Centro ricerca Rifiuti Zero e Zero Waste Italy, in occasione della giornata dello sciopero mondiale per il clima promosso dai 𝘍𝘳𝘪𝘥𝘢𝘺𝘴 𝘍𝘰𝘳 𝘍𝘶𝘵𝘶𝘳𝘦, promuovono questa opportunità che ci permette di contrastare completamente lo spreco e l’usa e getta.
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VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE
L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.
Per info Vedi la pagina FB
CALENDARIO
Visualizzazione post con etichetta compost. Mostra tutti i post
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venerdì 24 settembre 2021
𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗲𝘁𝗮 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗶 𝗣𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗥𝗶𝗳𝗶𝘂𝘁𝗶 𝗭𝗲𝗿𝗼! Lettera ai 320 sindaci dei comuni italiani Rifiuti Zero
Lettera ai 320 sindaci dei comuni italiani Rifiuti Zero perché attraverso il 𝘎𝘳𝘦𝘦𝘯 𝘗𝘳𝘰𝘤𝘶𝘳𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵 acquistino prodotti 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗿𝗶𝗰𝗶𝗰𝗹𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶.
mercoledì 22 aprile 2020
RIFIUTI ZERO: Mascherine Generiche MA riciclabili e compostabili!
Pubblichiamo volentieri la notizia della nuova mascherina (non chirurgica, solo generica, al pari di tante altre che però finiscono nell'indifferenziato.....se va bene, altrimenti le troviamo per terra), che è nata da una collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori e @grafica77.
Questo il post di Rossano Ercolini sulla sua pagina facebook:
Eccola: mascherina in cellulosa mista a cotone #riciclabile e/o #compostabile prodotta da @grafica77 e oggetto di una collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori - www.rifiutizerocapannori.it usabile non per scopi specialistici (in ospedale e sul lavoro) ma per fare spesa ed andare in giro. Bello poterla battezzare nella #GiornatamondialedellaTerra
Segue il comunicato Stampa:
Questo il post di Rossano Ercolini sulla sua pagina facebook:
Eccola: mascherina in cellulosa mista a cotone #riciclabile e/o #compostabile prodotta da @grafica77 e oggetto di una collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori - www.rifiutizerocapannori.it usabile non per scopi specialistici (in ospedale e sul lavoro) ma per fare spesa ed andare in giro. Bello poterla battezzare nella #GiornatamondialedellaTerra
Segue il comunicato Stampa:
lunedì 17 febbraio 2020
Position paper Utilitalia su bioplastiche e compostaggio
Utilitalia, federazione delle imprese operanti nei servizi pubblici, ha recentemente pubblicato un “position paper” sulla gestione e il recupero delle bioplastiche (scaricabile qui), tema scottante dopo le polemiche cha hanno contrapposto alcuni centri di compostaggio con i produttori di biopolimeri in merito all'effettiva compostabilità dei manufatti certificati secondo lo standard UNI EN 13432 nei moderni impianti industriali.
"Questo documento - spiega la federazione - nasce dalla necessità di evitare che le incertezze nella gestione e le difficoltà nella valorizzazione dei rifiuti di prodotti in bioplastica (soprattutto agli occhi dell’opinione pubblica e delle amministrazioni locali) ricadano sulle sole imprese che raccolgono e trattano i rifiuti e che, di conseguenza, la soluzione al problema rimanga a loro esclusivo carico".
Utilitalia chiede di valutare (e rivalutare) con molta attenzione "non solo le opportunità, ma anche i rischi associati alla progressiva diffusione di manufatti in bioplastica, al fine di governare questo sviluppo individuando le più corrette modalità di gestione di tali materiali lungo l’intero ciclo di vita”. "Occorre evitare - aggiunge - che le scelte siano dettate dalle sole logiche di mercato, senza che sia costruita una preventiva strategia che coinvolga tutti i soggetti della filiera”.
I rischi evidenziati dalla federazione sono legati anche all’aumento delle importazioni di manufatti in bioplastica dall’Asia, che potrebbero non rispettare i più rigidi standard europei o esporsi a contraffazioni (come nel caso dei sacchetti).
