VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comunni della Valdisieve e limitrofi.

venerdì 18 giugno 2010

Convegno a Follonica: Da rifiuto a Risorsa






NO, NON C’E’ TEMPO DA PERDERE


                                NO, NON C’E’ TEMPO DA PERDERE



Non bastano due mani per contare i NO di Renzi a discutere in Consiglio comunale la Valutazione di Impatto Ambientale per la stazione Foster. L’ultimo è stato lunedì 14 giugno.

E’ bene ricordare che Matteoli e Moretti hanno sempre cercato di scongiurare l’eventualità di una nuova VIA:“per non perdere altro tempo,” e “per non perdere tutti gli spazi commerciali fin qui previsti”.

Ora parrebbe che lunedì 21 il Sindaco sarà finalmente presente al dibattito e alla votazione sulla mozione presentata da diversi gruppi dell’opposizione e della maggioranza che chiede la procedura di VIA.
In quell’occasione Renzi avrà modo di ricomporre i fatti (i lavori per la TAV che procedono indisturbati) con le parole (la sua contrarietà alla stazione Foster e al buco sotto Firenze). Ancor più ci convincerà se sarà presente anche la sera all’Istituto Stensen dove il Comitato contro il sottoattraversamento ha indetto un’assemblea alla quale è stato invitato.
Intanto lo scorso 10 giugno il Comitato Ex Panificio Militare ha organizzato una partecipata assemblea di cittadini preoccupati per l’impatto dell’enorme scavo della nuova stazione AV nell’area degli ex Macelli, dello Scavalco, già realizzato al 50% e di tutte le opere collaterali, compreso il tunnel.
L’elenco dei pericoli, il dibattito sulle forme di autotutela, l’allarme per i disastri annunciati e probabili non deve però farci smarrire la capacità di ragionare sulla situazione che si sta determinando in città.
Per questo ci preme mettere a fuoco alcuni punti che dovrebbero essere chiari a tutti coloro che si oppongono a quest’opera.


Da dicembre scorso l’AV passa già da Firenze in superficie senza grossi problemi, dimostrando l’ininfluenza dell’opera ai fini dell’efficienza del nodo.
Il fatto che contemporaneamente ancora non si sappia se e come avverrà l’integrazione della nuova stazione AV con la stazione di S. M. Novella dimostra l’assenza da parte di RFI di un vero un modello di esercizio.
Ciò su cui insistere pertanto è la richiesta di ottimizzare un servizio già esistente che vede una quota di “Freccia Rossa” attestarsi a S. M. Novella, una quota a Campo Marte ed una piccolissima quota a Rifredi. Si tratta di incrementare, anche con provvedimenti transitori, l’interfaccia di queste stazioni con la città, potenziandone l’accessibilità e superando i disservizi, che si protrarranno per tutto il periodo non breve della costruzione del tunnel.
Mentre sta per iniziare lo scavo ci sono domande a cui RFI deve ancora rispondere:

· l’interscambio con il traffico locale avverrà nella stazione di superficie di Circondaria?


· o in S.M. Novella, collegata alla foster con un servizio di navetta ferroviaria ?


· o con un “people mover”?


· oppure con un trasbordo dei clienti di Trenitalia sulla Linea 2 della tranvia urbana?


· con la costruzione della linea dedicata dello scavalco, i collegamenti tra la linea proveniente da Pisa e la dorsale per roma saranno più facili o più difficili?

C’è anche da mettere nel conto la compatibilità di quest’opera con la difficile situazione finanziaria del Paese, tanto che non mancano le voci di un suo ridimensionamento. In sostanza non c’è una lira. Di conseguenza noi dovremmo insistere nel chiedere che non si inizi lo scavo fino a che tutta l’opera non sia stata interamente finanziata, pena il suo arenarsi poco dopo in una ennesima “incompiuta”.
E in effetti l’insistenza di RFI nell’anticipare i lavori dello scavalco di Castello può anche significare che, in vista di eventuali ridimensionamenti del progetto, ci si stia preparando a garantirsi comunque un attestamento a S.M. Novella, assicurandosi al contempo (con 4 binari) il collegamento con Campo di Marte e permettendo ai “Freccia Rossa” passanti di svincolarsi (in superficie) lungo il raccordo esterno.
I più virtuosi esempi europei dimostrano quanta capacità si possa ricavare dalle linee di superficie attraverso una gestione del traffico oculata e tecnologicamente avanzata.


