VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

martedì 20 settembre 2016

RASSEGNA STAMPA sullo scandalo dei fanghi tossici delle cartiere - By rete dei comitati



LA News Letter di ALESSIO CIACCI


Carissimi,
dopo la pausa estiva torniamo a far parlare le buone pratiche, gli eventi per costruire sana partecipazione, le occasioni per costruire un Paese migliore!

Un caro saluto e a presto,
Alessio Ciacci

venerdì 2 settembre 2016

Farsa TAV: non solo non si chiudono i cantieri, ma addirittura se ne aprono altri

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 31 agosto 2016

> Farsa TAV: non solo non si chiudono i cantieri, ma addirittura se ne aprono altri

> Il Comitato No Tunnel TAV constata con sconcerto che, nonostante i proclami del sindaco Nardella, non solo i cantieri del sottoattraversamento non si fermano, ma se ne aprono addirittura altri; si tratterebbe di quelli per il consolidamento dei bastioni della Fortezza da Basso per i quali sono state autorizzate proroghe al superamento dei rumori.
> Una cosa del genere, in un paese normale, in qualunque altra città del mondo, non potrebbero accadere: se davvero il progetto sotterraneo è in fase di ripensamento, logica vorrebbe si sospendessero per lo meno i lavori in corso per evitare ulteriori spese inutili e danni alla città che dovranno poi essere riparati.
> Il Comitato richiama ancora una volta la politica delle istituzioni ad un po' di serietà; oltre alla sospensione immediata dei lavori si dovrebbe arrivare all'avvio veloce di un dibattito VERO sulle possibilità che offre il nodo ferroviario fiorentino, sia per i treni a lunga percorrenza che per quelli regionali. Perché di opportunità, il nodo fiorentino, ne offre molte, ben al di là della "liberazione dei binari di superficie".
> Questa lenta agonia del progetto TAV (o il suo possibile rilancio) sono il chiaro sintomo di una politica senza idee e progetti, asservita solo agli interessi dei costruttori e tesa a trarre benefici per sé e per i propri accoliti; una politica culturalmente misera, lontano dagli interessi della collettività che dovrebbe rappresentare. Questa è forse la sciagura più grave che si nasconde dietro la farsa TAV di Firenze.
> Il Comitato ricorda anche tre aspetti tecnici che sono già stati denunciati, ma cui non si è mai voluto dare ascolto:
> la tecnica del "compensation grouting" consiste nell'immettere nel terreno lunghi coni di cemento con i quali si consolida il terreno sotto i bastioni della Fortezza, in vista dello scavo dei tunnel; questa tecnica è utile in terreni prevalentemente ghiaiosi perché il cemento iniettato va a occupare gli spazi tra i frammenti di ghiaia formando una base solida. Sotto i bastioni il terreno è soprattutto argilloso e il cemento iniettato, invece di distribuirsi omogeneamente nel terreno, tende a formare bolle irregolari, talvolta di grosse dimensioni; queste a loro volta provocano deformazioni del terreno che risultano essere innalzamenti irregolari della superficie. È esattamente quello che è accaduto attorno alla stazione di Bologna e alla scuola Rodari, dove l'innalzamento del terreno ha provocato danni agli edifici. Si corrono rischi analoghi sotto il monumento.
> L'operazione che si vuol fare necessita di due cantieri di discrete dimensioni: uno nel mezzo del parco della Vasca dei Cigni, uno nel viale Filippo Strozzi proprio davanti all'uscita del sottopasso proveniente dal viale Fratelli Rosselli. Con una mobilità caotica come è adesso per i cantieri delle tranvie e con i lavori rallentati che si hanno, è facile prevedere ulteriori problemi in una situazione già troppo compromessa.
> I cantieri che si intendono realizzare non sono così semplici: richiedono la realizzazione di un pozzo profondo oltre dieci metri e l'uso di macchinari specializzati. I costi non saranno lievi; si prosegue nel gettare al vento risorse economiche importanti che potrebbero essere impiegate molto meglio.

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

venerdì 26 agosto 2016

TRAMONTA L'UNESCO, LE GUALCHIERE DI NUOVO IN VENDITA





COMUNICATO: Verso Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni


Il blog di Verso Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni http://tbcfirenzemondeggi.noblogs.org/
e la pagina Facebook https://www.facebook.com/mondeggi.benecomune
==================================
Agosto è un mese vissuto molto diversamente fra i cittadini e i contadini .

