VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

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sabato 8 maggio 2021

ALL'INCONTRO REGIONALE DEI COMUNI E DELLE COMUNITA' RIFIUTI ZERO DELLA TOSCANA ANCHE IL SINDACO DI FIESOLE ANNA RAVONI

All'incontro di stamani (8 Maggio 2021) su zoom per la PROPOSTA DI PIANO REGIONALE PER UNA TOSCANA RIFIUTI ZERO ha partecipato il Sindaco di Fiesole (comune che ha aderito alla Strategia RZ) insieme ad alcuni suoi collaboratori.

Anna Ravoni, ha fatto sapere che hanno anche approvato il Regolamento dell'Osservatorio Rifiuti Zero, che pubblichiamo.


REGOLAMENTO “OSSERVATORIO RIFIUTI ZERO” 

ART.1 - COMPOSIZIONE E OBIETTIVO DELL'OSSERVATORIO
ART.2 - IL PERCORSO VERSO RIFIUTI ZERO
ART.3 - COMPITI DELL'OSSERVATORIO 
ART.4 - MODALITÀ OPERATIVE 
ART.5 - ASSEMBLEE
ART.6 - SVOLGIMENTO DELLA RIUNIONE
ART.7 - MODIFICHE DELLA COMPOSIZIONE DELL'OSSERVATORIO 
ART.8 - ENTRATA IN VIGORE 

Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 38 del 29 aprile 2021  

Art. 1 - Composizione e obiettivo dell'Osservatorio 

L’ “Osservatorio Rifiuti Zero” è istituito con Delibera di Consiglio Comunale N. xx del xx/xx/2020 avente per oggetto: istituzione dell’Osservatorio verso “Rifiuti zero”. L’Osservatorio è composto dai seguenti membri che saranno nominati dalla Giunta Comunale: 

1) Sindaco del Comune di Fiesole; 

2) Assessore con delega all’Ambiente; 

3) Da un minimo di 5 (cinque) ad un massimo di 9 (nove) rappresentanti della società civile che si impegnano per l’attuazione della strategia “Rifiuti zero”. 

Sono invitati permanenti (senza diritto di voto): 

N. 1 (uno) rappresentante del Gestore della raccolta rifiuti; 

N. 1 (uno) rappresentante di ATO Toscana Centro. 

L’osservatorio elegge un coordinatore alla sua prima riunione fra i 9 membri della società civile. I componenti dell'Osservatorio esterni all’Amministrazione restano in carica per 4 anni e possono essere riconfermati. 

I Componenti di cui ai punto N.3 saranno nominati successivamente all’entrata in vigore del presente Regolamento e successivamente ad ogni scadenza di quadriennio. L’Amministrazione nel momento in cui tali componenti vanno nominati emette un bando pubblico finalizzato all’autocandidatura e che preveda la presentazione di un curriculum. 

I curricula vengono analizzati dal responsabile dell’ufficio ambiente o comunque da un funzionario competente in materia ambientale, con eventualmente esclusione dei profili non compatibili con il perseguimento della strategia rifiuti zero o comunque con i compiti dell’osservatorio. Fra i candidati rimanenti si provvede ad estrazione a sorte qualora siano in numero superiore a 9 (nove), qualora siano in numero inferiore vengono tutti nominati. La procedura viene replicata, con emissione di nuovo bando, qualora siano in numero minore di 3 (tre). 

I membri del suddetto Osservatorio dovranno riunirsi almeno 2 (due) volte l’anno e non percepiranno nessun compenso. 

L’Osservatorio avrà il compito di “monitorare continuamente” il percorso verso “Rifiuti zero” (ovvero riduzione complessiva della quantità, innalzamento della quota di differenziata e del riuso), indicando le criticità e le possibili soluzioni al fine di rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi, anche alla luce dell'evolversi del quadro normativo di riferimento regionale, nazionale ed internazionale”. 

Art.2 - Il percorso verso “Rifiuti zero” 

La “strategia “Rifiuti zero – zero waste”, si propone di guidare la corretta gestione del ciclo dei rifiuti secondo i seguenti principi: 

1. la riduzione degli sprechi nel ciclo produzione-consumi verso una politica “Rifiuti zero” che direzioni la gestione dei rifiuti verso riduzione, riuso e riciclaggio nei cicli produttivi 

2. la protezione dell'ambiente e della salute (Carta di Ottawa per la promozione della salute del 21 novembre 1986) 

3. il rafforzamento della prevenzione primaria delle malattie attribuibili ai rischi indotti da inadeguate modalità di gestione dei rifiuti 

4. il diritto dei cittadini all'informazione e alla partecipazione alle decisioni istituzionali in materia di salute, ambiente e gestione dei rifiuti (Carta di Ottawa per la promozione della salute del 21 novembre 1986, D. Lgs n. 502/2006, Carta di Aalborg 1994, Convenzione di Aarhus 26.6.1998, Direttiva 2003/35/CE, Direttiva 2008/98/CE). 

Art. 3 - Compiti dell'Osservatorio 

I compiti dell'Osservatorio sono: 

1) Monitorare il percorso verso “Rifiuti zero”; 

2) Farsi garante che il percorso verso “Rifiuti zero” che sia verificabile, partecipato e aggiornato; 

3) Suggerire eventuali criticità e le possibili soluzioni nel raggiungimento dell’obbiettivo. 

Art.4 - Modalità operative 

a) Monitoraggio 

Il monitoraggio avviene attraverso la valutazione di tutte le attività svolte dal Comune e dal Gestore, basandosi, in via preferenziale, sulla valutazione dei dati. L'Osservatorio sceglie gli indicatori di processo utili per monitorare sia il percorso di cui all'art.2, sia ogni altra iniziativa promossa dall'Amministrazione per favorire il percorso verso “Rifiuti zero”. Tra i vari indicatori possibili, a titolo esemplificativo e non esaustivo, possono considerarsi: 

1) Livelli di RD (totale e divisa per frazioni); 

2) Qualità della raccolta differenziata o percentuali di riciclo, divisi per frazioni; 

3) Realizzazione del centro di raccolta e di eventuali centri ed iniziative per il riuso; 

4) Iniziative per la riduzione dei rifiuti; 

5) Iniziative per favorire la separazione alla fonte; 

6) Incentivazione al riuso e/o riciclo; 

7) Report delle sanzioni pecuniarie; 

8) Report delle segnalazioni e/o dei reclami. 

