VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comunni della Valdisieve e limitrofi.

martedì 16 agosto 2011

«La magistratura chiuda l'inceneritore» (ndr: di Montale)

Per l'inceneritore di Montale ci dovremo aspettare la solita sorte di quello di Falascaia???
I comitati sono pronti a portare le carte in Procura.

Da "Il Tirreno" del 14 Agosto 2011:
MONTALE.
«Arpat e Provincia reticenti sull'impianto. La magistratura chiuda l'inceneritore di Montale». Questa l'accusa congiunta dei comitati antinceneritoristi della Piana illustrata in un comunicato (che sarà inoltrato anche alla Procura della Repubblica) a firma del Coordinamento dei comitati della Piana, Comitato dei cittadini pratesi e dal Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale.  «Prendiamo atto - spiegano nella nota - dell'assenza di repliche da parte delle amministrazioni locali circa gravi e reiterate omissioni di atti obbligatori per legge. Gli amministratori, che hanno responsabilità in materia sanitaria e ambientale, invece di rispondere in proprio, hanno delegato alla replica l'Arpat di Pistoia che con un comunicato, ripreso e pubblicato sul sito della Provincia, anziché rassicurare i cittadini, li inquieterà ulteriormente. Arpat infatti adesso riconosce come più che sufficiente il rispetto dei limiti di legge nei controlli eseguiti (sulle emissioni, ndr), mentre solo poco tempo fa, in merito ai valori di diossina, prestava assai attenzione alla sussistenza di valori insolitamente alti, anche se non superiori ai limiti normativi. Diversamente, nei recenti controlli di maggio, nessuna evidenza viene prestata ai valori insolitamente alti dei metalli pesanti pari a oltre 140 microgrammi (cioè quasi un terzo del limite di legge) a fronte di valori usuali ben più bassi, come l'ultimo di Arpat pari a 2,8 microgrammi».  I comitati risollevano anche la questione dei carboni attivi e delle «gravi e continue carenze dei sistemi connessi all'impiego del sistema di abbattimento (delle emissioni) sulla linea 3». I comitati sostengono che persino dall'ultimo comunicato di Arpat emerga «l'incapacità di controllo gestionale dell'impianto» che risulta «fuori controllo» a causa «degli errori nella procedura d'abbattimento degli inquinanti per mezzo dei carboni attivi. Si può quindi tranquillamente certificare che i sistemi di controllo del sistema di abbattimento dell'impianto, si sono dimostrati difettosi». E ancora: «Lo stesso rapporto Arpat del 2010 afferma che i sistemi di controllo in continuo hanno avuto "palesi errori di elaborazione" e che si sono avuti "almeno 7 casi di superamento della soglia (limite di legge)" e anche che il gestore ha ripetutamente fornito "medie normalizzate palesemente errate". Per fatti simili, ovvero esplicite violazioni di legge, l'inceneritore di Pietrasanta è stato chiuso e posto sotto sequestro. Per questo, in carenza di interventi efficaci nei confronti dell'inceneritore di Montale e richiamando la meritoria azione della magistratura di Lucca, auspichiamo un simile intervento anche da parte della magistratura di Pistoia».

fonte: http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2011/08/14/news/la-magistratura-chiuda-l-inceneritore-4792362

