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martedì 2 febbraio 2010

Veolia: “SCIVOLARE SU UNA TORTA”

Sesto F.no 25 gennaio 2010


Comitato contro gli inceneritori, Sesto Fiorentino

Veolia: “SCIVOLARE SU UNA TORTA”

Sui numeri non si dovrebbe discutere, difficile che la matematica possa essere una opinione, di Veolia conosciamo episodi controversi nella conduzione di impianti di incenerimento (questa potrebbe essere una analisi fatta da soggetti in conflitto di interessi, che costruiscono o gestiscono inceneritori quindi potrebbero agire “pro domo sua”), la diffidenza è motivata.

Risulta che Veolia abbia tra l’altro presentato domanda di partecipazione alla procedura di gara relativa alla scelta di un socio privato di minoranza per Newco -costituenda società mista- cui verrebbe affidata la progettazione, costruzione e gestione dell’impianto di Case Passerini, nel comune di Sesto Fiorentino



In questo caso ci riferiamo al lavoro commissionato da Veolia a titolo “Dalla Scarsità all’Infinito Sintesi del «Panorama mondiale dei rifiuti 2009»” presentato alla Bocconi di Milano.



Come volevasi dimostrare…. Chi vuole gli inceneritori si arrampica sugli specchi e spesso imbroglia, possiamo citare:

- Nella nostra “piccola” città di Sesto nel recente passato, Legambiente nel volantino “allegato” al giornale dell’Amministrazione recapitato a tutte le famiglie di Sesto in cui si gonfiavano di oltre 3 punti le percentuali di Raccolta Differenziata per accreditarsi come comune virtuoso e in regola,

- Il prof. Veronesi e equipe che ribalta i risultati di un importante studio inglese, per benedire gli inceneritori,

- Veolia che ha ordinato questo rapporto mondiale, presentato alla Bocconi di Milano in questo caso, (o chi traduce per Veolia o chi presenta alla Università Bocconi o, o, o, o…)

Nessuno degli estensori ha controllato la scrittura ufficializzata, oppure è stato fatto a sommo studio. Ci prendono per scemi che non sanno fare di conto. Lo studio di Veolia avrà sicuramente una sua utilità, tra l’altro questa che abbiamo letto (vedere sul Blog di “Un’altra Sesto è possibile”) è una sintesi quindi non si può sapere se qualche forzatura o inesattezza siano riferibili a questa forma di “riassunto sintetico”…



Il gioco si scopre nelle ultime pagine di questa sintesi dove pur riconoscendo in qualche modo le scelte “virtuose” degli Stati Uniti, presentano un grafico a torta con cifre clamorosamente sbagliate sulla percentuale di incenerimento negli USA!

Guardare un grafico riassuntivo è più semplice che leggere decine di pagine e se ci si ferma alla prima impressione e ci si fida ecco raggiunto lo scopo! Far credere che l’incenerimento è in ripresa negli USA e viene considerata una soluzione! I Comitati e le Associazioni che vanno dicendo da anni che negli USA non si costruiscono più inceneritori anche per calcoli di convenienza economica e quindi danno a noi in questo campo un esempio da seguire, sono sbugiardati in men che non si dica! Anche a livello sestese in varie occasioni siamo stati tacciati di pazzi e utopisti,quando parlavamo delle pratiche virtuose attuate negli USA; l’allora vice sindaco Martini in una assemblea sull’inceneritore a Quinto Basso in cui ci eravamo infiltrati usò addirittura la parola “cialtroni” per definirci.

E chi mai potrebbe mettere in discussione un lavoro presentato alla Bocconi? Parimenti, chi potrebbe mettere in discussione Veronesi?

Noi li mettiamo in discussione! Noi, che abbiamo gli occhi aperti, quando dicono queste pericolose bugie bisogna denunciarlo, sia che si tratti di Legambiente, di Veronesi o della Bocconi!

Mariangela Sirca, Comitato contro gli inceneritori, Sesto Fiorentino


Nota: Un curatore dello studio in questione accredita in parti di complemento dello studio stesso, gli USA di incenerire il 13,5% circa anziché il 36% attribuito nella “torta”.


Il gigante americano: il più grande produttore di rifiuti

Gli Stati Uniti sono il produttore di rifiuti più grande del mondo con oltre 226 milioni di tonnellate di rifiuti

urbani raccolte nel 2006.

Dal punto di vista normativo la materia è disciplinata da una legge del 1975 più volte soggetta ad emendamenti, nello stile legislativo statunitense, il più importante dei quali risale al 1984.

Il soggetto più importante di attuazione della politica ambientale americana è l’EPA che nel 1989 ha adottato una strategia di intervento sui rifiuti del tutto simile a quelle disegnate dai Piani di intervento comunitari con la strategie delle 4 R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico).

In termini generali salta alla vista il ruolo ancora predominante delle discariche che accolgono ancora oggi oltre il 50% dei rifiuti urbani, anche se si assiste ad una progressiva e drastica riduzione dei siti (dai 6.300 degli anni ’90 ai 1754 del 2006). Si stima che la capacità di stoccaggio residua sia di 19 anni anche se varia molto da luogo a luogo, con maggiori difficoltà nelle grandi città.

Questo ha portato, anche sulla base di considerazioni economiche, a stimolare le attività di riciclaggio. È il caso di New York che, forte di uno studio che ha determinato il costo del riciclaggio per tonnellata raccolta inferiore a quello per la messa in discarica (50 dollari contro 70 per quanto riguarda il vetro), ha lanciato dal 2004 una forte campagna di sostegno alla raccolta differenziata. Sempre in termini di sostegno al mercato delle materie prime seconde si deve segnalare il programma, voluto dall’EPA, di coinvolgimento degli enti pubblici nell’acquisto di materiali riciclati. Il forte potere di acquisto dell’amministrazione americana, che vale circa 8 punti di PIL, ha determinato uno spiccato orientamento del mercato verso il recupero e la commercializzazione delle materie prime seconde e dei manufatti a partire da materiali riciclati.

A livello nazionale la situazione in termini di sistemi di trattamento e smaltimento è piuttosto semplice, come
evidenzia il grafico sottostante: