VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

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Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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venerdì 16 dicembre 2022

dal blog di GRIG: Rinnovabili..e tutto il resto vada a farsi fottere.

Fabrizio Quaranta, ricercatore e socio GrIG, ha fatto una seria riflessione sulla recente ondata di compatibilite che sembra aver pervaso parte del mondo ambientalista italiano.

Eccola.

Buona lettura.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

bosco e girasoli

Sono sconcertato con me stesso: mi tocca dar ragione al berlusconiano Vittorio Sgarbi, però ultimo vero paladino di un un ambientalismo razionale e rispettoso dell’uomo e dei territori, non travolto e connivente con il neodogma del lucroso Rinnovabilismo.

Buona parte delle associazioni ambientaliste si sono prostrate al nuovo dogma religioso. 

centrale fotovoltaica in area agricola

1. TRANSIZIONE, ecologica?!?      La Terra, la superstite terra fertile, non è Res nullius, né, ancora, derelicta; non è illimitata e non va consumata e umiliata con aggettivi che di ecologico hanno solo la sfacciataggine.

Milioni di km di sovrastrutture (già definiti indispensabili) hanno occupato, tombato e impermeabilizzato in una sola generazione il 28% delle campagne. Un’anarcoide rincorsa al cemento si è accanita sui più fertili ma scarsi terreni di pianura, e ancora lì si pretende spazio per il fotovoltaico (175 000 ettari secondo il PNRR, come la scomparsa di intere province granarie, e di grano ne manca tantissimo e sempre più ne mancherà).


Gravissima è la delegittimazione in corso delle Sovrintendenze, ultimo baluardo a difesa del Patrimonio ambientale e culturale italiano, additate al pubblico ludibrio come responsabili di colpevoli ritardi alla pretesa rapida autorizzazione invece di palesi scempi.

Con tecnica da basso marketing imbonitore si chiamano ipocritamente “parchi” questi invasivi oltraggi alla Bellezza. E malinconica e surreale è la prezzolata pretesa di far digerire queste schifezze come nuovo moderno paesaggio.

costruzione centrale eolica

2. Migliaia di capannoni fatiscenti, scheletri di serre, strade superflue, disordinate e sparse periferie, seconde case, pacchiani villoni abusivi, parcheggi di faraonici centri commerciali e, ora, enormi depositi dei giganti della logistica, sono la desolata immagine del Bel Paese fu della secolare armonia multifunzionale dei borghi rurali.

Dopo gli allarmanti dati 2019, con coperture di 57 milioni mq, oltre 2 mq al secondo (rapporto sul consumo del suolo ISPRA 2019), le colate di cemento non rallentano nel 2020, nonostante il lockdown, e consumano altri 60 kmq, impermeabilizzando ormai oltre il 7% del territorio (rapporto sul consumo del suolo ISPRA 2020).

Con una media di 19 ettari al giorno, il valore più alto negli ultimi dieci anni, e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo, il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km2 di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato (rapporto sul consumo del suolo ISPRA 2021).

Non si consumi allora altro prezioso, miracolosamente superstite, territorio rurale!

Si riconvertano quei km di obbrobri fatiscenti dotandone i tetti (i TETTI !!) di pannelli fotovoltaici. Ce n’è per chilometri e sarà anche occasione per un salvifico maquillage urbanistico. I tetti degli edifici extra-urbani sono circa 3 500 kmq, ISPRA stima che sarebbe possibile installarli su almeno 700 kmq. Si raggiungerebbe una potenza fotovoltaica fra 59 e 77 gigawatt, il doppio di quanto previsto dal PNIEC, che individua un obiettivo di incremento di 30 gigawatt al 2030. 

Poi ci sono i parcheggi, varie infrastrutture, aree dismesse, cave esaurite, e, comunque vastissime aree GIÀ CONSUMATE.

Torino, smog (da http://www.meteoweb.eu)

3. Le emissioni climalteranti di CO2 non sono poi una costante immodificabile che costringe inevitabilmente ad agire esclusivamente sul COME produrre energia. Il fabbisogno si può ridurre e la CO2 si può abbattere soprattutto con un razionale e coscienzioso risparmio modificando drasticamente molte incancrenite pessime abitudini favorite da una fin troppo facile ed economica disponibilità di pratiche energivore: case e uffici in inverno a 24°C, in estate a 18°, basterebbe invertire le pretese;  condizionatori ormai di gran moda, vero status symbol, ma unica causa dei blackout elettrici fino ad oggi; abuso di auto in città con motori accesi in fila per ore anche per spostamenti facilmente ciclopedonali; consumo abitudinario e acritico di cibi fuori stagione, ecc.…

Non è colpa dell’inamovibile destino cinico e baro ma, appunto, di incancrenite pessime abitudini da eccesso facile di comodità energivore se quindi un cittadino del Qatar emetta mediamente 39 tonnellate di CO2 l’anno, uno statunitense e australiano 16, mentre un italiano scende a 5 e ancor meno in Francia, Svezia e Svizzera con 4 tonn./pro capite, dove certo il regime di vita non è da eremiti nelle grotte (dati da Banca mondiale, 2016).

campo di mais

4. La terra non può essere svilita a fabbrica di corrente per incancreniti capricci, ma DEVE innanzitutto continuare a fornire alimenti, anche se il cibo a prezzi stracciati e senza stagionalità ha fatto perdere questa ancestrale e sacra percezione. L’Italia è infatti fortemente deficitaria di quasi ogni materia prima e OGNI SPICCHIO DI TERRA ANDREBBE COLTIVATO (e lo sarebbe se i redditi fossero dignitosi).