La scelta degli indicatori di processo viene fatta dall’osservatorio, principalmente in accordo con l'Amministrazione ed il Gestore del servizio. Ad ogni riunione, con almeno 7 giorni di anticipo, il Gestore del servizio fornisce i dati per aggiornare gli indicatori monitorati. I dati saranno inviati dal coordinatore a tutti i componenti dell'Osservatorio. I dati sono accessibili pubblicamente. 

b) Criticità 

L'Osservatorio evidenzia le criticità riscontrate in base a: 

• Monitoraggio di cui all'art.4, punto a); 

• Verifiche e sondaggi condotti in modo diretto o attraverso associazioni di volontariato. 

c) Soluzioni 

L'Osservatorio, sulla base delle criticità riscontrate, può sia chiedere che suggerire delle possibili azioni correttive. 

d) Partecipazione 

L'Osservatorio si impegna a favorire la partecipazione e il coinvolgimento a tutti i livelli (dagli utenti alle Amministrazioni). In tal senso può convocare l’Amministrazione, il Gestore del servizio, i cittadini e le associazioni di categoria. Al fine di favorire la partecipazione può dotarsi di strumenti di comunicazione ritenuti idonei per garantire il coinvolgimento della cittadinanza che non dovranno comportare impegni di spesa a carico dell’Amministrazione comunale. Ritenuto fondamentale il coinvolgimento dei cittadini, l’Osservatorio, di concerto con l’Amministrazione, si impegna ad adottare strumenti idonei, sul modello “Agenda 21”, per garantire la partecipazione, il confronto e l’informazione dei cittadini. I lavori dell’Osservatorio diverranno anche momento di informazione, approfondimento e discussione in sede di Consiglio Comunale dove, almeno una volta all’anno, si procederà ad audizione. 

e) Progetti in conformità al percorso verso “Rifiuti zero” 

L'Osservatorio può porre all'attenzione dell'Amministrazione comunale eventuali progetti sia elaborati in proprio, sia proposti da altri. In questo caso svolge il ruolo di promotore. L'Osservatorio può procedere alla istituzione di gruppi di lavoro. 

f) Aggiornamenti 

L'Osservatorio può porre all'attenzione dell'Amministrazione comunale eventuali aggiornamenti dei regolamenti e della normativa comunale, intercomunale e regionale in tema di gestione dei rifiuti che possano accelerare il percorso di cui all'art.2. 

g) Comunicazione 

L'Osservatorio provvede a creare ed attivare canali di comunicazione con: • gli organi di stampa, tramite comunicati stampa; • la cittadinanza, attraverso assemblee partecipative, mailing list e altri sistemi ritenuti idonei. L'Amministrazione comunale fornisce il nominativo del funzionario preposto a ricevere le comunicazioni dell'Osservatorio. L'Amministrazione comunale, tramite il funzionario designato, facilita l’invio delle comunicazioni dell’Osservatorio agli organi di stampa ed alla cittadinanza. L’Osservatorio, inoltre, avrà la possibilità di comunicare con la cittadinanza attraverso i canali istituzionali già attivati dall’Ente. 

h) Modalità e svolgimento delle riunioni 

L'Osservatorio si riunisce presso la sede comunale o altro locale di proprietà del Comune. Almeno 10 giorni prima della riunione il coordinatore provvede ad inviare la convocazione attraverso l’indirizzo di posta elettronica dell'Osservatorio. Le riunioni sono valide se è presente la maggioranza assoluta dei componenti effettivi l’Osservatorio (non contando gli invitati senza diritto di voto). La riunione si aprirà con l’introduzione del coordinatore, che provvederà a prendere le presenze ed a nominare il segretario verbalizzante. Terminata questa fase si passerà alla discussione dell’ordine del giorno. Per ciascun punto all’ODG che implichi una decisione l’Osservatorio delibera con la maggioranza dei presenti. Al termine della trattazione di tutti i punti iscritti all’ODG verrà elaborato l’eventuale Comunicato Stampa che dovrà essere approvato con la maggioranza dei presenti. Eventuali punti non discussi saranno trattati nella riunione successiva con priorità di discussione. A seguire si stilerà una bozza dell'ODG per la prossima riunione. La versione definitiva dell'ODG sarà ultimata via e-mail, sia per eventuali aggiunte, sia per dare agli assenti la possibilità di partecipare. Il coordinatore, insieme al verbalizzante, stilerà una bozza di verbale che verrà inviato a tutti i componenti e che verrà approvato nella riunione successiva. 

Art.5 - Modifiche della composizione dell'Osservatorio 

Qualora un componente risulti assente per due riunioni consecutive senza motivazione, il coordinatore inoltrerà una richiesta per verificare la sua volontà a restare nell'Osservatorio. In caso di mancanza di interesse o di mancata risposta l'Osservatorio chiederà alla Giunta di deliberare per la sostituzione del componente. Altrettanto farà nel caso di dimissioni di uno dei membri nominati. Eventuali richieste di entrare a far parte dell'Osservatorio verranno discusse nel corso delle riunioni qualora i membri non siano già nel numero massimo (come previsto all’art.1) e, se accettate, il coordinatore chiederà alla Giunta di deliberare sull’eventuale inserimento. 

Art.6 – Entrata in vigore 

Il presente Regolamento entra in vigore con l’approvazione degli organi competenti e con la regolare pubblicazione all’Albo Pretorio on-line del Comune. 

PDF sul sito del Comune di Fiesole

martedì 29 dicembre 2015

ASSOCIAZIONE COMUNI VIRTUOSI: Dieci anni di percorsi virtuosi

Eccolo qui il nostro regalo di Natale.
Lo stiamo spedendo in questi giorni a tutti i comuni soci, e alle realtà amministrative che hanno avuto il piacere (e la fortuna) di collaborare con Esper, sponsor tecnico dell’Associazione Comuni Virtuosi.
Una pubblicazione che racconta alcune tra le più significative esperienze nel campo della gestione dei rifiuti attive oggi, con successo, in giro per l’Italia.
Un testo in PDF imperdibile per addetti ai lavori e curiosi. Per tutti quelli che non si rassegnano alla cantilena del “sono tutti uguali”, del “tanto non può cambiare nulla in questo Paese”.
Fortunatamente non è così, e decine di esperienze concrete sono lì a dimostrare che abbiamo ragione.
Buone feste, dunque, e buona contaminazione.



SCARICA GRATUITAMENTE IL LIBRO
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 Anche QUI

mercoledì 16 settembre 2015

Dalle luci a vapore ai chip per i rifiuti le idee dei Comuni più virtuosi d’Italia

L’illuminazione pubblica di Mogoro, la raccolta differenziata di Parma e Malnate, la mobilità di Rivalta. E, ancora, le idee di autofinanziamento di San Salvatore Ma soprattutto, l’eccellenza (in tutte le categorie) raggiunta da Seravezza.



Dalle luci a vapore ai chip per i rifiuti le idee dei Comuni più virtuosi d’ItaliaC’ È quello che ha sostituito le luminarie pubbliche con lampade a vapore, quello che ha messo le facce dei cittadini sull’album delle figurine, quello che ha dotato i bidoni della spazzatura di microchip o che ha ricavato un hotel diffuso da 50 stalle abbandonate.  

Benvenuti in un mondo parallelo: l’Italia dei Comuni virtuosi. Dove le cose funzionano e lasciano a bocca aperta. Piccole eccellenze, sette in tutto, in cui abitanti e istituzioni collaborano, trasformando in valore le risorse del territorio, riducendo il traffico e aumentando l’attenzione per l’ambiente. A loro, sembra affidata l’italica speranza di risalire la china. I “migliori comuni” saranno premiati il 19 settembre dopo una selezione dell’Associazione dei Comuni Virtuosi con il patrocinio di Anci e ministero dell’Ambiente. La costellazione dei premi varia dalla gestione del territorio ai nuovi stili di vita.
 
Vincitore assoluto è Seravezza, provincia di Lucca. Qui, nell’entroterra della Versilia, le notti trascorrono serene grazie a una campagna contro alcol e droghe. E la raccolta differenziata la fanno al 75 per cento, le mense sono bio, c’è una casetta dell’acqua e una del sapone con detersivi alla spina. «Abbiamo puntato sulle politiche ambientali spiegando che la differenziata è un valore per tutti — dice il sindaco Ettore Neri — e i cittadini possono rivolgersi allo sportello energia per avere informazioni sul risparmio energetico». Riuscire a trasformare 50 stalle in un albergo diffuso, e convertire un mini comune da 350 abitanti in località turistica, è invece la scommessa di Castel Del Giudice, in Molise. Si entusiasma il sindaco Lino Gentile: «Abbiamo convinto i proprietari a partecipare alla creazione di un albergo che è nato senza aumento degli spazi».
Sostituire l’illuminazione pubblica con lampadine a vapore di sodio, ma anche ridurre la plastica nelle mense e introdurre acqua pubblica filtrata, è valso la stelletta ecologica a Mogoro, provincia di Oristano.
 
