VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

lunedì 3 aprile 2017

PRESENTATE LE OSSERVAZIONE SUL PROGETTO "PONTI DI VALLINA"



Spett.li:
                                                                                                   Regione Toscana
Settore VIA – VAS – Opere pubbliche
Di interesse strategico regionale
Piazza dell’Unità Italiana, 1 – 50123 Firenze (Fi)

e p.c.
ANAS  S.p.A.
Direzione Progettazione e Realizzazione Lavori
Via Luigi Pianciani 16 – 00195 Roma (Rm)
ANAS  S.p.A.
Progettazione e realizzazione Lavori Ingegneria e
Sviluppo Rete Ambiente
Via Monzambano, 10 – 00185 Roma (Rm)
ANAS  S.p.A.
Ufficio per le espropriazioni del Compartimento per
la viabilità della Toscana
Viale di Mille, 36 – 50131 Firenze (Fi)

Autorità regionale per la garanzia e la promozione
della partecipazione via Cavour, 18 - 50129 Firenze (Fi)

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
per la città metropolitana di Firenze e per le
province di Pistoia e Prato
Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 - 50125 Firenze (Fi)

Autorità di Bacino del Fiume Arno
Via de’ Servi, 15 - 50122 Firenze (Fi)

Comune di Bagno a Ripoli
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Piazza della Vittoria, 1 – 50012 Bagno a Ripoli (Fi)


Comune di Fiesole
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Via Portigiani 24/27 - 50014 Fiesole (Fi)

Comune di Firenze
Settore Urbanistica, Edilizia e Lavori Pubblici
Piazza San Martino 2 - 50122 Firenze (Fi)

Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilita'
Via Mannelli 119/i - 50132 Firenze (Fi)

Città Metropolitana di Firenze
Via Cavour 1 - 50129 Firenze (Fi)

Oggetto: OSSERVAZIONI CONGIUNTE ASSOCIAZIONE VALDISIEVE E ASSOCIAZIONE  “VIVERE IN VALDISIEVE” sul Progetto “S.S. 67 “Tosco-Romagnola”. Variante dell'abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull'Arno e riclassificazione della S.P. 34” - Proponente ANAS  Spa.

I sottoscritti
- Fernando Romussi, ......................................
In qualità di Presidente pro tempore dell’Associazione Valdisieve (CF: 94135290487),
con sede legale in Rufina, Loc. Selvapiana, 45 -50068- (FI);

- Roberta Vigna, ...............................................
In qualità di Presidente pro tempore della “Associazione Vivere in Valdisieve “  (CF: 94178730840)
con sede legale c/c Avv. Duccio Sebastiani, Firenze in Viale E. Torricelli n. 15 – CAP-50125 (FI).