La Pace fra le Nazioni, poi, è fenomeno storicamente raro, e i facili scambi commerciali, che oggi mascherano e suppliscono i gravi deficit, potrebbero interrompersi in caso di conflitti (scritto prima del conflitto ucraino) E l’aria che tira fra i grandi blocchi non è la migliore. 

Un problema grave per l’Italia con un pesante deficit produttivo agroalimentare: mancano il 64% di frumento tenero, il 40% del duro (e relative difficoltà a garantire una pasta totalmente italiana) il 50% di mais, il 70% di soia…e anche la carne, il pesce (Ismea) e quasi tutte le altre materie prime, anche le più impensabili come le noci (-75%) o le nocciole (-30%), malgrado la fiorente industria dolciaria italiana.

campo di grano

5. Dal 2012 “il suolo ormai consumato non ha potuto offrire 4 milioni di quintali di prodotti agricoli” (Coldiretti, dicembre 2022). Solo per il grano duro in Italia si è passati in pochi anni da 1.700.000 ha a 1.200.000 ha (ISTAT): la perdita di mezzo milione di ettari equivalgono ad un’intera Regione, e l’improvvisa impennata dei prezzi tutt’ora in corso evidenzia il precario e pericoloso equilibrio del commercio mondiale.

Ma oltre al cibo, l’agricoltura da millenni svolge la fondamentale funzione di sistemazione e regimazione idraulica dei territori. Sebbene misconosciuta, questa costante opera di tutela ha impedito o almeno attenuato i disastri dovuti alla rottura dell’equilibrio idrogeologico. Questa drammatica realtà di dissesto che coinvolge con intensità e luttuosità crescente ormai il 90% dei comuni italiani (ISPRA) è dovuta principalmente all’abbandono dell’agricoltura locale e successive cementificazioni. 

Un ulteriore carico di strutture artificiali potrebbe aumentare i già alti rischi per quei territori.

foresta mediterranea

6. Territori che farebbero volentieri a meno delle ricorrenti ipocrite geremiadi televisive con i volti affranti di caduti dal pero per le reiterate luttuose calamità.

Le suadenti sirene che sibilano a demotivati coltivatori facili redditi derivanti dal fotovoltaico a terra (almeno 3000 €/ha! Impensabili con qualsiasi coltura, almeno fra quelle legali), dovrebbero confrontarsi con gli operatori del turismo per l’irreversibile degrado paesaggistico arrecato per chilometri. Aree che proprio con un abbinamento tra armonico paesaggio agricolo e  itinerari lenti (cammini e ciclovie) ed enogastronomici, grazie ai redditi derivanti da crescenti frequentazioni anche internazionali stavano resistendo all’abbandono con opportunità di lavoro agroturistico ai giovani locali. Sperando che nessuna coppia neocollodiana li possa convincere a seminar zecchini d’oro, ferendo a morte la nostra madre terra conficcandole in grembo lugubri paramenti funebri.

“…gli insulti al paesaggio e alla natura, oltre a rappresentare un affronto all’intelligenza, sono un attacco alla nostra identità…” (Sergio Mattarella, Capo dello Stato, garante della Costituzione, e specificamente dell’art. 9).

Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere.

Fabrizio Quaranta, laureato in Scienze Agrarie, si occupa di cerealicoltura

frana causata da tagli boschivi

(foto da http://www.meteoweb.eu, Cristiana Verazza, A.L.C., S.D., archivio GrIG)

FONTE ARTICOLO GRIG: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/12/13/rinnovabili-e-tutto-il-resto-vada-a-farsi-fottere/#more-32541

venerdì 5 agosto 2022

Spotlight indaga sulla "mafia del legno" (non solo Romania?)

 GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane

LA MAFIA DEL LEGNO. Non perdetevi l'inchiesta sulle biomasse forestali che andrà in onda su “Spotlight”, la rubrica di RaiNews24, venerdì 15 luglio alle 20.30 (replica domenica 17 Luglio alle 10.30 e alle 20.30). Il documentario, a cura di Ludovica Jona, è frutto di un'inchiesta durata anni che analizza gli effetti degli incentivi pubblici alle biomasse forestali in Italia e in Romania, dove diverse guardie forestali sono state uccise dalla mafia del legno. Jona ha seguito le operazioni di denuncia dell'attivista Tiberiu Boșutar, che a settembre ha subito un tentato omicidio, e scoperto molto altro approfondendo la situazione nel nostro paese.

