VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

mercoledì 6 luglio 2016

NEWS DAI TERRITORI RESISTENTI CON PROGETTO DALLA PIANA DI MORTE AD ALTERPIANA AMBIENTE DI VITA

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04 LUGLIO 2016 
INCENDIO  ALLA DISCARICA  DEL CASSERO (vallecola pedecollinare del Montalbano), CANTAGRILLO, Comune di SERRAVALLE PISTOIESE, in fondo a sinistra nella piana FIRENZE PRATO PISTOIA

SELVAPIANA – CASE PASSERINI – AEROPORTO PERETOLA - BACIACAVALLO – MONTALE – DISCARICA DEL CASSERO: LA STESSA RABBIA § LA STESSA VOLONTA’

Le sostanze chimiche di sintesi immesse nell' ambiente dai fumi della combustione di parti significative della discarica del Cassero, durante l’ incendio durato ininterrottamente dalle 18 di lunedì 04  alle 08 di martedì 05 luglio, sono portatori  di tossicità, inquinamento persistente, danni per la salute.

D' altro canto, se nella discarica del Cassero – come accade anche per  altre discariche  che  a norma di legge dovrebbero contenere solo residui inerti - vengono stoccati: 
- pulper di cartiera (in massima parte della lucchesia) e quindi lignina; 
- plastiche di vario genere; rifiuti indifferenziati con materiale organico; 
- rifiuti speciali (industriali) ospedalieri; 
- oltre alle scorie dell' inceneritore di Montale (PT), 
- oltre teli in plastica e copertoni di ruote, 
le polveri e i fumi della combustione non possono non contenere una qualche tipologia di diossine.

Il problema è la COMBUSTIONE. 
La gestione dei rifiuti va concepita, come sostengono anche le norme comunitarie, senza alcun trattamento termico in quanto l’incenerimento è sconsigliato e considerato l’ultimo e residuale anello di una gerarchia che parte dalla riduzione e dal riutilizzo; senza alcuna combustione: né la combustione  innescata da processi che avvengono nel corpo in decomposizione di una discarica, né  quella indotta dalla macchina termodistruttrice dell' inceneritore. 
Macchina termodistruttrice di materia, energia ed informazione contenute nei prodotti/residui, oltre che delle forme di vita, del bios, dei territori contaminati dai fumi e dalle emissioni). 
Il nostro NO è pertanto riferito alla combustione, e quindi sia agli inceneritori che alle discariche.

Va, senza doverlo ricordare, che ad ogni inceneritore - o a più inceneritori - è legata una discarica di rifermento dove vengono stoccate le scorie ed i sovvalli dei residui del processo di incenerimento. Per queste ragioni, è assolutamente destituita di fondamento, falsa e molto “pelosa” la contrapposizione inceneritore/discarica: bisogna costruire l' inceneritore, altrimenti ci vogliono le discariche, dicono. Le discariche ci vogliono anche dove c'è un inceneritore.

A questo proposito: dove è prevista la discarica di riferimento del progettato inceneritore di Case Passerini? 
Non è prevista
Quindi il progetto è monco e inadeguato (è ovvio che noi non vogliamo né inceneritori né discariche: ma chi pretende di governarci è incompetente, lestofante, e mente sapendo di mentire).

La proposta Rifiuti Zero deve pertanto essere legata intimamente  a Combustione Zero dovunque e all' avvio di economie locali del risparmio di materia e del riutilizzo, a base non monetaria, ma fondate su scambi materia-energia-informazione  incorporate in oggetti e prodotti che abbiano un lungo ciclo di vita.

La piana Firenze Prato Pistoia che abitanti e attivisti intendono e desiderano trasformare in una ALTERPIANA di vita opposta a quella attuale di morte, è colma di impianti dannosi. 
Anche riferendoci solo al ciclo dei rifiuti:     
  • inceneritore di Montale, 
  • inceneritore di Baciacavallo, 
  • inceneritore della ditta Faggi all' Osmannoro, 
  • previsto inceneritore a Case Passerini, 
  • inceneritore (in dismissione?) di Selvapina, 
  • discarica di Case Passerini, 
  • discarica del Cassero, 
  • discarica di Greti, chiusa ma con grossi problemi di inquinamento nella valle del Vincio, Pistoia.
Dal caso dell’ incendio  della discarica del Cassero, emergono alcuni aspetti da sottolineare:
  • stoccaggio di  rifiuti industriali e domestici, probabilmente accettati in deroga alle leggi di settore e sanitarie (pulper di cartiera + rifiuti indifferenziati + rifiuti da altre regioni: di  quali codici si tratta ? L’ unica  legge che domina è quella del mercato e dell' accumulazione da parte di poche agenzie e/o imprese di servizio  di denaro pubblico e privato: inviare i rifiuti al Cassero costa molto, tanto che le scorie dell' inceneritore di Montale sono state a più riprese non conferite per  le alte tariffe  richieste da Pistoia Ambiente, e qualche volta inviate in Valdichiana, con procedimenti non chiari e sottoposti ad indagine da parte degli inquirenti (l' inceneritore di Montale è gestito dalla ditta LADURNER spa, Bozen, che ha  vinto il bando per l' ampliamento e poi è rimasta per la gestione, in accordo con il   CIS (di proprietà dei comuni di Agliana, Montale, Quarrata e Borgo a Buggiano: capitale pubblico, soldi nostri);
  • inadeguatezza dei controlli in discarica : i fumi dell' incendio sono stati visti in ritardo;
  • inadeguatezza delle strutture di intervento e di protezione civile e mancanza di un gruppo di coordinamento per intervenire celermente;
  • -certezza sulla emissione di diossine. quali e quante?
  • divieto di raccogliere e consumare verdure, frutti entro un' area non coerentemente definita intorno alla discarica (perché 2 Km? Perché non anche nei comuni di Lamporecchio e Larciano dove sono ricaduti i fumi?).
Va ricordato che le diossine, come  molti altri inquinanti persistenti, vengono assunte attraverso l' alimentazione; che la concentrazione delle diossine cresce esponenzialmente lungo la catena alimentare: vegetali, altri animali, uomo. le diossine si concentrano nei grassi e non vengono espulse dall' organismo umano, nel caso dei maschi. Le femmine possono disfarsene passandole ai figli durante l' allattamento.


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