VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comunni della Valdisieve e limitrofi.

giovedì 25 febbraio 2010

Istituto Superiore della Sanità >> a proposito di Sarcomi dei Tessuti Molli

<< Alcuni cicli industriali e soprattutto i processi di incenerimento dei rifiuti, comportano rilascio di sostanze chimiche ad azione tossica diossino-simile alcune delle quali sono state associate ad un incremento del rischio di STM1
(ndr. Sarcomi dei Tessuti Molli ) >>
<< Attualmente lo studio dei possibili effetti sulla salutte associati alla esposizione a queste sostanze è da considerarsi prioritario in molte situazioni >>

Dove sono, se ci sono,  le indagini sanitarie sui cittadini intorno all'impianto di incenerimento di Rufina????  
Quelle che saranno effettuate dopo l'entrata in funzione del "NUOVO".......
non tutelano i cittadini
.......OGGI!

Campagna Nazionale per la Difesa del Latte Materno

Montale 8 marzo 2010
APPELLO A TUTTE LE DONNE NELLE ISTITUZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI:
     Parlare del latte materno contaminato da sostanze inquinanti, tossiche e pericolose vuol dire sollevare il velo su una questione che mette in crisi, che fa venire i brividi, che ci fa riflettere sul livello di degenerazione raggiunto.
    Oramai l'argomento non può più essere taciuto e prendere coscienza del fatto che l’alimento più prezioso al mondo contenga quantità elevate di sostanze pericolose e cancerogene, specie se proveniente da mamme residenti in territori industrializzati, non può più essere questione di pochi specialisti di settore, ma è ora che anche le persone comuni, soprattutto le donne che allattano, o che sono in procinto di farlo, siano informate e siano messe in grado di opporsi a questa “barbarie di specie”:
ANCHE IL LATTE MATERNO E’ GRAVEMENTE INQUINATO!
L'umanità distrugge la sua stessa discendenza!
      Occasioni per parlarne non ne sono mai mancate, ma stavolta la questione è venuta prepotentemente alla ribalta grazie a due mamme, residenti in area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Pt), che si sono volontariamente sottoposte all’analisi del proprio latte.
      L’analisi del latte è stata eseguita in un laboratorio accreditato ed i campioni provengono da madri di circa 30 anni, con stili di vita sani ma con storie diverse (al primo parto / più parti e pregressi aborti). I costi degli esami sono stati sostenuti dal Comitato Contro l’inceneritore di Montale, grazie ai contributi dei cittadini desiderosi di conoscere lo stato di salute della popolazione, in particolare dei bambini, che da oltre 30 anni subisce le emissioni dell’inceneritore, che brucia rifiuti urbani, ma non solo.
      Le analisi hanno confermato quello che era già stato evidenziato dai campionamenti fatti da ASL e ARPAT sui terreni e sugli alimenti: pesante contaminazione da diossine e PCB.
      Purtroppo, così come niente è stato fatto per impedire la produzione vendita e commercializzazione dei cibi contaminati provenienti dalle zone poste in area di ricaduta dell’impianto (polli pesantemente contaminati da diossina che continuano ad essere mangiati) niente viene fatto neppure per la contaminazione del latte materno.
     Eppure che l’inceneritore sia parte in causa della pesante contaminazione ormai è fuori di dubbio! Il profilo di 12 molecole diossino-simili appartenenti ai Policlorobifenili (PCB dioxin-like) riscontrati nei campioni di latte materno è del tutto sovrapponibile al profilo dei PCB emessi dall’impianto ( analisi a camino di ARPA e del gestore) ed a quello dei PCB riscontrati nelle carni di pollo.
     Questa è l'ulteriore conferma di come diossine e PCB che escono dai camini degli inceneritori di vecchia e nuova generazione si ritrovano poi nei terreni, nei cibi che mangiamo, nell'acqua e... alla fine della catena, nel latte materno e poi nei nostri bambini.
ALLATTARE I PROPRI FIGLI CON SERENITA’ E’ UN DIRITTO BASILARE:

LE DONNE VOGLIONO TRASMETTERE LA VITA E NON VELENI AI PROPRI FIGLI
Amministratori e ASL, alle preoccupate proteste dei cittadini, hanno risposto che il livello di contaminazione è alto, ma tant’è…. questo succede in tutte le realtà industrializzate!

Abbiamo scoperto che dicono il vero….questa è la pesante realtà che si registra in tutte le aree dove sono in funzione impianti di incenerimento, impianti industriali e quant’altro
Noi, donne che ci firmiamo DONNE PER LA VITA, ci chiediamo e chiediamo a voi:
• E’ questo il progresso?
• I nostri bambini sono sempre più ammalati: allergie, asma, infezioni respiratorie, , ma anche tumori: è questo ciò che vogliamo per loro?
• E’ questo il futuro che stiamo preparando ai nostri figli ?
• Davvero vogliamo una società che non solo brucia risorse, quando potrebbe riutilizzarle, ma che brucia anche la vita?
NOI DICIAMO BASTA!
Noi vogliamo la SALUTE per i nostri figli
Noi non vogliamo avvelenarli già prima di nascere e poi col nostro latte!
Facciamo appello alla vostra ragione, al senso di responsabilità, all’amore, all’affetto che anche voi non potete non nutrire verso le vostre creature, unitevi a noi per fermare questo scempio, siate anche voi Donne per la Vita!
Una firma per la vita:
Donne per la Vita

Prime firmatarie:

