VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

martedì 6 agosto 2019

VALDISIEVE IN TRANSIZIONE // Cookstock: 1° concorso cinematografico "72 ore di lievitazione"


1° concorso cinematografico 72 ore di lievitazione (http://72oredilievitazione.com) è un’occasione per molti registi, filmmaker, di raccontare un aspetto della cucina o dell’agricoltura sostenibile, attraverso un cortometraggio originale realizzato in 72 ore, durante Cookstock, l’evento enogastronomico che si tiene ogni anno a Pontassieve e che quest’anno, nel 2019, sarà il 6-7-8 settembre.
Da un’idea nata all’interno di Valdisieve in Transizione, creato dal regista e attivista Lorenzo Ci, il concorso ha l’obiettivo di dare l’opportunità ai partecipanti di usare il mezzo del cinema per raccontare storie, riflessioni, analisi sul mondo della cucina, dell’alimentazione, dell’agricoltura e della connessione che questi aspetti hanno con la situazione ambientale e con la necessaria transizione ecologica che dobbiamo mettere in atto per salvarci. Allo stesso tempo però, i cortometraggi dovranno raccontare l’Arte della cucina, valorizzando il cibo con il linguaggio cinematografico, visuale e narrativo.
Il festival è organizzato da Valdisieve in Transizione, il Comune di Pontassieve e il Cavolo A Merenda Ass. Culturale, in collaborazione con SenzaSpreco e Fairmenti e con la media partnership di FUL - Firenze Urban Lifestyle.

Il concorso inizia giovedì 5 settembre 2019 alle ore 19.00. Alla serata di lancio si darà il benvenuto ai partecipanti, ai quali saranno consegnati e spiegati brevemente gli argomenti da scegliere e le variabili obbligatorie per elaborare il proprio cortometraggio. Il film dovrà essere consegnato alle ore 19.00 di domenica 8 settembre 2019.

Nel caso, preferibile ma non obbligatorio, che i registi decidano di girare il loro film a Pontassieve e dintorni, avranno diritto a mangiare alla mensa del festival e sarà dato loro aiuto a trovare un alloggio. Sarà inoltre possibile confrontarsi con tutor ed esperti durante la lavorazione, che potranno consigliare sia a livello cinematografico che sulla cucina e sulla sostenibilità ambientale.

Il miglior cortometraggio vincerà il primo premio di 1000 euro, offerto dall’associazione Il Cavolo a Merenda, dalla Cooperativa Orologio e Gli Amici di Alberto; in memoria di Alberto Fusi, per il quale sarà fatta una presentazione speciale durante l’evento di premiazione.

Leggi il regolamento completo e compila il modulo di iscrizione entro il 3 settembre, li trovi su http://72oredilievitazione.com
Segui questo evento su facebook per avere tutti gli aggiornamenti in tempo reale!

- Regolamento: https://72oredilievitazione.com/documenti/72ore_regolamento.pdf
- Modulo d'Iscrizione: https://72oredilievitazione.com/documenti/72ore_iscrizione.pdf


EVENTO FACEBOOK https://www.facebook.com/events/521668568572033/

lunedì 29 luglio 2019

Prato: A PROPOSITO DI BENI STORICI DA VALORIZZARE



FISE AMBIENTE E CHICCO TESTA: IL DISCO ROTTO DELLA PROPAGANDA AGLI INCENERITORI…CON I NOSTRI SOLDI!

Apr 24, 2019

In risposta a questo articolo “trash” di “La Repubblica” 

Come se niente fosse il “nuclearista”convinto Chicco Testa​ attraverso un articolo compiacente de La Repubblica che ignora totalmente le eccellenze raggiunte in questi anni dalle buone pratiche in Italia (55,5% di RD al 2017) torna a proporre “grappoli” di inceneritori a nome della confindustria dei gestori-rifiuti FISE (leggi A2A, Hera, Iren, ACEA ecc) E’ INDECENTE.
Quando appare diretta una correlazione fotografata da ISPRA nel report del dicembre 2018 che da un lato fa registrare il 55,5% di RD ponendo il nostro Paese al secondo posto in assoluto in Europa (insieme alla Slovenia) per tale prestazione, dall’altro segnala che gli inceneritori sono dominuiti da 54 a 38 attuali.
Quindi la narrazione reale è che “se diminuiscono gli inceneritori, aumentano le buone pratiche e la RD…nonchè diminuisce il fabbisogno​ di discariche”. Forse il Chicco…tutto testa vorrebbe tornare a vivere nel 2003 quando rombavano i motori della propaganda ossessiva della “termovalorizzazione” gaudente di miliardi di euro a nostre spese attraverso la TRUFFA DEI CIP 6 e degli incentivi agli inc. e la RD nazionale era al….17%! Poi è nato un possente e diffusissimo movimento Rifiuti Zero sbeffeggiato e ridicolizzato (come dice Ghandi: “all’inizio di sbeffeggeranno…”) e non certo favorita dai vari governi è decollata a tappeto la NARRAZIONE DELLO 0 (quanti rifiuti volete? ZERO!) spinta dai movimenti dal basso e dai primi sindaci coraggiosi a partire dal comune di Capannori che nel 2007 per primo in Europa osa sfidare i rifiuti.
Da allora non solo i comuni verso RIFIUTI ZERO sono divenuti 282 rappresentanti circa 6.5000.000 italiani ma assistiamo a numeri impensabili fino a 10 anni fa che in termini di percentuale di RD sfiorano e a volte superano il 90% e una produzione di Rifiuto Solido Urbano Residuo inferiore spesso ai 100 kg-procapite e a volte addirittura sotto i 50 kg.
Tornare a proporre gli inceneritori significa VOLER TORNARE AD UN PASSATO TROGLODITICO inquinato e inquinante oltre che dissipativo di preziose risorse per la nostra stessa industria manifatturiera in tempo di “Raw Material Scarcity”.
Ripartire dalla favoletta degli inceneritori della Danimarca ripropone il tentativo di ritornare al core businness” dello smaltimento quando tutti i soldi andavano dalle nostre tasche (con la tariffa) a quelle già piene di A2A, HERA e multiutilities pronte a giocare salute e territori sul tavolo verde della finanza.
Altro che rischio di impresa: la torta era (e in parte è ancora ma il giochino squallido è stato reso evidente!) queste multiutilities, spesso presiedute da sindaci ma a tutti gli effetti “ultrafinanziarizzate” fidando sul “capitale sociale” della TARI pagata da noi tutti hanno lucrato ponendo al centro “GLI SMALTIMENTI ” con i “gioielli costosissimi” della “termovalorizzazione” comprati con i nostri soldi spesso con la complicità dei Politecnici e soprattutto della politica governativa.
ORA BASTA: E’ STATO DIMOSTRATO CHE E’ MEGLIO PER SALUTE, AMBIENTE ED ECONOMIA recuperare la materia degli scarti (anzichè bruciare!) ed allungare il ciclo di vita dei prodotti riparandoli e riusandoli.
Ora poi è il momento di RIDURRE LE PLASTICHE (di cui gli inceneritori sono ghiotti) e di ridurre tutta la mole complessiva dei rifiuti.
Il Chicco poi cerca una debole giustificazione alle sue anacronistiche manie inceneritoristiche dicendo che essi servirebbero a trattare gli scarti del riciclo e il rifiuto residuo.
Nel primo caso per ridurre le impurità nelle RD basta puntare su raccolte selettive monomateriale (già la RD della carta produce non più di uno smilzo 1-2% di impurità-dato COMIECO 2018).
Nel caso del RUR invece occorre da un lato forzare i tempi per eliminare i prodotti non riciclabili (e non riparabili), dall’altro, realizzare “impianti di Fabbriche di Materiali” in grado ancora in modo meccanico manuale di recuperare risorse contenute nella frazione residuale.
Ci sono già esperienze industrali in tal senso di riciclare le plastiche eterogenee ed addirittura i pannolini-pannoloni.
Si capisce che in questo modo CHICCO perde il lavoro (ma dal tempo in cui lui era presidente nazionale di Legambiente non ha mai davvero lavorato!) ma visto che è l’uomo delle “conversioni” (o del “trasformismo”? ) chissà che non possa anche lui convertirsi allo ZERO. Un’avvertenza però per lui…ZERO RIFIUTI MA ANCHE ZERO COMPENSI per lui!
Rossano Ercolini
Presidente di Zero Waste Italy e Zero Waste europe.​ 
Direttore Centro di Ricerca Rifiuti Zero. 

