VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

mercoledì 30 novembre 2016

COMUNICATO STAMPA 6^ Conferenza Nazionale sulla Salute Globale “Costruire una politica pubblica per la salute e l’ambiente”

Nel contesto del 11° Forum Risk Management
Fortezza da Basso, Firenze
29 Novembre 2016


In occasione della ricorrenza dei 30 anni dalla Carta di Ottawa, ISDE Italia, Associazione Medici per l’Ambiente, ASL Sud Est Toscana e Regione Toscana organizzano la 6^ Conferenza Nazionale sulla Salute Globale, dal titolo “Costruire una politica pubblica per la salute e l’ambiente”. 

La Carta di Ottawa ha codificato il concetto di promozione della salute e dopo 30 anni si aggiunge a questo importante concetto quello altrettanto fondamentale della salvaguardia dell’ambiente, tema indissolubilmente legato alla nostra salute e al nostro benessere, soprattutto se si considera che, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) il 25% delle malattie è causata da fattori ambientali. 

Costruire una politica pubblica per la salute e l’ambiente diventa quindi necessario. La promozione della salute va al di là dell’assistenza sanitaria. Essa colloca la salute nell’ordine del giorno di coloro che compiono le scelte politiche in tutti i settori e a ogni livello, per renderli più consapevoli delle conseguenze che hanno le loro decisioni sulla salute e per far accettare le loro responsabilità nei confronti della salute. Una politica di promozione della salute richiede che vengano identificati gli ostacoli all’adozione di politiche pubbliche per la salute nei settori non sanitari e i modi per superarli. Lo scopo deve essere quello di fare in modo che le scelte più sane siano quelle più facili da realizzare anche per coloro che compiono le scelte politiche.

I nuovi scenari che si stanno generando in questi anni hanno determinato una vera e propria emergenza ambientale dovuta sia all’aumento di sostanze chimiche pericolose, che hanno determinato l’inquinamento, sia ai cambiamenti climatici. In questo scenario i danni per la salute sono molteplici e si registrano in diverse parti del mondo. Sono in aumento le patologie cronico-degenerative, neoplastiche ed infiammatorie, quelle mentali, delle disfunzioni riproduttive e le malattie infettive. 
In questo contesto due tematiche appaiono davvero rilevanti; l’agricoltura e il clima, considerando anche il fatto che l’agricoltura biologica è una risposta al riscaldamento globale. 

È quindi necessario identificare e perseguire opportunità di cambiamento che si possano realizzare attraverso un approccio olistico sistemico, identificabile, tra l’altro, con la costruzione di reti; il coinvolgimento della scuola e quindi dei giovani; il passaggio da un’economia lineare a quella circolare; la Valutazione d'Impatto sulla Salute (Vis) e i “medici sentinella per l’ambiente”.

In tutto questo ISDE Italia ha un ruolo scientifico e di advocacy e cerca di far dialogare comunità scientifica, istituzioni e società civile.

Il programma è scaricabile al seguente link: 

NOTAV//Comunicato stampa: 10 domande al sindaco

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze ha scritto una lettera al sindaco Dario Nardella cui pone dieci domande sulla vicenda che riguarda il Passante TAV di Firenze.
Comitato No Tunnel TAV Firenze

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Egregio signor Sindaco Dario Nardella,
vorremmo rivolgerle alcune domande sul progetto e i cantieri dell'attraversamento fiorentino dell'Alta velocità per avere, se possibile, certezze su quanto sta accadendo:
  1. A giugno Lei definì il progetto di Passante “nato male e che sta andando ancora peggio […] inspiegabile grande spreco di denaro pubblico”. Oggi, dopo aver chiesto un cambiamento sostanziale al sottoattraversamento che eviti giustamente una stazione decentrata come sarebbe quella ai Macelli, Lei sostiene l’ipotesi di un doppio tunnel e una “mini-Foster”. Quali sono le ragioni che le hanno imposto un ripensamento del genere?
  2. Ci sono forse accordi che non conosciamo dietro l'accanimento della “vecchia guardia” del Partito Democratico nel voler scavare a tutti i costi sotto Firenze?
  3. Anche Lei adesso parla di “mini-Foster”, ma come è possibile trasformare quella enorme voragine a tre piani di 60.000 m2 in qualcosa di “mini”?
  4. I lavoratori nei cantieri Foster sono giustamente preoccupati per il loro posto di lavoro. Cosa dirà loro per tranquillizzarli? Che adesso costruiranno una mega-stazione e la demoliranno per farne poi una “mini”? Non sarebbe meglio impiegarli nel potenziamento della rete ferroviaria in superficie? Si garantirebbero così molti più posti di lavoro e una maggior efficacia del servizio regionale.
  5. L'Università di Firenze, con tecnici ed esperti, ha elaborato scenari dei trasporti che prevedono il passaggio dell’Alta velocità in superficie (anche Fs recentemente). Perché la politica continua ad ignorarli come se non esistessero?
  6. Nello stesso scenario alternativo è prevista la realizzazione, come in molte città nord europee, di un metro-treno, un mezzo su rotaia che, usando le linee ferroviarie, svolga un servizio metropolitano. Perché si parla di questa ipotesi solo in solitari convegni di specialisti?
  7. I cantieri sono attivi per costruire una stazione che nessuno vuole più. Non le pare un enorme spreco di denaro pubblico (800 milioni di euro fin'ora)? Non pensa inoltre che il contratto firmato a suo tempo sia da rivedere perché troppo oneroso per le casse pubbliche?
  8. Lei e l’ingegner Giacomo Parenti sapete – perché vi è stato comunicato subito dopo la sua elezione – che scavare il doppio tunnel con una sola fresa e non con due provocherà danni in superficie superiori del 60% circa. Perché nessuno ha mai risposto nel merito a questa denuncia?
  9. Il Sindaco è anche garante della sicurezza dei cittadini amministrati; non ha nessun timore per i danni che potrebbero venire dalla realizzazione di questa opera al patrimonio abitativo e anche alla salute dei cittadini?
  10. Qualche tempo fa le chiedemmo, assieme al FAI, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati, un incontro per farle conoscere le proposte che in questi anni sono state prodotte dalla collaborazione tra cittadini e mondo accademico; abbiamo visto che ci ha dirottato su un incontro con l’Assessore ai Trasporti (cui ovviamente andremo). Perché non si prende in carico politicamente e in prima persona un confronto sul Passante Av? Perché non apre un vero processo partecipato di progettazione del trasporto pubblico in città?
In attesa di Sue gradite risposte La salutiamo cordialmente.
Firenze, 30 novembre 2016
Comitato No Tunnel TAV