C’è poi il tema delle bioplastiche raccolte in modo non sempre omogeneo e univoco con la differenziata. Anche quando entrano nel flusso del al rifiuto organico, potrebbero emergere criticità nella fase di trattamento. In primis perché "avendo un peso specifico nettamente inferiore rispetto a quello del rifiuto organico, le bioplastiche occupano un volume molto più importante per unità di peso e, in prospettiva, potrebbero determinare un incremento degli stessi costi di raccolta (oltre a quelli di trattamento)”.
Inoltre, se il manufatto in bioplastica è un imballaggio, su di esso grava un CAC, il quale dovrebbe generare un corrispettivo per il ristoro dei costi di gestione dei rifiuti che ne derivano. “Tuttavia - sottolinea la Federazione - allo stato attuale, la raccolta delle bioplastiche con il rifiuto organico non è remunerata dal Sistema dei consorzi obbligatori, rendendo con ciò impossibile accedere ai corrispettivi Corepla sia per le aziende di raccolta sia per gli impianti di trattamento. In questo modo, i costi della selezione e del trattamento delle bioplastiche che finiscono negli scarti devono essere sommati ai mancati ricavi derivanti dai mancati corrispettivi”.
La compostabilità dei manufatti in bioplastica negli impianti industriali, è sancita dalla norma UNI EN 13432:2002 "Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione - Schema di prova e criteri di valutazione per l'accettazione finale degli imballaggi”. La norma stabilisce tempi e condizioni di trattamento (come temperatura e umidità) per la verifica della biodegradabilità di un materiale (per la quale sono previsti 6 mesi) e della sua compostabilità, ovvero della sua capacità di disgregarsi in frammenti di dimensioni inferiori ai 2 mm entro circa 3 mesi.
"Tuttavia - si legge nel position paper di Utilitalia - condizioni e tempi previsti nella norma non coincidono in modo univoco con quelli reali dei processi industriali, anche perchè gli impianti oggi esistenti sono stati progettati per trattare determinate matrici (prevalentemente rifiuti biodegradabili di cucine e mense o di giardini e parchi) e non certo bioplastiche”.
Anche il 'marchio di compostabilità’ di un materiale viene spesso interpretato, in modo diretto ed estensivo, come una certificazione della sua effettiva compatibilità con i processi industriali di trattamento del rifiuto organico. “ Il rispetto della UNI EN 13432:2002 - continua il documento - rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente di compostabilità a livello industriale con gli esistenti processi industriali di trattamento del rifiuto organico. Per questo ad esempio il marchio 'Compostabile CIC' comprende chiaramente la dicitura: 'Verifica con il tuo Comune/Gestore Locale le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti'”.
Anche il 'marchio di compostabilità’ di un materiale viene spesso interpretato, in modo diretto ed estensivo, come una certificazione della sua effettiva compatibilità con i processi industriali di trattamento del rifiuto organico. “ Il rispetto della UNI EN 13432:2002 - continua il documento - rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente di compostabilità a livello industriale con gli esistenti processi industriali di trattamento del rifiuto organico. Per questo ad esempio il marchio 'Compostabile CIC' comprende chiaramente la dicitura: 'Verifica con il tuo Comune/Gestore Locale le modalità di conferimento e raccolta dei rifiuti'”.
Secondo la Federazione, le scelte relative al destino di un rifiuto non possono essere definite unicamente, a priori, dalla presenza di una certificazione di specifiche caratteristiche tecniche del prodotto che ha dato origine al rifiuto. "Queste scelte sono e devono rimanere legate anche ai sistemi di raccolta dei rifiuti urbani, alle tecnologie presenti negli impianti destinati al loro trattamento (che peraltro possono non essere gestiti dallo stesso soggetto che effettua la raccolta) e all’organizzazione generale della gestione dei rifiuti in un dato territorio".
Il position paper si chiude affermando "che l’evoluzione dell’industria delle bioplastiche richiederà nei prossimi anni importanti trasformazioni al sistema nazionale di gestione e recupero delle risorse. Tuttavia, solo se questa trasformazione riuscirà ad essere governata nell’ambito di una strategia condivisa fra tutti i soggetti della filiera, le bioplastiche potranno continuare ad essere una grande opportunità in termini di efficienza industriale e sostenibilità ambientale".