In Italia il superpartito del Pil è il vero partito del No

di Guido Viale, il manifesto, 26 luglio.
In Italia c’è un regime: il cosiddetto “Partito del Pil” (si è auto-denominato così lui stesso) che unisce quasi tutti i partiti, da Lega e Fratelli d’Italia a Pd e Forza Italia, con una consistente presenza di esponenti dei 5Stelle – l’ala governativa – più tutta Confindustria, gran parte dei vertici sindacali, un bel po’ di gerarchie cattoliche, tutti i media (stampa e Tv al completo). Regimi e partiti “fratelli” del Partito del Pil italiano esistono in tutto il mondo, anche se non si sono dati il nome ridicolo che ha in Italia, ma in nessun paese dove esiste la possibilità di esprimere o di coltivare liberamente la propria opinione si incontra una coalizione così ferrea.
IL PARTITO ITALIANO DEL PIL è il partito del NO. C’è chi dice (e ormai sono in molti) di ascoltare l’Ipcc – il comitato degli scienziati di tutti i paesi del mondo che monitorano i cambiamenti climatici – che ci dà solo pochi anni di tempo per imporre una svolta al sistema prima che il trend del cambiamento climatico in corso diventi irreversibile.
MOLTI, ANCHE NEL PARTITO del Pil, si dichiarano d’accordo e Greta Thunberg, a differenza di quello che le è successo in Francia, è stata ascoltata da tutto il Senato italiano. Ma appena si tratta di tradurre in pratica qualcuna delle indicazioni che dovrebbero portare a quel cambio di rotta, il Partito del Pil dice NO: bando ai catastrofismi! Finché c’è gas, petrolio e carbone da estrarre o trasportare, lo consumiamo; anche a costo di costruire nuovi gasdotti come il Tap o nuove perforazioni nell’Adriatico.
C’È CHI DICE (e siamo in molti) che la città è in emergenza climatica (e ambientale); che da ora in poi si fanno solo più gli interventi che portino ad azzerare le emissioni climalteranti. Ma il Partito del Pil dice NO: quegli interventi possono aspettare, abbiamo da fare le Olimpiadi, da installare quella specie di souq di ferraglia che è il (fu) Salone dell’auto (brutta copia del flop della finta fiera milanese del libro), da fare arrivare (in aereo, da tutto il mondo), centinaia di migliaia di sportivi e di turisti, da costruire tanti impianti e attrezzature (naturalmente recuperabili; non lo erano forse anche quelle dell’Expò?) per ospitarli e farli divertire, da produrre un sacco di neve artificiale, the show must go on.
C’È CHI DICE “salviamo Venezia”, patrimonio dell’umanità. Il Partito del Pil dice NO. Non portare in laguna le navi da crociera è “sprecare Venezia”, non valorizzarla, perdere un’opportunità.
C’è chi vorrebbe salvare una valle bellissima e la comunità che la abita da una Grande opera inutile e nociva che ne completerebbe la devastazione già molto avanzata. Il Partito del Pil, che proprio in questa battaglia si è andato costituendo e definendo, dice NO. Un treno veloce, anche se non trasporterà niente e non entrerà in funzione prima che il cambiamento climatico diventi irreversibile, è comunque “progresso”: un affare per chi lo costruisce, anche se a spese di chi lo finanzia (cioè noi).
C’È CHI VORREBBE destinare a opere di pace i miliardi destinati agli F35, che sono macchine da guerra destinate all’aggressione di paesi lontani (e per di più non funzionano, tanto che alcuni clienti ne hanno disdetto l’acquisto). Il Partito del Pil dice NO: servono a creare decine di posti di lavoro. E si potrebbe continuare…
Dagli Stati Uniti all’Europa sta prendendo forma un progetto complessivo di conversione ecologica per salvare clima, salute e occupazione denominato Green New Deal. Per alcuni è l’unica strada praticabile per “salvare il capitalismo”; per altri per affossarlo. Per alcuni dovrebbe essere affidato a uno “Stato imprenditore”; per altri a una radicale democratizzazione della vita economica. Il dibattito è aperto, anche perché molte soluzioni sono ancora da definire. Ma in Italia non ne parlano né i fautori né i nemici del capitalismo e il Partito del Pil dice NO sia agli uni che agli altri. Gli affari si fanno con quello che c’è, qui e ora, e non sui programmi generali.
IL PIL, CALCOLATO IN BASE agli affari che si fanno non produce da tempo né occupazione (e meno che mai di qualità), né benessere, né salute, né giustizia. In compenso concorre a precipitare il mondo in una notte nera per tutto il genere umano. Ma, forte dell’appoggio dei media, del mondo accademico (soprattutto degli economisti, “sacerdoti” della religione del nostro tempo) e della “cultura” (che, con poche eccezioni, si interessa di altro), il Partito del Pil è finora riuscito a presentare se stesso come il Progresso, ostacolato da chi pretende di operare per la salvaguardia di vita, salute e giustizia.
DOVREMMO IMPARARE a legare le nostre battaglie quotidiane per stare meglio, per una città, un territorio o un lavoro più vivibili e belli (e di queste battaglie tutti ne conducono qualcuna, o anche molte; a volte da soli, a volta in compagnia) all’impegno per la salvaguardia della vita sul nostro Pianeta. Le prime, senza un orizzonte generale che è l’unico, oggi, che possa legittimarle, non hanno prospettive di successo. E quell’impegno, se non se ne vede il nesso con la vita quotidiana, resta una opzione astratta, soprattutto per i meno informati. Ma di fronte all’avanzare del disastro ambientale anche il Partito del Pil comincerà a dividersi.

martedì 23 luglio 2019

COMUNICATO STAMPA: Idra saluta Raffaele Cantone che lascia l’ANAC: vani a Firenze gli ammonimenti dell’Autorità dopo gli esposti sulla cantierizzazione TAV

Idra non dimentica. 
E dopo l’ultima audizione all’ANAC sulla TAV di Firenze, di fronte allo stesso Cantone, il 2 agosto 2016, insieme all’ing. Ivan Cicconi e all’ing. Angelo Tartaglia, non è forse superfluo ricordare le parole spese nella circostanza dal magistrato incaricato di un così alto ufficio.
Dopo aver elogiato Idra per l’attività di monitoraggio dell’esecuzione dell’opera che aveva permesso all’ANAC di aprire un’istruttoria concretizzatasi poi in un corposo documento (la Deliberazione 61 del 2015) inviato anche alla Corte dei Conti per alcuni mancati riscontri alle indicazioni fornite dall’Autorità, il presidente dell’ANAC ebbe a chiarire, rispetto al tema delicatissimo e strategico dell’architettura finanziaria dell’opera, caratterizzata da questa curiosa figura del ‘contraente generale’: “A Firenze è stato fatto un errore a monte. Ma a noi non spetta la valutazione a monte. Sul resto, abbiamo fatto tutto quello che la legge ci dà la possibilità di fare. Del resto, è una vicenda che io ho definito paradimatica del peggio possibile in Italia. E incoraggiò l’associazione fiorentina a proseguire nella propria attività di sorveglianza: Io credo che in questo momento storico per voi ci sia un’occasione importante: la project review che si prospetta a Firenze, se la scelta è intelligente, è l’occasione per rimettere in discussione le scelte. Il contributo che chiediamo a voi che siete sul territorio è di monitorare quello che succede d’ora in poi. Da parte nostra abbiamo stigmatizzato tutto ciò che c’era da stigmatizzare, abbiamo trasmesso i nostri atti nelle sedi competenti. Adesso sta a voi, visto che state sul territorio, continuare a monitorare e a segnalare”.
Già Il 27 ottobre 2014 del resto, presenti in quella circostanza l’ing. Ivan Cicconi e il giudice Ferdinando Imposimato, Idra aveva ottenuto una prima audizione presso l’ANAC: e Raffaele Cantone volle comunque venire a salutare il suo illustre conterraneo, già ripetutamente membro di Commissioni parlamentari antimafia.
Idra non ha mancato di seguire il suggerimento di Cantone, appellandosi spesso - e documenti alla mano - alle autorità locali: ma il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi non si sono mai degnati di neppure rispondere alle istanze formali via via trasmesse dall’Associazione. Se poi qualche project review ha avuto luogo a Firenze, né Idra né – per quanto ci risulta – altri soggetti di cittadinanza attiva sono mai stati invitati a conoscerne i dettagli, tanto meno a portare propri contributi.
Chissà, forse un giorno tutta questa documentazione servirà a tracciare le responsabilità di ciascuno. E dire che il ‘modello Toscana’ ha ricevuto sulla TAV una pesante sanzione morale, se non strettamente materiale, quando si è affrontato in sede contabile il danno ambientale ed erariale acclarato in Mugello e a Sesto Fiorentino: la Corte dei Conti della Toscana ha condannato (ma – fortuna loro - prescrivendoli) dirigenti centrali, e politici di rango della Regione Toscana come Vannino Chiti e Claudio Martini, per avere approvato progetti rivelatisi perniciosi “agendo con censurabile superficialità, insolita pervicacia ed in violazione ad elementari norme di diligenza”.
Per non farci mancar niente, di nuovo sulla scena del capoluogo, capitale della cultura e patrimonio Unesco, la ‘grande opera’ portata in città non ha voluto deludere le attese: già agli esordi sono emersi – secondo la provvida denuncia della Direzione Distrettuale Antimafia – conci da costruzione fuori norma, una costosissima fresa taroccata, e nuovi regali al Mugello sotto forma di traffico di rifiuti con sospetta presenza della camorra campana.

Via Giano della Bella 7, 50124 FIRENZE, Tel. 055.22.39.92, 055.233.76.65, 320.053.52.58

33 anni fa fu CHIUSO l'inceneritore di San Donnino

foto da google maps

Il 23 Luglio del 1986 fu chiuso definitivamente l'inceneritore di San Donnino. 

Ancora oggi lì, a monito, per le future generazioni. 
Probabilmente farà la stessa fine anche quello di Selvapiana.......chiuso dal 2010 e tolto dal Piano Regionale dei Rifiuti. 
La bonifica costerà troppo??

Nelle immagini sotto, la storia dell'inceneritore di San Donnino, pubblicato nel venticinquennale dalla chiusura. 
Nel sito https://sites.google.com/site/venticinquennale/home sono riportati i passaggi della vicenda.



venerdì 19 luglio 2019

COMUNICATO STAMPA di Italia Nostra: mai fatto dietro front!


Comunicato Stampa                                              
Associazione Nazionale per la tutela del
Patrimonio Storico,
Artistico e Naturale della Nazione 
Firenze/Urbanistica - 18 luglio 2019


Italia Nostra: mai fatto dietro front!

In merito alle notizie riportate stamani dalla stampa sulla questione urbanistica a Firenze, Italia Nostra smentisce categoricamente ogni ipotesi di dietro-front. Quanto riferito è infatti il travisamento totale e interessato della nostra posizione quale risulta dalla confusa esposizione dei fatti e dall'ancor più confuso dibattito presso la Commissione Urbanistica del Consiglio comunale.

Il ricorso di Italia Nostra è stato mirato, motivato e giustificato  fin dall’origine dal pregiudizio urbanistico arrecato dall’applicazione nel centro storico-zona Unesco del testo dell'articolo 13 del regolamento urbanistico, oggetto dell’ impugnazione da parte dell’Associazione, in coerenza con i principi statutari.

Il comune ha amplificato gli effetti dell'ordinanza di sospensione del Consiglio di Stato, estendendone la portata oltre la zona A, e quindi ben oltre la zona Unesco. Non è chiaro quali siano stati i motivi di tale amplificazione, salvo che non si sia ritenuto, del tutto erroneamente, che ciò potesse valere a meglio sostenere le ragioni del Comune.

Comunque Italia Nostra nei giorni scorsi, ha ritenuto ragionevole concordare verbalmente con la difesa del Comune la sola possibile interpretazione del nostro ricorso. In quell’occasione si è precisato e chiarito il significato dei termini usati e spiegato che l’azione è mirata soltanto ed esclusivamente alla tutela del centro Unesco. La Querce è completamente estranea alla zona interessata dal ricorso, essendo collocata in zona B ed è stata citata da noi solo come esempio di edificio storico coinvolto in una ristrutturazione e mutamento di destinazione d’uso e di ciò si è dato atto nel ricorso promosso dalla proprietà della Querce.

Pertanto Italia Nostra resta in fiduciosa attesa della decisione del tribunale amministrativo, prevista per il prossimo mese di ottobre. La posizione processuale e sostanziale dell’Associazione non è assolutamente cambiata: sostenere l’illegittimità dell'articolo 13 in quanto applicato al centro Unesco. Quindi le scuse, il ricorso contro il proprio ricorso, il dietro-front di Italia nostra che compaiono nei titoli dei quotidiani sono tutti travisamenti.