Negli esempi europei non si costruiscono mai passanti sotterranei che non servano anche al traffico regionale e metropolitano, differentemente da quanto avverrebbe nel caso di Firenze.
Insomma questo progetto appare sempre più come una megalomania locale che fallisce clamorosamente tutti gli obbiettivi dichiarati. Primo fra tutti quello di mettere l’AV in connessione con S.M. Novella.

A difenderlo sono rimasti soltanto la vecchia nomenclatura politica, legata a doppio filo al mondo delle Coop tosco-emiliane, il sodalizio Matteoli-Conti (Ceccobao), qualche ex sindaco e qualche ex funzionario di RFI.
Persino certi settori di Confindustria locale esprimono disagio per le Grandi Opere che poi non si fanno e dichiarano che preferirebbero farne poche, piccole e sicure, visto che, a parte qualcuno, a loro non arriva niente.

Anche se la costruzione del sottoattraversamento e della stazione AV andasse a buon fine, e non si verificasse alcun danno al sottosuolo, alla stabilità delle case e alla salute dei cittadini si sarebbe prodotto comunque un danno permanente alla funzionalità del sistema dei trasporti e alla possibilità di pianificare in modo equilibrato il futuro di questa città.

Ecco perché parlare di altri progetti “migliori” in questo momento ci sembra poco utile, visto che per ora non si è riusciti a fermare la corsa verso questa calamità e visto che, peraltro, l’AV passa da Firenze e si ferma in superficie, senza alcun progetto e senza alcuna nuova stazione. Pensiamo piuttosto ad eliminare le effettive strozzature del sistema con l’obbiettivo del miglior uso possibile della risorsa ferroviaria ai fini della mobilità dell’area e per una sua più efficace collocazione nella rete delle “aree urbane”. A questo confronto reale con i bisogni della cittadinanza dobbiamo riportare le nostre istituzioni, non a uno sterile bilancio tecnico tra progetti.

Scopriremmo allora un sistema di priorità molto interessante sia dal punto di vista della efficacia che da quello del “sostegno all’economia ed all’occupazione”, molto più anticiclico e diffuso che non quello di portare a 6 il numero dei binari Nord- Sud in alcune parti discontinue del nodo fiorentino.

Ci limitiamo qui ad indicare alcuni provvedimenti da chiedere immediatamente:

· quattro binari continui tra Rovezzano e Rifredi, ai quali mancano solo due binari tra Romito e Rifredi stessa


· quattro binari con tracciato e armamento adeguato e “moderno” tra Rovezzano e Figline


· la continuità tra la linea di Pisa e la direttrice Nord- Sud per Roma


· l’interfaccia urbano (trasporto pubblico, parcheggi, accessibilità) per le stazioni fiorentine e quelle dell’intero bacino di traffico


· l’adeguamento dell’alimentazione delle linee e del segnalamento per materiali rotabili ad alta accelerazione ed elevato automatismo necessari per sistemi s-bahn (servizi ferroviari di bacino), la progressiva dotazione di materiale rotabile adeguato, ecc.

Mentre come cittadini mettiamo in atto le misure per difenderci dal disastro già in atto e da quello futuro, PRETENDIAMO DA SUBITO gli adeguamenti indispensabili alla mobilità quotidiana, ponendo le basi per un sistema ferroviario in rapido, costante miglioramento verso obbiettivi condivisi.

NON TRA 10 ANNI MA COMINCIANDO DA DOMANI!

Sotto con le foto.......

