VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

mercoledì 21 novembre 2012

Legge Regionale sul rischio idraulico: VIETA, NON VIETA O "AGGIUSTA"????

Estratto pai area di progettoIn questi giorni, dopo le ultime, e ribadiamo ennesime,  alluvioni nel grossetano, Lucca e Massa, i giornali hanno straboccato di articoli sul tema, riportando ora le dichiarazioni dell'Ass. regionale Marson, ora quelle di Rossi o di altri esperti. Tutti concordi nel dire che occorre pianificare il territorio in modo diverso da come è stato trattato negli ultimi decenni (dove per esempio si è tombato dei corsi d'acqua, causa oggi anche di eventi alluvionali importanti!). Siribadisce l'importanza di una pianificazione che renda gli  spazi (che erano già suoi!!) ai fiumi, alla manutenzione del territorio in modo da non peggiorare le situazioni, o destinare ad uso agricolo molte aree ancora non costruite (già agricole e  ricadenti in zone a richio idraulico elevato/molto elevato) per evitare ulteriore cementificazione  e nel frattempo beneficiare del lavoro agricolo per  mantenere  i corsi d'acqua, i canali, il terrreno, in modo da non peggiorare i danni causati da future esondazioni  (se questi terreni fossero già cementificati, queste costruzioni, oltre all'impermeabilizzazione del terreno, produrrebbero gravi danni!).
Tutto GIUSTO! (ci verrebbe da domandarci: cos' altro aspettavamo??)
In realtà però, nel leggere i vari articoli, ci accorgiamo che DIETRO alle belle parole si "potrebbe" nascondere dell'altro!
La frase che più ci colpisce è la determinatezza con cui il Presidente della Regione Rossi (ma non solo)  dice che la legge regionale  VIETA costruzioni in aree ad alto rischio idraulico  (stiamo parlando della LR 21/2012  che prende vita dagli articoli 141 e 142 della LR 66/2011 - articoli aggiuunti in estremis dopo le alluvioni del 2011!!).
Prendiamo un articolo tra i tanti, quello di Greenreport, in cui Rossi spiega cosa hanno fatto e  ".... A tutto questo aggiungo altre due svolte non meno radicali: il divieto a costruire nelle zone ad alto rischio idraulico, che costituiscono il 7% del territorio pianeggiante della Toscana,....".
Noi a tal proposito abbiamo già fatto come associazioni della Valdisieve, insieme ad Italia Nostra Firenze,  un comunicato stampa per ribadire alcuni dubbi che abbiamo sulla legge 21/2012 (leggi) e sulle parole così tassative del Presidente Rossi, che ci riportano poi anche alla questione dell'inceneritore di Selvapiana (questo sicuramente ha avuto un comma ad hoc per poter essere svincolato!!).
In un altro articolo di Greenreport si riporta una riflessione di Legambiente Carrara, che, come noi, solleva la questione di aggiramento della normativa e dei vincoli attraverso quello che loro chiamano "Cavallo di Troia che trasforma una norma ispirata alla prudenza in un tragico gioco d'azzardo: si costruisce un argine ed ecco che nell'area così "messa in sicurezza" i vincoli edificatori decadono" . 
Questi infatti sono  i nostri dubbi e il nostro timore, in quanto la LR per prima ( i piani strutturali poi) consente, è vero, soltanto una certa tipologia di edificazioni già pianificate o con progetto presentato e/o approvato alla data di entrata in vigore della legge stessa (in particolare consente:  inceneritori o impianti di trattamento e smaltimento rifiuti, o altri impianti per la produzione e il trasporto delle energie rinnovabili, ed edificazioni nuove o ristrutturazioni, ampliamenti, addizioni, di edifici ad uso rurale), ma è anche vero che le preoccupazioni maggiori non saranno date certo dalle edificazioni  future - visto che si dice, appunto, che siano state stoppate dalla legge - o da quelle  già esistenti (che ormai ci sono e in casi particolarmente gravi non rimarrà che delocalizzare o proteggerle, per modo di dire, con le famose opere idrauliche), ma semmai da quelle che devono essere ancora costruite ....... pur avendo tutte le approvazioni richieste dalla legge e pur garantendo  le "opere di messa in sicurezza"  (opere che anche l'Ass. Marson dichiara che non eliminano il rischio, ma lo possono solo ridurre), come il caso di Selvapiana.
Sempre Legambiente dice: "Il buonsenso suggerisce di proteggere l'area per ridurre la frequenza d'inondazione degli edifici già esistenti, ma di non costruirvene altri per evitare l'aumento dei danni. Ma per troppi amministratori il fine ultimo delle opere di messa in sicurezza è proprio il via libera all'urba­nizzazione delle aree a rischio".  Purtroppo questo "espediente"  è puntualmente CONFERMATO  dalle parole della stessa Marson:  "Appena pochi mesi fa molti amministratori maremmani hanno osteggiato la norma che tenta di salvaguardare gli spazi dei corsi d’acqua, dal sindaco Pd di Grosseto a quello di Castiglione della Pescaia. L’hanno considerata troppo aggressiva". 