Oltre la metà dell'energia “rinnovabile” in Europa è prodotta bruciando legna. Si chiama biomassa forestale e secondo gli ambientalisti i circa 17 miliardi di euro di sussidi che riceve ogni anno mettono a rischio le foreste europee. Per questo l'Europarlamento sta discutendo se continuare a sovvenzionarla. “Spotlight”, la rubrica di inchiesta di Rainews24 a cura di Valerio Cataldi, nella puntata di venerdì 15 luglio alle 20.30 (e in replica domenica 17 Luglio alle 10.30 e alle 20.30) indaga sull'impatto degli incentivi alle biomasse legnose in Italia e Romania con l'inchiesta “L'affare dei tagli boschivi” di Ludovica Jona. 
In Romania - paese in cui si trovano le ultime foreste vergini d'Europa e diverse guardie forestali sono state uccise dalla “mafia del legno” - la Jona ha seguito le operazioni di denuncia dell'attivista Tiberiu Boșutar, che a settembre ha subito un tentato omicidio. 
In Italia, invece, l’inchiesta ricostruisce con testimonianze e dati inediti il percorso del legno che viene bruciato nelle centrali a biomasse di Calabria, Sicilia e Sardegna, scoprendo che proviene in gran parte dalla Toscana. Alcuni tagli boschivi secondo la magistratura sono risultati illegali e a Crotone - dove si trovano tre centrali a biomasse, tra cui la più grande d'Europa - l'Asp è intervenuta segnalando i rischi per la salute dei cittadini determinati dalle polveri prodotte dagli impianti.
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Rivedi l'inchiesta a questo link: https://www.rainews.it/rubriche/spotlight

Fonte notizia: https://www.facebook.com/gufitalia/photos/a.584308292072847/1391601568010178/

giovedì 16 giugno 2022

Fabio Zita sul Rigassificatore a Piombino

https://it.wikipedia.org/wiki/
Rigassificatore_%28GNL%29
Asini al governo - 16 Giugno 2022

Quello dal titolo "un rigassificatore nel porto di Piombino", è stato
un tema che il Governo ha volto introducendo una impressionante
sequenza di gravi errori di ortografia politica (e non solo politica),
tutti da sottolineare con la matita blu.
Un testo che mette i brividi se si pensa che non esce dalla penna di
un analfabeta ignorante capace solo di storpiare verbi o di confondere senso e significato delle parole e dei termini, ma dalle menti delle migliori intelligenze oggi disponibili in Italia (o almeno così ci sono descritte quotidianamente da quasi tutta la stampa).
Ma non basta parlare di un "compitino" gravemente insufficiente, c'è pure l'aggravante: il componimento è stato COPIATO!
Già perché la scelta scellerata di cacciare un rigassificatore in un sito tra i più problematici d'Italia (su cui pendono da decenni irrisolti problemi ambientali, infrastrutturali, occupazionali e sociali; sito ove, ad ogni nuovo governo, i più alti rappresentanti della politica nazionale e regionale si sono sempre alternati sul palco del teatrino delle promesse mai mantenute, dichiarando soluzioni MAI ATTUATE), non è farina del sacco che pesa sulle spalle dal governo ma opzione senza alternativa imposta da SNAM, che non solo ha speso una bella cifra per acquistare la nave ma sa anche, con certezza, dove è (per lei) più conviene (sotto il profilo economico) far sbarcare a terra il metanodotto.
Cioè, per intendersi, il Ministro della Transizione ecogica, che certamente conosce ben poco (se non nulla) delle annose criticità piombinesi, si è affidato, per trovare le migliori soluzioni, a chi del territorio conosce ovviamente, per competenza, solo la natura geologica dei suoli e non gli altri aspetti che legano quello stesso territorio, la sua storia e il suo futuro ai destini di chi lo vive.
E così il risultato ottenuto, anche con il contributo del Presidente della Giunta regionale, è quello sotto gli occhi di tutti: una collettività, allargata ai Comuni della val di Cornia, di altri Comuni della costa e dell'isola d'Elba e delle associazioni di categoria che dice NO al rigassificatore.
Aggiungo quanto sia evidente l'imbarazzo di chi ha avuto l'onere di portare a termine l'obiettivo del Ministro (con prestigiosa nomina di Draghi) pensando di poter continuare ancora con la novella delle compensazioni (strade, forni elettrici, conversioni industriali, energie rinnovabili e bonifiche), ma accortosi che alle favole nessuno è più disposto a credere se ne è uscito con esilaranti e comiche soluzioni quali l'acqua di raffreddamento a circuito chiuso (chiuso dove?) ed il NO al terminale nel golfo di follonica.
Di grazia, Presidente Giani, ma allora dopo i tre anni a Piombino la nave dove dovrebbe rigassificare? in giro per il meditteraneo con un oleodotto in ogni porto come le donne dei marinai?
Asini al comando e piazzisti da bancherella sono quanto di meglio oggi offre il mercato della politica nostrale.