Proposta di risoluzione ISDE ITALIA per la gestione dei rifiuti

Preludio al 6-7 Marzo, due giorni che entreranno nella storia di Pontassieve

         Se passate davanti al cinema Italia in questi giorni, sembra che sia tutto piatto, come sempre. Solita facciata scalcinata, solite grondaie malconce, solito umido sulle pareti...Sembra....
         Sembra...perché se ci si fa attenzione, qualche particolare lascia trapelare una realtà senz'altro diversa: una centralina provvisoria dell'Enel porta di nuovo l'energia dentro lo stabile (chissà per cosa...), i vetri dell'entrata non sono più sporchi come da quasi 20 anni a questa parte (si riesce persino a vedere dentro). Ogni tanto, durante il tardo pomeriggio o la sera dopocena, il vecchio neon che si trova sotto la pergola dell'ingresso misteriosamente si accende...All'ingresso è stata riportata a nuovo la vecchia cassetta delle lettere per accogliere i suggerimenti, le idee di chi vuole.
          Insomma, che diavolo sta succedendo dentro il Cinema Italia? Che cosa sta bollendo in questa pentola enorme e scassata, che da anni ormai sembrava non poter produrre altro che polvere e muschio?
          E questa data, che sarà mai? Cosa accadrà il 6 e 7 Marzo?
Beh, ovviamente la risposta potrete trovarla solo il 6 e 7 Marzo, venendo a fare "Due passi nel buio" al Cinema Italia (quello che stiamo preparando prenderà sì e no 30 minuti del vostro tempo, ma, possiamo assicurarvi, saranno assolutamente, magnificamente, fantasticamente ben spesi). Per ora vi basti sapere che dietro le quinte, o meglio dietro la facciata scalcinata, stanno lavorando:
un regista
più cameramen
un maestro degli effetti speciali
scenografi
tecnici del suono e delle luci
tecnici video
la proloco di Pontassieve
una decina di attori
maestri e strumentisti di una associazione musicale
ingegneri civili, meccanici, elettronici, geometri...
un esercito di volonterosi, dai pensionati ai più giovani
(e sicuramente ci siamo dimenticati qualcuno...)
e tutti, ovviamente, nel più puro spirito di volontariato!
Per il momento non vi diciamo altro (ci sembra di aver detto già abbastanza...), sperando di aver iniziato a stuzzicare la vostra curiosità
A presto
NexT Cinema Italia

lunedì 22 febbraio 2010

Riflessioni......

Un nostro socio gentilmente ci ha girato questa mail pregandoci di divulgarla.... e noi la pubblichiamo.
"Come ogni mattina, quando esco da casa per recarmi al lavoro, faccio un bel respiro, e la fresca aria mattutina mi riempie i polmoni dandomi una carica di energia.

Non stamani però.
E nè tanto meno i giorni passati.
C’era uno strano odore di bruciato, chissà mi son chiesto, forse qualche fattoria o contadino nei dintorni starà bruciando le frasche e le erbacce tagliate nei giorni scorsi?
Poi proseguendo il viaggio ho fatto una enorme scoperta!!
E’ ben altra la causa del fumo che si leva da laggiù, da dietro la Sieve, che stamani offuscava l’ aria della nostra valle.

Mi son premurato di inoltrare, a voi cittadini di Pontassieve, la risposta al mio quesito, ove anche voi vi foste fatti la mia stessa domanda.
Ma ce n’è una a cui non so rispondere, ed è per questo che mi appello a voi:
E’ normale?"

Come sempre vi chedo di inoltrare il messaggio, Ciao e GRAZIE

Saluti
Marco

sabato 20 febbraio 2010

ISDE FIRENZE - MEDICI PER L'AMBIENTE

Comunicato stampa


Inceneritori: il 24% delle patologie ha causa ambientale 

Il 24% delle patologie ha una causa ambientale. A difondere il dato è stato ieri a Firenze il prof. Antonio Faggioli, libero docente di Igiene all'Università degli studi di Bologna, nel corso della presentazione del libro “Gestione dei rifiuti e rischi per la salute” dell'ISDE (Associazione medici per l'ambiente).

I medici convenuti hanno portato dati interessanti e aggiornati sullo stato dell’arte della relazione ambiente e salute, sottolineando ancora una volta l'importanza della prevenzione primaria, del principio di precauzione e l'insostenibilità e dannosità della scelta inceneritoristica per la salute e per l'ambiente, dal momento che si hanno da subito a disposizione pratiche virtuose che risolvono il problema rifiuti e creano pure occupazione, senza nuocere. Un dato che deve far riflettere l’intera classe medica, troppo spesso distratta e presa da altri campi della ricerca ed ha ammonito a non perseguire la scelta inceneritoristica, in netto contrasto con le direttive europee.

Il prof. Massimo Gulisano,ordinario di anatomia all'Università di Firenze, ha illustrato la patogenicità, ormai acclarata dell'inquinamento atmosferico e delle combustioni in particolare, evidenziando lo stretto legame esistente fra metaplasia cellulare ed esposizione agli agenti inquinanti. La dr. Patrizia Gentilini, oncologo ed ematologo, ha sottolineato, rifacendosi ad una ampia casistica, che incenerire i rifiuti è dannoso non solo per le popolazioni direttamente esposte, ma per l'intera ecosfera e sopratutto per le generazioni future ed ha relazionato sull'emergenza sanitaria che si sta vivendo da anni a Montale (Pt) causa il mal funzionamento del locale inceneritore.

Il dr. Saverio Caini, epidemiologo ISPO Firenze, ha fatto una rassegna degli studi epidemiologici che mettono in chiara evidenza la patogenicità dei “vecchi” inceneritori ed ha sostenuto che non si può certo aspettare la conta dei morti dei “nuovi” inceneritori, ma agire da subito verso pratiche che eliminino l'incenerimento e la discarica.

Visto l'interesse suscitato il convegno sarà riportato a breve, questa volta in ambiente pubblico, per una corretta informazione sanitaria, uno degli scopi dell'ISDE, ha aggiunto il presidente dell'ISDE fiorentina, il dr. Massimo Generoso.

martedì 16 febbraio 2010

LATTE MATERNO, DIOSSINE E PCB

”A dispetto del grande affetto che noi abbiamo per i nostri bambini

e della grande retorica della nostra società sul valore dell’infanzia,

la società è riluttante a sviluppare quanto necessario

per proteggere i bambini dai rischi ambientali”

(Bruce P. Lanphear Children’s Environmental Health Center - U.S.A. - oct. 2006)