Mettere i cittadini in un album delle figurine modello Panini ha fruttato una menzione al comune di San Salvatore Monferrato. «Per realizzare un gigantesco selfie della comunità abbiamo suddiviso le categorie, sportivi, medici, negozianti, professori. Le figurine si comprano in edicola e con il ricavato ogni associazione ha un piccolo sostegno economico ». Il problema del traffico è stato aggredito a Rivalta, comune della cintura torinese, con un rosario di soluzioni diverse. Spiega l’assessore ai trasporti Marilena Lavagno: «Siamo partiti da un potenziamento della pista ciclabile che ora è di 80 centimetri con un incremento del percorso pari al 30 per cento. Ma il punto di forza sta diventando quello del
carpooling che permette una condivisione dell’auto, facendo risparmiare sulla benzina. Grazie a una app controlliamo le garanzie degli iscritti».

Niente più rifiuti abbandonati a Parma e Malnate (Varese). Qui i cittadini hanno ricevuto sacchi dotati di un tag che consente, tramite un sistema di rilevamento, di abbinarlo ai singoli e mantenere la tracciabilità aumentando la consapevolezza. A Parma, invece, si punta «al risparmio sulla bolletta — spiega l’assessore all’ambiente Gabriele Foli — chi non riesce a partecipare alla raccolta porta a porta può recarsi nelle ecostation con una tessera. Questo per premiare o penalizzare chi produce meno residuo».
Ma il vero segreto per far funzionare le cose, secondo Marco Boschini, coordinatore dell’associazione Comuni Virtuosi, «È la sinergia tra cittadini e istituzioni, l’esperienza più bella si realizza quando c’è contaminazione tra amministrazioni e privati per lavorare in accordo per il bene della comunità».
 

domenica 30 agosto 2015

Fermate gli inceneritori!

In vista della conferenza Stato-Regioni, che nella riunione del 9 settembre prossimo esaminerà il Decreto del 29/07/2015 in attuazione dell’Art. 35 del D.L. 133/2014 (“Sblocca Italia”), che prevede la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento rifiuti sul territorio nazionale, l’Associazione Comuni Virtuosi ha inviato a tutti i Presidenti di Regione una lettera aperta per chiedere loro di impugnare il provvedimento.

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La strategia nazionale di gestione dei rifiuti non può e non deve più passare dall’incenerimento, ma puntare dritto verso quell’economia circolare di cui l’Europa discute da tempo e che vede il nostro Paese in grande ritardo.

La Direttiva CE 98/2008 stabilisce una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti, che vede solo al penultimo posto e come estrema ratio la possibilità del recupero energetico derivante dalla combustione dei materiali post consumo. In Italia, non si capisce il perché, si fa esattamente il contrario, stravolgendo l’ordine delle cose e mettendo in fondo agli obiettivi da conseguire la prevenzione, la riduzione e la differenziazione dei rifiuti.

Le centinaia di esperienze virtuose in piccoli e grandi centri del Paese sono però lì a dimostrare che il re è nudo: se tutti seguissero le tante eccellenze che vengono portate avanti a livello locale ormai da anni, l’Italia smetterebbe di pagare sanzioni e multe e potrebbe chiudere, una volta per tutte, con l’illogica gestione che brucia e sotterra materiali preziosi.

Al link sotto il testo della lettera firmata da Bengasi Battisti, presidente dell’Associazione.
Un appello dell’Associazione Comuni Virtuosi contro l’art. 35 dello Sblocca Italia

FONTE: http://comunivirtuosi.org/fermate-gli-inceneritori/

giovedì 19 febbraio 2015

Rifiuti, “a Ponte nelle Alpi più lavoro con pratiche virtuose e senza cassonetti”



Il Comune in provincia di Belluno è primo in Italia per la gestione della raccolta differenziata. Tra le iniziative, il recupero dell'olio vegetale e il riciclo dei pannolini. E i risparmi che ne derivano "sono stati reinvestiti in un incremento occupazionale"

Ponte nelle Alpi è il comune campione nel riciclo in Italia. Immerso nel Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, con 8500 abitanti e 21 frazioni, nel 2014 per il quinto anno consecutivo ha conquistato il primo posto nella classifica di Legambiente. E pensare che organizzare la raccolta differenziata in una superficie di 60 chilometri quadrati dove il punto più basso è a 380 metri di altezza sopra il livello del mare e quello più alto a oltre duemila, è di sicuro più complicato che in pianura. 

Per capire qual è il segreto dell’efficienza, bisogna tornare indietro al 2006, quando la quota di raccolta differenziata era del 22,4 per cento, le famiglie ogni producevano quasi tremila tonnellate di rifiuto secco non riciclabile (348 chili a testa) e il costo dellosmaltimento ammontava a 438mila euro. Nel 2007 la rivoluzione. L’amministrazione in otto mesi ha smantellato il servizio di cassonetti stradale e lo ha sostituito con quello selettivo porta a porta. Per gestirlo ha creato una società in house, cioè con capitale interamente pubblico, la Ponte servizi srl. Ha stabilito una tariffa puntuale, distinta cioè tra una parte fissa, determinata dai costi del servizio, e una parte variabile, proporzionale alla quantità di rifiuti accumulati.
E intanto ha formato i cittadini alle buone pratiche attraverso 30 incontri. Il successo è stato rapidissimo. Nel giro di un anno la produzione di secco indifferenziato è scesa a 356 tonnellate. Nel 2013, dopo cinque anni, erano cento in meno (28 chili per ogni abitante). In pratica, oggi a Ponte nelle Alpi il 91,5 per cento degli scarti viene differenziato. Con enormi vantaggi per l’ambiente e per le casse comunali, visto che il costo di smaltimento del secco è passato da 438mila euro all’anno a 38mila, incidendo solo per il 4,5 per cento (rispetto al 57 per cento di prima) sulla spesa totale del servizio. Quest’ultima a sua volta si è abbattuta del 12,3 per cento (pari a 117mila euro annui in meno da versare).

L’attenzione in ogni dettaglio – Perfino i contenitori derivano da materiale plastico riciclato. “Il pubblico può fare molto – dichiara l’assessore all’Ambiente Ezio Orzes, dal quale è partita l’idea della conversione ecosostenibile del paese -. Non è vero che è solo grazie al privato che le cose migliorano”. In una mossa, tre benefici: più economia, più rispetto per la natura, più posti di lavoro. “I risparmi – spiega l’assessore – sono stati reinvestiti in un incremento occupazionale. Nel 2006 impiegavamo cinque risorse, oggi 15, addette a raccolta differenziata, gestione dell’ecocentro, spazzamento e pulizia delle strade”. Anche l’ecocentro fa parte del nuovo piano. È un’area attrezzata dove i cittadini depositano rifiuti ingombranti, pile, farmaci. Nel 2013 ha registrato oltre 23mila accessi.