Fabio Zita
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Il valore della vita per il Ministro Cingolani - 6 Giugno 2022
Il sostantivo "valore" può essere accostato a due distinte condizioni: la prima, come misura non comune di doti morali ed intellettuali; la seconda (nell'ambito economico), la quantità di moneta pagabile od ottenibile per un bene.
Se qualcuno vuole comprendere per quale necessità accosto il termine "valore" al nome del Ministro della transizione ecologica (un tempo meno pomposamente chiamato Ministro dell'ambiente) deve avere la pazienza di continuare la lettura.
Il tema che pone il titolo del post è legato ad un argomento di stretta e rilevante attualità che sta riempiendo le pagine di tutti i quotidiani in questi giorni: le ipotesi di nuove modalità di approvvigionamento del gas al fine di affrancarsi dalla dipendenza dalla Russia.
Tra le soluzioni individuate si parla del GLN (gas naturale liquefatto a meno 161 gradi centigradi che viene trasportato da navi e poi trasferito su altre navi in grado di riportarlo allo stato gassoso ed immetterlo nella rete di distribuzione nazionale.
Il processo di rigassificazione tramite nave gasiera, oltre a prevedere l'utilizzo di enormi quantità di acqua di mare addittivata chimicamente, è particolarmente attenzionato in merito alla sicurezza.
La Toscana, unica regione in Italia, ha già una nave che opera per rigassificare 3,75 miliardi di metri cubi anno di GLN a 12 miglia dalla costa di Livorno, ancorata su un fondale di 120 metri.
Per arrivare ad approvare tale particolarissimo è complicatissimo progetto ci sono voluti 2 anni per la Valutazione di Impatto Ambientale e ben altri 12 anni per l'autorizzazione definitiva (tramite il lavoro del nostro Comitato Tecnico Regionale) che ha riguardato, in particolare, la SICUREZZA dell'impianto, trattandosi di stoccaggi altamente pericolosi.
Il piano di sicurezza ha imposto intorno alla nave ben tre aree di interdizione, di cui la prima (per un raggio di due miglia marine) vieta a chiunque la navigazione.
Per la sicurezza si è trattato di valutare il progetto riguardo a terremoti e tsunami, alle operazioni di scarico, agli effetti di possibili incidenti rilevanti con impatto sulla popolazione, alla sicurezza dei dipendenti.
Detto tutto ciò mi risulta che ieri a Roma il Ministro Cingolani abbia incontrato alcuni parlamentari e i rappresentanti dell 'amministrazione comunale di Piombino per parlare di un'altra nave gasiera da ormeggiare per almeno 3 anni proprio nel porto di Piombino ove esiste un fondale idoneo di 20 metri.
Alle allarmate preoccupazioni espresse con riferimento agli argomenti fin qui trattati (ambiente Marino portuale compromesso dalla enorme quantità d'acqua recuperata nel porto e reimmessa con l'aggiunta di additivi chimici, che modificheranno - di fatto - le condizioni biologiche dello specchio acqueo; la sicurezza per l'incolumità della salute e della vita dell'intera comunità piombinese), l'amministrazione ha aggiunto il rischio di veder definitivamente compromessa l'ipotesi di riqualificazione dell'intera area che con così tante difficoltà e ritardi si sta forse finalmente avviando.
Il Ministro, al grido di allarme lanciato da chi è direttamente interessato da tale ipotesi, pare abbia risposto dicendo che Piombino è conveniente per la SNAM (che il gas lo deve distribuire) e che saranno individuate compensazioni economiche a ristoro dell'impatto generato.
Ed ecco che si torna al significato di "valore".
Per il Ministro il "valore" della vita è moneta pagabile, come per ogni transazione di business. Tutto ha un prezzo, anche la tranquillità e la sicurezza di una comunità.
Tutto si può comprare, basta sia conveniente, ed infatti il Ministro ha concluso con una minaccia, per cui se la comunità locale ostacolasse l'iniziativa fino a renderla irrealizzabile, la colpa poi della necessità di continuare ad avere rapporti con i russi ricadrebbe sui piombinesi.
Se questa è politica con la P maiuscola e se a parlare così è uno dei "migliori" credo ci sia poco da sperare per l'Italia, e a me - sinceramente - viene comunque da vomitare!

Fabio Zita
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Fonte Profilo facebook di Fabio Zita

Fridays For Future Italia - LE COMMISSIONI DELL’EUROPARLAMENTO VOTANO CONTRO GAS E NUCLEARE IN TASSONOMIA

14 Giugno 2022

Oggi due commissioni del Parlamento Europeo, ENVI (Ambiente) ed ECON (Economia) hanno votato contro l’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia verde europea, con 76 voti su 62.

È una vittoria molto importante per la bocciatura della proposta, ma manca ancora il passo decisivo, il voto in plenaria a inizio luglio.

Per questo, tra il 3 e il 7 luglio saremo a Strasburgo insieme ad attivist3 da tutta Europa per farci sentire dagli ultimi europarlamentari indecisi e bloccare definitivamente questo enorme tentativo di Greenwashing.
Possiamo farcela! Intanto, festeggiamo questo passo importante🔥

giovedì 14 aprile 2022

di LUCA MERCALLI: Rinnovabili, dieci anni buttati: oggi saremmo più autonomi

Luca mercalli, Presidente comitato scientifico Europa Verde Verdi

Pace o condizionatore? Io rispondo: entrambi.