Vi segnaliamo una iniziativa lanciata dal fotografo Oliviero Toscani, l'ex presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali l'archeologo e direttore della Scuola Normale di Pisa, Salvatore Settis, il FAI e il neosoprintendente di Venzia Vittorio Sgarbi.
L'iniziativa è quella di documentare lo scempio urbanistico e ambientale del paesaggio italiano.
I cittadini dovranno mandare le loro fotografie per mail all'indirizzo info@nuovopaesaggioitaliano.it ,  o per mms al numero 338.1163674, tramite skype a: nuovopaesaggioitaliano. Per info, tel: +39 050 532529 - su facebook: nuovopaesaggioitaliano.
Il sito internet dove saranno archiviate le foto è: http://www.nuovopaesaggioitaliano.it/  , una prima mostra avverrà il 10 luglio a Suvereto.

leggi l'articolo di qualche giorno fa ( sul Corriere)

 Sotto con le foto dell' INCENERITORE ! ! ! ! !

lunedì 14 giugno 2010

Stato dell’arte su Inceneritore di Testi

Cosa si prevede a Testi

Come tutti sapete esiste già da tempo un Cementificio che opera nella zona di Testi.

Nello scorso decennio, sempre lì, venne installato un gassificatore che però in pratica non ha mai funzionato, poiché progettato per bruciare biomasse e non rifiuti.

Ora sono stati dati i permessi per installare una centrale elettrica a turbogas da 50 Mw e si prevede la costruzione di un inceneritore (termovalorizzatore) dove si bruceranno 80.000 tonnellate annue di rifiuti di tutta la Provincia di Firenze.
Questo deve metterci tutti in guardia, perchè nonostante quello che cercano di farci credere i nostri governanti, anche i migliori impianti di incenerimento (termovalorizzazione) producono emissioni molto dannose per la salute. La dannosità degli impianti di incenerimento di ultima generazione non è una opinione, ma è un fatto dimostrato scientificamente a livello internazionale.
A tale proposito, vi suggeriamo la visione del video "Montanari e le nanoparticelle", nel quale si spiega in dettaglio la pericolosità di tali impianti.
Se un solo impianto di incenerimento può produrre risultati del genere cosa potranno mai fare tre impianti (cementificio, turbogas e termovalorizzatore) funzionanti contemporaneamente nella stessa zona?

La posizione del Comitato Chianti Senza Inceneritore

Noi riteniamo che sia giunto il momento di adottare altre soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti:

-raccolta porta a porta differenziata e puntuale (cioè meno rifiuti indifferenziati conferisci meno paghi)

-ulteriore cernita a freddo

-riutilizzo delle materie prime così ricavate

Simili pratiche si sono dimostrate efficaci e di successo a beneficio dell'ambiente e delle comunità residenti. Già da anni esistono molti comuni e province "virtuose", che hanno deciso di intraprendere una strada alternativa a quella dell'incenerimento a cottimo e delle discariche, scommettendo su una raccolta differenziata spinta e investendo sulla maturazione dei propri cittadini. Queste scommesse hanno portato comuni anche vicini al nostro (per esempio Capannori, in provincia di Lucca) a superare in pochi anni la soglia dell'80% di raccolta differenziata. E' chiaro che raggiungendo queste percentuali (noi siamo attualmente al 35% circa) diventa assurdo parlare di incenerimento.

Come se non bastasse alcuni di questi comuni e province si stanno impegnando per arrivare vicini al 100% (obiettivo rifiuti zero), volete sapere come?

Un esempio è il Centro Riciclo di Vedelago (Treviso) dove sono riusciti a riciclare il 98% dei rifiuti di quasi un milione di persone.