Cambio di mentalità - Una serie di iniziative promosse dall’amministrazione hanno messo in moto dei comportamenti virtuosi. Per esempio, in quasi la metà delle case (il 42,6 per cento) si esegue il compostaggio (la trasformazione del rifiuto organico in humus). Per incentivare gli abitanti il Comune ha fornito in comodato gratuito dei composter e ha applicato uno sconto del 30 per cento sulla parte variabile della tassa. Per favorire il recupero dell’olio vegetale invece ha distribuito oltre mille tanichette da cinque litri, da sversare presso l’ecocentro. Protagoniste del cambiamento anche le scuole. Con il progetto “Sfida all’ultima sporta”, per spronare i bambini e le famiglie a non usare borse a sacchetti di plastica nei supermercati e negozi: una gara a chi collezionava più scontrini senza la voce di acquisto di shoppers. E con laboratori di riciclo, per esempio per realizzare le decorazioni natalizie.

Anche i pannolini usa e getta avranno una seconda vita - Da febbraio sarà attivo il primo sistema sperimentale italiano di raccolta e riciclo del materiale di cui sono fatti, cioè plastica e cellulosa, da cui è possibile ricavare oggetti e arredi urbani(dalla prima) – a Ponte nelle Alpi verrà costruito un parco giochi–  oppure cartoni o fertilizzanti (dalla seconda). Nel frattempo, per alleggerire l’ambiente e il portafoglio, una trentina di famiglie con neonati hanno ricevuto un kit di pannolini di cotone lavabili. Sono partiti anche due “servizi dedicati”: uno per raccogliere pannie rifiuti medicali non pericolosi (una volta alla settimana) presso anziani non autosufficienti, portatori di disabilità e malati in cura a domicilio; l’altro per la consegna dei pannolini all’ecocentro (tramite un pass che il genitore riceve alla nascita del figlio). Tutto gratuitamente.

La ex biblioteca civica è un centro di scambio solidale - Qui l’utente prende o lascia oggetti di seconda mano per bambini da zero a 12 anni, dai vestitini ai giocattoli, passeggini, libri di scuola. In paese si trova anche un distributore di latte crudo alla spina. Negli uffici comunali la carta è al cento per cento riciclata. Sui tetti di undici strutture pubbliche (tra scuole, palazzetto dello sport, cimitero, municipio e magazzini comunali) sono stati installati pannelli fotovoltaici. In due delle tre scuole elementari e in alcune aule della scuola media è presente un sistema che misura la luce che viene dall’esterno e dosa quella artificiale all’interno. In più, nel 2009 è partito il progetto “Pubblichenergie”: gruppi di acquisto di impianti fotovoltaici o di interventi dirisparmio energetico (come la sostituzione delle caldaie o l’isolamento dell’edificio). “Se più famiglie si mettono d’accordo nel comprare le stesse cose, lo sconto sui materiali è maggiore – spiega l’assessore all’Ambiente -. Al progetto partecipano altri undici comuni della provincia di Belluno, Ponte nelle Alpi è il capofila. Su 320 famiglie con pannelli solari, 54 sono nostre”.

Di Chiara Daina |17 Febbraio 2015


martedì 6 agosto 2013

Gambassi, il paese dove non si butta via nulla

Con il “porta a porta” azzerati i rifiuti ma la bolletta è rincarata del 30% I cittadini approvano: «Prima era più comodo ma indietro non si torna»

di Chiara Capezzuoli
GAMBASSI TERME. C'è un borgo arroccato sulle colline tra Firenze e Siena dove il caro vecchio cassonetto è ormai in pensione: Gambassi Terme. La raccolta dei rifiuti si fa a domicilio. Ogni materiale di scarto finisce in un bidoncino colorato: la plastica in quello blu, la carta nel bianco, l'organico nel contenitore marrone. Ma la differenza con le altre esperienze di raccolta “porta a porta” avviate in Toscana è che il resto va a finire in un bidone grigio e si paga. Profumatamente. Il risultato è che meno del 3% dei rifiuti finisce in discarica, mentre il resto viene smaltito e riutilizzato negli impianti sparsi nel circondario dell'Empolese Valdelsa.
Gambassi Terme si aggiudica la medaglia d'oro, a livello regionale, per il riciclaggio: 97% di rifiuti selezionati nei primi quattro mesi dell’anno. Il segreto? Organizzazione, comunicazione e collaborazione. Quella di famiglie e commercianti, che hanno capito l'importanza della "rivoluzione dei rifiuti" scattata poco più di un anno fa. «Non abbiamo usato metodi o iniziative particolare per incentivare i nostri cittadini alla raccolta differenziata - dice il sindaco Federico Campatelli - lo abbiamo fatto soprattutto con assemblee molto partecipate e visite nelle varie famiglie per spiegare il cambiamento che stavamo apportando».
Gambassi Terme è stato l'ultimo comune nel circondario Empolese Valdelsa ad istituire il nuovo servizio di raccolta rifiuti. Iniziata il 28 aprile 2012, il riscontro che ha ottenuto sui cittadini è stato subito forte: mentre prima del "porta a porta" la percentuale dei rifiuti che venivano riciclati era del 36%, già nel periodo di transizione compreso tra aprile e dicembre 2012 (quando il servizio di smaltimento comprendeva sia la differenziata che i classici cassonetti) il riciclaggio dei rifiuti era salito al 65% fino ad arrivare al 97,28% dello scorso aprile.
Nelle strutture turistiche immerse nella campagna toscana, e meta prediletta da tanti stranieri, è stata compiuta una grande opera di informazione «tramite opuscoli e guide nelle varie lingue - dice Leo Orsi dell'agriturismo Santa Cristina - poi in fondo il nostro territorio deve molto ai visitatori, che si sono dimostrati attenti nella raccolta, specialmente perché nei loro Paesi già è in vigore da diversi anni».
A Gambassi la raccolta porta a porta ha funzionato anche perchè chi non fa la selezione dei rifiuti paga. E parecchio. Ogni volta che il bidone grigio viene svuotato viene addebitato un costo sulla bolletta: di 8 euro se il contenitore è da 20 litri, di 12 euro se è di 35 litri, di 17 euro nel caso di un bidone di 50 litri.
Il materiale selezionato finisce tutto nellle strutture del circondario empolese che si occupano di riciclaggio: la plastica e il vetro vengono conferiti alla Revet, che ha stabilimenti a Empoli e Pontedera, e da qui iniziano una nuova vita diventando persiane, pannelli fonoassorbenti per autostrade e addirittura maglie in pile. Grazie a un accordo siglato da Piaggio e Publiambiente la plastica recuperata nell'Empolese Valdelsa viene poi utilizzata per realizzare le scocche dei motorini. E il vetro? Finisce nelle bottiglie da vino della Zignago, sempre a Empoli. L'organico viene utilizzato dalla Varcofert di Certaldo per il compost, la carta viene spedita alle cartiere. E l'indifferenziato (meno del 3% dei rifiuti totali) finisce in discarica a Montespertoli.
Il risultato è positivo. Ma non è a costo zero. La "rivoluzione" ha inciso sulle bollette degli abitanti e dei commercianti. La tariffa di igiene ambientale (Tia) è stata aumentata con una cadenza del 10% annui nel triennio 2010-2012, determinando un aumento complessivo del 30%, in modo da coprire le maggiori spese sostenute da Publiambiente per garantire il servizio (i dipendenti sono saliti da 65 ai tempi del cassonetto agli attuali 226). Lo scorso 1° gennaio avrebbe dovuto esordire anche a Gambassi la "tariffazione puntuale" (già in vigore negli altri comuni della zona): la bolletta, in questo caso, è determinata da una parte fissa e da una variabile in base al numero di svuotamenti del bidoncino grigio dell'indifferenziato, tutto il resto (plastica, carta e organico) viene ritirato gratuitamente ai privati (le aziende, invece, pagano tutto). Ma l'introduzione della Tares (che considera esclusivamente il numero di metri quadrati e i componenti del nucleo familiare) ha cambiato i programmi dell'amministrazione che, come gli altri Comuni, ha dovuto approvare un regolamento per salvaguardare i "virtuosi" della differenziata, attraverso un complicato sistema di sconti.
Sarà per questo, forse, che da parte dei circa 5mila abitanti del borgo, le opinioni sulla raccolta differenziata "porta a porta" sono sì positive ma con qualche distinguo. Nella centrale via Garibaldi i cittadini riuniti al bar, commentano compiaciuti il successo ottenuto dal loro comune: «Ovviamente il cassonetto era più comodo - dice Bruno Cianetti - però una volta presa dimestichezza con la differenziata, non credo varrebbe la pena tornare al vecchio sistema. Sicuramente è stata una buona idea». Nella stessa strada, i coniugi Luigi Orsi e Carla Renieri seduti nel cortile della loro abitazione insieme al loro cane, approvano la raccolta dei rifiuti: «Abbiamo spazio a sufficienza per i vari container e ci sembra un'ottima iniziativa, anche se la bolletta subirà un aumento». Non è della stessa opinione la titolare del bar Tizi e Vizi di piazza Roma: «Non sono molto contenta, l' ho percepita come un obbligo e secondo me viene fatta in modo sbagliato. Gli operatori passano troppe poche volte e per chi ha un'attività come me, non è bello vedere il lunedì mattina una montagna di cartone al lato del negozio fino a mezzogiorno. E poi paghiamo di più».