A patto di definire con quale energia alimentiamo il nostro comfort. La guerra russo-ucraina mette in luce le debolezze di un eccessivo approvvigionamento estero di energia fossile. Ma forse non lo sapevamo? È da vent’anni che per motivi ambientali si continua a chiedere la riduzione di uso delle fonti fossili sostituendole con le rinnovabili. Il primo conto-energia – il provvedimento legislativo che aprì ai privati la possibilità di installare pannelli fotovoltaici sul proprio tetto ottenendo un incentivo ventennale – è del luglio 2005. Chi scrive ha prontamente impiantato i suoi primi pannelli nel 2006, li ha mostrati in Tv e sui giornali sperando di convincere le masse a fare altrettanto, ci ha scritto libri e articoli, spesso tra indifferenza, derisione e critiche di snobismo ambientalista. Ridurre le emissioni? Chissenefrega. Importava solo se si guadagnava o meno e la gran parte dei cittadini hanno preferito ai pannelli solari continuare a utilizzare il gas a buon prezzo e usare il denaro per cambiare l’auto a rate da mostrare agli amici al bar. E dopo l’iniziale fiammata fino al 2012 (quando eravamo leader nel mondo per incremento annuo di installazione), burocrazia opprimente, rimodulazione degli incentivi e ostruzionismi fossili assortiti, hanno fermato la rampa di lancio di solare ed eolico facendo tra l’altro chiudere i battenti a migliaia di piccole imprese che erano sorte proprio per assecondare questa positiva richiesta. Nessuno le ha difese. Come tendere una corda tra i piedi di chi sta correndo. Ora le bollette alle stelle e il terrore di rimanere al freddo (o al caldo) in caso di serrata dei gasdotti russi, improvvisamente fa dire ai politici che bisogna correre con l’installazione delle rinnovabili. Ah… ieri dov’erano?

Comunque sia, il passato è andato, partiamo dai dati del rapporto GSE 2020: il 38 per cento di elettricità italiana proviene da fonte rinnovabile, pari al 20 per cento dei consumi energetici totali (cioè anche l’energia non elettrica, carburanti per autotrazione, gas da riscaldamento e altro). Non è una cattiva prestazione, siamo secondi in Europa dopo la Spagna, ma al di là delle classifiche ciò che conta è che siamo ancora lontani dall’autosufficienza e con il decennio perduto avremmo potuto essere molto più autonomi e meno ricattabili in questo frangente nonché più sostenibili sul piano climatico. Ora va bene accelerare gli iter autorizzativi, dobbiamo però non guardare solo ai grandi impianti ma pure a facilitare la vita ai cittadini che vogliono mettere i pannelli su casa loro: dovremmo vedere un formicolio di elettricisti che lavorano sui tetti, invece tutto è così lento, come disse pochi mesi fa il Nobel per la fisica Giorgio Parisi: “Sui tetti di Roma vedo più piscine che pannelli solari”. E poi non ho sentito dal nostro governo fare appello anche alla sobrietà energetica. Non basta sostituire in fretta e furia la fonte energetica, bisogna anche ridurre gli sprechi e le inefficienze, con campagne martellanti di informazione verso i cittadini. Invece di idioti giochi a premi che occupano ore e ore di preziosa Tv di Stato, spieghiamo in prima serata la differenza tra un kilowatt e un kilowattora! Spieghiamo che un grado in meno nella temperatura di casa riduce del 7 per cento il consumo energetico. Che andare più piano in auto abbassa di molto il consumo di carburante. Che non è etico sperperare la preziosa energia per scaldare la strada con quei funghi ardenti che gridano vendetta sui nostri frivoli aperitivi.
Ilfattoquotidiano

Articolo pubblicato su FB da

Europa Verde - Verdi Pisa

Fonte: https://www.facebook.com/europaverdepisa/posts/282193097433664

giovedì 3 marzo 2022

GRIG: Ripetiamo, sulle energie rinnovabili raccontatela tutta. Enzo Cripezzi risponde a Piazza Pulita.

Fonte blog di GRIG: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/02/27/ripetiamo-sulle-energie-rinnovabili-raccontatela-tutta-enzo-cripezzi-risponde-a-piazza-pulita/#more-29475

Campania, centrali eoliche nella Val Fortore

Come già accaduto con il dossier rinnovabili di Milena Gabanelli e Fabio Savelli nel novembre 2021 (e in tanti altro casi), la trasmissione Piazza Pulita del 17 febbraio 2022 ha offerto una narrazione a senso unico in favore della proliferazione degli impianti produttivi di energia da fonti rinnovabili (soprattutto centrali eoliche e centrali fotovoltaiche) senza se e senza ma.

Risponde Enzo Cripezzi, delegato di LIPU – BirdLife Italia per Puglia e Basilicata.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

qui la trasmissione di Piazza Pulita del 17 febbraio 2022.

Sento incontenibile il dovere di criticare con forza  e insofferenza ma argomentatamente l’ultima puntata di Piazza Pulita del 17.2.22, avendo intensamente vissuto gli ultimi 20 anni (venti!) di proliferazione delle rinnovabili in Terronia.

Per la prima volta in TV si è accennato, solo accennato (!) a qualche dato serio e dibattuto sulla questione energetica.

Tuttavia ancora una volta si è potuto assistere alla consueta narrazione fiabesca e qualunquista sulle rinnovabili che non costruisce una coscienza dei telespettatori sulla materia energetica e che, per l’ennesima volta, emargina la realtà più determinante su questo tema: i territori , quelli che le rinnovabili  devono ospitarle!  Se non liquidando i territori come quelli del  No o del Nimby (cornuti e mazziati dopo migliaia di impianti!) ma senza concedere loro parola alcuna. Un approccio immaturo che dura da 20 anni.

E’ “sul” e “con” il territorio che vengono realizzate le rinnovabili! Tanto, tantissimo territorio. In molte aree ridotto ormai a un colabrodo.