Introduzione

Parlare della contaminazione del latte materno da parte di sostanze inquinanti, tossiche e pericolose vuol dire affrontare un argomento che fa venire i brividi al solo pensiero, tanto è lo sgomento che suscita in qualunque persona dotata di un minimo di sensibilità e buon senso. Prendere coscienza del fatto che l’alimento più prezioso al mondo - che non esito a definire “sacro” - contenga ormai quantità elevate di sostanze pericolose e cancerogene, specie se proveniente da mamme residenti in territori industrializzati, è un argomento tabù e che credo non possa lasciare indifferente nessuno. Forse, proprio per questo, tale argomento è fino ad ora rimasto confinato nell’interesse di pochi specialisti del settore e non è mai emerso, con l’attenzione che merita, al grande pubblico.
Il fatto di non parlare di questo problema e soprattutto l’averlo affrontato, almeno nel nostro paese, in modo sporadico, volontaristico e non sistematico e su larga scala, non contribuisce tuttavia a risolverlo, anzi, come tutte le cose lasciate nel dimenticatoio, quando un problema di una tal portata emerge rischia di “esplodere”, lasciando spiazzati per i dubbi e gli interrogativi che pone innanzi tutti medici e pediatri, ma, ancor più, ovviamente le mamme che si chiedono quali possono essere le conseguenze di tutto ciò per i loro bambini.
Ma perché proprio ora se ne parla?

Antefatto: l’inceneritore di Montale

Il problema è emerso grazie al fatto che due mamme, residenti in area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Pt), si sono volontariamente sottoposte all’analisi del proprio latte grazie a fondi raccolti dal locale comitato contro l’inceneritore.

La questione è complessa e per una analisi più dettagliata della travagliatissima storia di questo

impianto, si rimanda al documento, a firma del Dott. M. Bolognini, Medico Igienista, scaricabile sul sito dell’Ordine dei Medici di Pistoia. (1) Qui si vuol solo dare una breve descrizione della situazione, in modo da capire bene il contesto in cui si è arrivati all’esame del latte materno per iniziativa dei cittadini.

L’inceneritore di Montale tratta 120 ton/giorno (pari a circa 36.000 ton/anno), recentemente
autorizzato a 150 ton/giorno (45.000 ton/anno), destinato a bruciare rifiuti urbani ma anche
ospedalieri e speciali ed è situato nella piana fiorentina, al confine fra 4 comuni: Agliana, Prato,
Montale, Montemurlo.

L’impianto ha sempre presentato criticità ed anche in passato erano stati riscontrati
superamenti nelle emissioni di diossine, ma, grazie a deroghe, aveva sempre continuato a lavorare.

Nel maggio 2007 furono effettuati routinari controlli i cui risultati analitici, comunicati solo in
luglio, evidenziarono un importante sforamento per diossine, che fu confermato nella successiva
indagine eseguita a distanza di pochi giorni per cui, a distanza di oltre due mesi dalla prima indagine
si giunse, il 19 luglio 2007, alla sua temporanea chiusura.

Nei mesi di funzionamento, da maggio a luglio, facendo una media delle emissioni, si può stimare che siano stati emessi 50.000.000 ng di diossine ovvero quanto l’impianto avrebbe potuto emettere in quasi un anno e mezzo di attività.

Dal 2007 al 2009, anche in seguito alle vivaci polemiche che tutta la vicenda aveva sollevato,
da parte di ARPAT ed ASL furono fatte analisi sia di tipo ambientale (suoli, vegetali, ecc.) che su
matrici biologiche (uova, carne di manzo, polli, anatre e pesce gatto del locale parco pubblico)
secondo la mappa di ricaduta riportata in Fig.1.

La media delle diossine nel suolo, secondo il modello di ricaduta fornito da ARPA, ed escludendo un dato del tutto anomalo riscontrato in prossimità dello svincolo autostradale di Pistoia, in via Ciliegiole (sito oggetto di pregresso grave incidente ambientale per incendio di un grande deposito di prodotti per l’agricoltura) è riportato nella Fig. 2........................
LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO QUI >>>
https://docs.google.com/Doc?docid=0AZuPVnFGS9xwZG5jams5c180NmhqaHIyM2Qy&hl=it
 
 
"Pollo ..........alla Diossina....."!

venerdì 12 febbraio 2010

AER spa e i RAEE....................

Un nostro socio ci ha girato la lettera che ha mandato al Consorzio ECOLIGHT riguardo alla raccolta dei RAEE (vi ricordiamo che questa sigla sta a significare “Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”), che pubblichiamo:
                                                                                                                         Spett/le 
                                                                                                                         Consorzio  ECOLIGHT


Gentile sig. ..........., buongiorno.


Le scrivo queste righe nella speranza di ricevere un sostegno non soltanto a titolo di supporto morale, ma nella certezza che un suo eventuale apporto possa contribuire a migliorare una situazione che ritengo personalmente scoraggiante.


Siamo associati al Vs. Consorzio da un anno circa, in quanto abbiamo intrapreso, come ramo aziendale di una società, la mia, che opera nella distribuzione di materiale elettrico ed illuminazione da circa 25 anni, una attività di importazione e di costruzione (in Italia) di corpi illuminanti a LED.


Come penso possa constatare direttamente, da una fase di start-up iniziale, abbiamo velocemente intrapreso una strada di crescita esponenziale, producendo buoni volumi di lavoro e quindi producendo economia, per noi, ma non soltanto. Lavora il tornitore di fronte alla ns.sede, lavora una azienda qui vicino che esegue per noi montaggi elettronici, lavora chi vende il prodotto, chi lo trasporta, ecc.

Abbiamo proceduto nel rispetto di tutte le normative, dalle certificazioni dei prodotti, alla gestione del RAEE, e stamani mattina, come di consuetudine trimestrale, ho inviato ad Ecolight il report trimestrale del venduto, come sempre nel rispetto delle tempistiche richieste. La gestione del RAEE per noi, ma credo un po' per tutti, ha comportato anche notevoli sforzi, sia economici che in termini di dispendi di tempi, per poter mettere a punto i ns.sistemi informatici gestionali. Lo si fa volentieri, se serve per l'ambiente, per la salute, per il domani nostro e dei ns. figli.


In tutto questo però c'è qualcosa che fa acqua, che non mi torna, del quale e per il quale nutro forti dubbi, come del resto li nutrono i numerosi colleghi ed operatori del settore in genere.