In città l'agosto - con la chiusura delle scuole e le ferie per operai e impiegati - cambia puntualmente la vita di tutti i giorni. Si rompono gli schemi ordinari  e generalmente si fanno cose molto diverse dal solito, o semplicemente si abbandona - con un certo gusto - la routine di tutti i giorni.
In campagna questo non avviene, anzi:  d'agosto il lavoro nei campi richiede molta attenzione e grande impegno se si vuole raccogliere qualcosa in seguito. Agosto è l'unico mese in cui contemporaneamente si prepara la terra , si semina, si trapianta, si raccoglie e si trasformano i prodotti per la conservazione  (quest'ultima attività è resa quasi obbligatoria dalla cronica assenza dei consumatori più o meno consapevoli, tutti o quasi in ferie).

Tradizionalmente, esiste anche un'altra categoria di "lavoratori" che nel mese di agosto continua alacremente a svolgere le proprie funzioni.Si tratta dei pubblici amministratori (sia locali che nazionali) che - tra altre operosissime attività -  utilizzano proprio il mese in cui i cittadini disertano in massa la città e scollegano il cervello e mettendolo in modalità vacanziera, per compiere le azioni e prendere i provvedimenti più "dolorosi", cioè quelli che non portano grande consenso o che potrebbero risultare impopolari e quindi addirittura dannosi alla loro immagine.

É in questo clima (non solo torrido e arido) che si sta chiudendo a Mondeggi Bene Comune Fattoria senza padroni un'estate piuttosto difficile, scandita da eventi a dir poco "particolari". 
Si inizia il 12 luglio, quando scoppia un  incendio all'interno dell'oliveta, che fortunatamente danneggerà solo poco più di un ettaro (ormai è certo che sia doloso). Intervengono i pompieri e i volontari antincendio della VAB a domare le fiamme: saranno poi loro a dirci che l'incendio era inequivocabilmente doloso in quanto hanno ritrovato sul posto materiale per l'innesco.

A questo piccolo fatto di cronaca è stato dato un retrogusto un po' inquietante dalle dichiarazioni - poche a dire il vero - che lo hanno seguito, volte a screditare il lavoro di custodia del comitato Mondeggi Bene Comune ed anche a tirare fuori in modo stucchevole la solita retorica della legalità.
Si arriva così al giorno 3 agosto, quando arrivano indiscrezioni su un possibile preparativo di sgombero di Mondeggi nei giorni seguenti:  è ovviamente immediata la reazione del comitato che in assemblea decide la strategia  di reazione ovviamente verbale, sul piano politico e non violenta.
Il giorno dopo inizia presto a Mondeggi: all'alba si forma un presidio (numerosi, visto il periodo) di mondeggini residenti e non,, con l'intento di vigilare sul paventato possibile intervento delle forze dell'ordine.  

Invece a Mondeggi non accade niente, regna per tutto il giorno la calma e il silenzio.Invece nel centro di Firenze, in Via Toselli, con grande mobilitazione delle forze dell'ordine, questa si violenta , va in scena lo sgombero di un edificio occupato da un collettivo giovanile,  che voleva solo recuperare mediante il suo utilizzo uno spazio urbano in stato di abbandono.
Si trattava di una occupazione realizzata sia per esigenze abitative che per mettere a disposizione del quartiere questi spazi con finalità culturali e formative.

"Volumi" sottratti alla speculazione e/o al degrado, che questi giovani gestivano come una vera e propria "Commons" ovvero una cellula di un mondo altro , di un nuovo modo di voler vivere e autodeterminare la propria vita .
La parola d'ordine, come a Mondeggi, è "autogestione" e le finalità e gli obbiettivi sono ben diversi da quelli resi obbligatori dal sistema dominante .
Di fronte a tale azione Mondeggi non rimane indifferente: si continuano le discussioni e le assemblee e si partecipa attivamente alla mobilitazione in solidarietà dei 12 ragazzi processati per direttissima di Via Toselli il giorno sabato 6 agosto.

Come se non bastasse, il giorno 16  agosto , una folta squadra di operai della ex provincia scortati da guardie forestali, polizia provinciale e alcuni funzionari dell'assessorato al patrimonio della città metropolitana, intervengono in una casa del comprensorio di Mondeggi denominata Pullicciano, murando con cemento e mattoni gli accessi ad una parte della suddetta casa sia al piano terra che al primo.