Vedi anche: La gestione e il recupero delle bioplastiche - Federazione Utilitalia (PDF)
martedì 27 agosto 2019
Mamme No Inceneritore: “Alia e il compostabile, una sconfitta figlia di 15 anni di arretratezza”
Grazie al lavoro giornalistico di Lady Radio abbiamo scoperto che ALIA non è in grado di gestire una importante quantità di prodotti venduti in commercio e correttamente dichiarati 100% compostabili.
In particolare ALIA, tramite il suo amministratore delegato Alessia Scappini, afferma che “le bioplastiche negli impianti di compostaggio vengono scartate oppure finiscono in frammenti che contaminano il compost finale, che a quel punto non potrà essere utilizzato in agricoltura ma dovrà essere trattato come un rifiuto!”.
Durante l’intervista ALIA si spinge oltre e arriva a dichiarare che “l’unica cosa che al momento possiamo indicare è che questo tipo di rifiuto venga messo nell’indifferenziato”.
Avete sentito bene, uno dei gestori di rifiuti piu’ grandi d’Italia, che copre le province di Firenze, Prato e Pistoia, con contratto ventennale per 5 Miliardi di euro, invece di attivarsi per operare bene come gestore, invita i cittadini a non differenziare bene i rifiuti!
Questo è troppo! L’unico appello corretto che abbiamo sentito è quello di invitare a usare SOLO STOVIGLIE DUREVOLI o, in deroga, piatti e bicchieri di carta e forchettine di legno compostabili al 100% in tempi rapidi. Ma una grossa azienda come Alia deve affrontare il problema. Le BIOPLASTICHE in commercio oggi non sono certamente perfette e non combattono la pratica nefasta per l’ambiente dell’USA E GETTA, ma sono un prodotto che esiste e rispetta le normative vigenti in tema di biodegradabilita’ e compostabilita’ e quindi devono poter essere gestite nella filiera dell’organico.
Noi riteniamo che l’atteggiamento di ALIA sia completamente sbagliato. Studiando il modo di comportarsi di decine di gestori dei rifiuti in Italia (e dei comuni da loro coperti), abbiamo verificato che chi lavora bene ha tre regole semplici e basilari:
– la responsabilità delle buone pratiche è equamente divisa tra 3 attori: cittadini e aziende, amministrazioni locali e gestori dei rifiuti;
– al cittadino va chiesto di fare una buona raccolta differenziata, e per farlo il gestore deve offrire un buon servizio domiciliare e le amministrazioni devono premiare tramite un sistema di tariffazione puntuale;
– il gestore deve occuparsi della raccolta, dell’avvio a riciclo dei materiali differenziati e dello smaltimento dei rifiuti residui. Sta al gestore, insieme alle amministrazioni, decidere quali soluzioni adottare, se costruire impianti o affidare ad altre aziende alcune attività.
Fino ad oggi la quasi totalità dei comuni dell’ATO Toscana Centro, con Firenze in testa, ha impedito ad ALIA di dotarsi della impiantistica per una corretta gestione dei rifiuti. Fino a qualche mese fa si era pronti a buttare via 170 Milioni di Euro per la costruzione di un nuovo inceneritore, e per questo non si è fatta ad esempio la ristrutturazione, nell’area di Sesto Fiorentino, dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, dotandolo di un migliore filtro anti-odori (vedere impiantistica del Consorzio Contarina nel trevigiano) o la costruzione di fabbriche del riciclo avanzate.
Alle amministrazioni e ad ALIA lanciamo un semplice appello:
– investire rapidamente in impiantistica in grado di selezionare il materiale bioplastico rigido nel percorso di gestione del rifiuto organico in modo da ottenere COMPOST di qualità da utilizzare in agricoltura e non un altro rifiuto.
– nel medio termine costringere i produttori di bioplastiche ad investire in impiantistica in grado di recuperare i materiali da loro prodotto;
Suggeriamo inoltre di ELIMINARE tutti i cassonetti: con il sistema a cassonetto non si può avere una raccolta differenziata di qualità; nel cassonetto dell’organico ad esempio, oltre alle BIOPLASTICHE RIGIDE, ci vanno a finire tanti altri rifiuti non biodegradabili né compostabili!
