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lunedì 9 agosto 2021

Tomaso Montanari e il Ponte sullo Stretto: La ministra Bellanova chiede la mia testa

La ministra renziana, Bellanova, chiede le dimissioni di Tomaso Montanari da Rettore dell'Università per gli Stranieri di Siena prima ancora che questo si sia potuto insediare (cosa che avverrà solo ad Ottobre prossimo).

fonte qui
L'incompatibilità nel ruolo, stando ai social e a quanto riportano i quotidiani, sembrerebbe stare soltanto nelle diverse opinioni sulla realizzazione o meno del ponte sullo stretto. Non per incapacità tecniche, culturali, o altro, e nemmeno perchè Montanari è ministro delle Infrastrutture a quanto pare (visto che non lo è). Quindi solo per una diversa opinione? Un pò grave!

Il pensiero di Tomaso Montanari tra l'altro non è il solo tra coloro che non sentono come di primaria importanza fare quel ponte. A cominciare dalle valutazioni ambientali che tante volte ha ripetuto Mario Tozzi. Magari meno politiche di quelle di Montanari, ma pur sempre contrarie.

Riportiamo una risposta di Montanari su twitter in cui spiega meglio il suo pensier: "Non ho affatto detto che tutti coloro che sono per il Ponte appartengono a queste categorie. Ma che invece tutti quelli che appartengono a queste categorie sono immancabilmente per il #PontesulloStretto".

Riportiamo l'articolo integrale pubblicato sul FQ (qui) che si trova liberamente sul profilo FB di Montanari:

GUAI A CRITICARE IL PONTE SULLO STRETTO?

di Tomaso Montanari :
Ieri la viceministra alle Infrastrutture e mobilità sostenibile Teresa Bellanova ha chiesto le mie dimissioni da rettore dell’Università per Stranieri di Siena (ma lo sarò solo da ottobre) perché non so “tenere la lingua a freno”.
È davvero gravissimo che un membro del governo si permetta di violare l’autonomia dell’università, con l’intenzione di reprimere l’espressione di una libera opinione, garantita a tutti (e perfino ai rettori) dall’articolo 21 della Costituzione.
O si vuol chiedere di nuovo ai professori un giuramento di fedeltà al regime?
Avevo scritto su Twitter: “È un segnale infallibile, da anni: il #pontesullostretto è lo stigma di mafiosi, corrotti, mestatori, politici finiti, venditori di fumo, berlusconiani nativi e di ritorno, telepredicatori del progresso de noantri, servi dei padroni, sviluppisti d’antan, sauditi e pennivendoli”.
È la mia opinione, argomentata prima in tanti articoli e libri: ritengo che il Ponte sullo Stretto sia ormai il manifesto ideologico del peggio di questo Paese. Oltre a essere esattamente il contrario di quella sostenibilità (ambientale, economica, sociale) che la viceministra dovrebbe servire.
Spero che la sua uscita sia solo un incidente, dovuto a profonda ignoranza istituzionale.
Le porte dell’università sono aperte a tutti: anche alla senatrice Bellanova.
Frequentandola, potrebbe scoprire che l’università serve a nutrire il dissenso, a combattere il pensiero unico, a costruire strumenti per criticare il potere.
Non è mai troppo tardi.

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