mercoledì 23 novembre 2016

SALUTE E INCENERITORI: QUESTIONE DI SFUMATURE !

467.000 morti in Europa per smog e inceneritori. Ma gli Ordini dei Medici toscani non si trovano d’accordo.

467.000 morti premature all’anno, mezzo milione di persone uccise in tutta Europa da smog e inquinamento in tutta Europa. Questa carneficina emerge, finalmente, dal Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016” pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea). Morti che avvengono soprattutto nelle aree urbane per l’insieme degli inquinanti provocati dalla presenza dell’uomo. Per l’Unione Europea la fonte principale di questo killer invisibile è la combustione di carbone e biomasse, i trasporti, l’incenerimento dei rifiuti.
In questo contesto e con il record che vede Firenze ai vertici dell’inquinamento
Scarica il Rapporto UE
europeo: 31esima su 4.000 aree rilevate
, e a distanza di soli nove giorni l’uno dall’altro, il 25 novembre a Firenze e il 3 dicembre a Pistoia, si terranno due convegni nazionali sul tema salute/inceneritori/combustioni/salute. 
Quello fiorentino è organizzato dalla Società Italiana di Tossicologia e patrocinato dall’Ordine dei Medici di Firenze, con un focus centrato sull’incenerimento dei rifiuti. Quello pistoiese, promosso dall’Ordine dei Medici di Pistoia e dall’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia, con il patrocinio della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCEO) è un corso di aggiornamento per medici sul tema combustioni, inquinamento, riscaldamento globale, economia circolare.
 Un convegno, quello pistoiese, dedicato a Lorenzo Tomatis, già direttore dell’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro di Lione (IARC) che così sottoscrisse:
Quando anche, per assurdo, nessuno studio epidemiologico avesse evidenziato ricadute sulla salute umana, il solo fatto che gli impianti d’incenerimento emettono un gran numero di inquinanti pericolosi e persistenti rende a nostro avviso moralmente inaccettabile continuare a esporre le popolazioni a rischi assolutamente evitabili, date le concrete alternative esistenti.
Ma come mai due convegni così ravvicinati nel tempo e nello spazio, da due Ordini dei Medici, sullo stesso tema?
A Firenze c’è il rischio che venga costruito un inceneritore e per questo nello scorso giugno 297 medici fiorentini hanno firmato un documento contro la costruzione dell’inceneritore, mentre in provincia di Pistoia, a Montale è già attivo da circa 40 anni un inceneritore, totalmente rinnovato e quindi ‘di ultima generazione’, che ha presentato due importanti sforamenti di microinquinanti nel 2007 e di micro-macroinquinanti nel 2015. In seguito a ciò l’Ordine dei Medici di Pistoia ha scritto un documento contro l’incenerimento, in cui fra l’altro si legge che “l’incenerimento non risolve il problema dei rifiuti”.
Leggendo fra le righe delle due locandine dei convegni, si può notare che entrambi dichiarano di mirare alla tutela della salute della popolazione, come è ovvio, ma con sfumature diverse. Due film che trattano più o meno lo stesso argomento ma con attori diversi. Lo scopo del‘Focus della gestione dei rifiuti’, così si chiama il convegno fiorentino, “è l’occasione per proseguire un dibattito, già vivo e  vivace nella nostra realtà fiorentina, alla luce delle più recenti e validate esperienze scientifiche”. Dai titoli degli interventi e dalla storia e attività lavorativa di alcuni partecipanti, però già si può prevedere che questo film si concluderà con l’assoluzione degli inceneritori di ultima generazione.
Mentre dal convegno ‘Processi di combustione e salute umana’, di Pistoia, seguendo il solito ragionamento, si può prevedere che uscirà un messaggio di segno opposto e cioè che l’incenerimento dei rifiuti, anche se di ultima generazione è una pratica obsoleta da abbandonare in quanto pericolosa per la salute, per l’ambiente e antieconomica, al proposito vedi il Position Paper Isde.
E l’Ordine dei Medici di Prato, nel cui territorio è attivo dal 1979 l’inceneritore di Baciacavallo, messo sotto inchiesta da vari comitati locali? E l’Ordine dei Medici di Siena, con le emissioni di mercurio dell’inceneritore di Poggibonsi del 2015? E l’Ordine dei Medici di Arezzo con l’inceneritore di San Zeno in cui uno studio epidemiologico ha evidenziato un aumento del rischio di mortalità e ricovero ospedaliero associato alle emissioni dell’inceneritore? Saremmo curiosi di sapere che cosa pensano e dicono.
*Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti

Gian Luca Garetti, è nato a Firenze, dove lavora come medico di medicina generale e psicoterapeuta, vive a Strada in Chianti. Si è occupato di salute mentale a livello istituzionale, ora promuove corsi di educazione interiore ispirati alla meditazione. Si occupa anche attivamente di ambiente, fa parte di Medicina Democratica e dell'ISDE (International Society of Doctors for the Environment).

L’enorme buco nel centro di Firenze Costato 774 milioni, ora cosa diventerà?

Corriere della Sera - 23 novembre 2016 - pagina 24

IL CASO LA STAZIONE CHE NON SI FARÀ
L’enorme buco nel centro di Firenze Costato 774 milioni, ora cosa diventerà?


di Sergio Rizzo

Annullato il progetto di Foster per l’Alta velocità. Cantieri fermi in attesa della decisione ufficiale.

Che cosa si può fare con 774 milioni? Per esempio pagare la quattordicesima a un milione 200 mila pensionati. Oppure costruire due centri congressi (e mezzo) come la famosa Nuvola di Massimiliano Fuksas, a Roma. O ancora, cinque stadi di calcio uguali a quello, realizzato a Torino, della Juventus. Invece a Firenze li hanno spesi per fare un buco. Non uno qualunque, beninteso. Un buco enorme. Così grande che potrebbe contenere una stazione dell’Alta velocità ferroviaria: 450 metri per 60, profondo 10. Tuttavia sarebbe assai meglio dire: che avrebbe potuto. Perché quella stazione, dopo che si è sventrata mezza città, non si farà più. E i 774 milioni già spesi? Un bel centro commerciale, un gigantesco parcheggio o qualcos’altro, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Come nella migliore tradizione italiana, comincia tutto ventuno anni fa. Siamo agli albori dell’Alta velocità e nonostante sia appena passata la bufera di Tangentopoli tutto sembra possibile. Anche fare un passante ferroviario di otto chilometri sotto la città di Firenze per il transito dei supertreni. Una logica c’è, la stessa che farà spendere molti anni dopo 300 milioni a Roma per la stazione Tiburtina.
La linea ferroviaria veloce che dovrà collegare Milano con Napoli ha bisogno di stazioni passanti, diverse da quelle di Roma e Firenze dove i treni devono invece entrare uscendo poi a ritroso per proseguire la corsa. Bisogna quindi fare stazioni nuove, grandi e accoglienti per consentire alle future Freccerosse di fermarsi e ripartire nel più breve tempo possibile. Peraltro, senza essere costretti a tortuose carambole nel traffico dei convogli pendolari. A Firenze però lo spazio per passare in superficie non c’è, quindi si deve scavare. Un bel tunnel e una bella stazione sotterranea, quindi. Si bandisce un concorso per il progetto e lo vince lo studio del celebre architetto britannico Norman Foster. L’investimento delle Ferrovie è cospicuo e cresce come la panna montata: da 700 milioni la spesa prevista arriva a superare di slancio il miliardo e mezzo. Ma compatibilmente con i disagi, qualche protesta e molte perplessità sul luogo prescelto, a un chilometro o poco più da Santa Maria Novella, la cosa sembra procedere. Nemmeno le inchieste giudiziarie che inevitabilmente sfiorano anche questa opera riescono a bloccarla. Anche le difficoltà politiche sembrano superate. A Firenze c’è un sindaco, Matteo Renzi, che fa le bizze. Ma con la promessa di un indennizzo da 100 milioni per la città pure lui si placa. Nessuno immagina, alle Ferrovie, che tre anni dopo il giovanotto diventerà presidente del Consiglio, e allora la musica cambierà.
Succede a marzo 2016. Da un paio d’anni Renzi è a Palazzo Chigi e il suo posto l’ha preso il fido Dario Nardella. Ma l’ex sindaco è ancora di casa a Palazzo Vecchio, e un bel giorno il Corriere Fiorentino rivela un fatto clamoroso. Il premier si presenta al Comune e presiede di fatto una giunta straordinaria per fare il punto sui finanziamenti governativi per le infrastrutture della sua città: in quell’occasione si decreta la fine dello scalo sotterraneo dell’Alta velocità che tutti ormai chiamano stazione Foster.
Per la società Condotte, subentrata da un anno e mezzo al consorzio Nodavia che aveva vinto la gara acquisendo la quota di maggioranza detenuta da Coopsette, è un’amara sorpresa. A Roma si sta ultimando la Nuvola di Fuksas, operazione quanto mai travagliata. L’impresa di Duccio Astaldi ha fatto anche causa al committente, l’azienda pubblica Eur spa, avanzando riserve per 202 milioni più interessi: una somma paragonabile a quella dell’intero appalto. E a Firenze l’esisto si profila ben peggiore. Anche perché Renzi ha appena consegnato il timone delle Ferrovie a un altro fedelissimo qual è Renato Mazzoncini, già protagonista della cosiddetta privatizzazione dell’Ataf, l’azienda di trasporto del Comune di Firenze. La sua tesi è nota: da quando due decenni fa è stato partorito il progetto la tecnologia ha fatto passi tali da rendere inutile la stazione sotterranea.
La verità è che spostare il traffico da Santa Maria Novella comporterebbe più problemi collaterali che vantaggi pratici: il caso della stazione Tiburtina a Roma, che non è mai decollata veramente, lo sta a dimostrare. Meglio allora lasciare tutto com’è, magari completando il tunnel per i soli treni veloci che collegano direttamente Milano alla Capitale. L’unico a non essere d’accordo sembra essere il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ma le sue armi paiono spuntate. Per seppellire definitivamente il progetto si attende solo un pronunciamento ufficiale: che però non risolverà il grande pasticcio. Quasi 800 milioni spesi, i cantieri praticamente fermi, le perdite che viaggiano al ritmo di 2 milioni al mese, un buco enorme in mezzo alla città. E un’idea da escogitare per salvare capra e cavoli. Cadono le braccia...