Gli operai, diretti dalle forze dell'ordine sollecitate dagli amministratori che si credono legittimi proprietari del bene, completano l'opera smantellando una scala esterna in ferro che portava direttamente al piano primo.
Il Comitato Mondeggi Bene Comune Fattoria senza padroni aveva iniziato da un paio di mesi dei lavori di ripristino e custodia intorno e dentro il fabbricato di Pullicciano, con l'intenzione di allargare il presidio contadino che da oltre due anni sta prendendosi cura dell'area e che - come abbiamo detto più volte in tutte le sedi possibili e immaginabili - ha come scopo impedire il degrado e la privatizzazione dell'area affinchè possa definitivamente rimanere in usufrutto come bene comune alla cittadinanza.

A casa Pulliciano sono stati eseguiti ,con mezzi e lavoro del comitato, lavori di pulizia dell'area circostante ,si è intervenuto sul tetto riparandolo in più punti e internamente con lavori di imbiancatira e pulizia.
Di fronte agli eventi raccontati, ribadiamo ancora una volta quanto segue.

Contrariamente a come viene definita la nostra azione dai tanti detrattori, non stiamo effettuando una "occupazione illecita di bene pubblico". I nostri non sono "fini privati" mirati a risolvere la "nostra" situazione abitativa e lavorativa che - anche se pur lecitamente rivendicate in altre sedi e con altre modalità - non sono l'oggetto dell'azione di questo comitato.
La nostra azione - come manifestato in più occasioni anche pubbliche - si pone in aperto contrasto con la "proprietà" che, continuando ad arrogarsi il diritto di gestire "privatamente" il bene in oggetto, continua imperterrita a non ascoltare la voce di una grossa porzione della cittadinanza che chiede per Mondeggi una soluzione diversa.

In nome di una situazione debitoria non ben identificata (principalmente verso le banche) si persegue unicamente la miope strategia dell'alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. Effetto immediato è far quadrare i bilanci mettendo all'attivo il piano delle alienazioni deliberato e in questo modo coprire da subito magagne che altrimenti risulterebbero di difficile "giustificazione" .

La strategia è  quindi solo ottenere un minimo sollievo finanziario privando per sempre la collettività di una così grande e importante porzione di territorio: non pensando che privatizzare un terreno agricolo implica la rinuncia alla sovranità alimentare della popolazione locale, perdere "per sempre" la possibilità di utilizzare quella terra per il bene della collettività anzichè per il profitto di qualcuno .
Complimenti !!!

Agosto sta per finire ..........tra pochissimo ci sarà la vendemmia, poi le olive e le semine dei cerali e dei prati pascoli, poi il bosco, la regimazione delle acque , la manutenzione a fabbricati e strade , gli animali e il ricco orto autunnale..........

Buona fine agosto a tutti e tutte

IL COMITATO MONDEGGI BENE COMUNE FATTORIA SENZA PADRONI

DI PATRIZIA GENTILINI: Diritto alla salute, quali verità dietro gli inceneritori di nuova generazione?