Non mi fraintenda, non mi riferisco alla operatività del suo Consorzio, del quale ne faccio parte e per la quale non ho grossi dubbi. Mi riferisco piuttosto al fatto che, perlomeno per quanto riguarda il mio territorio (la Valdisieve/parte Est della città di Firenze), la filiera non funziona affatto come dovrebbe.


Abbiamo un Consorzio che gestisce i rifiuti, che si chiama AER, che non provvede al ritiro dei prodotti che dovrebbero essere riconsegnati dal consumatore al distributore al momento della vendita del nuovo. Più volte mi sono rivolto ad AER (e non sono il solo) per ottenere delucidazioni in merito, e tutte le volte, alla pronuncia della parole RAEE, vedo espressioni curiose, facce a punto interrogativo che rendono chiaramente l'idea del livello della loro informazione in merito.


Se si ricorda tempo fa le avevo accennato la questione; lei mi disse intanto di cercare di sensibilizzare il Consorzio AER. Io c'ho provato, ma non ho avuto risposte. Purtroppo faccio un altro mestiere, come imprenditore devo tirate il carretto ed andare avanti. Le ho inviato la dichiarazione alle sette di stamane e tornerò a casa alle otto di stasera. Per me in fondo il RAEE è soltanto uno dei tanti problemi in più che, ripeto, osservo, rispetto, e ottempero. Ma le cose devono funzionare. Come devono funzionare nella mia azienda, nel lavoro di tutti i giorni, per il bene di tutti.


Perdoni il mio sfogo, che non ha niente di personale, ma che è doveroso, per la mia dignità e per quella dei miei, ma anche dei suoi (se ce l'ha) figli.


Veda lei attraverso la sua struttura di sensibilizzare, di sollecitare, magari anche di citare presso qualche autorità competente, il Consorzio AER (aerspa.it). Mi faccia, ci faccia, si faccia questa cortesia.


Io continuerò a produrre e commercializzare lampade, con la tariffa RAEE attaccata, e continuerò ad inviarle i report ed a pagarle le fatture.


Ognuno faccia la sua parte e forse avremo tutti un futuro migliore.


Cordiali saluti


Chelli srl
L’amministratore

martedì 9 febbraio 2010

Dati emissioni aer spa : "un pò sì - un pò no!"

Vi proponiamo le tabelle relative ai dati sulle emissioni in atmosfera dell'inceneritore di Rufina per i mesi di Dicembre 2009 e Gennaio 2010 ( disponibili, si fa per dire, sul sito di aer: http://www.aerspa.it/aer1/index.htm ).

come potete vedere nel mese di Dicembre mancano i dati relativi a tutti
i giorni, eccetto che per l'1 e il 2 dicembre. Senza ombra di dubbio siamo sicuri che "altri" giorni è stato acceso ( e molti!!) !!!!
Ma di questi nessun dato ( ormai da un bel pò e anche dopo qualche richiesta di qualche cittadino)!


 
 
Per il mese di Gennaio 2010, invece non ci sono per niente!
Eppure, anche in questo caso, l'inceneritore è stato sicuramente acceso per diversi giorni, in alcuni dei quali, tra l'altro e come ormai sembra essere prassi comune, il fumo usciva dal "terrazzino" a metà canna fumaria.
Noi abbiamo monitorato alcuni di questi giorni.
Ora diteci voi in quali avete fatto le auto-analisi della Diossina ( che sembrano avvenire ogni 6 mesi, per qualche giorno), oppure in quali giorni Arpat ha fatto dei prelievi (!!!).

La fuoriuscita del fumo dal terrazzino non è una novità, quando la pressione del fumo dalla canna fumaria è "particolarmente" intensa (http://www.youtube.com/watch?v=XkTAXUq2eW4 )


Il problema è che gli inquinanti che escono da quel punto ( sempre che  non ci siano analisi in corso.... ) non passano dalle sonde che analizzano il fumo, quindi potrebbero non far "aumentare" questi valori ( semmai il contrario - ammesso che si possano vedere su internet! ), e probabilmente contengono più inquinanti di quelli che escono dalla cima!
Il tutto, comunque, " a norma di legge" e per la nostra salute!  Ovvio!

REPORT dell'incontro Regionale di Agliana dei comitati contro gli inceneritori

REPORT DELL’ INCONTRO REGIONALE SVOLTOSI AD AGLIANA (PT) SABATO 30 GENNAIO 2010 TRA I COMITATI E LE REALTA’ CHE LOTTANO PER LA CHIUSURA DEGLI INCENERITORI IN ESERCIZIO, CONTRO LE CENTRALI A BIOMASSE E NUOVI INCENERITORI PER RIFIUTI ZERO E PER LA STRATEGIA RICICLO TOTALE

Venticinque tra comitati e realtà provenienti da buona parte della regione, un centinaio di attivisti del Movimento No Inceneritori hanno riempito il Polispazio Hellana dando vita a un incontro bello, ricco, propositivo.

1) REPORT DELL’ ASSEMBLEA PLENARIA

Nell’ Assemblea E’ STATA SOTTOLINEATA LA NECESSITA’ DI “RIPRENDERCI LA PIAZZA” CON INIZIATIVE DAVANTI AGLI INCENERITORI, ALLE PROVINCE, ALL’ ARPAT. C’ E’ LA COMUNE CONSAPEVOLEZZA CHE QUESTA SIA UNA FASE DECISIVA. MUOVIAMOCI : SE NON ORA QUANDO ?

Il confronto e la discussione in assemblea hanno ribadito :

- La centralità della lotta e dell’ impegno a difesa della salute, dando ancora più spazio ad una informazione
consapevole sui danni delle sostanze emesse dagli inceneritori, del bioaccumulo nella catena alimentare e nei tessuti.

Una situazione purtroppo confermata dalle risultanze di analisi e di indagini nelle matrici ambientali e biologiche.

Emblematica la vicenda, purtroppo non isolata, dell’ inceneritore di Montale a due passi dal luogo dove si è
svolta l’ assemblea : chiusura dell’ impianto per superamento nelle emissioni di diossine, furani e sostanze dioxin-like nell’ estate - autunno 2007 // continui fermi // presenza di sostanze dannose in animali da allevamento a seguito di analisi effettuate dall’ istituto Zooprofilattico Toscana/Lazio // e infine i risultati delle analisi autoprodotte e autofinanziate dal Comitato contro l’ inceneritore di Montale sul latte di due madri abitanti nella zona di ricaduta delle emissioni dell’ inceneritore di Montale che hanno documentato una contaminazione abnorme di diossina e PCB.

