VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

17 DICEMBRE A MOLINO DEL PIANO: MERCATINO DISCO SOUPE E TANTO ALTRO

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17 DICEMBRE A MOLINO DEL PIANO: MERCATINO DISCO SOUPE E TANTO ALTRO.

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
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A SEGUIRE (ORE 21.00):
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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

martedì 17 luglio 2012

NO INCENERITORI - VARIE notizie

Il Piano Interprovinciale Rifiuti dell'ATO "TOSCANA CENTRO"
(adottato il 13 febbraio 2012 dalle Province di Firenze, Prato e Pistoia)
prevede la quintuplicazione dell'incenerimento di rifiuti
(da 60.000 t/annue di oggi, a 280.000 T/a nel 2015)
con gravi conseguenze:
- sulla qualità dell'aria (e quindi della salute) nell'area metropolitana da Firenze a Pistoia;
- sulle "materie seconde" che verranno distrutte invece di avviarle al riciclo;
- sulle tariffe che sono gia molto alte e continueranno ad aumentare come conseguenza
di oltre 200 milioni di mutui per quintuplicare l'incenerimento e (se verranno chiesti e ottenuti)
dovranno essere restituiti, con gli interessi, alle banche (mentre un sistema diverso e moderno di riciclo delle "materie seconde" ricavabili dai "rifiuti", costerebbe molto meno).
 
Se questa previsione impiantistica/inceneritorista non sarà drasticamente ridotta,
(sostituendola con la generalizzazione del sistema di R. D.  "porta a porta"
e con gli impianti logistici e industriali necessari per un effettivo riciclo della R.D.),
questo P.I.R. merita il VOTO CONTRARIO dei Consiglieri Provinciali
che non vorranno assumersi la responsabilità di scelte così negative,
per diversi decenni,
a danno di 1 milione e mezzo di residenti nell'area metropolitana.
 
E' augurabile che i Presidenti, gli Assessori all'Ambiente e le Giunte
delle Province di Firenze, Prato e Pistoia abbiano l'etica della responsabilità
di prendere seriamente in considerazione le numerose e argomentate Osservazioni presentate
e portino nei Consigli Provinciali un Piano Interprovinciale Rifiuti
che avvii davvero una moderna politica sui rifiuti
che abbia realmente la priorità del riciclo.
 
Giuliano Ciampolini, membro dell'Assemblea regionale toscana di SEL
(Meritano una particolare attenzione, a mio parere, anche le Osservazioni presentate dall'Arch. Simone Larini, autore di una dozzina di Piani provinciali sui rifiuti in Lombardia e Veneto e quindi con proposte che hanno la "forza" di una professionalità dimostrata ampiamente e di cui è frutto anche il Consorzio Priula, in provincia di Treviso, considerato in tutta Europa l'esempio più positivo da visitare e da imitare. Le Osservazioni di Simone Larini sono trovabili anche al seguente indirizzo: 
...............................
Comunicato stampaOsservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro
presentate nelle provincie di Prato Firenze e Pistoia da
Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori,
Medicina Democratica, Italia Nostra.

Firenze, 12 luglio 2012.
Presentate nelle scorse settimane nelle province di Prato Firenze e Pistoia otto osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’Ato Centro da parte di Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Medicina Democratica e Italia Nostra che puntano a modificarlo e farlo uscire dalla logica imperniata solo sulla filosofia dell’aumento della produzione dei rifiuti – forte potenziamento di discariche e inceneritori.
Occorre invece fermare la crescita ed iniziare a ridurre i rifiuti, modificarne la composizione al fine di favorire strategie di raccolta differenziata “spinta”, recupero, riutilizzo, riprogettazione e riciclaggio.
Questo il frutto di un percorso puntale e partecipato.
 
Osservazioni illustrate questa mattina nel corso di una conferenza stampa.
A livello europeo – ricordano i partecipanti alla conferenza stampa (fra gli altri i Consiglieri Regionali Monica Sgherri – FdS - Verdi, Marco Manneschi – IDV, il responsabile nazionale rifiuti del forum ambiente di Sel Eugenio Baronti, alcuni dei segretari provinciali e rappresentanti di Prato, Firenze e Pistoia delle tre forze politiche, delle associazioni sottoscrittrici ecc) si sta spingendo verso la “Società del Riciclaggio” ed è stata stabilita una precisa gerarchia delle fasi del trattamento dei rifiuti, con al primo posto delle priorità la prevenzione e riduzione per arrivare a smaltire solo il non più eliminabile.
 
Così come in numerose aree d’Italia, anche in Toscana si sono affermate esperienze di raccolta differenziata “porta a porta” che hanno raggiunto in pochissimo tempo percentuali superiori al 70%.
 