Diritto alla salute, quali verità dietro gli inceneritori di nuova generazione?
di  | 23 agosto 2016
L’antivigilia di ferragosto dall’agenzia adnkronos è stato diffuso un comunicato della SItI (Società Italiana Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) con 7 “verità”  a supporto della presunta utilità e innocuità degli inceneritori di nuova generazione, posizione che sarebbe condivisa anche dall’Istituto Superiore di Sanità. Purtroppo sul  sito ufficiale della SItI non è reperibile il comunicato originale e quindi ci si deve limitare a quanto diffuso da adnkronos e ampiamente ripreso dai media. C’è da rimanere  profondamente sconcertati davanti alle “7 verità”  perché non solo nessuna di esse è scientificamente supportata, ma addirittura alcune affermazioni sono in netto contrasto con ciò che emerge dalla letteratura scientifica. Non sono mancate pronte repliche sia da parte dell’ Isde (l’Associazione dei Medici per l’Ambiente) che di Medicina Democratica, ma alcune considerazioni della SItI meritano di essere prese  in esame.
Si afferma ad esempio che  gli inceneritori “non provocano rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti” e che dallo studio epidemiologico Moniter “una delle più sofisticate ricerche al mondo sul rischio connesso alle emissioni di inceneritori […] si evidenzia chiaramente la assenza di rilevanti rischi sanitari acuti e cronici per chi vive in prossimità degli impianti”. Come già tante volte ho avuto modo di scrivere  sono viceversa numerosi gli studi scientifici (anche recentissimi) che dimostrano esattamente il contrario e descrivono effetti sia a breve (esiti riproduttivi, malformazioni, esiti cardiovascolari, respiratori) che a lungo termine (soprattutto tumori). E’ vero che per la gran parte (ma non per la totalità) si tratta di studi che riguardano impianti di “vecchia generazione”, ma dove sono studi epidemiologici che valutano gli effetti a lungo termine degli inceneritori di “nuova” generazione?
Quanto poi al Moniter – condotto dopo gli allarmanti risultati per la salute femminile emersi dall’indagine sugli inceneritori di Forlì, e costato ben 3 milioni e 400.000 euro di soldi pubblici – si fa presente che sono solo 2 gli studi usciti da questo immane lavoro che sono stati pubblicati su riviste internazionali. Tali studi segnalano un incremento statisticamente significativo del rischio di nascite pre-termine e di abortività spontanea in relazione alle emissioni degli impianti. Abortività  spontanea e prematurità  sono quindi per la SItI inquadrabili come  “assenza di rilevanti rischi sanitari”? Ancora si afferma che le discariche inquinano più degli inceneritori, dimenticando che gli inceneritori (anche di terza generazione) necessitano di discariche speciali per le ceneri leggere, quelle che residuano dai filtri e dai processi di lavaggio dei fumi, residui tossici che non ci sarebbero senza la combustione.
Ancora si parla di “un bilancio energetico complessivo positivo, con produzione di energia e sistemi di teleriscaldamento come accade virtuosamente da anni in città come BresciaLecco e Bolzano.In realtà dal punto di vista energetico, anche con le migliori tecnologie disponibili, si raggiunge un rendimento pari al 40% dell’energia associata ai rifiuti in ingresso, risultato che si può ottenere solo attraverso un uso efficiente del teleriscaldamento e di fatto realizzato solo nelle 3 città citate. In realtà secondo i dati della Epa a parità di materiale l’energia risparmiata con il riciclo è da due a sei volte superiore a quella recuperata con l’incenerimento!
E’ davvero deprimente constatare che si ridicolizza il concetto di “rifiuti zero”, non si conosce il concetto di “economia circolare” e si dipinge l’incenerimento come soluzione del problema rifiuti. Sono invece proprio questi impianti che ostacolano la soluzione dell’“emergenza rifiuti” perché – una volta costruiti –   devono essere alimentati per decine di anni con grandissime quantità di rifiuti, impedendo riduzione, riuso e riciclo dei materiali. C’è quindi una “caccia” ai rifiuti per ogni dove – con ovvio aggravio del traffico pesante – o  addirittura si assimilano i rifiuti speciali non pericolosi (prodotti da utenze commerciali e produttive) ai rifiuti urbani (gli unici di cui dovrebbe farsi carico l’amministrazione pubblica) pur di avere quantità adeguate da bruciare.
La pratica della assimilazione è ampiamente diffusa in Emilia Romagna e Toscana e questo anche se la normativa comunitaria prevede che i rifiuti speciali siano gestiti a mercato libero, in quanto per la massima parte facilmente riciclabili. Si dimentica che gli inceneritori sono finanziati ogni anno con 500 milioni di euro pagati da tutti noi con la bolletta elettrica e questo trasforma l’incenerimento in un ottimo investimento per i gestori, ma non certo per la salute e l’occupazione. Non è certo da oggi che andiamo ribadendo questi concetti: se fossimo stati ascoltati e le risorse spese a favore degli inceneritori fossero state impiegate per raccolta domiciliare e centri di riciclo, quanti problemi avremmo risolto? Quanti ricoveri ospedalieri, sofferenze e morti avremmo risparmiato?
Davanti  ad argomentazioni così banali e  superficiali della SItI c’è solo da arrossire: come si può pretendere che i cittadini abbiano fiducia nella classe medica se una parte qualificata di essa si dimostra quanto meno così poco informata? Personalmente voglio ancora credere nel ruolo dei medici e della sanità pubblica e non rassegnarmi davanti a quella che vorrei fosse solo superficialità e incompetenza, ma non vorrei nascondesse intrecci con interessi che nulla hanno a che fare con la tutela della salute.