Stime dell’ organizzazione Mondiale della Sanità prevedono una tollerabilità giornaliera di 2 picogrammi di
diossine e PCB per Kg, per cui un bambino di 4 Kg ne potrebbe al massimo “assumere” 8 picogrammi : a
Montale un lattante ne riceve in dono dalla madre ben 400 picogrammi al giorno, ossia  50 volte tanto.

- La necessità di incalzare e denunciare inadempienze e compromissioni di Arpat, Usl e Province relativamente alle azioni di controllo e di prescrizione alle aziende di gestione dei rifiuti e alla trasparenza di dati e atti.

- Un netto NO alla Strategia Integrata ( Ciclo Integrato ) che arma la politica inceneritorista della regione
Toscana ( e non solo della regione Toscana) : pochissima riduzione della produzione dei rifiuti, basse percentuali di raccolte differenziate ben al di sotto degli obiettivi di legge che la stessa regione si è posta, nessun serio programma e nessun incentivo per il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali, vasti programmi di inceneritori e discariche.

- Un netto NO alla politica di assimilazione dei rifiuti industriali ai rifiuti domestici; una scelta politicogestionale
che assegna ai cittadini toscani il perverso primato nella quantità di produzione pro capite di rifiuti. In
realtà un regalo alle imprese e all’ incenerimento, aumentando in questo modo la quantità dei rifiuti urbani e
mescolando le differenti frazioni merceologiche. Un impegno del movimento dei comitati a aprire vertenze per la DEASSIMILAZIONE.

- L’ impegno a pretendere la chiusura degli impianti di incenerimento in esercizio a causa dei loro dannosissimi effetti sulla salute degli abitanti, sugli ecosistemi territoriali e a danno della biodiversità, questo
INDIPENDENTEMENTE dalle alternative di processo e tecnologiche che pure sono concretamente disponibili e che il multiverso dei comitati e delle realtà locali in lotta, unitamente al Movimento Rifiuti Zero, hanno saputo elaborare e definire, mostrando in questo una capacità progettuale di grande lungimiranza e un accrescimento collettivo di conoscenza e di saper fare.

- Un netto NO alla combustione delle biomasse, alle centrali a biomasse, agli agrocombustibili a partire dalle
situazioni dove ci sono iter di approvazione avanzati di tali impianti, come a Livorno ( vedi più avanti report
del gruppo di Lavoro ). Tale No va di pari passo con quello alla combustione delle biomasse con la truffaldina mossa di considerare tali una parte dei rifiuti che vengono inceneriti, in modo da rendere disponibili per la lobby degli inceneritori nuovi incentivi prelevati dalle nostre tasche : gli ultimi cascami dei Cip 6 e i Certificati Verdi.

- La richiesta della riduzione a monte dei rifiuti con politiche organiche di prevenzione, accordi di programma/
settore specialmente con la grande distribuzione. Un deciso Si’ all’ attivazione della filiera di recupero, riuso,
riciclo creando presupposti e sinergie per l’ effettivo GPP.

- La necessità di un più marcato impegno a chiarire l’ importanza della strategia Rifiuti Zero e Riciclo Totale
nel quadro dell’ avvio concreto di economie del risparmio di materia e materiali ( e di fonti energetiche),
attraverso il ciclo virtuoso raccolte differenziate domiciliarizzate / riutilizzo/ riciclaggio / compostaggio ( quest’ ultimo anche in funzione di arresto della pervasiva desertificazione di ampia parte del territorio dello stivale), nel quadro di una dinamica espansiva dell’ occupazione, al contrario della FABBRICA INCENERITORE che occupa pochissima forza lavoro. Un dato vincente in una fase di recessione globale come quella che stiamo passando, da utilizzare meglio anche per aumentare il consenso alla nostra comune battaglia.

- L’ importanza della battaglia sugli aspetti economico-finanziari del ciclo dei rifiuti e in opposizione ai
processi di privatizzazione e di nuovo oligopolio pubblico-privato. In particolare e’ stata sottolineata la necessità di portare avanti la campagna No CIP 6 e per i rimborsi del maltolto, e di riprendere in mano la questione autoriduzione delle Tariffe, quando la quota delle raccolte differenziate non raggiunga le percentuali imposte dalle norme.

- La volontà di denunciare la regione Toscana perché INADEMPIENTE rispetto agli obiettivi da essa
stessa fissati : Raccolte differenziate, riduzione del 15% della produzione di rifiuti ( obiettivo R.D. fissato al
65% nel 2012 ).

L’ intervento, molto apprezzato e condiviso dall’ Assemblea, di Giampaolo in rappresentanza del Movimento
Italiano dell’ acqua e dei Movimenti per i beni comuni, ci ha rammentato l’ esigenza della connessione dei vari movimenti e ci ha portato intanto a far nostro l’ invito rivolto all’ insieme del movimento toscano NO inceneritori e rifiuti zero, a partecipare alla Manifestazione nazionale a difesa dei beni comuni che si tiene il 20 MARZO a ROMA.

Alla fine della prima parte dell’ Assemblea, come da programma, si sono formati due Gruppi di lavoro:

>Uno finalizzato a stendere l’ Appello per il PRESIDIO del 20 Febbraio a Firenze

>Uno finalizzato a costruire una Agenda per la Chiusura degli inceneritori in esercizio

Rimandando per chi lo voglia al Report dei lavori del Gruppo per la chiusura degli inceneritori in esercizio, di
seguito, e all’ Appello per la manifestazione del 20 febbraio davanti alla regione Toscana a Firenze ( che vi arriverà con altra e.mail)

RICHIAMIAMO LE DECISIONI PRESE ALLA FINE DELL’ ASSEMBLEA DEL 30 GENNAIO

- Lanciare una campagna per rivendicare il diritto ad allattare i propri figli con latte sano e non avvelenato,
con prime iniziative l’ 8 marzo ( proposta Gentilini-Pagliai ), e però nella prospettiva di diffuse iniziative nei luoghi gravati da inceneritori/cancrovalorizzatori, a partire da Montale;

- Presidio a Firenze sabato 20 febbraio davanti alla regione Toscana per ribadire il No all’ incenerimento e ai
suoi dannosi effetti, alla strategia integrata, e per chieder conto delle inadempienze della Regione Toscana su
raccolte differenziate, riciclaggio, riutilizzo, compostaggio.