Queste esperienze hanno contribuito ad innescare - e sono quindi replicabili e generalizzabili anche nella “piana” - processi culturali di responsabilizzazione delle famiglie; a rimuovere il degrado dei cassonetti filo strada sommersi di rifiuti; a liberare spazi migliorando il decoro urbano; a creare nuova occupazione; a migliorare la qualità dei materiali separati rispetto alle RD con cassonetti stradali; a ridurre considerevolmente la produzione dei rifiuti attraverso una separazione e intercettazione dei flussi provenienti dalle attività produttive, oggi impropriamente assimilati, che hanno portato la Regione Toscana al vertice della produzione procapite dei rifiuti nel nostro paese.
 
Le osservazioni presentate – proseguono gli intervenuti – vanno in questa direzione, puntando a modificare un piano interprovinciale – adesso adottato, in attesa di approvazione da parte dei consigli provinciali – che parte da una previsione di produzione rifiuti assolutamente esagerata (tanto più in tempi di crisi economica) e ne fa discendere un incremento altrettanto spropositato in primis dell’impiantistica inceneritorista.
 
Seguendo invece la l’altra strada sopra delineata si possono raggiungere risultati che – come indicato in una delle osservazioni – permettono tranquillamente di ridurre i rifiuti prodotti, raggiungere percentuali di Raccolta differenziata del 70 % al 2015, prevedere un impiantistica capace di migliorare tutta la filiera della raccolta, selezione, riciclaccio e riuso – come gli impianti cosiddetti “a freddo”, enormemente meno costosi degli inceneritori – che, riducendo i fabbisogni, renderebbe inutile proseguire nella strada di forte potenziamento dell’impiantistica inceneritorista.
 
Su questo, nelle osservazioni presentate, si prevede uno step di verifica degli effettivi fabbisogni al 2015 e fino a quel momento, una moratoria di nuove discariche e di nuovi impianti o ampliamenti di impianti di incenerimento, fermo restando la dismissione di quelli esistenti obsoleti.
Un corpus – le osservazioni presentate - che avanza proposte capaci di modificare il Piano dandogli un respiro e un’impostazione culturale moderna in grado di affrontare non solo la migliore soluzione tecnico organizzativa di raccolta e la migliore tecnologia di trattamento e smaltimento oggi disponibile, ma che sappia anche pensare, progettare e realizzare tutte quelle buone pratiche per attivare processi di responsabilizzazione, non solo dei cittadini, ma anche dei produttori e dei distributori di beni e merci, per riportare al primo posto della scala delle priorità la prevenzione e la riduzione dei rifiuti.
......................
Da: laura.baldi
A:
Data: sab, 07/lug/2012 10:37
Oggetto:Raccolta Porta a Porta comuni ATO Centro

Alla C.A. degli assessori all'ambiente dei comuni A.T.O. Centro
 
Gent.mi assessori       mi chiamo Laura Baldi e abito a Serravalle P.se, in provincia di Pistoia.
Dopo aver frequentato un corso sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti, Vi scrivo oggi questa mail a titolo personale per porre la Vostra attenzione sulla questione della Raccolta Differenziata, su ciò che fino ad oggi è stato fatto sull'applicazione concreta delle buone pratiche sulla gestione e smaltimento degli R.S.U. da parte di alcuni comuni (tra cui il mio dove abito) ed altri che si avviano lentamente ad una loro realizzazione. 
     
Come potete vedere nel documento in allegato che Vi spedisco, siete tutti presenti (tranne San Marcello, nei cui sito internet non ho trovato l'assessore all'ambiente), suddivisi per  aziende municipalizzate, e dove mi è stato possibile, ho inserito le percentuali di raccolta differenziata, sia quella effettuata attraverso i cassonetti, sia quella praticata con il porta a porta.
I dati sono tutti reperibili su internet, e da essi risulta evidente come nei comuni dove si utilizza il metodo della Raccolta Differenziata Porta a Porta, le percentuali di rifiuti differenziati sono quasi sempre superiori al 65% (fanno eccezione Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi Terme e Montaione, ma essendo dati del 2010, è possibile che in quei comuni la raccolta P.A.P. sia stata avviata solo nel 2011).
    
Ora, Voi tutti sapete che l'Europa ci impone una raccolta differenziata non inferiore al 65%. Riferendomi perciò agli assessori dei comuni dove la raccolta differenziata è al di sotto di tale soglia, li esorto ad applicare senza ulteriori indugi il metodo della Raccolta Porta a Porta con l'applicazione della tariffa puntuale (T.I.A.), poichè risulta nei fatti il sistema migliore per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla U.E..
 
