VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

martedì 8 marzo 2016

Partecipazione a senso unico (contrario)


aereoporto-firenze

processo partecipativo sul nuovo aeroporto di Firenze: il primo incontro pubblico
primo incontro del processo partecipativo ha visto – dopo le introduzioni di Chiara Pignaris e Paolo Scattoni – due relazioni interessanti (Paolo Pecile e Maria Rosa Vittadini), entrambe applaudite; una relazione propedeutica (il prof. Gianluca dell’Acqua ha spiegato alcuni dati tecnici degli aeroporti e degli aerei in relazione ai regolamenti ICAO); un intervento che avrebbe dovuto spiegare il progetto, improvvisato dall’ing. Fiorenzo Martini, al posto di un tecnico di Enac o di Toscana Aeroporti; una relazione inutile (Enrico Becattini, direttore Politiche mobilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale Regione Toscana) e un intervento finale del Sindaco di Calenzano. Il pubblico presente era ben informato e pronto a riprendere rumorosamente e ironicamente distorsioni informative, omissioni e bugie. Erano presenti rappresentanti di comitati (No aeroporto, Mamme No inceneritore) e delle associazioni ambientaliste.
Paolo Pecile ha evitato di parlare di strumenti urbanistici (argomento arcinoto) e ha svolto una puntuale ricostruzione delle modalità gestionali ed economiche con cui, a partire dagli anni’70, si è arrivati alla situazione attuale, con accenti fortemente e motivatamente critici rispetto alle operazioni della Regione Toscana e di Toscana Aeroporti: soprattutto se poste in relazioni con analoghe operazioni, dove non solo il Dibattito pubblico è obbligatorio, ma il proponente vi deve partecipare e deve tenerne conto (v. aeroporto di Nantes,).
L’ing. Gianluca Dell’Acqua ha dovuto ammettere, pressato dalle domande del pubblico, che l’orientamento della nuova pista, nell’ipotesi della monodirezionalità, rende impossibile il raggiungimento della soglia del 95% del coefficiente di utilizzazione: ossia non migliora la situazione attuale).
Maria Rosa Vittadini ha spiegato alcuni aspetti meno noti della Via, anche lei con un taglio critico, puntando il dito sul ruolo volutamente ambiguo di ENAC, proponente e controllore di sé stesso; sull’assenza di qualsiasi ipotesi progettuale di effettiva messa a sistema dei due aeroporti; sul fatto che andrebbe valutata la capacità massima di traffico della pista da 2400 metri, perché una volta realizzata il superamento della soglia di traffico oggi prevista non sarà assoggettata a Via. Ha, inoltre, sottolineato come questa e molte altre Via non prendano in considerazione, come dovrebbero, più alternative possibili, limitandosi, oltre all’ipotesi di progetto, soltanto all’opzione zero. Con altrettanta chiarezza la prof. Vittadini ha argomentato che il progetto, lungi dall’essere “a sistema” con Pisa, ha in realtà l’obiettivo di rendere strategico l’aeroporto di Firenze per i voli internazionali, relegando Pisa ai low-cost e a improbabili destini intercontinentali. Il tutto con un aeroporto a pista unica e senza la pista di rullaggio!
La partecipazione del pubblico, quasi totalmente schierato contro il progetto, è stata consistente (sala piena) e vivace. Alcuni partecipanti (Baldeschi, Zita, Greppi e soprattutto Marson, che ha sottolineato come la ricostruzione dei contenuti della Variante al PIT presentata nelle slide confondeva i contenuti della Variante stessa con quelli del documento ENAC sulle due ipotesi di pista aeroportuale) sono intervenuti per contestare o rafforzare le affermazioni dei relatori, ciò che non era previsto, ma non era possibile impedirlo.  In linea generale, il dibattito è stato aperto e non sono stati posti paletti alla libertà di opinioni ed espressioni. Non ha funzionato, invece, l’opzione che voleva i relatori rispondere alle domande del pubblico (troppe domande, troppo poco tempo).
Il processo partecipativo, tuttavia, sconta l’assoluta indisponibilità dei proponenti a prendervi parte, ciò che è stato sottolineato dal Sindaco di Calenzano (“se hanno delle buone ragioni e ne sono convinti, perché non vengono a spiegarcele?”) e, dato forse ancora più significativo, la sostanziale assenza della Regione Toscana. Becattini si è ben guardato di dire qualcosa anche minimamente impegnativa, svolgendo una breve, inutile e del tutto anodina relazione sui piani di mobilità della Regione Toscana. E’ evidente che i proponenti hanno due buoni motivi per non intervenire: la mancanza di argomenti da opporre ai critici del progetto e la convenienza di non dare al processo partecipativo alcuna forma di pubblicizzazione; in questa linea, è anche la Regione Toscana – vero “convitato di pietra” – che non ha mandato alcun osservatore politico, disinteressata di quanto dicono ed esprimono sindacati, associazioni e cittadini.
Una valutazione più ponderata su qualità e utilità del processo potrà essere data dopo i successivi incontri. Ma, tuttavia, già si può esprimere un giudizio. La totale mancanza di partecipazione della Regione Toscana fa da “pendant” alle risposte elusive di Enrico Rossi alle sette domande sull’aeroporto rivoltegli dalle associazioni ambientaliste. Rossi non ha capito che la concorrenza a Renzi si fa sui valori – in questo caso sull’ascolto dei cittadini, disprezzato dal neocentralismo renziano – e non sui piccoli tatticismi politici. D’altronde, corrono voci che il Ministero dell’Ambiente stia per dare parere positivo alla Via, con prescrizioni che saranno accolte (e rimandate a fasi successive) nella Conferenza di Servizi. E Maria Rosa Vittadini ha sottolineato che la Via è solo una fase del processo di approvazione di un’opera. Anche se il Ministero dell’Ambiente esprimesse un parere negativo, il Ministero delle Infrastrutture può, invece, dare un parere favorevole e la cosa sarebbe decisa, a maggioranza, dal Consiglio dei ministri. Quindi, essendo state percorse tutte le possibili strade tecniche, non rimangono che difficili percorsi politici di cui, forse, il processo partecipativo in atto potrebbe essere un piccolo mattone messo di traverso.
(dagli appunti di Paolo Baldeschi, con integrazioni di Alberto Magnaghi e Anna Marson e Claudio Greppi)