In conclusione: concordiamo sul fatto che l’USA E GETTA deve essere bandito, sia in plastica che in bioplastica: è ambientalmente insostenibile. Un piatto/bicchiere/forchetta in bioplastica è sicuramente di difficile gestione in impianti industriali e, qualora abbandonato nell’ambiente, ha tempi di degradazione di alcuni anni. Ma questo non toglie la responsabilità alle amministrazioni e ad ALIA.
Ora sta al gestore, che è in ritardo di almeno 10 anni, dotarsi di impiantistiche o soluzioni che indirizzino questo tipo di rifiuti verso cicli virtuosi.
Mamme No Inceneritore
venerdì 12 luglio 2013
L’azienda agricola Frescobaldi utilizzerà il compost prodotto all’impianto di Faltona
11 luglio 2013]
Il compost prodotto nell’impianto di Faltona (Comune di Borgo San Lorenzo)
ha trovato un utilizzatore finale certo.È questo il vero valore aggiunto (che dovrebbe caratterizzare ogni impianto) del progetto messo a punto da Aer Spa (azienda di igiene urbana che serve i comuni della Val di Sieve), Publiambiente che gestisce l’impianto di compostaggio localizzato all’interno dell’Ato Toscana Centro e dall’Azienda Agricola Frescobaldi in cui il compost verrà reimpiegato.
Quindi i materiali organici raccolti nei Comuni della Valdisieve saranno selezionati e trasformati in compost di alta qualità presso l’impianto di Faltona, che poi verrà inviato all’azienda Frescobaldi in modo da chiudere il ciclo con il recupero dei materiali organici prodotti sul territorio attraverso un reimpiego diretto sull’area interessata (ovviamente come per ogni processo produttivo rimane una percentuale di materiale di scarto).
«Tanto per rendere un’idea dell’impatto di organico e verde sulle raccolte differenziate nel 2012, nei 10 comuni serviti da Aer Spa, su 47.000 tonnellate di rifiuti raccolti nell’anno, circa 8.000 erano materiale organico e verde– ha informato il presidente, Silvano Longini-. Con questo progetto, a regime, una importante percentuale di questi materiali verrà avviata al compostaggio e reimpiegato direttamente sul territorio. Questo è un risultato importante, un’esperienza tangibile per i cittadini che si impegnano a differenziare i rifiuti ma anche per l’Azienda da sempre attenta alle ricadute sul territorio».
Al momento, Aer Spa e Publiambiente sono operativi per quello che riguarda il conferimento di materiale verde, ossia sfalci, potature di piante e siepi, fiori recisi, erba tagliata. Per il conferimento di materiale organico proveniente dalle raccolte differenziate, invece, le aziende stanno organizzando al meglio il processo e la logistica, per essere a regime entro fine anno.
Il compost in uscita dall’impianto, verrà reimpiegato dall’Azienda Frescobaldi sui terreni della tenuta di Poggio a Remole, che ospiteranno nuovi vigneti ed oliveti, per migliorarne la fertilità ed aumentarne la matrice organica. Dall’impiego del compost gli agronomi dell’Azienda si aspettano quindi un miglioramento dei processi biochimici e della struttura del terreno stesso.
«Il progetto presentato stamani è l’esempio di una sinergia proficua che soggetti pubblici e privato hanno saputo avviare– ha dichiarato il presidente di Publiambiente Spa Paolo Regini- Questa collaborazione ci permette di ottimizzare e massimizzare l’operatività dell’impianto di Faltona, che ha una capacità di trattamento di 35 mila tonnellate/anno e di chiudere efficacemente il ciclo di recupero dei materiali organici, vero fine della raccolta differenziata e del lavoro delle nostre aziende. Il coinvolgimento di un marchio di eccellenza quale Frescobaldi, poi, valorizza ed al tempo stesso conferma ancor più la qualità del compost che produciamo, realizzando anche per questo prodotto una filiera “corta”, interamente locale».