lunedì 21 novembre 2016

COMUNICATO STAMPA del PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO - organizzazione di Rufina - su Selvapiana

Pubblichiamo volentieri il comunicato stampa arrivatoci dal PMLI della Valdisieve, che ci ha visti insieme ad alcuni loro attivisti in prima linea alle molteplici attività, assemblee, eventi che abbiamo fatto in tutti questi anni relativamente allo scellerato progetto del NUOVO inceneritore di Rufina (oggi lo possiamo chiamare così visto che si sapeva da subito che non era gestibile da un punto di vista economico, ma accettato dagli amministratori solo perchè i costi sarebbero ricaduti sulle nostre bollette!).
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Sede centrale: via Antonio del Pollaiolo 172° - Firenze – tel. e fax 055 5123164 www.pmli.it - e-mail: pmli.rufina@gmail.com 

COMUNICATO STAMPA 
Apprendiamo dalla stampa che sarebbe ufficiale la decisione della giunta Regionale Toscana di escludere dal Piano dei Rifiuti la costruzione del nuovo inceneritore di Selvapiana a Rufina. Pur aspettando atti ufficiali, nero su bianco, possiamo dirci soddisfatti di un così importante risultato per le popolazioni locali che per oltre dieci anni hanno lottato mobilitandosi contro questa ipotesi sciagurata, data per certa dalle maggioranze locali fino a pochi anni fa, quando ormai l’insostenibilità economica divenne ovvia anche ai più incalliti sostenitori della speculazione e dell’incenerimento. Ci paiono però strumentali e non condivisibili le dichiarazioni euforiche dei sindaci del PD dei principali comuni della Valdisieve che definiscono come una loro vittoria la rimozione dell’impianto dal piano. 
Capiamo che per tentare di portare qualche voto al SI il prossimo 4 dicembre si tenti di tutto, come insegna il nuovo duce Renzi, ma questo a noi che come tanti altri siamo stati in prima linea su questa battaglia fin dagli albori, ci pare un po’ troppo. 
La realtà è che siamo arrivati agli eventi di oggi solo perché la popolazione non si è fatta intimorire dagli appellativi di “terrorismo” lanciati dai primi cittadini in ogni occasione nei primi anni della lotta, ed ha continuato imperterrita a promuovere iniziative d’informazione sul territorio, forum grazie ai quali in alcuni comuni si è iniziato un sistema redditizio di raccolta porta a porta capillare decisivo per la riduzione dei rifiuti non differenziati, ricorsi al TAR che hanno sospeso e rallentato l’iter fino a quando l’insostenibilità economica della scelta inceneritorista, costosa e dannosa per la salute e per l’ambiente è divenuta indiscutibile. Le due grandi manifestazioni di piazza che si sono tenute entrambe a Pontassieve nel 2006 e nel 2016 hanno mostrato la forza della popolazione locale e la sua determinazione nell’affrontare e nel vincere questa battaglia. E’ vero invece che la popolazione ha trascinato per la giacchetta le maggioranze sempre meno qualificate di marca PD, tanto più che gli attuali sindaci vorrebbero ora prendersi il merito di aver scongiurato un pericolo che essi stessi avevano creato: tutti erano già sindaci o membri di giunta sostenitori dell’impianto nelle precedenti legislature che assunsero l’incarico di costruire il nuovo inceneritore otto volte più grande di quello esistente. Le nostre amministrazioni dovrebbero invece assumersi la responsabilità degli effetti che saranno prodotti dall’accordo siglato lo scorso aprile 2015 tra AER, AER Impianti, ATO Toscana Centro, Regione Toscana e Comuni della Valdisieve e del Valdarno Fiorentino che, come indennità alla cancellazione dell’impianto di Selvapiana dal Piano Regionale, prevede l’addebito dei costi sostenuti da AER Impianti (ditta sorta irregolarmente dalla partecipata AER proprio per progettare e gestire l’inceneritore) sulle prossime bollette della TARI dei 68 comuni dell’ATO (province di Firenze, Prato e Pistoia) stimati in oltre 2,6 milioni di euro. E’ vergognoso che l’incompetenza e la malafede degli amministratori sia pagata ancora una volta dalla popolazione, tanto più che proprio la popolazione stessa li aveva immediatamente avvisati della scelta scellerata sia dal punto di vista sanitario ambientale, sia da quello della sostenibilità economica, che si stava facendo autorizzando il nuovo impianto d’incenerimento. Il paradosso è che invece di dimettersi per non aver ascoltato le associazioni, continuando l’ottusa strada dell’interesse e della speculazione e causando così un costo pubblico milionario, i nostri amministratori cavalcano la vittoria della popolazione stessa. 
L’epilogo di questa vicenda rafforza oltretutto la necessità di votare NO al referendum costituzionale poiche, nella proposta modifica del titolo V, anche gli inceneritori diventano competenza nazionale e conseguentemente gestiti direttamente dal Governo, eliminando le competenze regionali sui temi ambientali. Vogliamo ringraziare infine le associazioni facenti parte la Rete Ambientale Valdisieve (Comitato Valdisieve, Associazione Valdisieve e l’Associazione Vivere in Valdisieve) che abbiamo fiancheggiato con tutte le nostre forze, per aver tenuto duro a costo di tanti sacrifici e nonostante l’ostilità delle amministrazioni e dei suoi apparati per tutti questi anni, dimostrando che uniti si vince. 