Vi consigliamo di vedere questo video che illustra il funzionamento del Centro Riciclo di Vedelago: Cliccate quiTutte queste politiche politiche portano diversi benefici a livello economico, lavorativo e ambientale:
aumento dei posti di lavoro, un centro di riciclaggio crea più posti di lavoro di un inceneritore e stimola la realizzazione di imprese per il riciclo dei materiali, miglioramento della qualità dell’aria e di conseguenza della salute, conservazione delle caratteristiche salutistiche ed organolettiche dei prodotti pregiati (vino, olio, allevamenti, latte, formaggio, ecc...), nessun impatto sulla salute umana, mantenimento del valore degli immobili, mantenimento del flusso turistico, ritorno di immagine, diventare una zona all'avanguardia nel campo della sostenibilità porta una pubblicità positiva, minori costi e tempi più brevi per realizzazione degli impianti.
Infatti, i costi di costruzione degli inceneritori sono circa dieci volte maggiori rispetto a quelli necessari per creare un centro di riciclaggio moderno. Da notare che questi costi ricadrebbero sui contribuenti. Oltre al costo di costruzione di un inceneritore va aggiunto il costo delle spese sanitarie per i danni alla salute per i decenni a venire.

Attività del Comitato Chianti Senza Inceneritore nel mese di Maggio

19 maggio 2010

Incontro con Arpat e Comune, presente il Comitato Chianti senza Inceneritore

Bisogna innanzitutto rilevare che, come Arpat ha dichiarato di fronte alla Commissione Ambiente del Comune di Greve: la legge italiana, adeguandosi alla normativa europea, consente al presunto inquinatore di auto controllarsi per quanto attiene i fumi e richiede al controllore pubblico, Arpat appunto, di effettuare controlli programmati, che poi si limitano a prendere visione dei registri riportanti i dati rilevati dal controllato.

E’ evidente che una tale operatività non garantisce in alcun modo la bontà dei dati dichiarati. Infatti a fronte di emissioni sostanzialmente innocue, la qualità dell’aria rilevata dalla centralina di Passo dei Pecorai risulta più volte “scadente”.

Diverso il discorso per le rilevazioni acustiche: a fronte di denuncia di parte è possibile effettuare misurazioni non programmate che infatti hanno portato in un primo momento alla chiusura dell’impianto e successivamente ad alcuni lavori di adeguamento da parte di Sacci per rientrare, anche se di poco, nei parametri di legge. Quando si aggiungeranno però anche il rumore prodotto dalla centrale a turbogas e dall'eventuale inceneritore che cosa faranno?

27 maggio 2010

Resoconto della votazione del Consiglio Comunale di greve in Chianti sulla mozione per fermare l'inceneritore

Il 27 maggio veniva discussa e votata una mozione per fermare l'inceneritore. Il Consiglio Comunale si è rifiutato di prendere una posizione netta a tal proposito, per non voler affrontare possibili rimostranze dai Comuni vicini. La coalizione di maggioranza ha richiesto alla provincia che prima di procedere alla costruzione vengano richieste la VIS (Valutazione dell’Impatto sull'Ambiente) e la VIA (Valutazione dell’Impatto sulla Salute), che comunque sono obbligatorie per legge.

Peraltro è poi difficile che le due valutazioni siano sfavorevoli, visto che è proprio la provincia che deve richiederle e quindi pagarle !!!

La posizione del Sindaco di non pronunciarsi in modo chiaro contro la costruzione dell'inceneritore, anche se ufficiosamente disallineata dalla politica del PD, in realtà consente alla provincia di proseguire e fare ulteriori importanti passi per confermare e andare avanti con l'attuazione del vecchio piano di gestione dei rifiuti interprovinciale, che comprende anche la costruzione dell'inceneritore a Testi.

Anche ammettendo che il sindaco riesca a prendere tempo e cerchi di rallentare il processo di costruzione dell'inceneritore, quando la VIA e la VIS saranno state accettate la prossima giunta potrà fare ben poco per opporsi alla realizzazione dell'impianto.

29 maggio 2010

Incontro con Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food e Movimento Città Slow

In questa occasione abbiamo consegnato una nostra lettera con invito a rivedere lo statuto delle città Slow dove all'allegato C si prevede l'obbligatorietà di un termovalorizzatore nel territorio del comune che entra nel Movimento.

