VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

lunedì 23 gennaio 2012

INTERVISTA A DOMENICO FINIGUERRA

La nostra Helena Gray questa volta, per la sua intervista, è dovuta andare fino a Cassinetta di Lugagnano dove ad attenderla c'era il Sindaco DOMENICO FINIGUERRA ( ricordate? Quello del piano di governo del territorio a "crescita zero"!!!Ossia, in Cassinetta non si possono costruire nuove abitazioni, ma si può solo recuperare l’esistente).
Il tema anche questa volta è ambientale e di gestione di rifiuti ma anche un diverso modo di fare politica.:

E’ il 14 dicembre 2011: il tempo è un po’ nuvoloso. Sono scesa dal treno che, da Milano, conduce ad Abbiategrasso.
Prendo il bus per Cassinetta di Lugagnano e, lì, una signora mi parla di come, quel paese, sia una delle più belle zone attorno a Milano.
Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta, a telefono è molto accogliente (anche se non ti conosce). E, quest’intervista, da tempo promessa, arriva in ritardo per colpa mia.
Il luogo, nonostante la pioggia, è davvero bello.
 Entro nel Palazzo del Comune e Finiguerra esce dal suo studio per salutarmi.
 Helena Gray: - Cosa l’ha spinta a fare politica?
Domenico Finiguerra : - Ero giovanissimo, avevo 19-20 anni:  ciò che mi ha spinto era la voglia di cambiar le cose. Volevo esser parte di un movimento, dare un contributo. Così mi sono iscritto al PDS, nel ’91,e ci sono rimasto fino al suo scioglimento…
H.G. : - Poi ha creato una lista civica.
D.F. : - Abbiamo creato una lista civica, e a Cassinetta di Lugagnano abbiamo vinto nel 2002, e rivinto nel 2007. Una lista civica che fa politica. Credo che oggi, nei partiti non si faccia più politica, ma tecnica e gestione dell’esistente. Mentre è fuori dai partiti che si fa politica: nei movimenti, nelle associazioni, nei comitati…
G.: - …basta che sia onesta
F. : - basta che sia onesta, sì.
G.: - Io non credo nell’anti-politica: che cosa significa?
F.: - Non significa niente. Anzi l’anti-politica maggiore la fanno i partiti: perché non hanno più nessuna ambizione al cambiamento.
G.: - Qualcuno dice che: sono tutti d’accordo per lasciare tutto uguale!
F.: - Sì, sì…
G.: - …almeno la maggior parte dei politici (perché ci sono sempre delle persone oneste che dobbiamo ringraziare).
E’vero che, in Italia, la speculazione edilizia è un fenomeno preoccupante? E gli italiani hanno case a sufficienza (anche se queste potrebbero esser meglio distribuite secondo le necessità)?
F.: - Sì. L’Italia ha un grosso problema: ci sono 2.000.000 di case vuote (adesso avremo la conferma con l’ultimo Censimento), decine di migliaia di capannoni sfitti, eppure si continua a costruire. Ci stiamo mangiando il territorio, il paesaggio, la terra che dovrebbe darci da mangiare. Il consumo del territorio è una cosa grave: la rendita fondiaria non è più considerata parassitaria, ma diviene l’unico luogo in cui fare gli investimenti.
G.: - Per aumentare il PIL… ma il Prodotto Interno Lordo non è un valore astratto?
F.: - Il PIL è una cosa astratta ma, al di là di questo: se io faccio girare l’economia soltanto attraverso il consumo di suolo non ho economia reale. Non produco beni da mangiare, servizi, cose realmente necessarie alla gente. Ma ho consumato una cosa che mi serve: il territorio. E’ un paradosso che la politica non affronta alla radice e si limita ad incassare oneri di urbanizzazione.
 G.: - Nella trasmissione “Report”, ho sentito che, spesso, queste imprese di costruzioni ricevono finanziamenti pubblici, oltre a farsi pagare le case dai privati, a prezzi esorbitanti (cosa che arricchisce anche le finanziarie che danno i mutui). Alla fine queste ditte hanno un guadagno totale!
Il commento lo lascio ai lettori…
Noi veniamo alla prossima domanda: conviene Sindaco, dal punto di vista economico, recuperare gli edifici antichi e fatiscenti?
F.: - Io penso di si, perché restaurare le case antiche significa recuperare un pezzo di storia, pensare al patrimonio, rispettare il paesaggio, non abbassare il valore territoriale. Nel momento in cui facciamo case tutte uguali a Cassinetta, come a Capannori, come ad Agrigento: abbiamo ucciso un paesaggio tipico, abbiamo fatto decadere il centro storico e quindi, dal punto di vista economico, ristrutturare conviene. Dal punto di vista economico del singolo, sembra costare di più (ma non è sempre così) e qui ci vorrebbe un investimento dello Stato: perché è suo interesse recuperare il patrimonio e non sprecare il suolo. Lo dice la Costituzione. Quindi lo Stato dovrebbe preferire queste opere, alle “grandi opere” che non vanno a migliorare la qualità della vita ed il valore economico generale.
Altrimenti ci si risveglia più poveri.
L’anno scorso abbiamo sprecato 500 km quadrati di terra.
Tornando ai beni immobili antichi: noi incoraggiammo la ristrutturazione di una villa del ‘600 (che stava cadendo a pezzi), e, al privato che ristrutturava, abbiamo permesso di fare appartamenti.