Lamberto Frescobaldi, responsabile di produzione dell’omonima azienda guarda ai possibili sviluppi per il progetto: «Auspichiamo che un simile progetto possa presto essere validato anche attraverso una collaborazione con l’Università di Firenze. Il percorso che ci avviamo a fare, corredato dalle debite analisi, credo infatti potrà essere replicato e portare ad ottimi risultati».
Infatti se il progetto confermerà i risultati attesi il compost di qualità proveniente dall’impianto di Faltona potrà essere impiegato anche in altre tenute di proprietà di Frescobaldi, ed anche in vigneti di produzione ed altri ambiti agronomici ed agricoli.
I partner assicurano che per la realizzazione del progetto non ci saranno aggravi sugli attuali costi del servizio di raccolta, selezione e recupero del materiale.
FONTE Greenreport: http://www.greenreport.it/news/agricoltura/lazienda-agricola-frescobaldi-utilizzera-il-compost-prodotto-allimpianto-di-faltona/
lunedì 23 gennaio 2012
IMMONDIZIA ZERO
Ieri sera a PRESADIRETTA Iacona ci ha portato a riflettere sulla questione della gestione dei rifiuti.
La trasmissione è incentrata sulla gestione dei rifiuti a ROMA, che in pratica sta portando quasi la totalità dei rifiuti prodotti - tal quali- ( vista l' irrisoria percentuale che fanno di RD, che si aggira intorno al 20%) in discarica a MALAGROTTA, ma le problematiche che ne escono possono somigliare molto alle realtà dove non si può, o non si vuole, attivare una gestione virtuosa.
Di Malagrotta è prevista la chiusura con l'apertura però di altre discariche provvisorie e/o definitive.
Là dove era stato attivato il Porta a Porta le percentuali di RD sono salite da subito oltre il 70%, mentre là dove si è rimasti alla raccolta stradale a cassonetto o si è attivato il metodo "duale", come lo chiamano loro, le cose sono peggiorate e i cittadini sono scontenti!
Probabilmente portare così tante tonnellate di rifiuti nelle discariche fa aumentare le entrate a chi le gestisce. Tanto più se le tonnellate sono di più visto che non si fa per niente la differenziata (togliere dal tal quale, cioè, i materiali recuperabili per rimetterli sul mercato) o, ancora peggio, alla fine ci si butta anche la differenziata!!!!!!
Le scusanti degli amministratori ( che stranamente, su questo tema, conconrdano quasi su tutto) ?
L'altra sera al Consiglio Comunale di Rufina (vedi appunti) l'Ing. Benassi di AER Impianti SRL ( l'azienda incaricata di costruire il nuovo inceneritore di Selvapiana) ha detto che per quanto riguarda rifiuti zero non sapeva come era andata a finire a San Francisco. Ebbene, la puntata di presadiretta di ieri, gli risponde in modo incontrovertibile!
Vedi tutta la puntata di Presadiretta (San Francisco dal minuto 1.22.52).
Comunque a Rifiuti ZERO, per ora, aderiscono ben 70 comuni di tutta Italia, vedi QUI.
-NOI IN VALDISIEVE INVECE CI DOVREMO ACCONTENTARE DI BRUCIARE I RIFIUTI DI TANTI ALTRI COMUNI VISTO CHE QUESTO IMPIANTO E' IN UNO STATO MOLTO AVANZATO CON LE AUTORIZZAZIONI (AIA) e i rifiuti, anche se i nostri forse non bastano, ci si devono buttare perchè sennò che brucia?
-CASE PASSERINI ANCORA DEVE ESSERE PROGETTATO e ESSERE SOTTOPOSTO A VIA E AIA. -GREVE INVECE E' IN STANDBY FINO AL 2017 PERCHE' IL PD VUOLE FARE UN OSSEREVATORIO PER VERIFICARE COI DATI SE SARA' NECESSARIO - TEORIA RIPRESA ANCHE DAL PIANO INTEPROVINCIALE CHE NE RIMANDA L'EVENTUALE COSTRUZIONE ENTRO IL 2018 ( PAG. 157).
NOI IN VALDISIEVE CI DOVREMO SVEGLIARE UN PO' COME HANNO FATTO CITTADINI, IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI NEL LAZIO DOVE GLI VOGLIONO FARE LE DISCARICHE E L'INCENERITORE!