- Valutare la possibilità di una manifestazione regionale a Montale (Pt)

- lunedì 15 a livorno conferenza stampa regionale incentrata sul tema rifiuti zero in vista della discussione in consiglio comunale della proposta di “delibera rifiuti zero".

- giovedì 18 febbraio ci sarà una conferenza stampa a Firenze ( presso le Giubbe Rosse in p.za della repubblica) alle ore 11.30/12 per la manifestazione del 20.

L’ ASSEMBLEA HA RICONVOCATO LA SUA PROSSIMA RIUNIONE PER



SABATO 13 FEBBRAIO A STAGNO (LIVORNO) ORE 15

presso l'Officina LGM in Via Ugo La Malfa

con al centro il tema "Chiudere gli Inceneritori in esercizio" e la costruzione di una Agenda Comune a ciò finalizzata, ma che affronterà anche il tema del presidio del 20 febbraio e le iniziative per bloccare i progetti di nuovi inceneritori, di Centrali a biomasse e i Dissociatori Molecolari.

La scelta di ritrovarci a Livorno è stata fatta anche per agevolare, nei limiti del possibile, la partecipazione da parte delle realtà dell'ATO Sud.

* la scheda per la costruzione dell’ Agenda Comune, del gruppo di lavoro chiusura inceneritori in esercizio, verrà inviata a stretto giro.

2) REPORT SUI LAVORI DEL GRUPPO SULLA CHIUSURA DEGLI INCENERITORI IN

ESERCIZIO

Hanno partecipato al gruppo di lavoro le seguenti realtà:

Comitato per la chiusura dell’ inceneritore di Montale ( Pt );
Comitato Valdisieve (Fi);
Comitato Ambientale di Casale ( Po);
Collettivo Liberate gli Orsi, Pistoia (Pt);
Comitato di Castelfiorentino (Fi);
Comitato Non Bruciamoci Pisa (Pi);
Lista Civica 5 stelle di Livorno;
Verdi della Città diversa, Livorno;
Gruppo Meetup di Grillo della Costa;
Ambiente e Salute, Borgo a Mozzano, (Lu);
Comitato contro gli inceneritori di Sesto Fiorentino (Fi);
Associazione Equa e solidale, Gallicano (Lu);
Ambiente e Futuro, Lucca;
Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia, (Lu);
Coordinamento associazioni e comitati versiliesi (Lu);
Comitato Civico Campigiano “No Inceneritore (Fi);
Coordinamento dei comitati della piana Firenze, via di Brozzi, 334;
Meetup Prato (po);
Comitato Ambientale di Diecimo (Lu);
Coordinamento dei comitati della Piana FIPOPT;
Coordinamento rifiuti zero Costa.

A) Dallo scambio e dal confronto è emersa in modo chiaro e conclamato l’ inattendibilità e l’

inadeguatezza della Amministrazioni Pubbliche Locali e in particolare degli Enti preposti al controllo

delle nocività e alla tutela della salute umana e dell’ ambiente, in ordine alle analisi, alla loro congruenza e

alla diffusione dei risultati di analisi e dati, come previsto dalle leggi vigenti.

Sulla base di questo quadro :

a 1) Le realtà e i comitati attivi nei luoghi “gravati” da inceneritori si impegnano a richiedere e a

esigere analisi, indagini su terreni e matrici biologiche, dati a Arpat, Ausl, Province, Arrr, facendo

pressioni per una pervasiva trasparenza degli Atti e dei dati. Le Amministrazioni locali e gli Enti, infatti,

hanno l’ obbligo di fornire a tutti i cittadini dati e risultati di analisi ed indagini ( Accesso agli Atti

Ambientali prescritto dalla Legge 241/90 e dal D.Lgs 195 del 19/08/05 “Informazionei Ambientali: diritto

di accesso del pubblico” ).

a 2) Le singole realtà verificano la possibilità di far ricorso a analisi ed indagini autoprodotte sul

latte materno (di donne che abitano nei territori di ricaduta delle emissioni dagli inceneritori ) sull’ esempio

di quanto portato avanti dal Comitato contro l’ inceneritore di Montale ( ed anche a eventuali analisi del

sangue degli esposti-incenerimento). In questa prospettiva è stato proposto di lanciare per il prossimo 8

marzo una giornata a difesa della donna ( e dei figli) dalle nocività degli inceneritori rivendicando il diritto

ad allattare con latte sano e non avvelenato.

a 3) I comitati verificano l’ esistenza o meno, nell’ ambito di ciascun ATO se ci sono impianti, di sistemi

per controllare la presenza nei rifiuti di sostanze o materiali radioattivi, come imposto da protocolli

comunitari e dalle norme della regione Toscana.

a 4) si propone di richiedere che la regione Toscana si faccia carico di ricerche ed indagini – per es. sul

latte materno o sull’ olio di oliva – al fine di avere il quadro della situazione sanitaria e della contaminazione

esistente nei diversi territori ( Vedi bozza che invieremo astretto giro).

B) Nel gruppo è stato affrontato anche il tema dello stato delle raccolte differenziate ( modalità,

percentuali raggiunte, inadempienze, ecc. ) e delle filiere del riutilizzo, del riciclaggio e del compostaggio.

Rimandando ad un confronto più approfondito su questi punti, sono state formulate le seguenti proposte :

b 1) Richiesta alle singole Pubbliche Amministrazioni e ai singoli Enti Locali di rispettare la quota del

40% di acquisti verdi ( materiali e prodotti riciclati) fissata dalle norme.

b 2) Richiesta dei dati sulla quota reale di raccolte differenziate nei comuni interessati da inceneritori e/o

nell’ ATO di riferimento, sottolineando i maggiori costi del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti in

proporzione alla quota percentuale di differenziazione ( bassa percentuale di raccolte differenziate =

aumento costi del servizio ).

b 3) Rimettere mano alla proposta di una vertenza sull’ autoriduzione della Tassa come sancito

recentemente dalla Corte Costituzionale anche in materia di IVA al 10%, in particolare nelle zone e nei

comuni dove le raccolte differenziate non raggiungono la percentuale imposta dalle norme. Una tariffa o

Tassa che, va ricordato, serve anche al finanziamento degli impianti.