A coloro poi che temono  un aumento dei costi della T.I.A. per l'avvio della P.A.P., ciò può essere giustificato dal fatto che tale metodo viene applicato in modo esclusivo e su piccola scala.
Avviare però una gestione dei rifiuti basata anche (non esclusivamente) sul Porta a Porta, ma nell'applicazione simultanea dei seguenti punti:
  1. Una gestione separata dei flussi di rifiuti urbani e speciali
  2. Eliminazione della possibilità di conferire rifiuti in forma anonima
  3. Raccolta differenziata di tipo domiciliare
  4. Raccolta differenziata spinta della frazione organica
  5. Riforma del sistema di gestione ordinaria dei rifiuti
  6. Introduzione simultanea della tariffazione puntuale su un'area vasta
  7. Offerta di un servizio specifico per le attività produttive, basato su tariffe trasparenti e meccanismi incentivanti
  8. Compostaggio domestico
  9. Massima detossificazione dei rifiuti residui
comporta una serie di vantaggi  tra cui la riduzione della T.I.A. e minori quantità di rifiuti in discarica (o all'incenerimento).
 
La raccolta porta a porta risulta quindi essere un mezzo, e non un fine, per raggiungere questi due importanti obiettivi.
Essi però devono esser perseguiti sia a livello comunale, con la diffusione della P.A.P., sia a un livello più ampio, ovvero apportando modifiche basate su questi nove punti al Piano Interprovinciale Rifiuti.
 
La mia mail ha quindi come scopo l'incitarvi ad applicare la P.A.P. con introduzione della T.I.A., poichè è materia di Vostra esclusiva competenza, ma anche e soprattutto a convincerVi nel condividere questo tipo di modello già applicato con successo in Veneto e Lombardia, e di farne partecipi anche i Vostri colleghi politici sia a livello provinciale che regionale.
 
L'approfondimento dell'argomento può essere trovato in questo link:
http://www.inforifiuti.com/documentazione/LariniProblemiSoluzioni.zip
mentre le osservazioni al P.I.R. spedite in Conferenza dei Servizi dallo stesso autore sono in allegato.
 
Sperando nel Vostro più vivo interesse alla questione Vi porgo distinti saluti.
Laura Baldi
...............................................................................
Consulta Corte Costituzionale: nessuna deroga sui rifiuti.
Sentenza  nr.158/2012 del 22/06/2012. Vedi su www.cortecostituzionale.it
 
Una sentenza chiara, anche per i cittadini.
 
La Corte Costituzionale ha emesso il suo verdetto: il livello di raccolta differenziata previsto per legge, 65% a fine 2012, non può essere derogato ed ogni comune lo deve necessariamente raggiungere. Stiamo naturalmente parlando di un traguardo minimo, non certo del massimo livello a cui una corretta gestione dei rifiuti consente di arrivare.
 
Il caso è nato in Piemonte dove una legge regionale aveva previsto sconti ai comuni ancora indietro nei livelli di differenziata raggiunti, coprendo queste insufficienze con i dati positivi ai minimi di legge previsti di altri comuni della stessa regione.
La Consulta è invece di altro parere.
E' lo Stato infatti che ha la competenza e la responsabilità sulle politiche ambientali, per cui gli enti locali non possono modificare a loro piacimento le indicazioni arrivate da Roma.
............................
Sentenza  158/2012GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE
Presidente QUARANTA - Redattore SILVESTRI
Udienza Pubblica del 05/06/2012    Decisione  del 18/06/2012
Deposito del 22/06/2012
Pubblicazione in G. U. 27/06/2012
Norme impugnate:Artt. 2, c. 7°, 7, c. 1°, 8, c. 2° e 26, c. 2°,
della legge della Regione Piemonte 11/07/2011, n. 10.

SENTENZA N. 158
ANNO 2012


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE
 
composta dai signori:
Presidente: Alfonso QUARANTA; Giudici : Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI,
 
ha pronunciato la seguente SENTENZA
 
nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 7, 7, comma 1, 8, comma 2, e 26, comma 2, della legge della Regione Piemonte 11 luglio 2011, n. 10 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria per l’anno 2011), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 9 settembre 2011, depositato in cancelleria il 15 settembre 2011, ed iscritto al n. 93 del registro ricorsi 2011   ............
..................
Per le ragioni sopra indicate, la potestà di concedere deroghe ai Comuni, nel caso in cui non sia realizzabile il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, appartiene allo Stato – titolare di competenza legislativa esclusiva in materia di ambiente, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. – e si inserisce nell’ambito di un’attività di programmazione, che coinvolge anche la Regione.
Quest’ultima pertanto non può disciplinare unilateralmente la concessione delle suddette deroghe, come invece stabilisce, in modo costituzionalmente illegittimo, la norma regionale censurata.
 
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 26, comma 2, della legge della Regione Piemonte 11 luglio 2011, n. 10 (Disposizioni collegate alla legge finanziaria per l’anno 2011);
2) dichiara cessata la materia del contendere in ordine alle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 7, 7, comma 1, e 8, comma 2, della medesima legge regionale n. 10 del 2011, promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli artt. 3, 117, primo e secondo comma, lettera s), della Costituzione, con il ricorso indicato in epigrafe.
 
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 giugno 2012.
F.to:
Alfonso QUARANTA, Presidente
Gaetano SILVESTRI, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 22 giugno 2012.
Il Direttore della Cancelleria
F.to: Gabriella MELATTI