Scelta forse giustificabile nel 1999 anno in cui fu redatto lo statuto per opporsi all'uso delle discariche. L'inceneritore poteva all'epoca risultare un'alternativa valida, ma al giorno di oggi, attraverso molti studi scientifici, ne è stata appurata la dannosità per la salute. Quindi tutto ciò risulta paradossale, soprattutto visto l'esistenza di alternative migliori sotto ogni punto di vista.

L'incenerimento risulta essere una pratica obsoleta, pericolosa per la salute e in contrasto con la salvaguardia dei patrimoni agroalimentari locali che lo stesso Carlo Petrini auspica.

Attraverso il nostro sito web http://www.chiantisenzainceneritore.it/  o attraverso i social network Facebook e Twitter potrete rimanere aggiornati sulle ultime novità riguardo all'inceneritore.

Si prega di inoltrare questa email a tutti coloro che ritenete interessati.

Per iscriversi a questa newsletter basta andare alla pagina www.chiantisenzainceneritore.it/partecipa  e seguire le indicazioni.

Il 26 di giugno una rete di Associazioni, Enti, privati cittadini e movimenti scenderanno nelle piazze dei Capoluoghi Italiani per dire NO al nucleare.


Una rete di associazioni molto ampia promuove la giornata del No al nucleare e tutti i comitati, gli enti e i gruppi possono aderire. "Organizzeremo per le strade delle nostre città, una marcia dei cittadini che vogliono riprendere in mano il proprio futuro e riappropriarsi delle scelte che incideranno sul diritto alla salute, alla vita e alla sicurezza - dicono gli organizzatori - Fiori gialli, simboli della natura e della vitalità sfileranno insieme a maschere antigas e immagini di un probabile futuro con il nucleare. Percorreremo le strade maggiori sino a giungere nella piazza, dove sarà distribuito materiale informativo. Sarà una prima grande manifestazione civile, dunque apartitica, che segnerà l'inizio di un lungo cammino insieme , con l'obiettivo di contrastare la politica energetica scelta per il nostro paese. Il giallo sarà il colore distintivo della giornata: il giallo che segnala una zona di pericolo nucleare e il giallo dell'emblema per l'energia rinnovabile, il sole.

Dove? Ci mobiliteremo in ogni Capoluogo Italiano, organizzando autobus da tutte le altre province vicine per raggiungere la manifestazione a costi accessibili per tutti. Invitiamo chi non potesse partecipare a mostrare dai balconi e dalle finestre uno striscione, realizzato anche con cartoncino e pennarello nero, con su scritto: "IO DICO NO AL NUCLEARE". Per aggiungere la tua città scrivi una mail, indicando Nome, Cognome, località, indirizzo mail e recapito cellulare".

Per aderire clicca qui

Una proposta di legge di iniziativa popolare è stata depositata il 7 giugno in Cassazione dal Comitato "Si alle Rinnovabili - No al Nucleare". Su di essa l'obiettivo dei promotori è di raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento (in sei mesi, contando dalla data del primo modulo vidimato). Per leggere la proposta di legge clicca qui

fonte: http://www.aamterranuova.it/article4694.htm

venerdì 4 giugno 2010

AMBIENTEFUTURO NEWS, 3 GIUGNO 2010: NUOVA ENERGIA PER RIFIUTI ZERO DA TERRA FUTURA, INTANTO DECOLLANO IL CENTRO DI RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI E LA ZWIA ITALY


