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giovedì 13 agosto 2015

Regione Calabria: proposta di Legge Rifiuti Zero

E’ in occasione di un evento organizzato a Vibo Valentia lo scorso 8 Maggio appositamente per il ritorno di Rossano Ercolini in Calabria che il consigliere regionale di maggioranza (PD) Michele Mirabello prende l’impegno forte e la disponibilità di presentare al più presto in Regione una Proposta di Legge Verso Rifiuti Zero. L’esito è dei migliori: ieri sul sito istituzionale del Consiglio Regionale della Calabria appare finalmente quello che è frutto di un’intensa collaborazione ed intesa tra l’Associazione Zero Waste Italy, ed in particolare della sua rappresentanza calabrese, e l’attuale rappresentanza locale di maggioranza di governo all’interno della massima istituzione regionale.
La proposta ricalca molto quella d’iniziativa popolare promossa dalla Rete di comitati ed associazioni dell’Emilia Romagna, a cui va tutto il ringraziamento per l’impostazione data a seguito di un lavoro di confronto e dibatitto quinquennale tra le best practices essenziali per il raggiungimento dell’importante obiettivo “rifiuti zero” promosso da un impagabile spirito di civismo e quel mondo delle istituzioni che oggi ne sta valutando bontà e realistici ottimi guadagni da un punto di vista sociale, economico ed ambientale a favore di ogni singolo Comune della Regione.
E ovviamente, su questa stessa riga, il ridare maggiori responsabilità ai Comuni nella gestione dei rifiuti, sia indicando tali enti come gli unici titolati a stabilire il sistema di raccolta da applicarsi al proprio territorio, sia incentivando una serie di interventi come il riuso dei beni, e il riciclaggio delle frazioni che possono essere utilmente trattate in loco, sia l’impiantistica legata al riciclaggio, la raccolta domiciliare porta a porta e altre sperimentazioni di raccolta, purché orientate al miglioramento qualitativo della differenziazione dei rifiuti, sono solo alcuni degli obiettivi di tale proposta che non esula anche e più di tanto da quella che ormai la “proposta nazionale madre” già in discussione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.
Il progetto di legge si propone di creare le condizioni, anche e soprattutto con meccanismi economici automatici che agiscono a parità di costi complessivi, perché sia i Comuni che le singole utenze che mirano ad ottenere, o hanno ottenuto, i migliori risultati di riduzione dei rifiuti non riciclati grazie alle azioni combinate di riduzione complessiva della produzione dei rifiuti, di riuso dei beni a fine vita e di massima separazione dei rimanenti rifiuti prodotti tramite la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, siano avvantaggiati rispetto a quelli che non si impegnano in tal senso.
Il meccanismo automatico si ottiene: per i Comuni in misura parziale agendo sul tributo speciale, e in misura complessiva agendo su costi relativi ai rifiuti non destinati a riciclaggio, comprendendo in tali costi anche quelli di incentivazione con meccanismi simili a quelli attualmente in vigore per le energie rinnovabili o a quelli gia’ adottati per le singole utenze che conferiscono rifiuti differenziati ai centri di raccolta, in cui lo sconto e’ computato nei costi generali del servizio, con una partita di giro; per le singole utenze attraverso la tariffa puntuale, in particolare tramite la misurazione del rifiuto residuo.
Per la Calabria, una proposta del genere, tra l’altro, arriva in un momento di svolta per quella che può rappresentare un solido zoccolo da cui ripartire dall’uscita di oltre quindici anni di stato emergenziale su quella che passerà alla Storia come la più disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti locale, caratterizzata principalmente per la continua apertura di megadiscariche disseminate sull’intero territorio regionale. Punto centrale del provvedimento è, allora, la sostituzione del criterio di raccolta differenziata, con quello di minimizzazione dei rifiuti inviati a smaltimento o a recupero diverso dal riciclaggio (ovvero quelli non inviati a riciclaggio, ma, appunto, a discarica, incenerimento o trattamento meccanico biologico), criterio ormai divenuto centrale nelle politiche europee e, anche qui, in barba a quelli che sono gli attuali scellerati dettami dello Sblocca Italia.
Pasquale Allegro, referente Regione Calabria di Zero Waste Italy