venerdì 5 luglio 2013

Rifiuti, i Comuni Virtuosi: «Soldi al riciclo e non agli inceneritori»



L'associazione ha presentato un dossier per un nuovo accordo quadro Anci-Conai

Rifiuti, i Comuni Virtuosi: «Soldi al riciclo e non agli inceneritori»

Abbiamo intervistato i promotori dell’iniziativa Ezio Orzes (assessore ambiente del Comune di Ponte nelle Alpi del direttivo dell'associazione) e Attilio Tornavacca (direttore di Esper)
[5 luglio 2013]
Nel vostro dossier sull’accordo ANCI-CONAI sostenete che il contributo che il Conai riconosce ai Comuni per i costi di raccolta differenziata dei rifiuti è il più basso di Europa e comunque non in linea con i costi effettivi sostenuti. Quindi pensate che il lavoro svolto da Anci al tavolo di contrattazione in fase di accordo non ha favorito i propri associati? «Pensiamo che i Comuni italiani non siano interessati ad assistere a polemiche sul lavoro svolto dai rappresentanti dell’ANCI per stabilire insieme al Conai le condizioni dell’ultimo accordo stipulato nel 2009. Quello che interessa ai Comuni virtuosi ed anche a tutti i Comuni che vogliono raggiungere elevati livelli qual-quantitativi di riciclo è di capire come uscire da una situazione che appare ormai insostenibile soprattutto quando si scopre che, mentre i Comuni spesso non riescono ad erogare i servizi essenziali a causa dei continui tagli di bilancio, il sistema Conai ha chiuso i propri bilanci con un utile di esercizio complessivo di 166 milioni di euro nel solo 2011 ed ha accumulato riserve per ben 317 milioni di euro nello stesso anno. Questi utili hanno consentito al sistema Conai di poter vantare il “merito” di aver ridotto di un ulteriore 30 % l’importo del Contributo Ambientale Conai a carico delle imprese nel 2012 rispetto al 2011 ma tali mancate spese non sono state ottenute grazie allo sforzo delle aziende che producono imballaggi (il Corepla sostiene ad esempio che “le plastiche miste sono in costante aumento e sono la frazione più critica da riciclare”) ma grazie allo sforzo enorme di tanti Comuni che, nonostante i tagli di bilancio, hanno continuato ad investire e sviluppare la RD domiciliare degli imballaggi e delle altre frazioni. Sarebbe quindi stato doveroso, da parte del sistema Conai, ridistribuire tali maggiori utili agli enti locali invece che penalizzarli oltre ogni limite tollerabile con l’ulteriore restringimento delle % di impurità tollerate per accedere ai corrispettivi stabiliti con l’ultimo accordo».

Il Conai sostiene che interviene con risorse proprie per garantire  il ritiro degli imballaggi su tutto il territorio e per creare piattaforme di riciclo laddove non esistevano. Non credete che questi interventi dovrebbero rientrare tra i compiti del CONAI?
«Il Conai deve obbligatoriamente intervenire per garantire il ritiro dei materiali conferito da parte dei Comuni ma questo, anche secondo l’autorevole e vincolante parere dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, non implica che per poter svolgere tale ruolo il sistema debba continuare a godere di una posizione di monopolio nel proprio settore che risulta in contrasto con la decisione della Commissione CE del 20 aprile 2001, COMP D3/34493 dove si evidenzia che “la possibilità per produttori e distributori di ricorrere a sistemi alternativi ai consorzi di filiera attualmente esistenti potrebbe apportare migliori efficienze nei risultati complessivi della raccolta e del recupero”. A tale conclusione era giunta anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (XIV legislatura) nella relazione finale del 15 febbraio 2006 dove si legge (p.44) che “un esame complessivo del sistema induce a registrare, accanto ad indubbie positività, alcune inefficienze dovute, probabilmente, alla posizione monopolistica dei consorzi”.
Va poi rammentato che il sistema Conai  non “interviene con risorse proprie” ma con risorse garantite dallo stato che, dopo aver reso obbligatoria la costituzione del Conai ed il versamento del Contributo Ambientale Conai, invece di incamerare tale contributo ha deciso di affidare il compito di gestire tale risorse al mondo delle imprese produttrici di imballaggi per tramite del Conai. Il Governo si è però riservato il diritto di vigilare sul reale raggiungimento degli obiettivi previsti da parte del Conai e di intervenire allorquando l’ANCI ed il Conai non riescono a trovare un accordo (era già successo nel 1999 per il vetro).
Rispetto alla doverosa attività di verifica dell’operato del sistema Conai bisogna infine evidenziare che l’ISPRA, a 15 anni dall’istituzione del Conai, è ancora costretta a scrivere nell’ultimo rapporto che a causa “dell’incompleta e parziale informazione fornita dal Consorzio Conai… l’ISPRA non è in grado di monitorare in maniera efficace il ciclo di gestione dei rifiuti di imballaggio, validando i dati trasmessi dal CONAI, e soprattutto di verificare il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio fissati, oltre che dalla direttiva 94/62/CE, anche dall’articolo 11 della direttiva 2008/98/CE”».

