VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

5 OTTOBRE ore 21.00 | proiezione video: LA BUONA STRADA FERRATA

Proiezione nella sala del consiglio di Rufina,
con la presenza della regista Veronica Citi.

Un viaggio lungo la linea della ferrovia nell'anello Valdisieve - Mugello - Firenze, attraverso le parole e l'esperienza di chi lo usa spesso o vorrebbe poterlo usare di più.
Un auspicabile scenario di TRENO METROPOLITANO nell'hinterland fiorentino come alternativa alla mobilità su gomma soprattutto per i pendolari che si spostano maggiormente negli orari di punta di partenze e ritorni, per motivi di studio e lavoro, ma anche per tutti gli altri che vorrebbero raggiungere le loro mete in tranquillità, in modo sostenibile e se possibile con una migliore qualità ed economicità.
Il paradosso di "Downs Thomson" spiegato dal Prof. Alberti ossia come investire in ulteriori e nuove strade possa per assurdo, nel tempo, portare ancora più congestione sia nelle strade esistenti che in quelle nuove. E allo stesso tempo disincentivando l'uso del servizio pubblico si corre il rischio di sempre minori investimenti sul ferro.
Oggi più che mai, il treno diventa, insieme a piste ciclo-pedonali e altre iniziative sostenibili, un filo diretto tra la città di Firenze e un territorio di grandi potenzialità, ma proprio per questo da salvaguardare e rispettare nei suoi elementi di pregio e di possibile attrattiva.

Prodotto dall'Associazione "Vivere in Valdisieve"
Regia, riprese e montaggio: Veronica Citi
Con:
Prof. Francesco Alberti (UNIFI)
Prof. Alessandro Fantechi (AMT Toscana)
Maurizio Izzo (comitato pendolari del Mugello "Attaccati al treno")

martedì 10 aprile 2018

Pali e cavi in piazza della Stazione, Italia Nostra: "Amministrazione sta distruggendo patrimonio Unesco"

(foto da Facebook)

(foto da Facebook) 

"Non sono passati troppi mesi da quando, con stupore, la cittadinanza fiorentina fu sorpresa dal taglio dei pini storici di Piazza della Stazione, ultima prospettiva novecentesca di verde urbano bene inserita nel contesto urbanistico creato dal Gruppo Toscano di architetti ruotanti attorno a Michelucci, negli anni '30 del secolo scorso. La scusa del taglio di quei pini, ovvero l'inganno, fu ricercata nella ragione di messa in sicurezza e in un incerto stato fitosanitario di quelle piante, stato tra l'altro mai comprovato, poiché il corpo del reato, i tronchi abbattuti, furono velocemente eliminati. In realtà, l'unica vera ragione fu quella di dovere fare spazio ai cantieri della tramvia. Complice fu poi la Soprintendenza, che non solo aveva approvato in passato il passaggio della tramvia, ma l'estate scorsa anche il taglio dei pini. Ora pare che la Soprintendenza faccia lascrime di coccodrillo... A tutto questo dobbiamo aggiungere lo sventramento di parte del giardino del Palazzo dei Congressi lungo via Valfonda. Che schifo! Dopo l'inganno, dunque la beffa. La beffa è proprio quella “foresta di pali” in metallo – come hanno ricordano recentemente i giornali – e quell'intrico di fili, che si sono in questi giorni materializzati alla vista, non dei distratti turisti, ma dei residenti, quei fiorentini che ben conoscono la loro città e le cui istanze mai sono state prese in seria considerazione (si pensi all'inascoltato Referendum sulla Tramvia di dieci anni fa). Ci troviamo dunque in una situazione – paradossale – in cui i fiorentini si devono difendere dai danni paesaggistici e urbanistici arrecati da un'amministrazione che, in modo incompetente ed arrogante, sta distruggendo una città unica al Mondo e certificata patrimonio dell'umanità UNESCO. Siamo all'assurdo di un uso patrimonialistico della cosa pubblica da parte di amministratori che si dicono per giunta democratici.   Al posto dei pini tagliati hanno messo dei sostituti (piante della stessa specie di circa 2,5 m) che ora soccombono sotto la “natura artificiale” di quei tubi verticali e di quei fili elettrici, degni di un qualsiasi snodo ferroviario e non del centro storico di Firenze! Auspichiamo un ripensamento nel procedere coi lavori, da parte degli amministratori comunali, non fosse altro per non buttare via altri milioni di euro, inutilmente (per ora, pare, 741 mln per le rotaie d'oro delle due linee tramvia). Non possiamo permettere che assieme alle altre Grandi Opere, la tramvia contribuisca all'affossamento definitivo della città.   Un tempo, a Firenze, si spendevano tanti soldi per belle opere gradite alla cittadinanza, oggi se ne spendono molti di più per abbrutire e degradarne il paesaggio. La bellezza – così falsamente e retoricamente – passata di bocca in bocca tra gli ultimi Sindaci, nasconde l'inganno semantico di una parola che oramai ha perso ogni riferimento con la realtà cittadina. Come ambientalisti siamo indignati". 

Lorenzo Orioli (Coordinamento Cittadino Tutela delle Alberature) 
Mario Bencivenni (Coordinamento Cittadino Tutela delle Alberature) 
Leonardo Rombai (Italia Nostra - Firenze)