Mariarita Signorini
Presidente Nazionale Italia Nostra

Leonardo Rombai
Presidente Italia Nostra Firenze


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martedì 16 luglio 2019

Partita la campagna #StopUsaEGetta

Zero Waste ItalyMovimento per la Decrescita Felice e Italia Che Cambia lanciano la campagna permanente #StopUsaEGetta .
L’invito a partecipare è esteso ad associazioni, imprese, istituzioni e singoli cittadini.
Il futuro è adesso!
Che bello non avere il pensiero di dover mettere piatti, posate e bicchieri in lavastoviglie a fine pasto o addirittura doverli lavare a mano! Che comodità andare al supermercato e trovare la frutta già tagliata, riposta in comode confezioni. E sicuramente è più semplice bere l’acqua in bottiglia, che è più pratica di quella del rubinetto.
Ma ti sei mai chiesto dove finiscono bicchieri, posate, piattini, contenitori, confezioni, bottigliette e gli altri numerosissimi oggetti che nella tua vita usi una sola volta e poi butti via?
Sai qual è la loro destinazione finale?
Sei tu! Già, proprio tu!
Ogni settimana nel tuo stomaco finiscono 5 grammi di plastica. Nei tuoi escrementi si trovano pezzi di plastica, fino a 20 frammenti per ogni 10 grammi di feci. Ogni settimana, insieme all’acqua che bevi, ingerisci 1769 particelle di plastica.
E non è tutto!
La plastica e altri materiali monouso stanno distruggendo il Pianeta. Ogni anno finiscono negli oceani 8 milioni di tonnellate di plastica. 
La direttiva europea 904 prevede il bando della plastica monouso a partire dal 2021. È troppo tardi: dobbiamo agire oggi!
Non aspettare che l’industria si adegui e ti proponga soluzioni “sostenibili”. Probabilmente non lo farà mai.
L’unico in grado di cambiare veramente le cose sei tu!
È ora di dire BASTA alla cultura dell’usa e getta!
Le risorse del pianeta che ci ospita sono finite, non possiamo continuare a sfruttarle pretendendo che non finiscano mai. 
Il Movimento per la Decrescita FeliceZero Waste Italy e Italia Che Cambia lanciano la campagna permanente #StopUsaEGetta, per bandire una volta per tutte – e non solo per una settimana! – tutte le confezioni e i dispositivi monouso.
Proporremo approfondimenti per mettere in guardia il grande pubblico sui danni che l’usa-e-getta sta provocando all’ecosistema e indicheremo le alternative virtuose che ciascuno può adottare nella vita di tutti i giorni. 
Anche tu puoi fare la tua parte seguendo i nostri suggerimenti e aiutandoci a far circolare questo messaggio.
Non aspettare il 2021, il futuro è adesso!
scarica e divulga il materiale della campagna

giovedì 11 luglio 2019

Rifiuti. Ercolini (Zero Waste): “Il progetto bioraffineria? Oscuro e poco credibile”


FIRENZE – “Dire bioraffineria, può voler dire tutto o niente, di parla di 200 mila tonnellate e 250 milioni di euro come se fossero noccioline: è irresponsabile gettare in pasto all’opinione pubblica delle dichiarazioni che creano allarme, e che riguardano progetti complessi, da valutare e soprattutto ancora da discutere con i soggetti interessati, a partire dalla comunità locali. Progetti sulla cui credibilità al momento mi permetto di riservare della omeriche risate”.
E’ fortemente critico il commento Rossano Ercolini, presidente dell’associazione Zero Waste e vincitore del Goldman Prize 2014, che stamani a Novaradio commenta il nuovo piano regionale rifiuti come annunciato dal governatore Rossi che prevede una nuova bioraffineria a Stagno (Livorno) destinata a trattare i rifiuti in eccesso dell’area fiorentina, un nuovo impianti di compostaggio a Case Passerini e la cancellazione dell’inceneritore.
Ercolini parte da una critica all’uso troppìpo vago del termine bio-raffineria: “Può voler dire digestione anaerobica della frazione organica raccolta con il porta a porta, ma può voler dire anche produzione di etanolo dal combustibile solido secondario tramite idrolisi o traine processi elettro-chimiche che hanno bisogno di alte temperature e quindi emissioni gas”.
“Bene – dice d’altra parte Ercolini – che nella variante al piano rifiuti ci sia la cancellazione dell’inceneritore di Case Passerini e si fissi l’obiettivo dell’80% di differenziata, ma sarebbe bene fare chiarezza, con cittadini e enti locali, sulle tecnologie che si intende applicare a Stagno a case Passerini”.
A farsi sentire ieri anche i sindaci di Livorno e Collesalvetti, che lamentano di essere stati tenuti all’oscuro di tutto: “L’impianto di Stagno – afferma il sindaco livornese Luca Salvetti – a patto che se ne discuta con noi: e che si chiuda il termovalorizzatore cittadino e la discarica di Limoncino”.