Rufina, 19/11/2016

INCHIESTA L'ESPRESSO: " CORRUZIONE IN CORSO"


giovedì 17 novembre 2016

RIFIUTI, CORRUZIONE: GARA TRUCCATA, SI DIMETTE IL DG ATO TOSCANA SUD (AREZZO, SIENA, GROSSETO)

DOPO L'INTERVENTO DEL SINDACO DI AREZZO

RIFIUTI, CORRUZIONE: GARA TRUCCATA, SI DIMETTE IL DG ATO TOSCANA SUD (AREZZO, SIENA, GROSSETO)

DI REDAZIONE -  - CRONACAECONOMIAPOLITICA
Stampa Stampa
rifiuti-discaricaAREZZO – Si è dimesso dall’incarico Andrea Corti, direttore generale dell’Ato Toscana Sud, agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze sulla gara da 3,5 miliardi per la gestione ventennale del ciclo completo dei rifiuti nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto. 
Lo ha reso noto il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli che, in qualità di presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Ato Toscana Sud, aveva ieri sera inviato a Corti una lettera nella quale, in base al mandato dell’assemblea, ha chiesto al direttore generale la disponibilità a rassegnare le dimissioni comunicandogli anche che, in caso contrario, la stessa assemblea aveva prospettato la possibilità della revoca della carica. 
Stamani, ha detto Ghinelli, la risposta di Corti che ha rassegnato le dimissioni.

Per l’aeroporto di Firenze non c’è da preoccuparsi: è solo una questione tra topolini e montagne

Ci siamo: a leggere le velenose polemiche tra il Presidente Rossi ed il Ministro Galletti, condite dalle inevitabili repliche di tecnici tirati in ballo sulla responsabilità di ipotizzati ritardi procedurali, l’aereo proveniente da Roma che porterà in dono a Firenze la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del nuovo aeroporto di Peretola sembra stia per atterrare.
Manca veramente poco e poi finalmente il PARERE POSITIVO, cum summo gaudio, sarà annunciato non dal Papa ma quasi, vista la folta e qualificata rappresentanza dei favorevoli, che partendo dal Presidente del Consiglio, passa da Ministri e Sottosegretari, attraversa le istituzioni regionali e locali, coinvolge gran parte delle associazioni di categoria, e trova appoggio incondizionato nella stampa, mi pare senza eccezioni. L’Annunciazione, come andrebbe correttamente definita, sarà celebrata con un coro giubilante più numeroso di quello della Scala.