Chi predica le rinnovabili (e chi ospita un dibattito a tema) ha il dovere etico e morale di chiarire DOVE e COME , non solo di esibire numeri da scrivania !

In prospettiva è evidente che quella energetica diventerà una criticità assolutamente STRUTTURALE. OLTRE alla ricerca del qualcosa da fare subito e ora, per la crisi contingente, non è accettabile che sia derubricata la visione di medio e lungo termine, e quindi siano scartate tutte le opzioni ivi ricadenti.

“….Il gas è responsabile di queste bollette” esordisce Bonelli e, ancora, afferma che ci sono 110 GW (110.000 MW) di “energia” (si proprio cosi, nella sua ignoranza ha detto “energia” !!!) tra eolico e fotovoltaico “che sono bloccati”. E poi pretende pure di spiegarlo (!) paragonando questo parametro al picco di “energia” (ancora errore madornale!) della Nazione pari circa 55 GW, che in realtà è di effettivo consumo istantaneo.

Già queste affermazioni  errate e qualunquiste  di Bonelli avrebbero dovuto essere censurate. Buttate in pasto a milioni di italiani producono deduzioni illusorie.

Appennino Umbro-Marchigiano, Monte dei Sospiri dopo la realizzazione della locale centrale eolica (2016)

Qualcuno avrebbe dovuto spiegare la VERITA’ agli italiani (e ai vari “haters” di  territorio” come Bonelli).

1)   I numeri citati NON sono “energia” ma “potenza”, concetti abissalmente differenti: la potenza è quella di targa che l’impianto potrebbe sprigionare, se nelle condizioni ottimali;  l’energia è quella EFFETTIVAMENTE prodotta in base al tempo con cui quella potenza è a pieno regime. Si possono avere anche un miliardo di MW di potenza eolica e fotovoltaica “installata” sul territorio ma del tutto inutile quando non produce (quando sole e vento non ci sono, oppure sono esigui)  e perfino inutile quando produce in un momento in cui non ve ne fosse bisogno). Ammesso di installare una potenza di 110.000 MW , essa produrrebbe nel tempo un consuntivo di energia (quindi in MWh) pari a circa un 22-25% se eolico o addirittura 13-15% se fotovoltaico.

2)   110.000 MW di eolico e fotovoltaico NON SONO “bloccati” ma in grandissima parte nuove istanze con procedimenti in corso. Procedimenti che lor signori hanno contribuito a semplificare fino alla nausea  umiliando le più basilari regole di valutazione ambientale e concertazione sociale. Un serio studio territoriale (per altro di parte!) imporrebbe almeno un anno di indagini, DOPO dei quali si dovrebbe intraprendere una seria istanza autorizzativa capace di valutarne gli effetti sull’area. Ivi compresi quelli cumulativi (Terronia docet).

3)   Quelli “bloccati”, invece (qualche GW), avrebbero dovuto in realtà essere progetti RESPINTI poiché pessimi, gravati da pareri negativi delle soprintendenze (che è bene ricordare ai vari Bonelli, agiscono su mandato giuridico di un certo Articolo 9 della Carta Costituzionale). A tali, pessimi progetti, però, la commissione VIA puntualmente ha dato un AIUTINO (come candidamente ammesso dal Presidente della Commissione VIA! ) esprimendosi positivamente in spregio ai valori territoriali e quindi “bloccando” l’iter che avrebbe dovuto… concludersi negativamente! Iter che pertanto viene rimesso al Consiglio dei Ministri. Che d’imperio IMPONE l’autorizzazione!

4)   La stragrande maggioranza di quei 110.000 MW citati sono istanze avanzate in territori DEL MEZZOGIORNO, già abbondantemente vilipeso (da 20.000 dei 33.000 MW di eolico e fotovoltaico oggi installati).

La domanda è:  di questi  110.000 MW, pur escludendo i 17.000 MW proposti in mare, principalmente lungo le coste del Sud, DOVE pensa Bonelli, e altri estremisti come lui, di installare ulteriori 93.000 MW (NOVANTATREMILA) di eolico e fotovoltaico?

E COME ? umiliando ulteriori territori senza concedere loro parola? Almeno andrebbe detto ! E’ o non è un tema determinante ? Perché non viene trattato? Perché non si dice che stanno condannando la Puglia, la Sardegna, la Sicilia come la Basilicata e tutto il Mezzogiorno a un grande colabrodo territoriale con la squallida commistione di colossali impianti industriali brutalmente imposti  nella ruralità dei territori, cosi snaturati per sempre?  DOVE è la sostenibilità?

Fate un sondaggio: piazzereste 3-4000 grattacieli eolici da 250 m sulle colline laziali? O sulle Alpi della sola Lombardia?

Per estrarre energia dalla natura in quantità appena apprezzabili per gli attuali fabbisogni, bisogna spremere il territorio, compromettendo per sempre valori identitari e inalienabili. Questo è!

Puglia, ubicazione delle centrali eoliche e fotovoltaiche (potenza 5.300 MW)

5)   Ma insiste Bonelli nel suo qualunquismo, “se il Governo fa una scelta decisa in quella direzione (realizzando i 110 GW !) noi abbattiamo il costo delle bollette, e questo lo sanno tutti …. In realtà il prezzo sul libero mercato elettrico continuerà ad essere imposto dal  gas, poiché prevedibile, programmabile e quindi negoziabile, mentre le rinnovabili continueranno ad essere gravate da un  fattore di imprevedibilità. Come accade in Germania che ha ben più potenza rinnovabile installata.

