [fonte: https://www.facebook.com/SergioCostaGen/photos/a.383578745485844/1291590111351365/] 

giovedì 16 dicembre 2021

Ecomafie, Toscana maglia nera: 2.000 reati contro l’ambiente


Fonte immagine: Firenze La Repubblica - link
Ecomafie, Toscana maglia nera: 2.000 reati contro l’ambiente

E' la regione con i dati peggiori nel centro nord. Lo studio non esamina l'inchiesta Keu.

Fanghi inquinanti sversati nei torrenti, abusi edilizi, incendi dolosi. Ammontano a duemila i reati ambientali commessi in Toscana da gennaio a dicembre dello scorso anno. Un dato che fa svettare la nostra regione al primo posto tra quelle del Centro Nord per crimini in danno all'Ecosistema. 

Non sono rassicuranti i numeri pubblicati da Legambiente nel Rapporto Ecomafia 2021 (nota 1) .......................Continua a leggere la notizia integrale su: Firenze La Repubblica 


Il post dal titolo: «Ecomafie, Toscana maglia nera: 2.000 reati contro l’ambiente» è apparso il giorno 11 dicembre 2021  alle ore 07:07 sul quotidiano online Firenze La Repubblica dove ogni giorno puoi trovare le ultime notizie dell'area geografica relativa a Firenze.

LA FONTE DI QUESTO ARTICOLO E' A QUESTO LINK:  

Nota 1
Altre notizie:

mercoledì 29 settembre 2021

GRETA SMASCHERA CINGOLANI, LUI SI AUTO-PROMUOVE.

 Dalla newsletter del 28 settembre, che arriva tramite mail, del Fatto Quotidiano:

Greta Thunberg sarà a Milano questa settimana per il vertice pre-Cop26. Stamattina è intervenuta alla conferenza internazionale dei giovani sul clima, in vista appunto della Cop26 che si terrà a Glasgow. 

L’attivista ha rivolto parole dure ai politici, dicendo che il loro ambientalismo è solo di facciata e accusandoli di fare solo chiacchiere (“bla bla bla”). 

Tra i bersagli delle sue parole c’era anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, che in apertura di evento aveva consigliato, con paternalismo, agli attivisti di unire le “utili proteste” con proposte per cambiare le cose. 

Dopo il confronto il ministro si è pure auto-promosso, dicendo in un imbarazzante fuorionda di essere stato più concreto di Greta e di aver fatto bene: “Non c’è Greta che tenga”. 

A Milano, comunque, in questi giorni ci sono anche i movimenti ambientalisti, che sono in piazza e portano contenuti e punti di vista alternativi a quelli ufficiali. 

Ve li racconteremo sul Fatto di domani. Gli attivisti denunciano passi troppo lenti da parte delle istituzioni. A questo va aggiunto un altro tema: il piano verde dell’Europa ha bisogno di investimenti, quindi di debito pubblico. E questo si scontra con le regole di bilancio.

Fonte anche qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/09/28/il-fatto-di-domani-clima-greta-attacca-cingolani-solito-bla-bla-bla-fuorionda-con-gaffe-di-mr-transizione-morisi-salvini-ora-fa-il-buonista-e-la-base-lo-scarica/6336228/

mercoledì 30 giugno 2021

il sole24ore: "Tra il 2020 e il 2030 i policy-maker mondiali sottovalutano clamorosamente i rischi del climate change"

 nuovo studio australiano

«Così nel 2050 la civiltà umana collasserà per il climate change»

Un’allarmante analisi dei ricercatori del National Center for Climate Restoration australiano delinea uno scenario in cui entro il 2050 il riscaldamento globale supererà i tre gradi centigradi, innescando alterazioni fatali dell'ecosistema globale e colossali migrazioni da almeno un miliardo di persone. Ecco cosa potrebbe avvenire anno dopo anno

di Enrico Marro


martedì 22 giugno 2021

Comunicato Stampa Wigwam Italia 25 giugno 2021 – Libri al Wigwam ad Arzerello (Padova) con Gianluigi Ceruti e Giannandrea Mencini

Due autori di grande prestigio e antica militanza ambientalista saranno ospiti di Libri al Wigwam al Circolo di Campagna di Arzerello, venerdì 25 giugno 2021 dalle ore 19:30. L’antica aia sarà lo scenario che accoglierà Gianluigi Ceruti, già vicepresidente nazionale di Italia Nostra e parlamentare, con la sua opera “L’avevamo detto. Scritti, relazioni e interviste sull’Ambiente e sui Beni Culturali” e Giannandrea Mencini, autore di “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna”.