I giornali titoleranno con grande enfasi l’esito positivo della procedura, e accoglieranno con tante virgolettature le entusiastiche dichiarazioni dei padri di questa opera prodigiosa, perché pensando trattasi di una vittoria, tanti saranno quelli che se ne attribuiranno il merito. E d’altronde anche Flaiano diceva, a modo suo, che un vizio degli italiani è sempre stato quello di salire sul carro del vincitore.
Ma attenzione a non farsi trarre in inganno dal luccichio della festa, perché in questo caso, diversamente da come dice il proverbio vedrete che, il topolino partorirà la montagna.
La Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente (il topolino), da mesi sotto assedio, produrrà probabilmente un documento che in premessa riporterà la locuzione PARERE POSITIVO (forse anche in grassetto e sottolineato come tante volte fatto), ma non mancherà di aggiungere un lungo, se non lunghissimo, elenco di prescrizioni riguardanti tutti i temi ambientali (dal rumore alla sicurezza idraulica), tutte le interferenze infrastrutturali, le necessarie tutele sanitarie e della salute pubblica, senza mancare di citare anche il tema della sicurezza del volo verso i trasportati e la cittadinanza e forse un passaggio sulle necessarie garanzie finanziarie visto che i costi dell’opera, anche solo per dare attuazione a tutte le richieste, lieviteranno a dismisura (e tutto questo costituirà la montagna).
Una montagna di prescrizioni (azzardo un numero: più di 100, se si conteranno anche tutte quelle ulteriori sub-indicazioni che le stesse prescrizioni potranno contenere al pari di un atto normativo suddiviso in articoli e commi) che schiacceranno l’intero progetto rendendolo irrealizzabile, come già successo per altre grandi opere similmente controverse e discusse. Una per tutte: l’autostrada tirrenica, che qualcuno considerò come già realizzata quando il Ministero dell’Ambiente concluse positivamente la procedura di VIA, e che a oggi sembra sia ancora in grembo a Giove, e d’altronde non poteva essere diversamente visto che il parere VIA su di essa fu accompagnato da oltre 150 prescrizioni che – di fatto – costituirono una bocciatura mascherata.
Perché è bene essere chiari su una cosa: in tema di valutazioni ambientali, il rapporto tra “progetto” e ”valutazione” è direttamente proporzionale: più il progetto è scarso o carente di contenuti più è alto il numero di prescrizioni ad esso attribuite, al fine di sopperire a quanto non è stato approfondito nella proposta.
E d’altronde, se non c’è la volontà di bocciare l’iniziativa, se si pretende di mantenerla in vita (perché così si è deciso e non si vuole tornare indietro), ma c’è la consapevolezza che la documentazione non risponde ai canoni di accuratezza previsti (e l’aeroporto di Firenze, non vi è dubbio, sarà assunto come esempio di approssimativa se non pessima progettazione), l’unica via di uscita onorevole per chi ha un ruolo tecnico è legata alla possibilità di predisporre una accurata elencazione di tutto ciò che non è stato fatto e che dovrà essere necessariamente fatto prima che l’opera sia realizzata.
Che non sia il caso di vantarsi eccessivamente di tali compromessi, credo ne convengano in molti. Cosi come molti pensano che sia giunta l’ora di pretendere progettazioni rispettose delle leggi, all’altezza delle aspettative, fatte da tecnici indipendenti, professionalmente qualificati e competenti.
E’ tempo di dare finalmente spazio a conoscenze e professionalità troppo spesso relegate in ambiti marginali del processo decisionale dove invece eccelle la mediocrità, perché la credibilità di una classe dirigente si misura anche dalla capacità di studiare proposte valutandone correttamente la sostenibilità.
A prescindere da ridicole diatribe tra politici alla disperata ricerca di un colpevole da mettere alla gogna per nascondere i propri limiti, se tali principi non entrano nel sentire comune, topolini, ahimè, continueranno a partorire montagne.
*Fabio Zita
Fabio Zita
Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

I LAVORATORI NON DEVONO PAGARE PER UN PROGETTO SBAGLIATO LETTERA APERTA AI LAVORATORI DEI CANTIERI TAV

Care/i amiche/i e compagne/i,
ci rivolgiamo a voi prima di tutto per esprimervi la nostra solidarietà ed il nostro sostegno alla vostra giusta rivendicazione di tutelare il lavoro e il vostro salario.
Capiamo il vostro stato d’animo perché anche noi siamo lavoratori/trici, pensionati, precari o disoccupati. Vi siamo realmente vicini, non solo a parole.
Infatti, nella nostra lotta ad un’opera che riteniamo inutile e dannosa, abbiamo elaborato, con la collaborazione dell’Università di Firenze, un progetto alternativo di
potenziamento di tutto il sistema ferroviario del nodo. I lavori necessari ad attuarlo richiederebbero molti meno soldi, un bassissimo impatto sulla città, molti più posti di
lavoro sia in fase di cantierizzazione, sia a lavori ultimati.
Sappiamo che i dirigenti delle aziende per cui lavorate ci dipingono come coloro che non vogliono farvi lavorare, i vostri principali nemici. Invece non è così.
Che il progetto di Passante TAV fosse un’opera mal progettata lo abbiamo visto subito e lo abbiamo denunciato; che ci fossero problemi è emerso da subito con continue sospensioni dei lavori e anche a seguito di due inchieste della magistratura che hanno mostrato come ci siano state perfino truffe nella fornitura dei materiali di qualità scadente; addirittura la prima fresa è stata montata pur sapendo che non avrebbe potuto scavare perché priva di alcune parti!
Adesso pare che le Ferrovie stesse si accorgano che affrontare lo scavo sotto la città creerebbe molti più problemi di quanti ne risolverebbe e vorrebbero trovare una soluzione più semplice; questo non accade per causa nostra, ma perché il progetto a cui state lavorando ha enormi lacune progettuali.
Sono queste lacune del progetto le vere nemiche del vostro lavoro, non noi che le denunciamo da oltre 10 anni.
In alternativa a due buchi sotto Firenze noi proponiamo la creazione di nuovi tronchi ferroviari che garantiscano un efficiente trasporto regionale nell’area metropolitana, la risistemazione delle stazioni esistenti, la velocizzazione delle linee regionali. Queste opere creerebbero molti più posti di lavoro nel vostro settore.
Il vostro diritto ad un salario decente viene utilizzato dai costruttori (Condotte SpA, cioè Caltagirone) come arma di ricatto per garantirsi profitti altissimi creando molti pochi posti di lavoro!
Noi proponiamo da sempre una progettazione partecipata sia dai cittadini destinatari dell’opera, sia dai lavoratori stessi, togliendo di mano la gestione di enormi risorse finanziarie alla lobby delle grandi imprese di costruzione che impongono ad un meschino sistema politico solo i loro interessi.
I vostri interessi coincidono con i nostri: rivendichiamo lavoro con salari dignitosi, opere che siano utili alla collettività e non solo per il profitto di pochi.
Chi vi dice che siamo vostri nemici mente e vi prende in giro.

