VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

lunedì 18 giugno 2018

Rossano Ercolini/Rifiuti Zero sbarca in una tv tedesca :-)

Capannori, Toscana: un comune si occupa di riduzione dei rifiuti - con successo. E un grande obiettivo: entro il 2020 ci sarà zero rifiuti! Un esempio per le città tedesche?
Altro su "zero waste" a ARTE Re:  bit.ly/2LeWr5b


Video Anteprima su facebook: https://www.facebook.com/artede/videos/10155778810708869/?fref=gs&dti=407422732764252&hc_location=group
Tutto il servizio: https://www.arte.tv/de/videos/079474-058-A/re-null-muell/

Zero spazzatura
Basta con la follia dei rifiuti

Circa sei milioni di italiani vivono nelle cosiddette comunità a zero rifiuti. In Capannori, la separazione dei rifiuti è rigorosa e la tariffa dei rifiuti si basa sulla quantità che ogni famiglia produce. Meno, meno costosi. Per essere in grado di misurare con precisione, il comune distribuisce gratuitamente i sacchetti della spazzatura alle famiglie - con microchip integrati. Quindi, uno scanner nel camion della spazzatura può raccogliere esattamente chi butta via quanto. "Possiamo gestire tre o quattro sacchi della spazzatura all'anno", afferma con orgoglio Simone Tomei. I risultati della città sono notevoli: la quantità di rifiuti per persona è stata ridotta di circa il 40 per cento in pochi anni e il tasso di riciclaggio è aumentato fino a quasi l'80 per cento. Ma Capannori è ancora più ambizioso: entro il 2020 non dovrebbero essere generati rifiuti residui. Zero rifiuti.
Secondo questo motto, la Kieler Marie Delaperrière vive per molti anni. Ha anche fatto carriera nel suo impegno: nel 2014 ha fondato il primo negozio "disfatto" in Germania. Qui vende oltre 500 prodotti - sfusi, ovvero senza imballaggi usa e getta. I clienti portano i loro contenitori e li riempiono al negozio. Nel frattempo, ci sono dozzine di negozi nella repubblica che seguono questo esempio. "La visione è che c'è un movimento in tutta Europa", dice Marie Delaperrière. Uno che scrive sulla bandiera: "Non vogliamo causare altri rifiuti".

(traduzione di google)

venerdì 15 giugno 2018

A Roma si erano accesi tutti gli allarmi ma nessuno ha voluto vedere - di Paolo Berdini