Seguiranno le testimonianze di due imprenditori attivi nelle pratiche sostenibili: Federico Allamprese, fondatore e A.D. del “Granaio delle Idee” di Maserà (Pd) – che produce semilavorati BIO per panetterie e pasticcerie e Giovanni Dalle Molle titolare dell’azienda agricola “Biopastoreria” di Ro Ferrarese (Fe) che produce salse e creme di ortaggi BIO.

Quindi la presentazione delle 10 regole per il rispetto dell’ambiente che i bimbi impareranno al Centro Estivo al Circolo Wigwam di Arzerello, con Dario Bianchi, presidente dell’Associazione Si può fare.
Ed ancora Ivano Manzato, attore e presidente dell’Associazione Dirittiamoci di Arzergrande, che presenterà il personaggio comico-educativo “Pinzaman ...el vendicador dee scoasse desperdue” e Marco Bosello, beatboxer del gruppo corale a cappella “Venice Vocal Jam”, il CD “Raise” recente vincitore del primo premio “Best European Album” ai celebri Caras (Contemporary A Cappella Recording Awards), gli “oscar” mondiali di questo genere musicale.

Condurrà la serata Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente di ARGAV – Associazione Regionale Giornalisti Agro Alimentari e Ambientali del Veneto e Trentino-Alto Adige (Gruppo di specializzazione di UNAGA-FNSI). Mentre la degustazione di prodotti tipici della Rete delle Comunità Locali Equo-Sostenibili, sarà proposto da Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef nonché presidente della Rete Wigwam.

L’ingresso è libero e sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili. La richiesta di partecipazione andrà inoltrata alla e-mail arzerello@wigwam.it o con WhatsApp +39 333 3938555.

mercoledì 9 giugno 2021

Riportiamo un articolo sulla Discarica di PODERE ROTA pubblicato sul blog di VALDISIEVE IN TRANSIZIONE a questo link:  https://valdisieveintransizione.org/notizia/podere-rota/ 

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un articolo di Catia Pratesi, illustrazione di Anna delle Rose

La gestione dei Rifiuti non deve iniziare dall’ampliamento di una discarica arrivata dopo 30 anni di attività, a fine vita!

La Discarica Podere Rota di Terranuova Bracciolini (di CSAI), attiva ormai da 30 anni, ha subito nel tempo vari ampliamenti. È stata di supporto sia alla provincia di Firenze (Valdisieve compresa) sia alla Campania durante l’emergenza-rifiuti. I volumi attuali sono in esaurimento e se ne prevede la chiusura a fine 2021. La discarica fa parte di una più ampia area tecnologica in cui sono insediati anche un impianto di trattamento di rifiuti Urbani Indifferenziati (TMB) ed un impianto di compostaggio (impianti non di proprietà di CSAI).

Chiunque sia mai passato dall’Autostrada A1, in zona San Giovanni, avrà potuto notarla dato il cattivo odore che quasi ogni giorno permea la zona. Gli abitanti sono esausti e ora c’è il rischio che venga di nuovo ampliata andando ad occupare una nuova zona ancora verde (una parte agricola e forse anche una boschiva come si intuisce dal contributo della Direzione Agricoltura e Sviluppo della Regione Toscana), con la richiesta inoltre di sopraelevare i cumuli attuali (chi è della zona aprendo le finestre già vede i cumuli coperti da teli bianchi che ora potrebbero essere ulteriormente alzati!).

Leggiamo in un articolo di ARPAT del 2013 che le fonti odorigene, di cui si parla nell’articolo, sembravano provenire proprio dai cumuli in quota non dotati di barriere. E che anche una volta “sbassati” i problemi permanevano vista la persistenza delle segnalazioni.

Nel 2013 si chiese di sbassarli, ora, nella richiesta di autorizzazione corrente, si chiede di alzarli. A quanto pare l’esperienza non insegna proprio niente. Il rischio è quello di peggiorare ulteriormente la situazione attuale, assai compromessa (e le dichiarazioni di Arpat ne sono la prova). 

Nell’immagine sopra, l’area della discarica
vista da Google Maps.
Nel cerchio rosso la zona a rischio ampliamento.

L’iter per richiedere le autorizzazioni del caso alla Regione Toscana, è partito ad Ottobre 2020 (la documentazione a riguardo la trovate sul sito della Regione QUI).

Nel frattempo è stata attivata anche l’Inchiesta pubblica che si è conclusa il 16 maggio con l’ultima audizione generale. Ne emergerà un REPORT che riporterà le sintesi degli interventi e che dovrebbe servire alla Regione Toscana quale ulteriore contributo per decidere se approvare o meno il procedimento di ampliamento (alcuni interventi dell’ultima audizione generale li trovate pubblicati a questo link).