In solidarietà,
Alma, Sandro, Martina, Tiziano, Giovanna, Arrigo… il Comitato No Tunnel TAV

Firenze 18 novembre 2016
338 3092948 - 335 1246551
notavfirenze@gmail.com

martedì 15 novembre 2016

Raccolta differenziata: cittadini e comitati presentano esposto per danno erariale per 43 milioni di €

Immagine articolo - ilsitodiFirenze.it
Stamattina si è svolta una conferenza stampa in cui cittadini, comitati e associazioni ambientaliste hanno messo a conoscenza della stampa l'esposto presentato presso la Procura della Corte dei Conti della Toscana.

I seguenti firmatari hanno presentato l'esposto alla procura evidenziando come, nel periodo che va dal 2008 al 2014 (ultimo anno di cui si dispone di dati certificati riguardandi la Raccolta Differenziata), i comuni gestiti da Quadrifoglio abbiamo prodotto un danno erariale pari a 43 Milioni di Euro. Nell'esposto, non sono conteggiate inoltre i mancati guadagni legati alla renumerazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata.
I firmatari dell’esposto sono:

- COMITATO MAMME NO INCENERITORE ONLUS
- ASSEMBLEA PER LA PIANA CONTRO LE NOCIVITÀ
- COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA DI FIRENZE
- COORDINAMENTO DEI COMITATI PER LA SALUTE DELLA PIANA DI PRATO E PISTOIA - ASSOCIAZIONE MEDICINA DEMOCRATICA SEZIONE Firenze
- WWF ITALIA ONLUS
- FORUM AMBIENTALISTA
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Nella tabella sottostante la stima di aggravio in Euro ascrivibile ad ogni Comune in gestione Quadrifoglio spa nelle annualità 2008-2014:
 

La procedura di VAS è intimamente connessa alla pianificazione.

Interessante pronuncia del T.A.R. Piemonte in relazione alla procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.).
I Giudici amministrativi piemontesi, con la sentenza T.A.R. Piemonte, Sez. II, 26 settembre 2016, n. 1165, han ritenuto che la V.A.S. non sia un procedimento o sub-procedimento autonomo, ma una fase endo-procedimentale della procedura di pianificazione a cui è intimamente connessa.
Da ciò discende che le eventuali censure possano esser dedotte in via giurisdizionale al momento della conclusione del processo di pianificazione.
Non necessariamente, poi, l’autorità competente in tema di V.A.S. dev’essere distinta dall’amministrazione pubblica titolare del procedimento di pianificazione.
Indirizzi giurisprudenziali che si ritiene andranno a suscitare dibattiti e confronti.
Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
dalla Rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente, 3 novembre 2016
TAR Piemonte Sez. II n. 1165 del 26 settembre 2016
Ambiente in genere. Valutazione ambientale strategica.
L’art. 11 del d.lgs. n. 152 del 2006 costruisce la valutazione ambientale strategica non già come un procedimento o sub-procedimento autonomo rispetto alla procedura di pianificazione, ma come un passaggio endo-procedimentale di essa, concretantesi nell’espressione di un “parere” che riflette la verifica di sostenibilità ambientale della pianificazione medesima, il cui contenuto ben può essere censurato per la prima volta in sede di impugnativa dell’atto di definitiva approvazione dello strumento urbanistico. L’autorità competente alla valutazione ambientale strategica (ovvero al preliminare screening) non deve necessariamente essere individuata in un’amministrazione distinta da quella avente qualità di autorità procedente. Se dalle definizioni di cui all’art. 5 del d.lgs. n. 152 del 2006 risulta infatti chiaro che entrambe le autorità sono sempre amministrazioni pubbliche, in nessuna definizione del Testo Unico si statuisce in maniera esplicita che debba necessariamente trattarsi di amministrazioni diverse o separate.

SCARICA LA SENTENZA N. 01165/2016 REG.PROV.COLL.
SUL RICORSO N. 00909/2014 REG.RIC.