Nella vostra proposta si dice che il CAC “deve essere commisurato in base alla effettiva riciclabilità degli imballaggi penalizzando fortemente le frazioni perturbatrici del riciclaggio e favorendo gli imballaggi totalmente riciclabili con bassi costi ambientali energetici ed economici”. Da parte sua il Conai risponde che ha abbassato i costi per non mettere in difficoltà le aziende in questo periodo di crisi e che altrimenti i costi sarebbero stati spalmati sui consumatori finali. Del resto il CONAI rivendica anche il lavoro svolto per la “prevenzione” sugli imballaggi, che è un ruolo che devono svolgere per legge.
«Rispetto alla tesi secondo cui un aumento del CAC sarebbe negativo perché verrebbe poi spalmato sui consumatori finali, bisogna evidenziare che se il CAC  venisse commisurato in base alla effettiva riciclabilità degli imballaggi (penalizzando fortemente le frazioni perturbatrici del riciclaggio), le uniche aziende che potrebbero veder salire leggermente i costi di produzione sono quelle che immettono in commercio imballaggi difficilmente riciclabili. Considerando che anche un CAC triplo rispetto a quello dell’attuale inciderebbe sul prezzo finale per una percentuale irrisoria (da 0,07 allo 0,21 % per gli alimentari e dallo 0,04 allo 0,12 % per quelli non alimentari) l’aumento, se opportunamente declinato secondo il modello francese, consentirebbe di avviare almeno un percorso di graduale introduzione del principio europeo “chi più inquina, più paga”. Le aziende e i consumatori che continueranno quindi a preferire imballi ad elevato impatto ambientale subiranno una leggero penalizzazione. Al contrario le aziende che già oggi stanno investendo risorse per rendere più facilmente riciclabili i propri imballaggi (e di conseguenza i consumatori che scelgono tali prodotti) con questo sistema riusciranno finalmente ad ottenere anche un parziale riconoscimento economico ai propri sforzi (grazie alla riduzione del CAC) mentre, con il sistema attuale, non vengono incentivate a sviluppare tali attività virtuose. Rispetto al lavoro svolto dal Conai per la prevenzione si deve registrare che i risultati ottenuti sono stati veramente deludenti visto che dal 2000 al 2011 gli imballaggi immessi al consumo sono aumentati del 4% (e perfino del 9 % per quanto riguarda gli imballi più problematici secondo l’UE cioè quelli in plastica). Alcuni operatori del settore hanno infatti evidenziato che la scelta del legislatore di porre in capo al Conai l’elaborazione ed applicazione del Programma generale per la prevenzione della formazione dei rifiuti di imballaggio non poteva produrre effetti diversi da quelli poi ottenuti poiché si affidava l’organizzazione delle iniziative per la riduzione del consumo degli imballaggi a perdere proprio ad un Cda composto quasi totalmente da rappresentanti delle imprese che producono imballaggi a perdere e che non potevano quindi evitare di tutelare innanzitutto gli interessi delle aziende che li avevano nominati. Non è probabilmente un caso se il Conai si è subito dichiarato contrario anche solo all’ipotesi di introdurre anche in Italia l’obbligo del cauzionamento per le bevande».

Come ritenete possibile aumentare il CAC alle aziende senza far ricadere i costi sui cittadini al momento dell’acquisto delle merci?
«Se fosse vero che un aumento del CAC determina automaticamente un aumento dei prezzi al consumo sarebbe vero anche il contrario e cioè che l’applicazione in Italia del CAC più basso a livello europeo avrebbe dovuto garantire al consumatore italiano un costo dei beni di consumo inferiore alla media europea (anche se questo si è tradotto inevitabilmente in costi più elevati della bolletta rifiuti a carico dei consumatori). Ma nonostante questo innegabile vantaggio per le imprese italiane, l’Italia è diventata uno dei paesi europei con l’Indice di Livello dei Prezzi (PLI) più elevato in Europa secondo Eurostat[1].
I motivi che hanno determinato questa situazione paradossale che smentisce quanto sostenuto dal Conai sono due:
  1. il CAC incide sui prezzi al consumo in Italia per una % irrisoria e cioè per lo 0,07% sui prodotti alimentari e per lo 0,04 % per i prodotti non alimentari;
  2. i prezzi al consumo sono determinati essenzialmente dalle politiche di vendita decise dalla grande distribuzione e dagli intermediari e quindi non ci si deve stupire se lo stesso prodotto italiano imballato in tetrapak (o altro materiale) costa di più in Italia (dove il CAC è di 6 € a tonnellata di imballaggio utilizzato) rispetto a quanto costa in Francia (dove il CAC è di 164 €/tonnellata cioè quasi 30 volte di più) poiché questa industria preferisce investire quello che risparmia in Italia (grazie al CAC quasi nullo) per essere più competitiva su un mercato estero (con buona pace delle aspettative dei nostri consumatori).
Per quanto riguarda la necessità di aumentare il CAC va innanzitutto rammentato che è stato lo stesso Conai, nell’audizione tenutasi il 14 settembre 2006, ad affermare che “… Negli ultimi anni quasi tutti i CAC delle diverse filiere sono rimasti sostanzialmente invariati … ma è evidente che, se la raccolta differenziata continua a crescere a buoni ritmi e soprattutto con un miglioramento dei risultati al Sud, andrà messo in preventivo un sostanziale incremento dei costi variabili con la conseguente necessità di aumentare i contributi per farvi fronte”».
Pensate a degli standard per commisurare il CAC alla effettiva riciclabilità?
«In relazione alla necessità di introdurre un nuovo sistema di classificazione dell’effettiva riciclabilità di un bene si deve evidenziare che, partendo dal presupposto che è il riciclatore il soggetto più qualificato per indicare quali sono gli imballaggi in plastica più (o meno) idonei al riciclo, EuPR (European Plastic Recyclers) ha avviato un progetto denominato Recyclass™ che verrà presentato alla Fiera Interpack 2014 di Düsseldorf. Si tratta di un sistema di classificazione, in prima battuta su base volontaria, utilizzabile in tutta Europa che attribuisce una classe di riciclabilità a un qualsiasi packaging in plastica tramite lettere dalla A alla G, sulla falsariga delle sette classi di efficienza energetica dell’UE per gli elettrodomestici. Oltre a venire adottato da Designers, Industria e Grande Distribuzione volontariamente tale sistema potrà essere a disposizione degli enti che gestiscono su base nazionale la gestione degli imballaggi (quali il Conai in Italia) che potranno disporre di un modello di riferimento utile per determinare quote differenziate di contributi ambientali per le aziende utilizzatrici di packaging: basse per gli imballaggi facilmente riciclabili, elevate per imballaggi meno riciclabili e molto elevate per quelli non riciclabili affatto[2].»
“Estendere e riconoscere ai comuni i contributi per tutti i materiali plastici effettivamente riciclabili”. Questa è una proposta che potrebbe essere molto ben compresa dai cittadini, che non capiscono perché un imballaggio o un bicchiere di plastica possa andare a riciclo e una forchetta o un giocattolo no. Credete che il sistema di selezione sia pronto per sostenerla?
«Alcune iniziative (in particolare in Veneto ed in Toscana) hanno già dimostrato la fattibilità tecnica del riciclo di tali materiali che va però sostenuta anche con lo sviluppo degli acquisti verdi non solo nella pubblica amministrazione, ma anche presso i privati. Proprio partendo dall’analisi degli oggetti che già i cittadini conferiscono “per errore” con gli imballaggi di plastica, il sindaco di New York ha recentemente esteso la raccolta della plastica a beni di plastica rigida come giocattoli e articoli casalinghi che verranno processati in un impianto di riciclo che si sta ultimando in città».
“Eliminare qualsiasi contributo del CONAI destinato all’incenerimento, e destinare i contributi a sostegno di cicli chiusi di recupero della materia con particolare attenzione alle frazioni plastiche residue”. Questa è una proposta che è molto in linea con la nostra linea editoriale, in quanto riteniamo che il sostegno al riciclo deve essere almeno di un euro/ton superiore a ciò che costa il recupero energetico (incentivi GSE compresi) e almeno del 50% di ciò che viene destinato alle RD (come da obiettivi di direttiva e di legge). Credete che sia verosimile ottenere questa proposta nel prossimo accordo?
«Se si considera che le risorse economiche necessarie a bruciare gli scarti dell’attività di selezione degli imballaggi (circa 26 milioni di euro all’anno) vengono attualmente destinate quasi esclusivamente ad impianti di incenerimento ed a cementifici collocati oltreconfine, si può ben comprendere che ormai anche in Italia si è sviluppato un largo consenso sulla proposta di avviare attività e tecnologie in ambito nazionale che possano consentire di creare nuovi e qualificati posti di lavoro invece di mandare letteralmente “in fumo” tale ingenti risorse».


