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giovedì 30 giugno 2016

Treni metropolitani migliori: si può fare senza tunnel tav. L’avrà capito davvero anche Nardella?

“Si può fare” non è solo la mitica frase del film “Frankenstein Junior”, ma può diventare il leitmotiv dei treni regionali in superficie nel nodo ferroviario di Firenze. Perché si dice, con molti scrupoli e reticenze, che più treni regionali e metropolitani ci saranno anche senza il tunnel dell’Alta Velocità, che però si vorrebbe realizzare lo stesso (anzi, forse no, dopo le ultimissime indiscrezioni sulla possibile stazione AV a Campo di Marte).
Dei treni in superficie ne hanno parlato sia l’ad di Ferrovie, Mazzoncini, in sua recente visita a Firenze, che l’ad di RFI, Gentile, firmando l’Accordo Quadro col presidente regionale Rossi ad aprile. Lo ha detto perfino l’assessore regionale ai trasporti Ceccarelli, annunciando recentemente i nuovi treni metropolitani, che partiranno dal 12 settembre, dalla stazione di Firenze per Prato e Pistoia, e per Empoli.
DI  · 30 GIUGNO 2016
Ma quali sono le novità-perle di questo ultimo periodo? Nel comunicato stampa di aprile sulla firma dell’Accordo Quadro, RFI e Regione affermano che:
in attesa della realizzazione del sottoattraversamento… RFI progetterà soluzioni che consentano di programmare frequenze di collegamenti fino a un treno ogni 10 minuti per Prato, uno ogni 20′ per Empoli, uno ogni 30′ per Pistoia e Montecatini.
Quindi aumenteranno, in parte già da settembre, i treni regionali di “area vasta”. Poi da Rfi arriva la parte più interessante:
avviati gli studi di fattibilità per il quadruplicamento in affiancamento fra Firenze Rifredi e Firenze Statuto e la realizzazione di un ulteriore binario fra S.M.Novella e Rifredi
Di fatto il nuovo binario SMN-Rifredi sarebbe funzionale al trasporto delle terre di scavo della stazione Foster, così come il raddoppio Rifredi-Statuto servirebbe di notte per le solite terre da portare “a discarica” nel Valdarno. Ma di giorno il raddoppio Rifredi-Statuto sarebbe estremamente utile per incrementare i treni metropolitani, che non arrivano a SMN, cioè la linea Montevarchi-Campo di Marte-Statuto-Rifredi-Prato-Pistoia, Frecce e Italo permettendo, specialmente con la novità dell’eventuale stazione AV spostata a Campo di Marte.
Gli unici sfortunati sono ‘quelli’ della linea aretina, pendolari valdarnesi in testa, per i quali Rfi dice che
il servizio rimarrà pressoché inalterato per le relazioni medio-lunghe, ma gli interventi tecnologici e infrastrutturali programmati permetteranno di velocizzare i servizi ed aumentare la regolarità
Insomma sarebbe questo nuovo sistema di segnalamento, che viene citato come “novità” nel contesto eventuale della stazione AV a Campo di Marte, che permetterebbe di far correre i treni in sicurezza l’uno assai più vicino all’altro, fino a tre minuti di intervallo. Ma in realtà non è affatto una novità (come la stazione AV a Campo di Marte già proposta negli anni 90 dall’allora sindaco socialista Morales).
Del sistema di segnalamento ERTMS se ne parla da almeno due anni ed è già previsto nell’accordo RFI-Regione. Anche la regola dei tre minuti fra un Regionale e una Freccia è già in vigore da tempo e lo vedono tutti i giorni i pendolari valdarnesi con gli “inchini” sulla Direttissima, quando li fanno aspettare appunto tre minuti dal passaggio con precedenza della Freccia.
Per il Valdarno e Arezzo ci vorrebbe invece una “vera” novità: i locomotori capaci di arrivare a 200 km/h, così da facilitare la promiscuità fra Regionali e Frecce. Ma la Regione Toscana si deve ancora convincere e chissà se deciderà di comprarli questi benedetti locomotori superveloci.
*Maurizio Da Re, portavoce del Comitato pendolari Valdarno Direttissima