C) Nella discussione del gruppo di lavoro – proseguendo il dibattito avviato durante il confronto

assembleare iniziale - è emersa la forte richiesta di riprendere l’ iniziativa ( in alcuni casi affrontandola

per la prima volta ) su due nuove importantissime frontiere, il che lascia ovviamente inalterato l’

impegno prioritario e centrale sul NO agli inceneritori esistenti e in progetto :

c 1) No alle “centrali” a biomasse e agli agrocombustibili, a partire dal progetto per LIVORNO che

avvierà alla combustione combustione prodotti provenienti da Ungheria e Bulgaria fino all’ olio di palma

proveniente dall’ Indonesia e quindi assolutamente fuori dalle norme e dai criteri della ECC circa la filiera

corta delle biomasse ed il relativo incentivo sotto forma di CERTIFICATI VERDI. E oltre a questo anche il

PIER piano Energetico Regionale Toscano prescrive obbligo di max 70 Km di raggio per

approvvigionamento materiale. Un progetto che, per sovramercato, rappresenta un vero e proprio scempio

amministrativo e tecnico. E’ necessario quindi per Livorno mettere in contrapposizione anche i differenti

iter amministrativi su impianti simili già approvati ai quali è stata prescritta la filiera corta, pena la non

concessione dei Certificati Verdi, come nel caso del Cogeneratore a Biomasse di Cadenzano (Fi) .

c 2) opposizione ai progetti di dissociazione molecolare, a partire dall’ impianto di Peccioli (Pi) della

ditta Belvedere S.p.A. che brucia copertoni di ruote, plastiche, tal quali…….

D) Raggruppare un insieme di competenze per fornire consulenze a tutte le realtà in risposta a

comportamenti inaccettabili delle Amministrazioni Pubbliche, di Enti quali Ausl e Arpat, sui controlli

mancati, sulle analisi, sulla trasparenza degli atti e delle politiche. In questo quadro verificare la

possibilità di :

d 1) Una task force di medici e scienziati sulle questioni nocività, contaminazioni, analisi, indagini e

quant’ altro serva nel campo disciplinare;

d 2) Una task force di soggettività esperte interne al movimento su questioni normative, diritto

amministrativo, progetti, piani, sistemi tecnologici ( avvocati, penalisti, architetti, pianificatori, ingegneri,

paesaggisti, geologi, idrogeologi, chimici )

n.b. la costruzione di questo strumento della task force non dovrebbe andare a detrimento di un

importante elemento caratterizzante il multiverso dei comitati : la “contaminazione” tra conoscenza esperta

e conoscenza che viene dall’ esperienza : della malattia, delle lotte, dell’ abitare……..; tra esperti e attivisti.

Questi due piani non andrebbero tenuti separati ma interconnessi se possibile ancora di più.

E) SCHEDA PER L’ ELABORAZIONE DELL’ AGENDA COMUNE

e 1) Per l’ incontro di sabato 13 febbraio a LIVORNO verrà proposta una scheda che riprende l’

elenco inviato in rete prima di Agliana 30 gennaio mettendolo insieme all’ ottima scheda sugli

inceneritori esistenti fornita dai comitati di Pietrasanta e della Versilia (Lu).

e 2) Costruzione di una Banca Dati su inceneritori, cogeneratori e impianti di combustione -

compresi quegli a biomasse, cementifici che bruciano anche rifiuti, già esistenti o in approvazione,

pubblici e privati - discariche ed impianti di trattamento di compostaggio

A tale proposito verrà inviato lunedì 7 un format word da compilare per ogni tipologia di impanto e

da inviare a ccsp-po-pt@fastwebnet.it : nel caso di più impianti va compilata una scheda per ogni

impianto. L’ obiettivo è quello di avere un monitoraggio regionale per tipologia, così da avere un

quadro più organico. Tale screening verrà poi condiviso in rete. ( referente Gianfranco Culli dei

Comitati Pratesi e del Coordinamento dei Comitati della Piana )

CI VEDIAMO A STAGNO (LIVORNO)

SABATO 13 ALLE ORE 15

martedì 2 febbraio 2010

Veolia: “SCIVOLARE SU UNA TORTA”

Sesto F.no 25 gennaio 2010


Comitato contro gli inceneritori, Sesto Fiorentino

Veolia: “SCIVOLARE SU UNA TORTA”

Sui numeri non si dovrebbe discutere, difficile che la matematica possa essere una opinione, di Veolia conosciamo episodi controversi nella conduzione di impianti di incenerimento (questa potrebbe essere una analisi fatta da soggetti in conflitto di interessi, che costruiscono o gestiscono inceneritori quindi potrebbero agire “pro domo sua”), la diffidenza è motivata.

Risulta che Veolia abbia tra l’altro presentato domanda di partecipazione alla procedura di gara relativa alla scelta di un socio privato di minoranza per Newco -costituenda società mista- cui verrebbe affidata la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto di Case Passerini, nel comune di Sesto Fiorentino



In questo caso ci riferiamo al lavoro commissionato da Veolia a titolo “Dalla Scarsità all’Infinito Sintesi del «Panorama mondiale dei rifiuti 2009»” presentato alla Bocconi di Milano.