[1] Fonte http://www.agriregionieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=284
[2] Fonte http://www.plasticsrecyclers.eu/news/today-plastic-packaging-design-threatens-new-eu-recycling-targets

lunedì 6 maggio 2013

Rossano Ercolini a "Mattina in Famiglia" - Rai 1

Rossano Ercolini, maestro elementare, fondatore del movimento "Rifiuti zero", primo italiano a vincere il Goldman Prize, paragonabile al Nobel per l'ecologia, è stato ospite della trasmissione del 4 maggio 2013 di Rai 1 "Mattina in famiglia".




Link su You Tube: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9jTNn7_PW9Y

martedì 2 aprile 2013

Rifiuti: dalla Ue le tabelle di marcia per i Paesi meno virtuosi

La notizia sotto è tratta dal blog Associazioni Comuni Virtuosi. Vorremmo sottolinearne un periodo: "Le tabelle di marcia evidenziano la necessità di usare strumenti economici per migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ad esempio con tasse e divieti relativi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, sistemi di responsabilità del produttore e incentivi per la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti (ad es. sistemi che adottano il principio del “paghi quanto butti”)".  
Questo per far capire quanto stiamo andando in direzione opposta a quanto è stato deciso dall'UE (ancora non è direttiva, ma sono comunque indicazioni di cui la Commissione dovrà tener conto). Nella RISOLUZIONE (punto 33) si "invita la Commissione a razionalizzare l'acquis in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero; chiede pertanto alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili".

Cosa dire, "entro la fine di questo decennio" a casa nostra siginfica entro il 2020!!
Mancano solo 7 anni .......... e noi (intendendo LORO) che fanno? Prevedono di costruire un  MEGAINCENERITORE   in Valdisieve (oltre a tutti gli altri del PIR) quando è presumibile che metà di questi 7 anni saranno utilizzati per costruirlo!

Un inceneritore la cui vita è prevista FINO al 2040 (supera di BEN 20 anni le indicazioni dell'UE!!!!!). Ovviamente per motivi  puramente economici di rientro del capitale, e la cosa è vantaggiosa solo per gli investitori PRIVATI (attualmente solo al 10%), non certo per i CITTADINI! (anche per questo sembra di più un opera privata travestita da interesse pubblico!!).
Agli anni a venire (speriamo di no), vanno poi sommati anche quelli pregressi: 35 anni di inquinamento dal 1975  -a norma di legge!-   anche del vecchio!!
(e chissà cosa non sarà uscito all'inzio quando ancora non c'erano controlli, norme ecc!)
Ecco l'articolo integrale:

Ogni anno ogni cittadino europeo produce oltre 500 chili di rifiuti urbani, di cui un terzo finisce direttamente in discarica. Mentre alcuni Stati membri gestiscono in maniera produttiva queste risorse ricorrendo al riciclaggio o al compostaggio di circa il 60% dei rifiuti urbani, altri Stati membri non sono altrettanto virtuosi. Oggi il Commissario per l’Ambiente Janez Potocnik partecipa a un importante seminario a Bruxelles volto a sostenere gli Stati membri che segnano ritardi nella gestione sostenibile dei rifiuti. L’obiettivo è di contribuire a ottimizzare le politiche nazionali di gestione dei rifiuti con tabelle di marcia personalizzate e raccomandazioni pratiche incentrate su un’efficace applicazione della legislazione UE in materia. Sono intervenute al seminario la Bulgaria, la Repubblica ceca, l’Estonia, la Grecia, l’Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Romania e la Slovacchia. L’agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha inoltre pubblicato un’analisi approfondita dei traguardi raggiunti negli ultimi decenni nel quadro delle politiche di gestione dei rifiuti dell’UE.

Janez Potocnik, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Numerosi Stati membri ricorrono ancora troppo allo smaltimento nelle discariche nonostante il nostro impegno a favore di un’Europa più efficiente sotto il profilo delle risorse. L’interramento dei rifiuti comporta un ingente spreco di materiali di grande valore. Un’occasione mancata per creare nuovi posti di lavoro, far crescere la nostra economia e ridurre gli impatti dei rifiuti sulla salute umana. Nel contesto economico attuale dobbiamo trovare soluzioni che ci consentano di migliorare la gestione dei rifiuti e di sfruttarli per creare occupazione alleviando la pressione sulle risorse naturali.”

Nonostante i progressi significativi raggiunti in tutta l’UE nella gestione dei rifiuti e nell’applicazione della legislazione in materia, in molti Stati membri, per non dire in tutti, è necessario andare oltre.

Le tabelle di marcia evidenziano la necessità di usare strumenti economici per migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ad esempio con tasse e divieti relativi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, sistemi di responsabilità del produttore e incentivi per la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti (ad es. sistemi che adottano il principio del “paghi quanto butti”). Le tabelle di marcia raccomandano inoltre di puntare sul miglioramento del monitoraggio e delle statistiche, sull’incremento del tasso di raccolta differenziata, su una migliore governance, sull’aggiornamento delle strategie di gestione dei rifiuti e su misure volte a una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.

Nei documenti si indica inoltre che gli investimenti futuri nella gestione dei rifiuti dovrebbero dare priorità alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al compostaggio, ossia le opzioni più accreditate nella gerarchia dei rifiuti stabilita nel quadro della direttiva quadro sui rifiuti. La raccomandazione fa eco al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014—2020, che introduce condizioni ex ante nel contesto dei fondi strutturali dell’UE in base a cui i progetti da finanziare devono essere in linea con la gerarchia dei rifiuti e aiutare gli Stati membri a rispettare gli obiettivi giuridicamente vincolanti dell’UE, come l’obiettivo di un tasso di riciclaggio del 50% per i rifiuti urbani.

Prossime tappe
La Commissione intende organizzare ulteriori seminari sulla gestione dei rifiuti urbani negli Stati membri, in cooperazione con l’agenzia europea dell’ambiente. I piani nazionali di gestione dei rifiuti e i programmi per la prevenzione dei rifiuti, che gli Stati membri devono portare a termine e trasmettere alla Commissione entro dicembre 2013, saranno oggetto di analisi approfondite.
È stato inoltre avviato un processo di riesame che riguarderà gli obiettivi giuridicamente vincolanti da raggiungere entro la fine del 2014 e previsti dalla legislazione sui rifiuti dell’UE. Il riesame si potrà tradurre in proposte volte al consolidamento degli obiettivi già stabiliti al fine di migliorare l’efficienza delle risorse.