DA FIRENZE NUOVI “PEZZI DI FUTURO”.
La spesa per allestire lo stand “verso rifiuti zero” a Terra Futura è stata elevatissima ma il successo ottenuto ripaga l’impegno profuso. A parte il GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO ottenuto dalla conferenza di PAUL CONNETT il 29 maggio (vedi il video http://www.ambientefuturo.org/  ) in cui oltre a presentare i 10 passi verso rifiuti zero ed il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori è stato possibile comunicare LO SCANDALO DELL’INCENERITORE DI PARMA (vedi intervento di EMANUELA BAISTROCCHI su http://www.ambientefuturo.org/  ) e discutere della attualità della nuova normativa sui rifiuti siciliana analizzata da PATRIZIA LO SCIUTO e da PAOLO GUARNACCIA ( video dell’intervento http://www.ambientefuturo.org/  );

a parte questo evento sono stati tanti altri i momenti “alti” da registrare: dal riuscito INCONTRO NAZIONALE DI DIRITTO AL FUTURO per fare il punto sulla vertenza contro i cip6 http://www.dirittoalfuturo.it/  (da cui è possibile aderire anche a distanza alla vertenza contro la TRUFFA ) all’ incontro con le “buone pratiche” di EFFECORTA, il negozio di Capannori che vende tutto sfuso e da filiera corta (è intervenuto Pietro Angelini) e con ECOBIMBI che fabbrica i pannolini riutilizzabili (con Andrea Nervi); dall’incontro sull’imbroglio della combustione delle biomasse ALLA COSTITUZIONE DEL GRUPPO PROMOTORE DELLA ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE ITALY. Infine un grazie particolare AL COLLETTIVO DI AGRARIA DI FIRENZE senza il cui contributo logistico e organizzativo e il suo entusiasmo (in particolare di Antonio Di Giovanni che ha redatto, tra l’altro, un’agile guida descrittiva del percorso verso rifiuti zero- vedi su http://www.ambientefuturo.org/  ) non sarebbe stata pensabile la promozione di questo “evento nell’evento” , a MARINA VIDAKOVIC e a LUCA ROGGI che con “soldi zero” hanno curato il progetto e l’allestimento dello stand.

NASCE ZWIA ITALY

Forse è propria questa la novità più rilevante emersa dalla “tre giorni” di rifiuti zero a Terra Futura.

Infatti, come annunciato dalle circa 10.000 brossure diffuse nei giorni precedenti la mostra, E’ STATO COSTITUITO IL GRUPPO PROMOTORE DELLA ZERO WASTE INTERNATIONAL ALLIANCE ITALIANA con lo scopo di intensificare i rapporti internazionali con le esperienze Zero Waste (che, ricordiamolo, rappresenta un movimento soprattutto internazionale). Non casualmente la sua costituzione è avvenuta alla presenza di Paul Connett e appena dopo la sua presentazione dei 10 passi verso rifiuti zero. Altra finalità dell’ALLEANZA RIFIUTI ZERO sarà quella di interfacciarsi con quelle realtà amministrative che manifestano apertura coerente alle buone pratiche a partire da quelle che hanno già adottato anche a livello formale la strategia rifiuti zero. Infine la ZWIA Italy avrà anche lo scopo di socializzare competenze e capacità per avviare anche un concreto spazio formativo per non addetti ai lavori . TUTTE LE ATTIVITA’ DELLA ZWIA SARANNO A TITOLO GRATUITO e complementari a quelle sostenute dalla Rete Italiana Rifiuti Zero ( a cui la ZWIA Italy aderirà seppur con compiti maggiormente rivolti ad attuare l’alternativa rifiuti zero all’incenerimento) e dalla miriade di gruppi ed associazioni locali a cui, se richiesto, darà il suo supporto di expertise gratuito.

Il gruppo promotore rimane aperto alle adesioni e il “documento fondativo” è rappresentato da quello approvato dal quinto incontro mondiale della ZWIA avvenuto a Napoli nel febbraio 2009 ed integrato con il documento finale approvato a Puerto Princesa nel sesto incontro mondiale svoltosi a novembre nelle Filippine intitolato “soil is the solution” ( i suddetti documenti sono consultabili su http://www.ambientefuturo.org/  ) . Naturalmente e per maggiore sintesi si raccomandano anche le slides presentate da Paul Connett ai due incontri tenuti all’ONU su invito delle Nazioni Unite (l’ultimo avvenuto il 5 maggio) che in modo chiaro indicano i DIECI PASSI PER RAGGIUNGERE RIFIUTI ZERO.