Evidentemente la capitale d’Italia non riesce a far tesoro degli scandali degli ultimi anni, quelli che hanno svelato una città dominata da un mondo affaristico-malavitoso capace di mettere la politica alle proprie dipendenze.
Era il 2 dicembre del 2014 quando prese il via l’inchiesta “mondo di mezzo” che azzerò la classe politica al governo della città. Imprese e cooperative colluse con la malavita per l’accaparramento di funzioni fino a pochi anni prima svolte egregiamente dalle amministrazioni pubbliche.
Il sistema degli appalti fu sottoposto ad una profonda verifica, anche grazie all’Anac di Cantone. E fu sempre in risposta alla domanda di trasparenza e onestà che nel giugno 2016 Roma affidò ai 5Stelle e a Virginia Raggi le chiavi del governo della città.
La nuova giunta si era dunque affermata per porre in essere una profonda discontinuità di metodo e di contenuti.
In quello stesso periodo, il governo delle città, la vera radice di tutti i mali italiani, non fu però sottoposto ad identica attenzione. Anzi.
Oggi i «piani casa» di ogni regione permettono di demolire e ricostruire immobili, anche in zone di pregio storico e ambientale, con notevoli incrementi di volumetrie. Le coste italiane, e perfino quartieri bellissimi come quello di corso Trieste a Roma, sono stati aggrediti dalla eterna speculazione immobiliare.
Alla camera dei deputati è stata fortunatamente bloccata una legge di cosiddetta rigenerazione urbana che avrebbe permesso alla proprietà fondiaria di intervenire ulteriormente senza alcuna regola.
Ma identica filosofia è contenuta nella recente legge urbanistica della regione Emilia Romagna, nella legge della rigenerazione urbana del Lazio e nella proposta di legge che l’attuale giunta regionale dell’Abruzzo vuole approvare ad ogni costo.
Si continua a pensare che solo la cancellazione del governo pubblico sia l’obiettivo da raggiungere.
A ROMA, I SEGNALI che sull’urbanistica si sarebbero dovuti accendere i fari dell’attenzione erano stati molto espliciti.
Il 16 dicembre 2016 viene arrestato Raffaele Marra, potente braccio destro del sindaco Raggi.
Narrano le cronache che nel suo appartamento furono trovate alcune pratiche urbanistiche che avrebbero dovuto essere ospitate nell’assessorato che dirigevo.
L’urbanistica mette in moto interessi così giganteschi che la trasparenza dà fastidio a chi ha il potere economico – fondiario ed è molto meglio lasciare tutto nell’ombra di oscure trattative.
In poco tempo, anche grazie al “commissariamento” della Raggi imposto da Di Maio attraverso due uomini di sua fiducia (i deputati -oggi ministri- Fraccaro e Bonafede), l’urbanistica romana è tornata nel porto delle nebbie e nella continuità con le precedenti amministrazioni comunali.
La vicenda dello Stadio della Roma sta tutta in questa forbice con l’esigenza di trasparenza e di moralità che la giunta Raggi aveva promesso ad una città che sperava in un cambiamento radicale.
La stessa Raggi, ad esempio, aveva condotto una limpida battaglia contro la decisione del sindaco Marino di costruire lo stadio a Tor di Valle, salvo poi cambiare punto di vista e annullare tutto il lavoro di recupero di trasparenza e legalità che, durante il mio impegno nella giunta capitolina, avevo impostato.
Del resto, nelle trattative oscure con la proprietà fondiaria non servono assessori competenti, servono mediatori e affaristi.
MA LA VICENDA STADIO non è la sola. Ad Ostia, sciolta per mafia, nonostante due anni e mezzo di commissariamento è stata approvata solo una bozza di piano degli arenili che lascia in mano al potente partito dei balneari il destino del litorale.
Del resto, le meritorie demolizioni degli abusi iniziate per merito dell’allora commissario al litorale, il magistrato Sabella, sono state abbandonate.
Il settore del commercio ambulante è stato riportato indietro rispetto alle politiche di Ignazio Marino.
La rete delle esperienze sociali che tengono viva la città, come la Casa internazionale delle Donne, sono ignorate e rischiano lo sgombero.
Sulla fame di case pubbliche non si è fatto nulla e continuano le dolorose occupazione da parte della città dei poveri.
Sull’area pubblica dei Mercati generali di Ostiense si vuole approvare un progetto che prevede il verde per gli abitanti di quel quartiere, del tutto privo di parchi, ubicato a venticinque chilometri di distanza.
Dalla svolta urbanistica siamo tornati agli orrori dell’urbanistica contrattata.
E’ sul tradimento delle speranze per una città migliore che doveva guardare ai bisogni delle periferie e non agli affari, che dovremmo portare la discussione.
E’ infatti indubbio che questo ennesimo grave colpo d’immagine della capitale potrà provocare disorientamento e ulteriore distacco dalla partecipazione politica.
Per riportare la capitale degli scandali urbanistici ad avere fiducia nel futuro è necessario un progetto di città che sappia mettere per sempre in soffitta affaristi e politica succube.
E’ solo con una profonda svolta etica verso la città intesa come bene comune che potremo ricostruire il futuro di Roma e delle nostre città.

* L’autore è ex assessore all’urbanistica della giunta Raggi

giovedì 14 giugno 2018

RICORDATE IL DECRETO 104/2017 SULLA VIA??

Finalmente è arrivata!!

Abbiamo la conferma che la petizione inoltrata dall'Associazione VAS Onlus, che aveva come oggetto l'incoerente ed illegittimo recepimento della Direttiva UE 52/2014 tramite il Dlgs 104/2017 è stata ritenuta idonea ed accolta.

Quindi si inizia ora con una indagine preliminare per verificare se questa direttiva è stata correttamente recepita, oppure è stata stravolta ed illegittimamente recepita come attestiamo Noi (visto che contro il Dlgs 104/2017 ben 8 Regioni hanno pure fatto ricorso alla Corte Costituzionale).
Se come Noi auspichiamo il Dlgs 104/2017 verrà dichiarato illegittimo, decadranno anche tutti i presupposti di validità per il Decreto di VIA del 2017 che aveva rivisto le prescrizioni del Parere 2235 perché quelle del 2016, non erano piaciute a qualcuno!

E’ palese che in caso di nostra vittoria il Decreto di VIA dovrà essere ritirato, pena la procedura di infrazione con esborso economico da parte del Nostro Paese, ma questa volta NON a carico dei Cittadini.

Infatti in tempi NON sospetti le Corte dei Conti di Roma e Firenze hanno ricevuto le nostre denunce con tutti i nomi che hanno avallato tali scelte e decisioni nonostante TUTTI fossero stati preventivamente edotti di quello che andavano approvando, dai Ministeri fino alle Commissioni locali.

I nostri legali già si fregano le mani per possibili, quanto auspicabili Class Action collettive, aspettiamo quindi fiduciosi l'esame documentale degli atti, sia da parte della Commissione UE, come dalle Commissioni del Parlamento UE citate nella lettera.

Risposta UE Petizione - Ricorso 1052-2017

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
www.pianasana.org

martedì 12 giugno 2018

ULTIMA FUMATA DELL'INCENERITORE DI SELVAPIANA A RUFINA BRUCIATI 2,5 MILIONI DI EURO!