Contesto
Nell’agosto 2012 la Commissione ha presentato un quadro comparativo dei risultati degli Stati membri nella gestione dei rifiuti urbani. Le sfide maggiori sono rappresentate da un eccessivo ricorso allo smaltimento in discarica (fino al 95%), tassi di riciclaggio bassi (inferiori al 20%) dovuti a regimi di raccolta differenziata lacunosi e alla mancanza di infrastrutture, nonché da incentivi alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio insufficienti. Gli Stati membri più virtuosi in questi ambiti, ossia l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Germania, i Paesi Bassi e la Svezia, dispongono di solidi regimi di raccolta dei rifiuti, smaltiscono in discarica meno del 5% dei rifiuti e sfruttano appieno le potenzialità degli strumenti economici per incentivare una gestione dei rifiuti efficiente. Tuttavia c’è ancora un margine di miglioramento anche negli Stati membri in cui tassi elevati di incenerimento rischiano di ostacolare lo sviluppo di alternative migliori nella gestione dei rifiuti, come il riutilizzo e il riciclaggio.

La direttiva quadro sui rifiuti stabilisce una gerarchia dei rifiuti dando priorità alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio rispetto all’incenerimento con recupero energetico e ricorrendo allo smaltimento in discarica o all’incenerimento senza recupero energetico solo in ultima istanza. Secondo uno studio recente della Commissione, una piena attuazione della legislazione UE sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio e creando oltre 400 000 posti di lavoro entro il 2020.
Il seminario in oggetto si svolge nel quadro di un’iniziativa più ampia a favore di una corretta applicazione delle disposizioni in materia. Dopo la pubblicazione del quadro comparativo nell’agosto 2012, la Commissione ha svolto seminari bilaterali nell’ultimo trimestre 2012 al fine di farsi un’idea più chiara della situazione in ciascuno dei dieci Stati membri e al fine di elaborare tabelle di marcia nazionali che contengano opzioni specifiche per il miglioramento della gestione dei rifiuti.

Leggi anche:
Tabelle di marcia specifiche per paese:
http://ec.europa.eu/environment/waste/framework/support_implementation.htm
Comunicato stampa dell’agenzia europea dell’ambiente:
http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/highest-recycling-rates-in-austria
Processo di riesame degli obiettivi:
http://ec.europa.eu/environment/waste/target_review.htm
Environmental Data Centre on Waste (centro dati sui rifiuti) di Eurostat:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/waste/introduction

martedì 26 marzo 2013

Lancio della Campagna di Raccolta Firme per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero



INVITO CONFERENZA STAMPA

Lancio della Campagna di Raccolta Firme per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero


Mercoledì 27 marzo – ore 11.45 presso la sede dell'FNSI (Saletta primo piano) Corso Vittorio Emanuele II, 349 (Roma)
A margine del deposito in Corte di Cassazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, mercoledì 27 marzo alle ore 11.45 la Rete Zero Waste Italy incontrerà i giornalisti per illustrare il lancio della campagna di raccolta firme in partenza su tutto il territorio nazioanale.

Interverranno: Massimo Piras (Zero Waste Lazio), Pino Cosentino (Attac Italia), Alessio Ciacci (Associazione dei Comuni Virtuosi), Vincenzo Miliucci (Cobas), Franco Matrone (Zero Waste Italy), Claudio Pellone (Coord. Campano), Fabio Neri (Coord. Umbro).

Roma, 26 marzo 2013
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venerdì 1 marzo 2013

Rifiuti, la raccolta porta a porta conviene. Imitare Bogliasco

Pubblicato da il 27 febbraio 2013 in Ambiente | 0 commenti


Il WWF segnala come nei sette quartieri che hanno usato il nuovo metodo la differenziata è stata da record. E’ un caso che può fare scuola quello del comune ligure di Bogliasco, ridente borgo marinaro a pochi chilometri da Genova in direzione Levante.
A soli quattro mesi dall’introduzione del sistema Porta a Porta (PaP) i risultati danno ragione all’amministrazione. La raccolta differenziata è passata dal 22 al 78% (stima per 12 mesi di PaP) ed il prezzo del servizio si è ridotto. E’ rimasto immutato il costo complessivo per i residenti, intorno ai 600 mila euro, mentre per il Comune l’onere è sceso dai precedenti 169.000 euro a “soli” 46.000 euro, grazie al soprattutto al risparmio garantito dal mancato conferimento in discarica.
Ma gli aspetti positivi del nuovo corso non finiscono qui: la città è più pulita, la comunità più coesa e attiva sul problema spazzatura. non risibili i benefici economici: avendo superato l’obiettivo di raccolta differenziata previsto per la fine del 2012 (65%), Bogliasco non dovrà più pagare più la sovratassa regionale di 2 euro per tonnellata di “rumenta” conferita in discarica. Spariti dal conto del Comune ligure anche i 15 euro per tonnellata di ecotassa sulle tonnellate di indifferenziato inviato nella discarica, con altri 20.000 euro guadagnati.
Altro aspetto vantaggioso, la qualità alta della differenziata, che di fatto rende possibile il riciclo della gran parte del materiale selezionato e separato. Così facendo s’innesca pure la possibilità di ottenere ulteriori contributi dalla convenzioni stipulabili con i vari consorzi del riciclo. Il sindaco ha già calcolato che solo dalla carta il comune può ottenere dal Conai rimborsi per 22.300 euro annui.
Virgilio 06 2012
fonte:   http://www.ciaccimagazine.org/?p=11754

lunedì 21 gennaio 2013

FILM TRASHED a Firenze - C'E' AMMINISTRAZIONE E amministrazione!



                                                                 
 
23 GENNAIO 2013 ALLE ORE 20,30     CINEMA ODEON A FIRENZE
vi interessera' anche l'articolo sotto, in cui SCOPRIAMO, con piacere, che il Sindaco di GREVE in CHIANTI (comune designato dal PIR ad "ospitare" uno dei 4 inceneritori previsti, appunto quello di TESTI - oltre a Selvapiana, Montale e Piana), interverrà al cinema Odeon e il 25 gennaio prossimo, nel cosiglio comunale straordinario, si appresta a votare una delibera che prevede l'ADESIONE del suo comune alla "STRATEGIA RIFIUTI  ZERO"  (se così fosse l'inceneritore non si farà più, e noi a Selvapiana rimarremo col cerino in mano!). 
Queste le parole di Bencistà: "Prevedere 3 inceneritori [ndr. Selvapiana, Testi, Piana] in un area così ristretta è un assurdo economico e tecnico prima ancora che culturale, vogliamo difendere il Chianti dalla diossina che sarebbe prodotta dall'inceneritore [ndr. un Sindaco che conferma che uscirà diossina!], ma la nostra non è una presa di posizione che si  riduce al nostro territorio. Come dimostra il documentario guardare con buon senso al problema dello smaltimento dei rifiuti è essenziale in tutto il mondo". 
NOI dalla VALDISIEVE ringraziamo il sindaco di GREVE che in qualche modo sta aiutando anche la nostra battaglia, visto che i nostri Sindaci devono pensare a quanto possono incassare coi disagi ambientali - leggi QUI- e a quanto possono incassare gli azionisti di AER Impianti Srl (leggi QUI)!  
 
 UN GRAZIE AL SINDACO BENCISTA' ANCHE PER L'ORGANIZZAZIONE DELLA NAVETTA  PER PERMETTERE AI CITTADINI DI PARTECIPARE ALL'EVENTO.

GRAZIE INVECE AI NOSTRI AMMINISTRATORI CHE FORSE FANNO FINTA DI NON SAPERE E NON CI METTONO A DISPOZIONE PROPRIO NULLA!

E' PROPRIO IL CASO DI DIRE: 
C'E' AMMINISTRAZIONE E amministrazione!

link all'articolo originale: https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwNFh3VEtBbUdkVEU/edit