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mercoledì 6 marzo 2013

Inceneritore di Albano, il Tar ferma i lavori

ScreenHunter_01 Mar. 06 15.41SOSPENSIONE FINO AL 28 MARZO

Accolto il ricorso del Comune contro la Regione. E venerdì il Consiglio di Stato decide sul decreto Clini 

Una manifestazione degli abitanti di Albano contro l'inceneritore (LaPresse)
ROMA - Il Tar del Lazio, con un provvedimento urgente monocratico, ha sospeso la determina della Regione Lazio che sostanzialmente imponeva al consorzio «Coema» (composto da Ama, Acea e Colari) di iniziare la cantierizzazione e i lavori per la costruzione di un gassificatore nella frazione di Cecchina nel Comune di Albano Laziale che aveva presentato ricorso. Il presidente della prima sezione ter del tribunale amministrativo, Linda Sandulli, ha quindi fissato per il 28 marzo la camera di consiglio per la discussione della sospensiva. Fino a quella data quindi i provvedimenti sul gassificatore risultano bloccati.

Il ricorso è stato proposto dai legali dell'amministrazione comunale di Albano per contestare gli atti e provvedimenti con cui è stato approvato il cronoprogramma dei lavori, prorogata la durata dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), l'avvio delle operazioni di realizzazione e la messa in esercizio della centrale. Secondo i piani, il cantiere avrebbe dovuto essere aperto il 7 marzo. La Sandulli nel motivare la decisione afferma che «sussistono i presupposti per la concessione di misure cautelari provvisorie».
E martedì nuova manifestazione proprio ad Albano contro il progetto: al sit in di protesta hanno partecipato anche sei neoparlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nel Lazio e quattro dei sette consiglieri M5S eletti alla Regione, oltre a decine di abitanti della zona. I deputati M5S sono Alessandro Di Battista, Adriano Zaccagnini, Federica Daga, Massimiliano Baroni, Carla Ruocco e Stefano Vignaroli. Tra i consiglieri regionali sono presenti Davide Barillari, Valentina Corrado, Silvana Denicolò e Gianluca Perilli.
Soddisfatto il sindaco di Albano, Nicola Marini: «La nostra azione amministrativa ha avuto ragione: il Tar ha riconosciuto che sussistono i presupposti, come da noi sostenuto, per sospendere l'inizio dei lavori di costruzione dell'inceneritore, in quanto il sito, che è anche sede di discarica, è potenzialmente inquinato». Questa decisione «ci darà anche maggiore forza nella udienza del Consiglio di Stato - aggiunge Marini - che si dovrà esprimere nel merito del decreto Clini». Infatti l'8 marzo il giudice amministrativo di secondo grado, dovrà esprimere un parere sul progetto di trasferire l'immondizia dei romani nelle altre province per essere trattata negli impianti Tmb. Il Tar, invece, il 7 febbraio ha detto «no» bocciando il provvedimento firmato i primi di gennaio dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.
Francesco Di Frischia


6 marzo 2013 | 10:22
fonte articolo: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_marzo_6/tar-ferma-lavori-inceneritore-albano-21246330309.shtml
fonte immagine:
http://www.ecoblog.it/post/54923/rifiuti-il-tar-del-lazio-blocca-i-lavori-per-linceneritore-di-albano