Pertanto, senza contribuire ad abbassare i costi (anzi con ulteriori oneri in bolletta che esploderanno per le costosissime quanto insufficienti opere di stoccaggio), le imprese rinnovabili incassano pure extra profitti dell’aumento dei prezzi determinato dal gas, senza mitigarlo concretamente.

6)   Ma per la decarbonizzazione questi  110.000 MW NON BASTERANNO nemmeno lontanamente . Immaginiamo con la bacchetta magica (!) di fare una colossale cura dimagrante e magari aiutati con qualche punto percentuale da Idro, biomasse, geotermico, solare termico, ecc, di far scomparire come per incanto il 50% (praticamente impossibile) dell’attuale fabbisogno di energia totale – elettrico, trasporti, riscaldamento -. Avremmo bisogno di elevare gli odierni 33.000 MW di potenza eolica e fotovoltaica installata (quindi di targa) a qualcosa come 450-500.000 MW (CINQUECENTOMILA!).

7)   Quanto sopra, solo IDEALMENTE . Bisogna fare i conti con le criticità di intermittenza e volatilità di queste fonti, la conseguenza è di finanziare a breve termine proprio centrali gas pagando loro questo servizio di reperibilità per compensare le potenze aleatorie in gioco sempre più enormi (a proposito di incentivi alle fossili….).

Oppure si impone il problema dello stoccaggio (es. batterie o idrogeno) INESISTENTE e IMPOSSIBILE per potenze dell’ordine di almeno decine e decine di migliaia di MW di potenza, capaci di tenere in piedi il paese per ore o per qualche giorno (comunque una inezia rispetto agli andamenti stagionali). Ma con le opere di accumulo entrano in gioco ulteriori fattori: perdite di conversione (es elettrico>idrogeno>elettrico = 35-40% di partenza), nel tentativo di compensare le quali occorrerà installare ancora più potenza; esplosione dei costi associati alle stesse rinnovabili; necessità esponenziali di terre rare con effetti ben più disastrosi ed estensivi che la loro estrazione comporta, in termini ambientali e …. geopolitici.

Ecco, quando si dice che le rinnovabili hanno un costo del kwh competitivo, in realtà il costo vero dovrebbe esser valutato non per quello che producono ma per tutto quello che NON producono.

8)   E alla fine della giostra vien fuori dalla De Girolamo che ci sono le Soprintendenze brutte e cattive che “bloccano” le rinnovabili, che dicono “no” . Le Soprintendenze  –  a cui dovrebbe andare molte volte il rispetto e ringraziamento per un lavoro eroico di resistenza, in permanente scarsità di organico e di risorse rispetto alla calata dei barbari – che non fanno altro che esprimersi in nome e per conto di valutazioni discendenti dall’ARTICOLO  9 della CARTA COSTITUZIONALE !

Bonelli , La De Girolamo e tutto il corteo delle “rinnovabili senza se e senza ma” che si scandalizzano di questi procedimenti, abbiano almeno il buon gusto di invocare la cancellazione di quella parte della Costituzione. Vantino tutte le rinnovabili che vogliono, invochino le volgari deregolamentazioni che tagliano tristemente il ruolo dei territori e delle Soprintendenze ma, almeno, di fronte al vergognoso, immane e infame scempio della celebrata ruralità della Nazione, se ne assumano anche la responsabilità morale .

Dicano chiaramente che vogliono l’ANARCHIA per  installare centinaia di migliaia di MW inondando quel che rimane di territori e comunità!

9)   Possibilmente, se poi si parla di nucleare, Bonelli dovrebbe avere un contraltare esperto, che per amor di oggettività gli dica che la centrale nucleare di Flamanville incriminata per i costi è un estremo e non costituisce la media rispetto all’ordinario costo di queste centrali . Costi comunque notevoli ma iniziali, che sono ovviamente spalmati su tutti i decenni di vita dell’impianto. Vita continuativa e non per sole 1300 -2000 ore annue di fotovoltaico ed eolico.  E c’è arrivato un modesto osservatore come il sottoscritto che poco, poco, poco si è documentato a fronte di queste affermazioni.

“Bellissima” poi la chiosa della Petrini sui lobbisti pro nucleare …. Ok ma vorrei ricordare come nel silenzio tombale,  l’ANEV, associazione degli industriali eolici sia…. Associazione Ambientalista (!!!!) riconosciuta (dall’allora ministro Matteoli) “dentro” la pancia del Ministero Ambiente, esercitando la doppia veste interessata perfino nei ricorsi. Una associazione di categoria con interessi lucrosissimi da miliardi di euro, parificata ad associazioni che si reggono sul volontariato e portatrici di interessi collettivi. Questo accade dal 2005 senza scandali !!!!

centrale fotovoltaica

10) Dulcis in fundo la De Girolamo che si accapiglia ancora con Bonelli per chi avrebbe le responsabilità del solito, rifritto luogo comune del NO a tutto e quindi del NO all’eolico. I soliti comitati e associazioni brutte e cattive che si oppongono…. Ma Bonelli & C che si smarcano “desiderando questa panacea” non si sono chiesti DOVE ricadono la stragrande maggioranza dei progetti “bloccati” e/o richiesti ? Si, esatto, sempre in Terronia e sempre nelle stesse aree , per ovvie ragioni. Ecco, almeno chiamateci quelli del “BASTA” visto che il “NO” ci è stato impedito di anche solo di pensarlo grazie a chi continua ad inondare i territori con pale e pannelli dall’alto di scrivanie decisionali. Gli estremisti, semmai, siete voi, che dite sempre SI a tutti gli impianti perché tanto basta la parolina magica e fuorviante : energia “”pulita””. La più grande trasformazione territoriale della Nazione senza alcun dibattito preventivo e governata dai desiderata delle società!