VIENI A TROVARCI, E FATTI SENTIRE.
INTANTO FIRMA ANCHE TU: http://www.assovaldisieve.it/lettera/index.php
La trasmissione è incentrata sulla gestione dei rifiuti a ROMA, che in pratica sta portando quasi la totalità dei rifiuti prodotti - tal quali- ( vista l' irrisoria percentuale che fanno di RD, che si aggira intorno al 20%) in discarica a MALAGROTTA, ma le problematiche che ne escono possono somigliare molto alle realtà dove non si può, o non si vuole, attivare una gestione virtuosa.
Di Malagrotta è prevista la chiusura con l'apertura però di altre discariche provvisorie e/o definitive.
Là dove era stato attivato il Porta a Porta le percentuali di RD sono salite da subito oltre il 70%, mentre là dove si è rimasti alla raccolta stradale a cassonetto o si è attivato il metodo "duale", come lo chiamano loro, le cose sono peggiorate e i cittadini sono scontenti!
Probabilmente portare così tante tonnellate di rifiuti nelle discariche fa aumentare le entrate a chi le gestisce. Tanto più se le tonnellate sono di più visto che non si fa per niente la differenziata (togliere dal tal quale, cioè, i materiali recuperabili per rimetterli sul mercato) o, ancora peggio, alla fine ci si butta anche la differenziata!!!!!!
Le scusanti degli amministratori ( che stranamente, su questo tema, conconrdano quasi su tutto) ?
- il Porta a Porta costa troppo ( aumenterebbe la TIA .....che tanto aumenta comunque!!)
- non c'è mercato per i prodotti differenziati come materia prima ( peccato che San Francisco ci dimostri il contrario, e se vogliamo stare più vicini la stessa Carla Poli di Vedelago che seleziona e vende i rifiuti)
- ci vuole troppo tempo per diventare virtuosi ( ma non si comincia mai) così nel frattempo ci servono gli inceneritori ( ma anche le discariche per metterci le cenere/scorie pericolose che sono circa il 30%!)
- la raccolta differenziata spinta si può fare solo nei piccoli comuni ma non nelle grandi città come Roma, Firenze ecc
- accordi politici vecchi, che però non migliorano come succede al vino barriccato!
L'altra sera al Consiglio Comunale di Rufina (vedi appunti) l'Ing. Benassi di AER Impianti SRL ( l'azienda incaricata di costruire il nuovo inceneritore di Selvapiana) ha detto che per quanto riguarda rifiuti zero non sapeva come era andata a finire a San Francisco. Ebbene, la puntata di presadiretta di ieri, gli risponde in modo incontrovertibile!
Vedi tutta la puntata di Presadiretta (San Francisco dal minuto 1.22.52).
Comunque a Rifiuti ZERO, per ora, aderiscono ben 70 comuni di tutta Italia, vedi QUI.
-NOI IN VALDISIEVE INVECE CI DOVREMO ACCONTENTARE DI BRUCIARE I RIFIUTI DI TANTI ALTRI COMUNI VISTO CHE QUESTO IMPIANTO E' IN UNO STATO MOLTO AVANZATO CON LE AUTORIZZAZIONI (AIA) e i rifiuti, anche se i nostri forse non bastano, ci si devono buttare perchè sennò che brucia?
-CASE PASSERINI ANCORA DEVE ESSERE PROGETTATO e ESSERE SOTTOPOSTO A VIA E AIA. -GREVE INVECE E' IN STANDBY FINO AL 2017 PERCHE' IL PD VUOLE FARE UN OSSEREVATORIO PER VERIFICARE COI DATI SE SARA' NECESSARIO - TEORIA RIPRESA ANCHE DAL PIANO INTEPROVINCIALE CHE NE RIMANDA L'EVENTUALE COSTRUZIONE ENTRO IL 2018 ( PAG. 157).
NOI IN VALDISIEVE CI DOVREMO SVEGLIARE UN PO' COME HANNO FATTO CITTADINI, IMPRENDITORI E ASSOCIAZIONI NEL LAZIO DOVE GLI VOGLIONO FARE LE DISCARICHE E L'INCENERITORE!