Come volevasi dimostrare…. Chi vuole gli inceneritori si arrampica sugli specchi e spesso imbroglia, possiamo citare:

- Nella nostra “piccola” città di Sesto nel recente passato, Legambiente nel volantino “allegato” al giornale dell’Amministrazione recapitato a tutte le famiglie di Sesto in cui si gonfiavano di oltre 3 punti le percentuali di Raccolta Differenziata per accreditarsi come comune virtuoso e in regola,

- Il prof. Veronesi e equipe che ribalta i risultati di un importante studio inglese, per benedire gli inceneritori,

- Veolia che ha ordinato questo rapporto mondiale, presentato alla Bocconi di Milano in questo caso, (o chi traduce per Veolia o chi presenta alla Università Bocconi o, o, o, o…)

Nessuno degli estensori ha controllato la scrittura ufficializzata, oppure è stato fatto a sommo studio. Ci prendono per scemi che non sanno fare di conto. Lo studio di Veolia avrà sicuramente una sua utilità, tra l’altro questa che abbiamo letto (vedere sul Blog di “Un’altra Sesto è possibile”) è una sintesi quindi non si può sapere se qualche forzatura o inesattezza siano riferibili a questa forma di “riassunto sintetico”…



Il gioco si scopre nelle ultime pagine di questa sintesi dove pur riconoscendo in qualche modo le scelte “virtuose” degli Stati Uniti, presentano un grafico a torta con cifre clamorosamente sbagliate sulla percentuale di incenerimento negli USA!

Guardare un grafico riassuntivo è più semplice che leggere decine di pagine e se ci si ferma alla prima impressione e ci si fida ecco raggiunto lo scopo! Far credere che l’incenerimento è in ripresa negli USA e viene considerata una soluzione! I Comitati e le Associazioni che vanno dicendo da anni che negli USA non si costruiscono più inceneritori anche per calcoli di convenienza economica e quindi danno a noi in questo campo un esempio da seguire, sono sbugiardati in men che non si dica! Anche a livello sestese in varie occasioni siamo stati tacciati di pazzi e utopisti,quando parlavamo delle pratiche virtuose attuate negli USA; l’allora vice sindaco Martini in una assemblea sull’inceneritore a Quinto Basso in cui ci eravamo infiltrati usò addirittura la parola “cialtroni” per definirci.

E chi mai potrebbe mettere in discussione un lavoro presentato alla Bocconi? Parimenti, chi potrebbe mettere in discussione Veronesi?

Noi li mettiamo in discussione! Noi, che abbiamo gli occhi aperti, quando dicono queste pericolose bugie bisogna denunciarlo, sia che si tratti di Legambiente, di Veronesi o della Bocconi!

Mariangela Sirca, Comitato contro gli inceneritori, Sesto Fiorentino


Nota: Un curatore dello studio in questione accredita in parti di complemento dello studio stesso, gli USA di incenerire il 13,5% circa anziché il 36% attribuito nella “torta”.


Il gigante americano: il più grande produttore di rifiuti

Gli Stati Uniti sono il produttore di rifiuti più grande del mondo con oltre 226 milioni di tonnellate di rifiuti

urbani raccolte nel 2006.

Dal punto di vista normativo la materia è disciplinata da una legge del 1975 più volte soggetta ad emendamenti, nello stile legislativo statunitense, il più importante dei quali risale al 1984.

Il soggetto più importante di attuazione della politica ambientale americana è l’EPA che nel 1989 ha adottato una strategia di intervento sui rifiuti del tutto simile a quelle disegnate dai Piani di intervento comunitari con la strategie delle 4 R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico).

In termini generali salta alla vista il ruolo ancora predominante delle discariche che accolgono ancora oggi oltre il 50% dei rifiuti urbani, anche se si assiste ad una progressiva e drastica riduzione dei siti (dai 6.300 degli anni ’90 ai 1754 del 2006). Si stima che la capacità di stoccaggio residua sia di 19 anni anche se varia molto da luogo a luogo, con maggiori difficoltà nelle grandi città.

Questo ha portato, anche sulla base di considerazioni economiche, a stimolare le attività di riciclaggio. È il caso di New York che, forte di uno studio che ha determinato il costo del riciclaggio per tonnellata raccolta inferiore a quello per la messa in discarica (50 dollari contro 70 per quanto riguarda il vetro), ha lanciato dal 2004 una forte campagna di sostegno alla raccolta differenziata. Sempre in termini di sostegno al mercato delle materie prime seconde si deve segnalare il programma, voluto dall’EPA, di coinvolgimento degli enti pubblici nell’acquisto di materiali riciclati. Il forte potere di acquisto dell’amministrazione americana, che vale circa 8 punti di PIL, ha determinato uno spiccato orientamento del mercato verso il recupero e la commercializzazione delle materie prime seconde e dei manufatti a partire da materiali riciclati.

A livello nazionale la situazione in termini di sistemi di trattamento e smaltimento è piuttosto semplice, come
evidenzia il grafico sottostante:

lunedì 1 febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA*

(con particolare riferimento alla pag. 5 della slide in cui trovate il grafico che dimostra

la correlazione dei PCB)
Il _*Comitato contro l'inceneritore di Montale*_, dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo Amministrazioni e Organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto, a proprie spese, ad eseguire in laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali su campioni di latte materno di mamme residenti in area di ricaduta dell'impianto. I risultati sono stati presentati dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini al Convegno tenutosi il 22 u.s. a Pistoia, dal titolo: "la nostra salute, quanto dipende da noi stessi, quanto dal dottore e quanto da chi ci amministra?"

Dal Convegno é emerso che le analisi hanno confermato la presenza di diossine nei campioni di latte materno esaminati, come già noto dalla letteratura, e di particolare interesse è stato il riscontro di PCB che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell'ASL nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da ARPAT e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che è la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona della piana.

Le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle Istituzioni (http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/Provincia%20NO%20PCB%20dall%27incene.%2018%20giugno%202008.pdf ) circa la totale assenza di PCB nelle emissioni dell'inceneritore di Montale e già smentite dalle analisi sulle emissioni stesse, trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire, a dimostrazione, ancora una volta, che tutto ciò che esce dai camini si ritrova nel nostro stesso corpo.

Il Comitato, nel sollecitare gli organi di controllo ad esercitare il ruolo che la legge loro affida, ribadisce la propria volontà di proseguire comunque in questo tipo di analisi i cui risultati saranno sempre prontamente comunicati alla cittadinanza.

Il Comitato invita tutti coloro che hanno a cuore la salute a contribuirvi concretamente scrivendoci al no.incenerit-montale@tele2.it;

COMITATO CONTRO L'INCENERITORE DI MONTALE

rassegna stampa: