VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

lunedì 22 gennaio 2018

Case Passerini: Aggiornamento sulla lotta contro l'inceneritore di Firenze aspettando il Consiglio di Stato

A che punto è la #lotta contro l'#inceneritore di #Firenze? 
In attesa della #sentenza del Consiglio di Stato sull'inceneritore di Firenze, guarda il video-aggiornamento sullo stato della lotta e sulle conseguenze della scelta dei giudici. Ma cosa è chiamato a decidere il Consiglio di Stato in merito all'inceneritore di Firenze? 
E cosa succederà dopo la sentenza? Se ti stai facendo queste domande o le risposte che leggi su giornali non ti convincono, allora sei nel posto giusto. Sui media locali (giornali, radio e televisioni) avrei letto solo dichiarazioni dei difensori del progetto che annunciano cataclismi in caso di cancellazione dell'autorizzazione, penali da pagare, impossibilità di risolvere il problema dei rifiuti etc... etc... etc... 
NON credergli! 
Guarda il video-aggiornamento sullo stato della lotta e sulle conseguenze della scelta dei giudici realizzato da Mamme No Inceneritore e Presidio NO INC / NO AERO (Assemblea per la Piana contro le nocività). 

 Regia e montaggio: Lorenzo Ci 
Categoria Non profit e attivismo 
Licenza Licenza YouTube standard

COMUNICATO STAMPA: TRE SINDACI: due NIMBY e uno PIMBY

Nei giorni scorsi abbiamo appreso della trasferta dei tre Sindaci di Bagno a Ripoli, Fiesole e Pontassieve a Roma, per incontrare il Sottosegretario Nencini sui finanziamenti concessi per le opere toscane. In merito alle loro trionfalistiche dichiarazioni, per l’“opera strategica” del bypass di Vallina, prefigurano già l’ottenimento della VIA e le date di inizio lavori. Verrebbe da dire che forse fanno i conti senza l’oste!

Innanzitutto, va chiarito che si tratta di un viadotto di 1240 metri, costituito da due ponti sopraelevati a 12 metri, che taglierà la vallata incontaminata dell’Arno a Quintole, con tre rotatorie divoratrici di terreno agricolo e con un impatto devastante sulla bellezza di quei luoghi.
Ma è la loro euforica soddisfazione che ci lascia ancor più perplessi. Le posizioni dei Sindaci di Pontassieve e di Fiesole sono espressione di un vero atteggiamento “NIMBY” (Not In My Back Yard): infatti, appoggiano il progetto esplicitamente per ridurre il traffico automobilistico nelle frazioni di Sieci (Pontassieve) e Compiobbi (Fiesole), scaricandolo sull’attuale provinciale di Rosano. E, dato che le due strade hanno un’intensità pari di auto che le percorrono, si creerebbe la congestione nell’imbuto Candeli – Viale Europa, come abbiamo potuto vedere l’estate scorsa con la chiusura per lavori della SS 67.

Il Sindaco di Bagno a Ripoli, da parte sua, si comporta da “PIMBY” (Please In My Back Yard), citando i vantaggi per la frazione di Vallina, non rendendosi conto delle conseguenze nefaste che un viadotto nella valle dell'Arno e l'incremento di traffico automobilistico avranno sull'identità del territorio, un tempo definito “il giardino più delizioso…”, compromettendone anche lo sviluppo economico (agricolo e turistico).

Tutti e tre, certo, non si curano del costo assurdo (58 milioni e mezzo di euro, costo previsto, se non ci saranno aumenti in corso d’opera, e di cui circa la metà figurano come compensazione per Bagno a Ripoli per l’ampliamento a tre corsie della autostrada A1) in quanto il loro atteggiamento è il solito: se non li usiamo per quest’opera non saranno utilizzati per altre opere del territorio (si dimenticano, però, del recente “spostamento” del finanziamento per la variante di Anchetta nella messa in sicurezza dell’attuale tracciato).