Ad oggi il gruppo promotore che si riunirà a settembre è formato da: Antonio Di Giovanni, Patrizia Lo Sciuto, Paolo Guarnaccia, Emanuela Baistrocchi, Gianfranco Drogo, Enza Autolitano, Stefania Brandinelli, Marco De Gennaro, Pasquale Allegro, Maria Elena Celentano, Gabriella Denisi, Claudio Tamburini, Luca Roggi, Marina Vidakovic, Bruno Chigi, Andrea Nervi, Pietro Angelini, Fabio Lucchesi, Rossano Ercolini, Pier Felice Ferri, Maria Giuseppina Abate, Alessandro Michelini, Enzo Favoino, Christina Townsend, Federico Armani, Nicoletta Paci, Roberto Viani …per adesioni: ambientefuturo@interfree.it  .

IL PROGETTO “PASSI CONCRETI VERSO RIFIUTI ZERO”, AL CUI INTERNO SI PREVEDE IL CENTRO DI RICERCA ZERO WASTE DEL COMUNE DI CAPANNORI E’ STATO AFFIDATO AD “AMBIENTE E FUTURO PER RIFIUTI ZERO

Con regolare gara promossa dal Comune di Capannori il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, primo del genere in Italia, prende “corpo istituzionale” . Il responsabile del progetto sarà Rossano Ercolini. Saranno Luca Roggi e Marina Vidakovic (progettisti), Pietro Angelini di Effecorta (riduzione degli imballaggi nel settore commerciale) , Patrizia Lo Sciuto (comunicazione e scuola) a costituire il “team operativo”.

Paul Connett sarà il presidente del Comitato Scientifico composto anche (ma altri nominativi verranno coinvolti dal mondo universitario e non solo) da Enzo Favoino, Roberto Cavallo (esperti di gestione dei rifiuti) e Paolo Guarnaccia (ricercatore all’Università di Catania) membri di questo organismo. Sei le funzioni principali del progetto: censire le “buone pratiche” a livello nazionale ed internazionale, studiare il “residuo”, implementare la intercettazione dei vari flussi di scarto, avviare concretamente processi di riprogettazione dei rifiuti (materiali e/o imballaggi) ad oggi non riciclabili (o non facilmente riciclabili) o compostabili, favorire un “mercato locale”dei materiali intercettati con il porta a porta, favorire iniziative concrete di riparazione/riuso/decostruzione, individuare e denunciare inquinanti tossici negli imballaggi e negli scarti per favorire produzioni pulite e la Responsabilità Estesa del Produttore.

Per alcuni di questi aspetti sono allo studio forme concrete di collaborazione con l’associazione OCCHIO DEL RICICLONE. L’attuazione del progetto si fonda naturalmente in un contesto di forte sinergia con l’assessorato all’ambiente, con gli uffici comunali e con l’ASCIT (l’azienda di raccolta dei rifiuti). Non mancheranno modalità concrete di coinvolgimento del CONAI , delle categorie produttive, del mondo universitario (non solo professori ed accademici ma anche studenti), delle scuole tecniche ed artistiche.

NUOVO IMPULSO ALLA VERTENZA CIP6

L’incontro di Firenze a Terra Futura è servito a fare il punto sulla vertenza e grazie alla presenza al completo del collegio di avvocati ha individuato le modalità per presentare le prime “vertenze pilota”. Intanto la vertenza si diffonde in altri territori, cosi’ dopo aver preso piede a Bolzano è partita in Lomellina e il 25 partirà, nel corso di un convegno partirà a Viterbo mentre in Toscana è arrivata nel Chianti e nel Mugello. CHI VOLESSE UNIRSI A QUESTA BATTAGLIA CONTRO UNA DELLE TRUFFE PIU’ COLOSSALI DELLA REPUBBLICA PUO’ FARLO CONSULTANDO IL SITO: www.dirittoalfuturo.it

Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi, Pier Felice Ferriù
altro su: http://www.dirittoalfuturo.it/