lunedì 8 luglio 2019

20 LUGLIO: CENA D'ESTATE DI BENEFICENZA ALLA FATTORIA DI SELVAPIANA

Come ogni estate, anche quest’anno abbiamo organizzato la consueta cena nel giardino della bella Fattoria di Selvapiana, in collaborazione con la famiglia Giuntini.
Si terrà Sabato 20 Luglio. Alleghiamo il volantino dove sono riportate le modalità di prenotazione.
Cogliamo inoltre l’occasione di ricordarti che, qualora non avessi preso altra decisione, potrai donare il 5x1000 ad EPS.
In questo caso ti forniamo sotto il nostro codice fiscale da indicare nella denuncia dei redditi:

·        94275900481

Ti ringraziamo anticipatamente per tutto quello che potrai fare.

Cari saluti

Fabrizio Chelli


giovedì 4 luglio 2019

Aeroporto Firenze - La Regione ha applicato lo stesso modus operandi utilizzato per la TAV Fiorentina!!

Al Segretario Nazionale PD Nicola Zingaretti
All' On. Roberto Morassut

Dopo la presa di posizione del PD di Sesto Fiorentino, che ha letteralmente spiazzato, come si legge oggi su tutti i quotidiani locali, sia il PD Fiorentino come quello Regionale, vogliamo portare alla vostra conoscenza anche quanto è avvenuto ieri sulla questione della TAV Fiorentina, che ripropone una metodologia.

L'articolo è eloquente sul modus operandi della Giunta PD Regionale, e guarda caso si ripropone proprio anche per la questione aeroporto.
Pdf 
Infatti proprio ieri parlavamo del NURV e della Commissione Regionale di VIA, dove con documento 1168/2015 il Dott. Barretta ratificava una delibera di Giunta dove i "problemi ambientali" del Nuovo Aeroporto sarebbero stati risolti durante la procedura di VIA.  Ovvero come si dice da queste parti "mangiare l'uovo in culo alla gallina".   Cosa che NON poteva avvenire perché il parere 110/2015 dichiarava l' INCOMPATIBILITA' dell' opera!!

Tale concetto "veniva espresso anche dal Presidente Rossi" durante una seduta del Consiglio Regionale di fine maggio 2018, dove in sintesi confermava:
... se i tecnici danno parere negativo, NON si può procedere, c'è il penale, està claro!!"

Ora qualcuno ci dovrebbe spiegare come vedendo il modus operandi adottato dalla Regione nell'articolo odierno, quello adottato dalla Regione con il parere 1168/2015 (dove il TAR ha statuito che le valutazioni ambientali NON potevano essere posposte alla fase successiva), inficiando quindi anche la Delibera citata, gli schiaffi che il Consiglio di Stato ha dato ai tecnici della Regione sull'Inceneritore di Scarlino, quello sull'Inceneritore di Case Passerini e gli ultimi in ordine di tempo sull'Aeroporto, dimostrano a nostro avviso il "delirio di onnipotenza" della Giunta Rossi, .... che quando poi è chiamato nei tribunali non ne becca una!

Quindi ci vuole proprio una bella faccia tosta nel costituirsi pure parte civile nel procedimento TAV,  dopo il comportamento citato nell'articolo.... ma noi ne siamo ben consci!

E tale ipocrisia Segretario ed Onorevole, è ulteriormente dimostrata dai documenti di cui siamo appena entrati in possesso, dove organi di controllo notificavano da diverso tempo le illegettimità acustiche perpetrate sulla attuale pista, dove Regione e Comune di Firenze si sono voltati dall'altra parte senza imporre la prescrizioni derivanti dal Decreto di VIA 0676/2003, perché a quanto è dato sapere NON è mai stato chiesto se l'Airbus 319 avesse i titoli ambientali (incluso il rumore) per poter operare, ..... cosa di cui oggi Noi siamo certi, visto che neppure ENAC obbietta e risponde, perciò ""SILENZIO/ASSENSO""!!!

La commissione Aeroportuale Rumore con obbligo riunione biennale (come da Decreto) che si è riunita per la prima volta a Maggio 2015, (ben 12 anni dopo) comminando nel frattempo forse solo qualche multa da quattro soldi e nulla più!!

A questo punto visto che il PD di Sesto F.no, ... parla di lacerazioni e di perdita di “credibilità Politica”, le domandiamo se il PD, questo PD Toscano, che dovrebbe proteggere le classi economiche più deboli, i diritti dei Cittadini che vengono abitualmente disattesi, che doveva tutelare la salute,ambiente e vivibilità dei Cittadini di Peretola, Quaracchi e Brozzi, .... lo ha fatto e lo sta facendo??, oppure si è girata dall'altra parte, (perdendo la credibilità Politica)  strumentalizzando il disagio di quest'ultimi per il solo intento di voler fare una NUOVA PISTA che a detta di tutti, che piano piano escono allo scoperta ..... NON CI STA E NON PUO' ESSERE IMPOSTA PER FORZA !!! (Giunta R. Toscana Docet)

VAS Vita, Ambiente e Salute Onlus
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Em@il Pec: associazione.vas.onlus@pec.it
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mercoledì 26 giugno 2019

COMUNICATO STAMPA: Aeroporto Firenze ..... chi erano i veri trogloditi??!!

ASSOCIAZIONE VAS
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Iscrizione Onlus #36309 del 19/10/2012
Regist. Progressivo/2017 al nro. 6544

Prato, 26 giugno 2019

Da alcuni giorni abbiamo in mano la decisione della Commissione Accesso Atti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che invita il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti a consegnare tutti gli atti relativi alla Conferenza dei Servizi ed al Decreto Conferenza Stato-Regione successivo all’emanazione del Decreto di VIA 0676/2003.
Questi atti sono “importantissimi” perché i trogloditi, chiamati cosi dal Presidente Rossi, quando seppe che alcuni cittadini di Prato non erano concordi sulla variante PIT giudicandola “superficiale ed incompleta” …dovevano essere considerati secondo lo stesso Rossi, solo pezzi di preistoria.
Oggi scopriamo dopo 2 sentenze, che il “troglodita” forse era proprio il Presidente Rossi che senza leggere e verificare, da super esperto quali è, imperterrito è andato avanti come un treno, salvo poi sbattere, ed allora con la “faccia di bronzo” che evidentemente pensa di non avere, si è permesso di chiedere al Sindaco di Prato di fare un passo indietro. Si perché dopo aver appellato ed offeso i Pratesi come “trogloditi” ci vuole proprio una faccia tosta per fare quelle proposte, facendo finta ….. di dimenticare quelle esternazioni fatte …. proprio per offendere l’intelligenza altrui!!
Ma si sa, la disperazione porta anche a questo, ed infatti con questi documenti potremo valutare se e come anche le Giunte Rossi e/o quelle precedenti si sono voltate dall’altra parte visto i compiti di verifica delle ottemperanze previste dal Decreto VIA 0676/2003, compiti che non erano solo della Regione ma anche di altri Enti, tutti già ben individuati.
Cosi potremo finalmente vedere chi si è effettivamente battuto per “tutelare i diritti dei Cittadini di Brozzi, Peretola e Quaracchi” e chi invece come nel “Burlesque” ha strumentalizzato questo disagio per altri fini ed ha fatto finta di NON vedere girandosi dall’altra parte nonostante i propri compiti di verifica ad esso attribuiti.
Intanto questa mattina al TAR del Lazio il nostro ricorso sull’incompatibilità dell’ Ing. Venditti quale Presidente dell’Osservatorio, la mancanza di specifiche documentazioni per la nomina anche in considerazione dei molteplici conflitti di interessi , è passato direttamente in “decisione” senza discussione, non avendo il Ministero presentato alcuna difesa, né documento.
A nostro avviso, questo dimostra ancora una volta l’ammissione di colpevolezza del Ministero dell’Ambiente che rinuncia a difendersi e/o presentare documenti, proprio perché impossibilitato a farlo, evidenziando se ci fosse ancora bisogno di come il procedimento autorizzativo facesse acqua da tutte le parti. Se poi aggiungiamo anche quanto pubblicato ieri circa l’Omissione da parte dello stesso Ministero della documentazione relativa proprio all’Ottemperanze dell’Osservatorio, … si capisce esattamente come stavano, ….. e come stanno le cose!
Di questo ne parleremo certamente con l’On. Morassut del PD, con il quale abbiamo già preso contatto tramite la sua segreteria, così da poter raccontare e documentare i 15 anni di porcherie della questione aeroportuale fiorentina.

FONTE CON DOCUMENTAZIONE: http://www.pianasana.org/aeroporto-firenze-chi-erano-i-veri-trogloditi/