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venerdì 6 aprile 2018

Firenze, decine di pali della tramvia in piazza Stazione, "Oggi non avrebbero l'ok"

Parla il soprintendente Andrea Pessina

di ILARIA ULIVELLI

La "foresta" di pali. Nel riquadro, il soprintendente

La "foresta" di pali. Nel riquadro, il soprintendente

Firenze, 6 aprile 2018 - Oggi, vedendo il risultato del bosco di pali neri alla Stazione e in piazza dell’Unità, il progetto della tramvia non otterrebbe l’ok della Soprintendenza all’Archeologia, alle Belle arti e al Paesaggio. Almeno per quel tratto. E’ facile parlare col senno di poi, ma come ammette il soprintendente Andrea Pessina «l’impatto finale è molto forte».
Si trattiene. E’ misurato. Non vuole usare parole di troppo, né entrare nel dedalo degli equivoci: «Quel progetto ha ricevuto il via libera molto tempo fa e molto tempo prima del mio arrivo a Firenze, dopo non sarebbe stato più possibile intervenire».
E comunque il progetto non fa lo stesso effetto. La piazza vista così, oggi, martoriata dai pali, dalle ragnatele di fili aerei per l’elettrificazione, dai semafori, non fa un bell’effetto. «Mi sono preoccupato subito, una decina di giorni fa, quando ho visto che cominciavano a piantare i pali: l’effetto che fa adesso mi angustia non poco».
Il fatto è che ora qualsiasi intervento è impossibile. «Non si può disfare un lavoro appena concluso – dice Pessina – Anche se spero che avvieremo presto un tavolo di confronto con l’amministrazione su questo tema per riuscire ad apportare almeno qualche modifica».
Ovvero? Che cosa si può cambiare? Intanto il colore dei pali. «Il nero è particolarmente impattante, i lampioni grigio chiaro fanno già un altro effetto: si potrebbe pensare intanto a questo».
Poi per il futuro Pessina spera che appena sarà possibile rimettere mano alla piazza, qualcosa sarà fatto per «attenuare» l’impatto: e far circolare la tramvia alimentandola a batteria, almeno nel tratto di piazza Stazione e di piazza dell’Unità.
«In via Valfonda, dove il Comune ha chiesto un alleggerimento del progetto, ancorando buona parte della rete elettrica alle facciate degli edifici, in modo da diradare la sequenza di pali, è già tutta un’altra cosa», spiega. Il problema è che in piazza non si può fare. I palazzi sono lontani e le uniche alternative sarebbero l’elettrificazione da terra o l’alimentazione a batteria.
Per le linee che arriveranno la Soprintendenza vorrà avere voce in capitolo. «Non ci sarà un’altra piazza Stazione, o peggio piazza dell’Unità Italiana – dice Pessina – Oggi esistono tram più snelli e leggeri che meglio si adattano a questa città».
Già. Ma magari ci si poteva pensare prima. Visto che solamente nel 1958 fu dismessa la vecchia tramvia fiorentina e i binari al Duomo sono rimasti fino a poche manciate di anni fa.
«La scelta della tramvia è stata premiata anche dall’Unesco: in assoluto è una buona scelta di mobilità sostenibile – conclude il soprintendente – Certo che è necessario tutelare la bellezza della città».