E nessuno dei tre prova ad andare contro questa logica perversa di spendere il denaro pubblico per opere inutili e dannose, anziché allearsi e chiedere, con la stessa insistenza messa finora, al loro mentore Nencini, di andare a fare una passeggiata di quattro minuti a Roma, fino alla vicina sede di Ferrovie dello Stato Italiane: lo scopo sarebbe quello di presentare all’ing. Mazzoncini, quale AD di FSI e ora anche di ANAS, la situazione drammatica della mancanza di un Piano della Mobilità e quindi della carenza del TPL nella Città Metropolitana di Firenze. Potrebbe essere l’occasione per chiedergli di soprassedere sia al progetto dei Ponti di Vallina sia a quello per bypassare l’abitato di Rufina (tratto di circa 3,5 km, che è stato scorporato dall’intero progetto Stentatoio-Dicomano, probabilmente con l’intento di “facilitare” la VIA).
Visto che ora c’è un soggetto unico FSI-ANAS, che dovrebbe avere una visione progettuale unitaria, tutte quelle risorse (più di 58 milioni per Vallina, 75 per Rufina) potrebbero, infatti, essere dirottate sulla riqualificazione della Rete Ferroviaria del Mugello e della Valdisieve, accorpandole (con l’avallo sempre di Nencini) ai 47 milioni già stanziati per lavori a stazioni e ai passaggi a livello del Mugello e della Val di Sieve. Vorremmo ricordare che almeno 31, dei 47 milioni, erano quelli promessi 20 anni fa e destinati al Mugello per le compensazioni e i danni subiti dai lavori dell’AV. Quello che realmente serve alla popolazione è l’elettrificazione dell’anello ferroviario già esistente, per fornire servizi efficienti e a costi contenuti con l’intento di “ridurre” il traffico su gomma.

In più, i Sindaci, volutamente e colpevolmente, non dicono che questo progetto non piace alla Soprintendenza, ad Arpat e ad altri Enti, per le lacune progettuali, l’incompatibilità paesaggistica e gli impatti ambientali dell’intervento.

Non sono, perciò, i Comitati o le Associazioni ad avere la sindrome NIMBY, perché fanno di tutto per portare l’attenzione su soluzioni alternative, di minore impatto ambientale e costi, a vantaggio di un TPL funzionale, efficiente e con costi abbordabili.
Queste opere, invece, di utile non hanno nulla. Forse servono per prendere i voti in campagna elettorale o sono solo favori clientelari, ma non hanno certamente come loro obiettivo il Bene Comune.

Associazione Valdisieve 
Associazione Vivere in Valdisieve 
Italia Nostra Firenze
Lista civica “Per una Cittadinanza Attiva  Bagno a Ripoli”  
Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio


mercoledì 17 gennaio 2018

PROJET ABANDONNE !!! Aéroport Notre-Dame des Landes: COMUNICATO del Movimento contro il progetto dell'aeroporto NDDL - GPII Group of NDD

A tutti gli amici e compagni-e di lotta
Oggi il Governo ha finalmente annunciato l'abbandono del progetto dell'aeroporto di Notre Dame des Landes.
Per noi questo abbandono sarà effettivo dal 9 febbraio, alla scadenza della DUP (dichiarazione di pubblica utilità).
Notre-Dame-des-Landes: Does France really need a new airport hub in the west?Se questo abbandono sarà confermato (lo è stato, N.d.T.), è davvero una vittoria storica contro un progetto distruttivo, resa possibile grazie a un lungo movimento determinato e plurale.
Innanzi tutto, vorremmo dare un caloroso benvenuto a tutti coloro che si sono mobilitati contro questo progetto aeroportuale negli ultimi 50 anni.
Per quanto riguarda il futuro della ZAD, il movimento nel suo complesso sta affermando oggi:
- la necessità che i contadini e gli abitanti che sono espropriati possano riconquistare i pieni diritti il ​​prima possibile,
- il rifiuto di espellere coloro che sono venuti a vivere nei terreni in questi ultimi anni per difenderli e che desiderano continuare a viverci e prendersene cura,
- la volontà da parte del movimento in tutta la sua diversità - agricoltori, naturalisti, i residenti, le associazioni, i vecchi e nuovi residenti- di prendere in carico a lungo termine i terreni della ZAD.
Per attuare ciò, avremo bisogno di un periodo di congelamento della ridistribuzione istituzionale dei terreni.
In futuro, questo territorio deve essere in grado di rimanere un'area di sperimentazione sociale, ambientale e agricola.
VI INVITIAMO A PARTECIPARE AL RADUNO DEL 10 febbraio nei terreni per celebrare l'abbandono dell'aeroporto e continuare a costruire il futuro della ZAD.

Desideriamo in questo giorno memorabile inviare un forte messaggio di solidarietà nei confronti della altri grandi lotte contro i progetti distruttivi e la difesa dei territori minacciati.

Movimento contro il progetto dell'aeroporto NDDL
GPII Group of NDDL
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PER APPROFONDIRE:


Notre Dame des Landes 2013. Report dalla lotta contro l’aeroporto in Francia



L’Europa dice NO agli inceneritori: aumentano l’effetto serra

"Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [QUI il link originale] con licenza BY-NC-SA 3.0."

DI  · 17 GENNAIO 2018
Fino ad ora ci raccontavano la novella che bruciare i rifiuti negli inceneritori riduceva le emissioni di gas serra.
Il 16 gennaio 2018 è uscito il Documento conclusivo della Commissione europea ‘ A European Strategy for Plastics in a Circular Economy  che ristabilisce la verità, e Alia, Nardella e gli altri inceneritoristi non dormiranno sonni tranquilli. 
Enucleiamo da questo interessante documento, che detta la nuova economia europea delle materie plastiche nell’ambito della vera economia circolare, 4 punti:
1) l’incenerimento è un devastante produttore di gas serra “It was estimated that plastics production and the incineration of plastic waste give rise globally to approximately 400 million tonnes of CO2 a year.” Oltreatutto l’incenerimento della plastica è in crescita in Europa, e rappresenta il 39% dei 25, 8 milioni di tonnellate di plastica prodotti annualmente in Europa. Mentre sta diminuendo il conferimento della plastica in discarica, che è il 31% del totale.
2) Meno del 30% della plastica viene riciclato
3) E’ quantificato il beneficio in termini di CO2 derivante dal riciclo della plastica: ogni milione di plastica riciclata ridurrebbe l’emissione di CO2, come se si togliessero dalla circolazione un milione di automobili. “Recycling 1 million tonnes of plastics =1 million cars off the road”.
4) La potenziale energia risparmiata annualmente avviando al riciclo tutta la plastica prodotta in Europa è equivalente a 3.5 miliardi di barili di olio. “Using more recycled plastics can reduce dependence on the extraction of fossil fuels for plastics production and curb CO2 emissions. According to estimates,the potential annual energy savings that could be achieved from recycling all global plastic waste is equivalent to 3.5 billion barrels of oil per year.”
In questa nuova visione europea ‘ A Vision for Europe New Plastics Economy’, nell’economia circolare non ci può essere più posto per gli inceneritori che bruciando la plastica aumentano le emissioni di CO2 e per una classe politica obsoleta, da sempre pro-inceneritori.
L’incenerimento è una pratica insostenibile che confligge pesantemente con la salute dei cittadini e dell’ambiente.
L’inceneritore di Firenze non deve essere fatto e vanno chiusi gli altri, a partire da quello di Montale (Pt).
*Gian Luca Garetti
Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, dove lavora come medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa anche attivamente di ambiente, fa parte di Medicina Democratica e dell'ISDE (International Society of Doctors for the Environment).