A ottobre il Tribunale Monsanto giudica la multinazionale dell’agrobusiness

l Tribunale Monsanto è una mobilitazione internazionale della società civile che chiede che Monsanto venga processata per crimini contro l'umanità ed ecocidio. Supportato da più di cento organizzazioni, il 14 al 16 ottobre 2016 all'Aja, il Tribunale Monsanto valuterà i fatti imputati a Monsanto e giudicherà i danni causati dalla stessa multinazionale. Il "processo" non avrà valore legale ma rappresenterà un formidabile momento di denuncia e mobilitazione internazionale.

di Redazione - 10 Agosto 2016

Seguendo le stesse procedure della Corte Penale Internazionale, i giudici ascolteranno le opinioni degli esperti, degli avvocati come pure le testimonianze delle vittime dei prodotti chimici Monsanto, dei suoi brevetti e delle sue pratiche agricole.
L'obiettivo del Tribunale è quello di evidenziare gli strumenti legali esistenti – e quelli mancanti – affinché grandi corporation multinazionali siano giudicate responsabili per i loro crimini. Se il tribunale dovesse infatti concludere che Monsanto ha violato i diritti umani, o il diritto internazionale umanitario, differenti comunità da diverse parti del mondo potrebbero usare il pronunciamento in altrettanti casi contro compagnie come Monsanto.
«Dall’inizio del XX secolo, questa multinazionale ha commercializzato prodotti altamente tossici – spiega la commissione del Tribunale - che hanno contaminato, in maniera persistente, l’ambiente e causato la malattia o la morte di migliaia di persone nel mondo:
· PCB (policlorobifenili) che fanno parte dei dodici Inquinanti organici persistenti (POP) e che colpiscono la fertilità umana e animale;
· l’acido 2,4,5-triclorofenossiacetico (2,4,5-t) uno dei componenti dell’Agente Arancio contenuto nella diossina riversata dall’esercito americano durante la guerra in Vietnam e che continua a provocare malformazioni congenitali e tumori;
· il Lasso, erbicida oggi vietato in Europa;
· o il Roundup, l’erbicida più usato nel mondo, all’origine di uno dei più grandi scandali sanitari e ambientali della storia moderna. Questo diserbante molto tossico è associato alle monocolture transgeniche, principalmente di soia, mais e colza, destinati all’alimentazione animale o alla produzione d’ agrocarburanti».
«Il modello agro-industriale promosso da Monsantoè all’origine di almeno un terzo delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra dovute all’attività antropica – proseguono i promotori - Monsanto è ampiamente responsabile anche del depauperamento dei suoli e delle risorse d’acqua, dell’estinzione della biodiversità e della marginalizzazione di milioni di piccoli contadini. Monsanto minaccia la sovranità alimentare dei popoli attraverso l'utilizzo dei brevetti sulle sementi e della privatizzazione del vivente. Secondo i critici di Monsanto, la multinazionale ignora i danni umani e ecologici causati dai suoi prodotti e mantiene le sue attività devastatrici grazie ad una strategia d’occultamento sistematico: lobbing presso le agenzie di regolamentazione e le autorità governative, menzogne e corruzione, finanziamenti di studi scientifici fraudolenti, pressioni sugli scienziati indipendenti, manipolazione degli organi di stampa, ecc. La storia di Monsanto costituirebbe così un paradigma dell’impunità delle imprese transnazionali e dei loro dirigenti che contribuiscono al deregolamento del clima e della biosfera e che minacciano la sicurezza del pianeta».

Previsto per il 14 al 16 ottobre 2016 all'Aja, il Tribunale Monsato avrà per missione di valutare i fatti imputati a Monsanto e di giudicare i danni causati dalla stessa multinazionale.
«Il Tribunale si baserà sui Principi Guida ONU su imprese e diritti umani adottati in sede ONU nel 2011. Il Tribunale esaminerà anche la condotta di Monsanto rispetto ad eventuali crimini di Ecocidio, la cui inclusione è stata proposta all'interno del diritto penale internazionale. Il Tribunale esaminerà l'opportunità di riformrare lo Statuto di Roma che istituisce la Corte penale internazianale in vigore dal 2002, affinché sia incluso il crimine di Ecocidio e sia possibile perseguire le persone fisiche e morali sospettate d'aver commesso questo crimine. Consapevoli delle questioni planetarie che rappresentano il riconosciemento del crimine di Ecocidio - il solo che permetterà di garantire il diritto degli esseri umani ad un ambiente sano - e il diritto della natura a essere protetta, I promotori del Tribunale Monsanto lanciano un'appello alla società civile, a tutti i cittadini e a tutte le cittadine del mondo: quello di partecipare al finanziamento dell'iniziativa attraverso una grande piattaforma di Crowdfunding internazionale. La difesa della sicurezza del pianeta e delle condizioni stesse di esistenza è uno affare che riguarda tutti e soltanto uno slancio collettivo di forze vive permetterà di bloccare la macchina di distruzione in marcia!».

Per info e donazioni: www.monsanto-tribunali.org


VEDI ANCHE 

Un tribunale contro la Monsanto, per far germogliare la giustizia