Osservano e trasmettono le seguenti OSSERVAZIONI:
1    -      PREMESSA:
Le nostre Associazioni si occupano ormai da molti anni di temi ambientali e agiscono in prevalenza nei territori della Valdisieve. In diverse occasioni abbiamo però contribuito con osservazioni e quanto altro ci era possibile fare, ad altre istanze anche fuori dal nostro territorio, purché sempre temi ambientali improntati alla tutela del territorio, del paesaggio e della salute.
La questione dei doppi ponti di Vallina, si raccorda bene ai nostri scopi statutari in quanto si tratta di una strada che si ricollega anche alla Valdisieve e quindi a tutto ciò che di migliorativo o peggiorativo ne possa scaturire. Se vogliamo è il precursore del prossimo progetto insensato del Bypass di Rufina, per certi versi similare al progetto in oggetto, che interessa di nuovo la SS67.
Ovviamente non ci possiamo esimere dall’esprimere anche in questa occasione, la cosa che più ci sta a cuore e cioè una mobilità sostenibile che affronti principalmente i disagi che i pendolari (ma non solo) vivono sulle loro spalle ogni giorno per non poter disporre di un efficiente trasporto pubblico locale (TPL).
Riteniamo infatti che prima di ogni altra NUOVA strada si debba investire nel TPL, rendendolo efficiente, moderno, economicamente vantaggioso, con corse più frequenti in modo che si possa attrarre sempre più persone al suo utilizzo, e nel fare ciò diminuire il numero delle auto da e verso la città per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio.
Eventuali investimenti dovrebbero essere utilizzati per migliorare con Piccole Opere, le strade già presenti adeguandole dove possibile. Nelle quali adottare quelle strategie che mettano in sicurezza i pedoni, i ciclisti e gli automobilisti. Ovviamente se il grosso dei finanziamenti viene riversato su Grandi Opere, anche se riguardanti piccoli tratti in chilometri, rimarrà sempre meno da investire per tutto il resto.
A fine anno 2014 abbiamo organizzato a Pontassieve un convegno dal titolo: “CON IL TRENO SI PUO’”. Promossa da Associazione “Vivere in Valdisieve e organizzata da: AMT - Associazione per gli studi sulla mobilità in Toscana, Legambiente Toscana, Università di Firenze – Unità di ricerca “Sostenibilità urbana progetti e ricerche” (Dipartimento di Architettura); con i contributi di: Francesco Alberti (Università Firenze), Fausto Ferruzza (Presidente Legambiente Toscana), Maria Rita Gisotti (Università Firenze), Tommaso Tiberti (Sindaco di Marradi), Giovanni Mantovani e Alessandro Fantechi (AMT Toscana), Massimiliano Pescini (delegato città Metropolitana)[1].
Un convegno che in estrema sintesi cercava di mettere in discussione il modello di investimenti per nuove opere infrastrutturali (in molti casi non necessarie, ma con il consumo di altro territorio), a discapito di altri tipi di investimenti che, come si evince dal titolo stesso, dovrebbero essere dirottati in modo massiccio su interventi per migliorare la mobilità su Ferro.
In un momento storico in cui Firenze è impegnata con i lavori per fare la Tramvia (di cui una linea è prevista anche su Bagno a Ripoli), ci si aspetterebbe maggiore coerenza su tutte le scelte di viabilità. Ci si aspetterebbero infatti investimenti volti a valorizzare i binari che già  collegano Firenze con i paesi che si trovano lungo la SS67 e SP34 (e non solo) attraverso la trasformazione dell’attuale servizio di trasporto pubblico locale (a servizio regionale) in una metropolitana di superficie, che potrebbe costituire un naturale prolungamento della tramvia. La ferrovia esistente, come rivelavamo nel convegno, si presta a collegare anche il Mugello attraverso l’”Anello Naturale” che si crea tra la Valdisieve-Borgo San Lorenzo-Firenze nei due sensi di marcia (via Faentina/via Pontassieve). Invece si investe in nuove strade, sempre più costose (anche per il loro mantenimento), che vanno ad intaccare  gli scorci di paesaggio più caratteristici che si trovano lungo i fiumi e che sono arrivati fino a noi grazie alle tutele che spesso sono scritte sulle carte, ma che vengono puntualmente aggirate o superate con le cosiddette COMPENSAZIONI.
Ci pare importante riportare un estratto del video dell’intervento del Prof. Alberti durante il convegno a Pontassieve[2] che dimostra quanto poco si sia fatto in questi anni per quella che noi definiamo una mobilità sostenibile su ferro invece che su gomma: “Abbiamo le infrastrutture[…] il sistema ferroviario, che abbiamo in gran parte ereditato dal passato, ricalca ancora esattamente le direttrici degli spostamenti dei cittadini (foto 1). L’infrastruttura c’è (foto 2). C’è il servizio? […] C’è un servizio regionale, che non è tra i peggiori a livello nazionale, […] non è un servizio metropolitano, semplicemente. E’ un servizio regionale che funziona un po’, in certe fasce orarie ecc. Proviamo ad immaginare se su questo sistema  circolassero dei mezzi (utilizzando quegli investimenti che vengono dirottati su altre risorse) con cadenzamenti regolari e con mezzi paragonabili a quelli delle Esmart Tedesche […]. Su questo tema si sta parlando da moltissimi anni […] dagli anni 70 che si parla di utilizzare le ferrovie esistenti per attivare dei servizi di tipo metropolitano. Un punto fermo apparentemente […] si era raggiunto alla fine degli anni 90 nell’ambito del pacchetto delle iniziative legate all’Alta Velocità Ferroviaria. E all’interno di questo pacchetto c’era già la prefigurazione del servizio ferroviario metropolitano per il nodo di Firenze con anche un abbozzo di quella che avrebbe potuto essere la mappa del servizio ferroviario (foto 3). […] Questa ipotesi di servizio era stata anche accompagnata da delle ipotesi di cadenzamento, che per la verità ad uno step iniziale non erano eccezionali. […] Ma il punto di rottura rispetto comunque ad un ragionamento che era stato portato avanti per molti anni, è dato dall’Accordo tra RFI, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze del 3/9/2011. Che sostanzialmente […] dirotta delle risorse che erano già state previste nel pacchetto dell’AV per le fermate e i servizi metropolitani, ad altri interventi di mobilità. E la cosa abbastanza incredibile, leggendo questo documento, è l’ammissione di un vuoto di programmazione sul tema […], << si prende atto che la realizzazione del Servizio Ferroviario Metropolitano ad alta frequenza ed accessibilità>> era uno dei punti chiave dell’Accordo, dall’altra parte (2011) <ad oggi
non è stato ancora elaborata e condivisa nessuna ipotesi di “Servizio Ferroviario Metropolitano” coerente con i livelli di servizio attesi degli Enti sottoscrittori>>. Allora cosa si dice: non è stato fatto niente fino ora? Allora tolgo le risorse. Invece di dire mettiamo il turbo e cerchiamo di recuperare il tempo perduto, si tolgono le risorse e si mettono  su altri comparti. Il documento va avanti dicendo però che <> […] A me risulta, è passato molto più di  8 mesi, che non c’è un’idea ancora di cosa fare per questo servizio ferroviario metropolitano (SFM)”. […] A sancire che in realtà ormai questo SFM, che era uno degli elementi fondamentali della contrattazione tra RFI e Enti territoriali sul tema Alta Velocità (AV), sia andato un po’ nel dimenticatoio, lo dimostra l’ultimo Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità (Le strategie del PRIIM-2014). Che quando parla degli interventi strategici per l’area fiorentina, parla soltanto delle tramvie extraurbane. Non cita tra gli interventi strategici il Servizio Ferroviario Metropolitano. Che fine ha fatto il SFM? Lo ritroviamo in un paragrafo, in cui si parla di opere  di interesse nazionale e regionale, e dice che << l’insieme degli interventi previsti nell’ambito del nodo di Firenze consentirà di utilizzare, oltre ai due nuovi binari sotterranei e la relativa stazione, le nuove fermate metropolitane>>. Come dire siamo ancora nell’aleatorietà più totale. Non c’è un programma. Sono passati gli 8 mesi. E addirittura si dice….quando…. entrerà in servizio…. forse.…. vediamo. […]”.
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[2] Video Prof. Francesco Alberti, Dipartimento di Architettura Università di Firenze, coordinatore UdR “Sostenibilità urbana progetto e ricerca” https://youtu.be/rIVlDfhwyfk