La vicenda del progetto del nuovo Inceneritore di Selvapiana arriva a un epilogo purtroppo ampiamente previsto di danni alla comunità della Val di Sieve e non solo. Chi ha avallato con così tanta caparbietà questo progetto, che fin dall’inizio si rivelava economicamente non sostenibile, dovrebbe oggi spiegarci perché è stato così ostinato a voler sprecare tutti questi soldi di noi cittadini. Andiamo per ordine. Per continuare a bruciare i rifiuti a Selvapiana, dal 2000 parte l’iter burocratico con l’entrata di un socio privato in Aer Spa, per progettare, costruire e gestire, nello stesso sito dell’impianto un inceneritore 7 volte più grande di quello esistente, chiuso nel 2010 in quanto non più in regola con le nuove norme. 
Come sappiamo gli inceneritori rappresentano un affare molto attraente per le industrie dei rifiuti e le banche e Selvapiana non faceva eccezione! La sicurezza di redditività per gli azionisti, garantita dalle bollette dei cittadini per gli anni di concessione fino al 2040, ha purtroppo visto l’appoggio incondizionato al progetto da parte delle Amministrazioni della Val di Sieve, nonostante l’immediata opposizione di cittadini, Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve e Italia Nostra, che in tutti questi anni hanno fatto informazione, organizzato numerose assemblee e manifestazioni pubbliche. 
L’iter burocratico prosegue e nel 2009 viene creata la AER Impianti Srl alla quale viene conferito nel 2010 un Capitale di 1 Milione di Euro, versato dai Comuni coinvolti (vedi Tav. 1) e dal socio privato Valdisieve Scrl in rappresentanza di enti e Banche interessati alla costruzione e gestione dell’inceneritore (vedi Tav. 2). 
La caparbietà delle Giunte dei Comuni interessati non ha vacillato un attimo neanche quando dal Piano Economico Finanziario di Aer Impianti Srl si evinceva con chiarezza che l’inceneritore avrebbe bruciato rifiuti provenienti da tutti i 70 comuni di ATO Toscana Centro e in parte anche della provincia di Arezzo. In compenso si sarebbe inquinato la nostra Valle, con la promessa di “compensazioni economiche” elargite annualmente ai 3 comuni maggiori. 
Nel 2010 si ha un primo arresto degli atti autorizzativi VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono annullati grazie al ricorso al TAR fatto dalla Fattoria di Selvapiana, da Italia Nostra e dall’Associazione Valdisieve. La testardaggine viene evidenziata però subito dopo 3 mesi dalla sentenza del TAR, ottenendo una nuova VIA (ormai scaduta nel 2015) e nel 2012 anche la nuova AIA (scaduta nel 2017). 
Sempre nel 2012 viene così presentato il Piano Finanziario presentato da Aer Impianti Srl (PEF) votato favorevolmente dall’Assemblea dei Sindaci di ATO Toscana Centro con 36 delegati presenti e favorevoli su 70!! 
Se solo si fosse dato ascolto al Presidente Alessandro Petretto (Professore ordinario nella Facoltà di Economia di Firenze, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa), che così si era espresso: "SE ATO TOSCANA CENTRO FOSSE STATA UN AUTHORITY INGLESE, IL PROGETTO AQUESTO PUNTO SAREBBE STATO BOCCIATO”. 
Si arriva al 2013 quando ATO Toscana Sud decide di non conferire più alcun rifiuto al nuovo inceneritore di Selvapiana, di fatto segnandone la fine assoluta (dovendo AER Impianti Srl andare a cercare rifiuti sul mercato!). 
Con le elezioni del 2014 si ebbe un ricambio di alcuni Amministratori Comunali che finalmente presero atto della non convenienza di questa operazione (sia a livello economico che gestionale), avviando con i vari Enti coinvolti gli atti necessari a cancellare dal PIANO REGIONALE (PRB) questo nuovo impianto e far ricadere eventuali spese su tutti i Comuni di ATO Toscana Centro (non solo su quelli della Val di Sieve). 
La Regione Toscana nel 2016 modifica il PRB per eliminare definitivamente l’impianto di Selvapiana dalla pianificazione regionale, mantenendo quello di Case Passerini (ndr. ora in discussione, fortunatamente). 
Quindi: 
· AER Impianti Srl si vede riconosciuti da ATO Toscana Centro crediti per 2,4 milioni di euro da recuperare con la maggiorazione della tariffa TARI spalmata in percentuale su TUTTI gli utenti dei 70 Comuni che compongono ATO Centro: dal Comune di Abetone a Vinci. (vedi Tav. 3). 
· I Comuni della Val di Sieve (e a seguire tutti i 70 Comuni) hanno deliberato o stanno deliberando le nuove tariffe TARI e gli utenti forse non si accorgeranno di nulla perché la maggiorazione (circa 2-3 euro a famiglia per coprire i 2,4M) non sarà evidenziata in bolletta. 
· Quando tutti i 70 Comuni avranno incassato la TARI del 2018 dovranno scorporare la quota da restituire ad AER Impianti Srl per versarla ad ATO Toscana Centro, che entro giugno 2019 a sua volta verserà il saldo ad AER Impianti Srl. Altro lungo iter burocratico con costi improduttivi!! Veniamo al passivo di Bilancio accumulato da AER Impianti Srl e alle spese che ATO Toscana Centro ha riconosciuto come rimborso. 
Si tratta di 2.430.233 € così composti: 
   € 622.000  > Bonifica area Selvapiana (attività prevista e da eseguire in futuro)
   € 520.000  >Demolizione inceneritore (attività prevista e da eseguire in futuro) 
   € 238.000  >Finanziamento socio privato industriale e Banche collegate 
   € 650.000  >Fatture di fornitori: progettazione nuovo impianto, VIA, altro 
   € 400.000  >Rimborso di quota parte del capitale sociale. 
€ 2.430.000  >totale
Il Capitale Sociale versato dai Comuni in AER Impianti Srl al 2012 era di 876.460,55 € (oltre a 119.913,45 € di quote dei Privati), in questi anni è stato eroso per coprire le spese di esercizio (compensi Consiglio di amministrazione, rimborsi spese, costi gestione di personale, servizi, utenze, ecc). 
Sono state così dissolte nel vento del CAMINO SPENTO di Selvapiana importanti risorse pubbliche, centinaia di migliaia di euro - queste sì “INCENERITE” - pagate con le tasse dai cittadini in piena crisi economica (2008-2017). 
Significa anche che i Comuni dopo 10 anni riceveranno indietro SOLO una parte di quanto versato: un capitale che poteva essere usato per interventi in una gestione diversa dei rifiuti che chiediamo da anni. 
La gestione rifiuti in Val di Sieve, con gli interventi adeguati, può raggiungere maggiore efficienza e risparmi per i cittadini, avviandosi a mettere le basi a quell’Economia Circolare, sancita dall’Europa e ormai irrinunciabile per recuperare materie seconde preziosissime. In tutta Italia si moltiplicano i centri di riuso, riparazione e recupero, così come si sperimentano sempre nuovi sistemi finalizzati alla diminuzione dei rifiuti, al riciclo e alla riprogettazione di prodotti e imballaggi. Tutte iniziative che creano una nuova economia e nuovi posti di lavoro. In questi 10 anni abbiamo perso un sacco di tempo e preziose risorse economiche. Arrivati a questo punto vorremmo chiedere che la parte residua del Capitale Sociale, versato dai Comuni per costituire AER Impianti Srl, una volta recuperata, venga vincolata in favore di progetti per una Gestione dei Rifiuti diversa, virtuosa e sostenibile che punti alla QUALITÀ del materiale differenziato, a minimizzare il RESIDUO e a creare opportunità di lavoro in questo campo, realizzando un Centro di Recupero, Riparazione e Riutilizzo per la Valdisieve. Ora, possiamo e dobbiamo cambiare.

Rufina, 5 Aprile 2018





Comitato Valdisieve - Associazione “Vivere in Valdisieve” - Associazione Valdisieve

________________________________________________________________
TAV 1 - Elenco Quote Sociali dei Comuni in Aer Impianti Srl






























TAV 2 – Privati e Banche interessati alla costruzione (al 2016)

























TAV 3 - Quota/Percentuale dei 2,4 M distribuita sui 70 Comuni


lunedì 11 giugno 2018

L'ECONOMIA CIRCOLARE ENTRA NELLO STATUTO TOSCANO


16 giugno 2018: Firenze, assemblea della Rete Toscana Comitati

Saletta dei marmi, Parterre di piazza della Libertà, ore 10

Relazione introduttiva – Paolo Baldeschi
I soggetti di una transizione eco-territorialista – Alberto Magnaghi
Rifiuti Zero – Economia Circolare – Ambiente
Relatore Rossano Ercolini
  1. Una lotta fatta (anche) di progetti alternativi- Salviamo le Apuane- Eros Tetti
  2. Il lago di Massaciuccoli – Roberto Balatri
  3. Versilia: problematiche ambientali e salute – Marcello Ricci
  4. Torrenti naturali in Toscana a rischi cemento – Nicola Ulivieri
  5. L’inquinamento elettromagnetico allarma solo gli scienziati – Carlo Ruocco
Infrastrutture e trasporti
Relatore Marco Ponti
  1. Il sottoattraversamento Tav di Firenze – Tiziano Cardosi
  2. Il nuovo aeroporto di Firenze – Paolo Lombardi
  3. Terza corsia contro natura – Sergio Morozzi
  4. Un progetto di mobilità di area vasta per le provincie di Lucca, Pisa, Livorno – Michele Urbano
13.00 -14.00 Pausa pranzo
Problematiche paesaggistiche
  1. Il piano paesaggistico e la pianificazione comunale – Anna Marson
  2. L’osservatorio regionale del paesaggio – Claudio Greppi
  3. Il valore economico del paesaggio vs geotermia – Roberto D’Autilia
Firenze e dintorni
  1. La “crisi” del centro storico e la svendita del patrimonio.
Introduzione di Ilaria Agostini.
Interventi di Elena Corna e Jacopo Ghelli (in rappresentanza di Comitati e Associazioni).
  1. Verde urbano, parchi e giardini.
Introduzione di Lorenzo Orioli.
Intervento di Deanna Sardi (in rappresentanza di Comitati e Associazioni).
  1. Mobilità e servizi
Introduzione di Alberto Ziparo.
Intervento di Raniero Casini (in rappresentanza di Comitati e Associazioni).

Conclusioni Fernando Romussi

mercoledì 30 maggio 2018

Comunicato stampa - Inceneritore, Grassi, Verdi e Trombi


"Partito lo scaricabarile. Il Pd usa l'ATO per dare la colpa alla Regione che adesso dovrà decidere se riavviare l'iter autorizzativo o metterci una pietra sopra."

Mossa politica del Comune di Firenze che esprime la presidente dell'ATO Toscana Centro.

"Il Pd pare abbia trovato il miglior modo anche per perdere i voti in Toscana. Mentre il sindaco Nardella era in via Cavour ad arringare le folle dei simpatizzanti del Pd a difesa del Presidente Mattarella e dello stato di diritto, qualcuno invece era impegnata ad aggirare la sentenza del Consiglio di Stato: ci riferiamo al direttivo dell'assemblea dell'ATO rifiuti Toscana Centro, presieduto dall'assessora fiorentina Bettini, che ha deciso di chiedere alla Regione di riavviare l'iter autorizzativo dell'inceneritore di Case Passerini dopo la bocciatura anche davanti al secondo grado di giudizio dell'autorizzazione rilasciata - affermano i Consiglieri comunali di Firenze riparte a sinistra, Grassi e Trombi, insieme alla Consigliera Verdi - la politica e i propri tecnici scelti e nominati quando sbaglia a fare gli atti e viene bocciata merita di andare a casa e non è in alcun modo accettabile che tenti di sanare i propri errori, riavviando procedure e cambiando regolamenti, leggi e norme. Ci siamo abituati, ma mai smetteremo di farlo notare e di opporci, sia che si tratti dell'aeroporto o dell'inceneritore o di qualunque altra opera sul nostro territorio che avesse una opposizione nella cittadinanza e la cui realizzazione sia voluta da parte di pochi."

"Partito lo scaricabarile. Il Pd usa l'ATO per dare la colpa alla Regione che adesso dovrà decidere se riavviare l'iter autorizzativo o metterci una pietra sopra. Speriamo che Rossi, la sua Giunta e gli uffici, che certo non possono essere chiamati ad operare senza un input politico, decidano per la seconda opzione e che questo non sia l'ennesima pantomima della peggior politica in cui ognuno scarica la responsabilità sul vicino e nessuno è responsabile delle decisioni. Nè tantomeno speriamo che il Presidente Rossi venga mosso in questa sua personale e recentissima lotta contro l'inceneritore dal sentimento di voler garantire più facilmente la realizzazione dell'ampliamento dell'aeroporto. dopo aver eliminato una delle opere che dovrebbero finire nel territorio della Piana. Una mossa politica, dove è fin troppo facile vedere lo zampino del Comune di Firenze che esprime la presidente dell'ATO Toscana Centro."

"Dispiace che dietro a queste mosse della politica ci siano segni inconfondibili degli interessi privati portati avanti anche e persino dai nominati del Comune nelle società coinvolte: fin troppo facile pensare ad una coincidenza la presenza, poche ore dopo la sentenza del Consiglio di Stato, di Giorgio Moretti, ex presidente di Quadrifoglio ma che dirige ancora la società QThermo che avrebbe dovuto gestire l'inceneritore di Case Passerini, al primo piano di Palazzo Vecchio. Aveva quindi ragione chi proprio nel giorno della bocciatura davanti al Consiglio nazionale aveva gridato che non sarebbe stata messa ancora la parola fine alla costruzione dell'inceneritore. Chi ha forti interessi e difende gli affari in questo Paese ha sempre ragione e sa sempre come finiranno le cose, anche quando, come in questo caso, sembrava davvero una partita chiusa."



venerdì 25 maggio 2018

25 MAGGIO ORE 20.30 FESTA IN PIAZZA SIGNORIA CON MAMME NO INCENERITORE


Festeggiamo insieme la vittoria di tutti per il definitivo NO all'inceneritore di Firenze.

Vi aspettiamo VENERDI' 25 MAGGIO alle ore 20.30 in Piazza Signoria 
per una festa itinerante nelle vie del centro.

Portate tutti gli strumenti musicali che la vostra fantasia vi suggerisce per far risuonare #solomusicanellaria ...

E ora spengiamoli tutti e avanti con il Porta A Porta a tariffazione puntuale a tappeto!


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IL PROGETTO dell'INCENERITORE è SALTATO! 
La società Qthermo NON ha autorizzazione a costruire, come sentenziato nel 2016 dal TAR Toscana 
e come confermato oggi dal Consiglio di Stato. 
Dovrebbero ripartire da ZERO, compreso conferenze dei servizi.
Diciamo che la pietra tombale si avrà solo quando l'inceneritore di Firenze uscirà dal piano regionale rifiuti 
(come è successo per Selvapiana). 
Ma oggi è veramente il giorno della VITTORIA