La misura è colma​ - di ​Fabio Zita​

"Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [QUI il link originale] con licenza BY-NC-SA 3.0."
Voglio  spiegare sinteticamente i motivi che mi inducono a dire oggi “la misura è colma”, e lo voglio fare senza tanti orpelli, andando all’essenza delle cose. Lascio ai lettori la facoltà poi di giudicare se anche per loro ciò che leggeranno è inaccettabile e da condannare senza se e senza ma.
Vengo alla questione: quando nel 2015 mi fu consegnata copia del  progetto del nuovo aeroporto di Firenze feci ciò che dovrebbe fare ogni funzionario pubblico (e che in quel caso altri non fecero): controllai se la documentazione consegnata corrispondeva a quanto la legge richiedeva per quelle opere.
La documentazione (in un modo che non lasciava spazio all’interpretazione) non corrispondeva al dettato della legge. Le questioni in gioco erano due:
  • laddove la legge imponeva per gli Aeroporti la VIA su un progetto definitivo, l’ENAC decise di presentarci solo un Masterplan
  • laddove la legge imponeva che il Piano di utilizzo del materiale di scavo per le opere sottoposte a VIA fosse presentato “prima dell’espressione del parere di valutazione ambientale”, sempre l’ENAC decise di non presentare un bel niente!
Mi domandai perché il proponente aveva assunto questo atteggiamento, e per essere certo che la questione amministrativa non finisse nel dimenticatoio feci mettere a verbale che – per il sottoscritto – il procedimento era da considerare illegittimo. 
Quando ENAC, su queste due “scivolose” questioni , affermò che non c’era niente di cui meravigliarsi perché per gli aeroporti così si faceva comunemente da anni “per prassi consolidata” e quindi in barba alle leggi dello Stato, cominciai ad avere le idee più chiare su chi avesse in mano il coltello dalla parte del manico riguardo a tale progetto.
Mai intuizione fu ahimè più azzeccata, visti gli avvenimenti successivi:
  • il 13 giugno del 2017 entra in vigore una nuova normativa in materia di terre e rocce da scavo (proprio come quelle dell’aeroporto di Firenze) che in nome del riordino e semplificazione della materia, introduce, tra le altre cose, anche la seguente inspiegabile condizione “… latrasmissione del Piano di Utilizzo del materiale da scavo avviene prima della conclusione del procedimento”, che modifica la precedente  “… la trasmissione del Piano di Utilizzo del materiale da scavo avviene prima dell’espressione del parere di valutazione ambientale”.
  • Il 16 giugno del 2017 entra in vigore una nuova normativa che consente, per gli aeroporti (proprio come quello di Firenze) di presentare Masterplan al posto di progetti definitivi (con applicabilità retroattiva ai procedimenti in corso, proprio come quello dell’aeroporto di Firenze), normativa contenente anche uno splendido codicillo che da facoltà al proponente di presentare eventuale documentazione integrativa senza più l’obbligo di pubblicare le carte e perdere inutile tempo con le eventuali osservazioni.
Calendario alla mano, trascorre un intero anno dal primo parere della Commissione VIA (dicembre 2016) senza che succedesse – apparentemente – niente di significativo.
Non era vero, molte cose apparentemente inspiegabili, dopo anni di silenzio su questi argomenti, si  sono materializzate come per incanto nel 2017:
  • a giugno sono entrate in vigore  due norme che, per quegli strani casi della vita, per quelle fortuite coincidenze, per quelle inspiegabili condizioni,  somigliano più ad una “marchetta” per accontentare qualcuno che a regole da far rispettare da tutti;
  • il 9 ottobre 2017 l’ENAC ha presentato documentazione integrativa, proprio come quella prevista dalla norma entrata in vigore a giugno dello stesso anno, e ha chiesto al Ministro di valutare il Masterplan (e non un progetto definitivo), proprio come prevede oramai la stessa norma;
  • il 1 dicembre 2017 l’ENAC ha trasmesso anche il Piano di utilizzo delle terre, proprio come consente la nuova normativa sempre del giugno del 2017 su tale tema;
  • il 5 dicembre del 2017, la Commissione VIA, si è nuovamente pronunciata applicando  le nuove regole dopo la prima pronuncia del 2016, proprio sulle integrazioni volontarie di ENAC . Ovviamente senza dire alcunché sul Piano di utilizzo delle terre;
  • il 28 dicembre del 2017, è entrato in vigore il Decreto di Compatibilità Ambientale sull’aeroporto di Firenze firmato dai Ministri Galletti e Franceschini, che dà proprio conto di tutte queste novità e mette il sigillo alla costituzione dell’Osservatorio ambientale, escludendo però dall’Osservatorio stesso, proprio i  rappresentanti dei Comuni che si sono dichiarati  contrari all’opera.
Per qualcuno il 2017 è stato un anno particolarmente favorevole.
Per me, e forse per molti altri, visti questi deplorevoli comportamenti, e vista la sempre crescente distanza che si frappone tra le Istituzioni ed il paese reale, il 2017 non può che essere definito Annus horribilis, dal quale siamo usciti con la speranza, per il futuro, di  cambiare radicalmente verso.
*Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita

Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

giovedì 11 gennaio 2018

NUOVA CAMPAGNA NAZIONALE A FAVORE DI RIFIUTI ZERO CON PAUL CONNETT E ROSSANO ERCOLINI


Nuova offensiva a favore di RZ in Italia per supportare le vertenze locali nella prospettiva dello ZW: tutti gli appuntamenti.
il 13 gennaio Rossano Ercolini sarà a Massafra (TA) su invito del comune per lanciare l’Osservatorio RZ.
Tra il 17 e il 20 gennaio Paul Connett e Rossano Ercolini saranno tra Capannori, Carrara, Livorno e Firenze:
il 17 incontro a Carrara con la nuova amministrazione di un comune che ha già adottato la strategia RZ;
il 18 appuntamento a Mantova per contrastare il progetto di inceneritore per lo scarto di pulper di cartiera;
il 22 conferenza a Fornaci di Barga in provincia di Lucca (alla quale parteciperà anche il dott. Biggeri dell’Università di Firenze ancora contro l’ipotesi di un incenerritore presso la fonderia KME per bruciare gli scarti delle cartiere e per promuovere il Progetto Ecopulplast);
il 23 Paul Connett sarà a Trani;
Il 24 Paul Connett sarà in Puglia a Polignano a Mare in un incontro organizzato da ANCI e Zero Waste Italy (Referente per la Puglia Francesco Caravella);
il 25 Paul Connett sarà a Foggia per una conferenza stampa;
Il 26-27 Rossano Ercolini concluderà con tappe a Pinerolo (il 26) a Torino (il 27) questa “offensiva” a favore di RZ organizzata con il referente di Zero Waste Italy Gian Drogo.
Quale denominatore comune queste iniziative avranno anche un riferimento alla recente normativa dei sacchetti ultraleggeri biodegradabili ed in particolare a reiterare la richiesta a Gentiloni di prevedere l’alternativa all’uso forzato delle buste in bioplastica.
SEGUITECI!