Non solo  gli amministratori del grossetano dovrebbero essere richiamati alle LORO responsabilità, ma  secondo noi anche la Regione perchè invece di sovrintendere - in questo caso- subisce le logiche locali! Non dimentichiamoci POI che questi "giochi" economici e di potere purtroppo generano perdite di vite umane, feriti e danni -costosissimi- al territorio.
A sostenere i nostri  dubbi anche il caso (tra Toscana e Liguria) evidenziato dal  "comitato Sarzana, che Botta!", in cui si racconta che "il Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, un organismo spurio che vede la commistione di politici e tecnici, ha bloccato la proposta del Comitato Tecnico della stessa autority di congelare da uno a tre anni le nuove edificazioni e la realizzazione di parcheggi a raso nelle “zone rosse”, cioè nelle aree soggette a esondazioni con periodicità trentennale"........ La proposta di congelare tutte le costruzioni, anche quelle già previste da strumenti urbanistici vigenti, è stata approvata dal Comitato Tecnico il 24 luglio scorso.........Il 27 luglio la proposta del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Magra [ndr. Liguria, in questo caso ed eccetto i sindaci, più rigida della Toscana!!] è stata portata all’esame del Comitato Istituzionale, l’organismo tecnico-politico ligure-toscano (oltre ai sindaci e alla Provincia c’è anche Claudio Burlando) che ha il vero potere decisionale. Ebbene la Regione Toscana, che ha adottato con legge regionale la sospensione di tutte le costruzioni nelle nuove aree esondate, ha sollevato un dubbio di natura giuridica, incontrando subito il convinto sostegno dei sindaci del Magra, parte ligure. Per colmo di paradosso da novembre in Liguria, se non interviene qualche norma di salvaguardia come quella proposta dal Comitato Tecnico, si potrà ricominciare a costruire anche nelle nuove aree esondate un anno fa." (leggi tutto l'articolo QUI).
Ovviamente si sta parlando di costruzioni già previste nei piani urbanistici, nelle varianti, negli strumenti attuativi o addirittura già autorizzate dai Comuni (quelle che la legge NON BLOCCAVA e NON BLOCCA!!). Inoltre si chiedono giustamente i nostri amici di Sarzana, e ce lo chiediamo anche noi, quali sono i dubbi “giuridici” dei nostri politici?  Forse "temono possibili ricorsi con richieste di risarcimento di danni ai Comuni da parte dei proprietari dei terreni delle zone rosse, che erano riusciti negli anni passati a strappare scellerate previsioni di edificare in aree a rischio"?. Sarebbero  "gli stessi imprenditori che ad alluvione avvenuta strillano per chiedere i danni delle esondazioni. E che i contribuenti pagano con le accise sui carburanti.
Ma siamo così sicuri che di fronte alla catastrofe di un anno fa gli speculatori delle “zone rosse” troverebbero qualche giudice che bocci un blocco delle costruzioni per uno o tre anni per motivi di pubblica incolumità?".
Gli amici di Sarzana, dopo aver letto il caso dell'inceneritore di Selvapiana, sembrano avere un un ulteriore dubbio. Forse i motivi per cui la Regiona Toscana ha ostacolato il "congelamento da 1 a 3 anni di tutte le costruzioni" (richiesto non da cincirinella, ma dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del Magra),  derivano non tanto da problemi di natura giuridica, ma dal fatto che poi avrebbe dovuto garantire la stessa regola in tutta la regione. Infatti se l'avessero approvata, doveva valere per il Magra, ma anche per tutte le costruzioni vicino ai fiumi........e qui si arriva all'Inceneritore di Selvapiana che, dopo le "modifiche a puntino" apportate alla legge per aggiungere la possibilità di costruire inceneritori & C. ci si sarebbe COMUNQUE dovuti fermare per 1/3 anni  (oltre alle lamentele degli amministratopri maremmani che anche loro scalpitavano per progetti rimasti fermi!!).
QUESTO MODO DI PROCEDERE, COSI' TORTUOSO E AMBIGUO, E' NORMALE???

E ORA CI SI METTE ANCHE CLINI CON LE ASSICURAZIONI OBBLIGATORIE??? 
Leggi la notizia su Greenreport.
Così si creano ancora differenze tra chi potrà pagare di più e chi meno e chi per nulla!!! 
Oltre al fatto che occorre ANCHE trovare le assicurazioni (!!) che se la sentiranno di imbarcarsi in questa cosa perchè dovranno coprire i danni procurati dal fatto che l'abitazione/azienda è in un area a rischio idraulico molto elevato/elevato o zona rossa che dir si voglia. Se qualuno ha dato le autorizzazioni ....molto probabilmente dovrebbe anche predersene le responsabilità (almeno quelle rilascaite negli ultimi anni).
Mha!!!