VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

martedì 10 giugno 2014

L'INSOSTENIBILITA' AMBIENTALE DELLE BIOMASSE



L’utilizzazione di biomasse per la produzione energetica è un sistema sostenibile?
Al contrario di quello che hanno sempre cercato di farci credere sembrerebbe proprio di no.
Ci è stato detto dall’Europa (http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/content/20130215STO05857/html/Biocarburanti-d'origine-non-alimentare-una-risposta-alla-deforestazione) ma è soprattutto il rapporto di Nomisma (https://drive.google.com/file/d/0BwPdOiic_X3vd2hUZXl1UWhLVms/edit?usp=sharing) a bocciarle definitivamente.
La trasformazione di biomassa in bio-combustibili liquidi (bioalcol o biodisel) risulta essere inefficiente dal punto di vista energetico. Ad esempio, per produrre 100 unità energetiche di bioalcol da mais, il processo ne richiede circa il 30% in più; così come per ottenere 100 unità energetiche di biodisel da girasole ne servono 200 (il 100% in più).
Sempre più studi hanno evidenziato che la “neutralità”, in termini di emissioni di CO2, dell’utilizzo di biomasse a scopi energetici non risulta corretta, poiché l’assunzione che il carbonio rilasciato dalla combustione sia quello assorbito dalla pianta durante la sua crescita non tiene conto dell’uso del suolo necessario a tale crescita e della perdita di capacità di stoccaggio di carbonio delle foreste. Lo stesso Comitato scientifico dell’Agenzia Europea per l’Ambiente ha sottolineato che la sostituzione di combustibili fossili con biomasse non porta, di per sé, ad una riduzione delle emissioni climalteranti. 
L’errore in cui si incorre nel fare ciò, infatti, consiste nel dimenticare che se le biomasse non fossero coltivate a fini energetici, il suolo (o le piante) assumerebbero comunque una certa quantità di carbonio.
Come ammesso dallo stesso Comitato scientifico, questi errori sono stati assunti alla base di numerosi provvedimenti per il sostegno delle bioenergie, come nel caso della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’utilizzo delle energie rinnovabili.