VIENI A TROVARCI, E FATTI SENTIRE.
INTANTO FIRMA ANCHE TU: http://www.assovaldisieve.it/lettera/index.php
QUESTO è QUELLO CHE CI ASPETTA!!!
DA PICCOLO A 7 VOLTE PIù GRANDE
OVVERO
giovedì 28 luglio 2011
PROGETTO DI LOMBRICOLTURA
![]() |
| http://www.lombricolturacompagnoni.it/ |
Si tratta di una inversione di tendenza per una valorizzazione delle risorse, in un’ottica di “recupero, non distruzione” in sintonia con il concetto che NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, TUTTO SI TRASFORMA.
Inoltre si dà un valido aiuto all’ambiente, si allunga la vita delle discariche, si abbattono i costi di trasporto e relativo inquinamento da emissione da fumi di scarico. Si consuma e si produce scarto sul posto, che poi si trasforma e si usa, sempre sul posto: non si hanno costi di smaltimento - KM 0 - OGNUNO TRASFORMA E RIUTILIZZA IL PROPRIO SCARTO.
I vantaggi di questa operazione possono riassumersi in diversi punti.
- Progetto di immediata fattibilità, in quanto non richiede particolari interventi.
- Non necessità di grossi investimenti (se si ritiene opportuno si possono coinvolgere anche i privati per un contributo parziale).
- Facilità di approccio e indubbia utilità del progetto (da sempre gli scarti vengono riciclati in agricoltura).
- Coinvolgimento diretto del cittadino ed avvicinamento alle problematiche ambientali: è un “esempio pratico” e concreto di intervento contro le varie forme di inquinamento.
- Controllo generale della situazione ed innegabile ritorno di immagine.
- Ottimo investimento, vantaggi economici, meno spese.
- Può essere proposto come percorso didattico per le scuole (inserito in un circuito).
E' ormai riconosciuta da tutti l'utilità del lombrico, lo troviamo persino sui calendari. Vengono organizzati simposi e riunioni a tutti i livelli, anche internazionali, per dibattere e illustrare l'utilità del lombrico e gli sviluppi continui dei suoi impieghi.
L'ICE - ISTITUTO PER IL COMMERCIO ESTERO - ha effettuato uno studio completo circa la possibilità di affermazioni della Lombricoltura all'Estero. Le prospettive sono molto ampie.
ANCHE LA CEE SI INTERESSA ALLA QUESTIONE LOMBRICO.
L'HUMUS DI LOMBRICO E' INFATTI L'UNICO AMMENDANTE AMMESSO PER AGRICOLTURA BIOLOGICA
A CHE COSA SERVE IL LOMBRICO?
•TRASFORMAZIONE ecologica di qualunque materiale organico biodegradabile (fogliame, erbacce, residui delle industrie alimentari, fanghi di depurazione, ecc..)
•SMALTIMENTO ecologico dei letami animali (conigli, bovini, suini, equini, pollami, ecc..)
•CIBO PER ANIMALI utilizzato come integratore proteico di mangimi (il 70% della carne di lombrico è costituito da proteine), o per svezzamento, (all. starne, piccioni ecc.)
•ESCHE DA PESCA: in Italia vi sono 3 milioni di pescatori. Calcolando che ciascuno di essi consuma annualmente circa 1.000 di lombrichi, il quantitativo necessario per tale attività ammonta a 3 miliardi di lombrichi.
•PRODUZIONE DI VERMICOMPOSTA, prezioso concime organico comunemente conosciuto come "HUMUS", che aumenta e migliora la fertilità dei terreni.
Leggi tutto l'articolo al link:
https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B5uPVnFGS9xwM2IzMWU3YTQtOThhMC00ZDdjLWIwZjctYTFmZTE1YzlhNTA2&hl=it
L'articolo è tratto dal sito di Lombricoltura Compagnoni: http://www.lombricolturacompagnoni.it/
ma in rete ci sono molti altri siti in cui si parla di lombricoltura, come per esempio quello di LOMBRICOLTURA I & S al link http://www.lombricolturaies.com/ che è anche più vicino a noi ( visto che è a Fucecchio -Firenze ) e quindi visitabile per eventuali informazioni.
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