VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

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EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

lunedì 14 novembre 2016

LA QUADRA (E IL FORTINO ASSEDIATO)

Sui giornaloni, almeno quelli locali, grandinavano i titoloni: il PD, in una riunione tenuta giovedì 10 novembre, ha trovato la quadra su sottoattrraversamento di Firenze, inceneritore, aeroporto, gara regionale dei rifiuti. Andremo avanti su tutto! Alleluja (ci perdoni il grande Leonard Cohen). Felicità. Ritorna la falange macedone, ultimamente un po’ acciaccata da varie sentenze del Tar. Tutto è compiuto.
Invece non è compiuto niente, e a ragionarci questa non è una gran notizia; perché la quadra l’hanno trovata quelli che erano già prima a favore del sottoattraversamento, dell’inceneritore, ecc ecc. Che costoro si siano trovati d’accordo, sai che novità, erano d’accordo anche prima. La quadra però non l’hanno trovata con i cittadini che li sconfiggono al Tar, e nemmeno con quelli dei loro, e degli ex-loro, che li sconfiggono anch’essi al Tar. Quindi non hanno trovato nessuna quadra.
Che la posizione del PD fosse estremamente debole, l’abbiamo capito ascoltando un certo Incatasciato che ci dicono essere un dirigente di partito, cosa che a noi sembrava incredibile, però a quanto pare è vero. Peggio per loro. Costui sosteneva tutto beato a Controradio venerdì 11 (c’è il podcast n.dr. vedi sotto) che dal momento che il Tar non ha preso in considerazione i punti dei ricorrenti sul danno ambientale, c’è la prova che l’inceneritore non fa male; e se non fa male, si fa. In sostanza, non avendo fatto rilievi ambientali, il Tar ha avallato la costruzione dell’inceneritore (a quanto pare, l’annullamento dell’autorizzazione unica fatta dal Tar medesimo è puramente un dettaglio).
A parte la mancanza di logica e di buon senso, che pure il codice di procedura civile impone agli amministratori (ah, il buon senso del padre di famiglia…); se il Tar impone la priorità temporale delle opere di mitigazione, vuol dire che l’impianto qualche effetto ambientale ce l’ha, sennò a che servirebbe mitigare. Da MITIGARE, voce del dizionario Treccani: “Rendere più mite, cioè meno aspro, meno gravoso o, di sentimenti, meno intenso; lenire, temperare, addolcire”. Ma, a parte questo, questa tesi la sostiene la stessa gente che quando c’è stata ad agosto scorso la sentenza del Tar sulla variante al PIT, ossia sull’aeroporto, dove invece i rilievi ambientali fioccavano come se non ci fosse un domani, diceva l’esatto contrario: sono rilievi tecnici che non fermano l’opera, li sistemeremo più tardi. In sintesi: se il Tar fa rilievi ambientali, non conta nulla; se invece non li fa, giustifica l’opera (di cui curiosamente cancella l’autorizzazione). Capito con che gente abbiamo a che fare in questa disgraziatissima Piana?
Per cui è facile prevedere il futuro e non ci vuole Nostradamus; il PD, sconfitto dai cittadini su più punti di fronte alla giustizia amministrativa nelle proprie politiche prive di consenso, proverà a forzare ancora di più, ed emetterà nuovi  atti amministrativi, nuove autorizzazioni, nuove VIA che saranno ancora più farlocche di quelle sconfitte al Tar, perché ancora più forzate; e che noi impugneremo immediatamente. Di qui nuovi ricorsi, nuove sentenze, nuovi ritardi, ecc. E a quel punto sarà inutile frignare che in Italia non si può far nessuna opera e che c’è troppo contenzioso e che sarebbe meglio congelarlo, come vorrebbe Nardella; il contenzioso nasce dalla mancanza di consenso. Questo lo sa anche l’ultimo degli impiegati: qualunque provvedimento basato su procedure dubbie e realizzato in modo vessatorio produce contenzioso da parte di chi quel provvedimento deve subire. E che questi atti siano stati emessi così dai vari Nardella, Rossi, ecc., lo dimostrano le sentenze del Tar, che suonano come campane a morto per una classe politica che ha fallito in modo palmare. Poi, che si riunisca tra di sé e faccia la quadra, non impressiona nessuno.
La più plastica dimostrazione di questo fatto è lo svolgimento dell’ultima Leopolda. A uno di noi è toccato di passare per quelle zone domenica 6 novembre.  Renzi e i suoi erano chiusi dentro, e fuori c’era un muro impressionante di poliziotti (le camionette erano tutte posteggiate in seconda fila in via Ponte alle Mosse…) a impedire a chiunque di avvicinarsi. Davano veramente l’impressione di essere un fortino assediato. Tutto questo dopo che Renzi, appena un paio di anni fa, aveva detto che la sua scorta sarebbero stati i cittadini. Tutto questo dopo che la popolazione di Sesto ha voltato alle spalle, e mentre in altri comuni si scorgono già i segni del medesimo avvenimento di Sesto (a Campi, dove ex del PD sono già entrati in campagna elettorale, sembra di coglierne i primi segni).
A ogni sentenza del Tar, la clessidra dei comitati si riempie di sabbia e allontana la realizzazione di queste opere sciagurate; a ogni sentenza, la clessidra di questa classe politica inetta e dannosa si svuota un po’. Il ciclo di questa classe politica sembra davvero avviato al declino, declino che è arrivato con spaventosa rapidità. E’ inutile discutere dell’incapacità della Raggi a Roma; guardate che se la Raggi avesse avuto contro le sentenze del Tar di qui, l’avrebbero crocifissa in piazza, qui invece si permette a Nardella di cianciare di vittoria. Ma la dura realtà è un’altra e si è incaricata di venire a mordere il sedere a Incatasciato e compagnia. Nessuna quadra può eliminare questo fatto.

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BELLAVISTA - FABIO INCATASCIATO - 11-11-2016

Segretario PD Metropolitano

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