Nardella #NOTAR. Un sindaco, un aeroporto, un inceneritore

di Ilaria Agostini, da www.perunaltracitta.org, 14 novembre 2016
Proprio poche ore prima che  la sentenza di annullamento da parte del TAR dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) per l’inceneritore di Firenze fosse resa nota, il sindaco Dario Nardella invocava una «moratoria sui ricorsi al TAR» e il loro «congelamento».
L’affermazione di Nardella al Consiglio generale della Cisl si inquadra nella complessa vicenda della Piana fiorentina che vede  l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze – fortemente voluto da Renzi e oggi fermo al Ministero per la VIA – interferire anche con la realizzazione dell’inceneritore a Sesto Fiorentino. I due progetti, che insistono su terreni contigui, sono incompatibili per almeno due motivi tecnici: l’altezza delle torri dell’impianto di incenerimento prospicienti la pista, e  il Bosco della Piana  che parzialmente ricadrebbe nell’area interessata dalla costruzione del nuovo aeroporto. Proprio il bosco di 24.000 alberi costituiva l’opera di compensazione dell’inceneritore che (non attuata) ha determinato l’annullamento del procedimento. Su entrambi i progetti pendono ricorsi al tribunale amministrativo; in quello contro l’inceneritore, presentato da comitati ed altre sigle, si sono accodati anche i comuni di Sesto e di Campi Bisenzio.
L’affermazione del sindaco NO TAR, che denuncia l’insofferenza del potere politico amministrativo nei confronti della magistratura, si pone fuori da ogni cornice democratica. «Se la politica delega al TAR le decisioni dei cittadini, è finita», insiste Nardella, che pure dovrebbe sapere che i cittadini si rivolgono al potere giudiziario proprio perché impossibilitati a influire sulle decisioni nelle sedi appropriate, e perché la politica non fa proprie le loro ragioni. In un suo comunicato,  Rete dei comitati per la difesa del territorio incalza il sindaco«i politici non solo non ascoltano i cittadini, ma neanche rispettano leggi, regole e procedure  che dovrebbero, se applicate, tutelare la salute, la sicurezza e la qualità della vita della gente, come sta avvenendo nel caso dell’aeroporto di Firenze o dell’inceneritore di Case Passerini. Ci si aspettava dal sindaco Nardella un solenne impegno di ottemperare a quanto è prescritto dalla legge e la promessa che d’ora in poi la politica non si sarebbe sostituita alla tecnica nel prendere decisioni ad alto rischio per ambiente, paesaggio e benessere della popolazione. Viceversa ciò che Nardella chiede è che nessuno si opponga alle violazioni della legge».
Per ora, a Firenze, il catalogo è questo. Qualora poi entrasse in vigore la cosiddetta “riforma” della Costituzione, il riscritto titolo V rafforzerà in senso centralistico il governo del territorio e la pianificazione delle infrastrutture.  Il nuovo assetto dell’articolo 117 ricanalizzerà la potestà legislativa su tali ambiti – oggi esercitata “in concorrenza” tra Stato e Regioni – verso lo Stato medesimo, signore e padrone che non ammetterà opposizione dai territori. Insomma, ancora un motivo, il prossimo 4 dicembre, per votare NO.


Firenze, obiettivo raccolta differenziata fallito: danno erariale per 43 milioni. Esposto alla Corte dei conti

DI  · 15 NOVEMBRE 2016


Sulla scia di una sentenza della Corte dei Conti della Liguria, recentemente confermata in sede di appello, dieci associazioni ambientaliste nazionali e fiorentine hanno presentato stamattina un dettagliato esposto al Procuratore Generale della Corte dei Conti della Toscana, per danno erariale di rilevante entità, a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata alle percentuali fissate dall’art.205/1 dlg 152/2006, nei dodici comuni del bacino di Quadrifoglio spa, nel periodo che va dal 2008 al 2014 (non essendo ancora pubblicati i dati del 2015), causato delle condotte omissive di Quadrifoglio Spa.
È stato calcolato un danno emergente di più di 43 milioni di euro, cui potrebbe aggiungersi anche un danno erariale da lucro cessante, relativo al mancato introito dei corrispettivi economici dovuti al conferimento ai Consorzi di filiera relativamente all’alluminio, al legno, al vetro, alla plastica etc.
Responsabili di questa ipotesi di danno erariale, sarebbero gli amministratori di Quadrifoglio spa, i Sindaci e gli assessori delegati dei Comuni soci di Quadrifoglio e il Presidente della Regione e dell’assessore delegato, che a vario titolo non si sono preoccupati di rendere esigibili gli obiettivi annuali di raccolta differenziata previsti dalla legge. Il Presidente della Regione in caso di mancato raggiungimento delle percentuali minime previste di raccolta differenziata avrebbe dovuto nominare un commissario ad acta.
Dato che da più di dieci anni la costruzione dell’inceneritore di Firenze è in stand by e forte del silenzio/assenso dei decisori politici fiorentini e toscani Quadrifoglio non ha avuto nessun interesse a raggiungere gli obbiettivi di raccolta differenziata previsti dalla legge, essendo direttamente interessato al business inceneritore, presumibilmente questo ha provocato un grave danno alla collettività stimabile in 43 milioni di euro.
Hanno sottoscritto l’esposto alla Corte dei Conti:
– COMITATO MAMME NO INCENERITORE ONLUS
– ASSEMBLEA PER LA PIANA CONTRO LE NOCIVITÀ
– COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA DI FIRENZE
– COORDINAMENTO DEI COMITATI PER LA SALUTE DELLA PIANA DI PRATO E PISTOIA
– ASSOCIAZIONE MEDICINA DEMOCRATICA SEZIONE FIRENZE
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