11) Ma ecco che in studio viene fuori la frase fatta “Tutti siamo a favore delle rinnovabili”. E qui emerge la disinvolta ipocrisia culturale del nostro tempo. E CHI non le vuole ? LE RINNOVABILI SONO COME LA PACE , tutti  siamo a favore. Ma poi dietro l’esportazione della pace ci può essere la guerra. Ed è in atto. Al punto che viene (opportunamente!!) negata perfino una anagrafe di questi impianti, che un’altra parte dell’ambientalismo (silenziata dall’omertà mediatica) chiede da 20 anni per esercitare una briciola di controllo sociale !

Insomma, ambientalisti si ma proprio fessi no!

U.S.A., centrale fotovoltaica, consumo del suolo (2013)

12) Bella la App di Terna , indica in tempo reale la composizione delle fonti energetiche per la produzione elettrica….. ma è bene ricordare non solo che il 37% conseguito di rinnovabili elettriche lo dobbiamo in buona parte all’idroelettrico storico che GIA’ avevamo e mai sussidiato e che, come accenna Tabarelli, copre in media il 20% di produzione elettrica mentre eolico e fotovoltaico vi contribuiscono per circa il 17%. E’ imperativo evidenziare che il SOLO consumo elettrico nazionale indicato in quella App rappresenta solo il 22% circa di TUTTO il fabbisogno energetico del Paese (il resto sono trasporti e termico – riscaldamento e raffrescamento, ecc – che per altro si vorrebbe elettrificare).   Quella indicazione, quindi, non è esaustiva di TUTTO il fabbisogno energetico. E quel contributo di eolico e fotovoltaico (le “nuove” tecnologie rinnovabili più mature), rapportato correttamente sul TOTALE dei consumi energetici del Paese equivale al….  3,5% !

13) Quindi, caro Formigli, non si può semplificare auspicando di perseguire 3/3 di permanente (!) copertura rinnovabile dell’elettrico, per altro partendo da 1/3 di QUELLA giornata!   In realtà si dovrebbe idealmente e ULTERIORMENTE moltiplicare quel già titanico obiettivo  finale almeno per 4 , cosi da coprire gli altri comparti energetici non elettrici e che si vuole decarbonizzare ed elettrificare. Ed ecco che emergono ancor più necessità abominevoli e semplicemente impraticabili di potenza eolica e fotovoltaica da installare.

Per conseguire l’odierno  3,5% di contributo da eolico e fotovoltaico sui consumi energetici TOTALI abbiamo installato 33.000 MW (TRENTATREMILA!) in gran parte umiliando i territori rurali del Mezzogiorno e spendendo (ad oggi) 240 MLD (DUECENTOQUARANTA!  Più del più grande investimento pubblico della storia della Repubblica, con la ex Cassa Mezzogiorno!).

14) In definitiva, sorvolando sulla chiusura demagogica di Bonelli e De Girolamo, bene il servizio di Piazza Pulita, nel mare magnum del nulla mediatico, ma del tutto insufficiente per costruire consapevolezze.  Il dovere, in un dibattito sull’energia e sulle rinnovabili, è quello di affrontare il SE ma anche il COME e DOVE perché le rinnovabili hanno una densità energetica e quindi una produttività bassa. Necessitano di spazi enormi  !!

E’ meritorio, e non deprecabile (quelli del BASTA), lanciare l’allarme oggi per non suicidarsi domani. Invece scontiamo un Piano (PNIEC) fatto a tavolino senza ALCUNA SERIA valutazione di sostenibilità, senza indicare COME e  DOVE sia possibile distribuire centinaia di migliaia di impianti(!), e senza una valutazione sull’approvvigionamento delle materie prime per gli impianti e per la elettrificazione del sistema energetico. Un PNIEC partorito da Gentiloni sull’onda di slogan e isterie, senza alcun dibattito pubblico sul tema energetico e, soprattutto, senza un approccio multidisciplinare.

Per finire vorrei regalare qualche immagine esplicativa, sui “virtuosismi” delle rinnovabili vere, non quelle da Mulino Bianco della propaganda.

Buona riflessione.

Enzo Cripezzi  – Foggia, delegato di LIPU – BirdLife Italia per Puglia e Basilicata

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

(foto Enzo Cripezzi, da mailing list ambientalista, A.L.C., S.D., archivio GrIG)

Fonte blog di GRIG: https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/02/27/ripetiamo-sulle-energie-rinnovabili-raccontatela-tutta-enzo-cripezzi-risponde-a-piazza-pulita/#more-29475