Molti i comuni del Valdarno che hanno espresso parere contrario insieme a gruppi politici associazioni, comitati e movimenti. Bisogna però che anche i cittadini si facciano sentire per impedire che la discarica sia ampliata per poi essere utilizzata, tra l’altro (cosa di non poco conto!) quasi esclusivamente per i RIFIUTI SPECIALI - NON PERICOLOSI (RS-NP). Infatti fino ad ora i rifiuti conferiti erano per due terzi circa di derivazione Urbana (o assimilati), l’altro terzo, Rifiuti Speciali-non pericolosi (RS-NP).

Occorrerà porre attenzione anche alla questione della presunta non pericolosità di questi rifiuti (visti i tanti “codici a specchio” di cui si richiede l’autorizzazione). Perchè per stabilire se siano o no pericolosi, serve determinare di volta in volta la loro composizione e ricercare se il rifiuto in questione contenga una o più sostanze pericolose onde stabilire in modo certo e inequivocabile se tale rifiuto presenti caratteristiche di pericolo o meno e quindi essere classificato correttamente. Un lavoro enorme insomma (i cui costi gravano o sul produttore o sul destinatario - in questo caso il gestore della discarica). 

C’è un’altra considerazione da tener presente: i Rifiuti Speciali, a differenza degli Urbani, per legge possono andare anche fuori Regione e, per gestirli, recuperarli e smaltirli, ci si può rivolgere al LIBERO MERCATO ovvero alle aziende che si occupano specificamente di questo (molte rintracciabili anche sul sito regionale SIRA). Inoltre, non si capisce bene perché si dovrebbe preferire lo “smaltimento” invece dell’ulteriore recupero dei vari materiali che compongono i rifiuti di cui si richiede l’autorizzazione. 

Precisiamo che, secondo la gerarchia europea dei rifiuti, si veda la piramide rovesciata nell’immagine, lo smaltimento è ritenuto l’ULTIMO anello a cui fare riferimento, preferendo prioritariamente tutti gli altri metodi (prevenzione, preparazione, riciclaggio, recupero di altro tipo) per garantire appunto il riciclo ottimale dei materiali recuperabili.

Ma non è tutto, dal “Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2020” di ISPRA, si evince che in Toscana vi siano già ben 15 discariche per RS-NP.

Perché quindi insistere nell’ampliamento di Podere Rota che era ad un passo dalla sua chiusura e dalla sua bonifica?

Se la Regione Toscana autorizzerà questo progetto, i cittadini, che tanto hanno sopportato negli anni, non vedranno MAI uno spiraglio di luce perché ogni volta che si arriverà vicini alla chiusura, con qualche espediente, si potrà chiedere un’ulteriore proroga per aumentare i volumi sia sugli attuali cumuli che su nuovo suolo (proprio come potrebbe accadere in questo caso).

Di rilievo le recenti dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Monia Monni, sulla revisione del Piano Regionale dei Rifiuti che pare sarà strutturato per favorire la sostenibilità ambientale e l’economia circolare, anche per quanto riguarda la futura gestione degli scarti industriali (soprattutto dopo il blitz contro la ‘ndrangheta toscana che ha portato a 23 arresti per rifiuti tossici, delle concerie di Santa Croce sull’Arno, “smaltiti” sembra per fare fondi stradali; nello stesso filone di inchiesta si aggiunge il recente coinvolgimento di ALIA per illeciti ambientali con 33 indagati tra ex e attuali dirigenti e avvisi di garanzia). 

Secondo Monni infatti: <<La strategia "è chiara": RIDURRE la produzione dei rifiuti, incentivare il RIUSO, centrare gli obiettivi comunitari di RICICLO di materia (55% nel 2025 e 60% nel 2030) e "colmare il gap impiantistico assicurando il sempre minor ricorso alle discariche". La Toscana dice definitivamente addio agli impianti di termovalorizzazione […]>>.

Anche in base a queste dichiarazioni ci si chiede come si potrà autorizzare l’ampliamento proprio della discarica di Podere Rota, visto che sia nel “vecchio” Piano Regionale che nel nuovo (stando alle dichiarazioni sopra), non si ritiene necessaria la realizzazione di nuove discariche né la realizzazione di ampliamenti rispetto alle disponibilità esistenti, e che le discariche in esaurimento non sarebbero state oggetto di ulteriori ampliamenti (cfr pag. 93 del PRB punto 2.5 “Sintesi degli obiettivi di recupero e gestione dei rifiuti urbani per ATO al 2020”)?

Per questi motivi, invitiamo tutti quanti a sottoscrivere la presente PETIZIONE per chiedere ai Comuni del Valdarno Aretino e Fiorentino di avviare con gli Enti preposti gli atti per la chiusura definitiva della Discarica ad esaurimento dei suoi volumi (ipotizzato alla fine del 2021) e attivare un percorso di adesione alla rete italiana di Comuni Rifiuti Zero.

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