«Dati taroccati»: la Provincia spegne l'inceneritore del Pollino

La decisione dopo una relazione della Procura «Valori manomessi dai dipendenti di Tev»
PIETRASANTA.
Se non è un "cartellino rosso", ci assomiglia molto. La Provincia di Lucca ha avviato le procedure per revocare a Tev, l'azienda che gestisce l'inceneritore del Pollino (attualmente sotto sequestro), l'autorizzazione che, nel 2006, le permise di aumentare la quantità di materiale da incenerire. Se questo può sembrare solo un aspetto tecnico, in realtà non è così. Perché alla base della decisione di palazzo Ducale c'è un punto fondamentale: il taroccamento dei dati delle emissioni per il quale sono sotto inchiesta dipendenti di Tev. Come spiega un comunicato della Provincia, infatti, l'autorizzazione che «permetteva di innalzare da 43mila a 59mila tonnellate l'anno il combustibile da rifiuti da incenerire, era stata concessa dall'amministrazione provinciale sulla base di dati emissivi, forniti dallo stesso gestore dell'impianto che, così come risultavano trasmessi, risultavano nella norma e compresi nei limiti di legge». Secondo una relazione della Procura di Lucca, che ha portato avanti l'indagine sul taroccamento, però, i valori che Tev trasmise non sono da ritenersi veritieri «a causa di manipolazioni effettuate dagli operatori. «L'autorizzazione concessa da palazzo Ducale - spiega quindi la Provincia - risulta dconseguentemente basata su dati artefatti, forniti dalla stessa Tev e quindi inevitabilmente carente dei necessari presupposti di legittimità. Per questo motivo la Provincia ritiene di revocare a Tev l'autorizzazione all'esercizio dell'impiano di Falascaia, dando avvio al procedimenti di annullamento dell'autorizzazione concessa nel 2006». Fin qui la nuda cronaca. Allargando l'orizzonte, si può dire che quello di ieri è un'ulteriore tassello (forse il più importante da qualche mese a questa parte) sulla chiusura dell'inceneritore del Pollino, sul quale incombono varie inchieste giudiziarie. Una chiusura che ormai, anche nelle stanze della Regione, sembra essere ormai data per molto vicina.

Fonte " Il Tirreno": http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2011/08/13/news/dati-taroccati-la-provincia-spegne-l-inceneritore-del-pollino-4787068

altro:

mercoledì 10 agosto 2011

EOLICO: a Poggio Tre Vescovi (tra Toscana e Romagna)


8 Agosto 2011: Greenreport  riporta la notizia che "Italia Nostra, che in Toscana e quasi ovunque si è opposta alla realizzazione di impianti eolici perché "brutti" ed impattanti con il paesaggio e l'ambiente, ha annunciato il suo sì ad un impianto eolico sull'Appennino" (che va da Poggio Tre Vescovi, nel comune di Badia Tedalda (mt 1127 slm) a Monte Loggio (mt 1179 slm), interessante i comuni di Casteldelci, Verghereto e Badia Tedalda, le province di Arezzo, Rimini e Forlì-Cesena, le regioni Toscana ed Emilia-Romagna).
9 Agosto 2011: Greenreport riporta la smentita di ITALIA NOSTRA comunicata da MARIARITA SIGNORINI - membro della Giunta e del gruppo di lavoro energia del Consiglio Nazionale d'Italia Nostra e dalla Presidente Nazionale Alessandra Mottola Molfino. Greenreport ritiene di non aver niente da smentire. "Se Italia Nostra ha problemi interni sull'eolico se la prenda con la sua struttura locale e toscana,  non con Greenreport che pubblica e rende leggibile quello che viene mandato per la pubblicazione".


Questo il testo della smentita:
" Firenze 9-08-2011

     A nome dell’associazione nazionale Italia Nostra intendo smentire l’art. uscito pubblicato oggi su Greenreport e Arezzonotizie a proposito dell’avallo che Italia Nostra avrebbe dato all’impianto di Poggio Tre Vescovi Comune di Badia Tedalda.


    Si allegano le controdeduzioni al progetto di GEO Italia finalizzato alla realizzazione di un Parco Eolico costituito da n.36 aerogeneratori alti circa 180 m lungo la fascia del crinale appenninico che va dal Poggio Tre Vescovi (mt 1127 slm) a Monte Loggio (mt 1179 slm), interessante i comuni di Casteldelci, Verghereto e Badia Tedalda, le province di Arezzo, Rimini e Forlì-Cesena, le regioni Toscana ed Emilia-Romagna.


    Le controdeduzioni sono state presentate all’ufficio VIA di Firenze e regolarmente protocollate in data 8 luglio 2011.


    E sono state presentate oltre che dal livello nazionale dell'associazione, anche da Italia Nostra regionale Emilia Romagna, congiuntamente a WWF Emilia-Romagna e WWF Toscana, (a nome e per conto anche delle rappresentanze territorialmente competenti, WWF Cesena, WWF Rimini, WWF Forlì, WWF Arezzo).


    Si richiede pertanto la smentita del comunicato da voi pubblicato sul vostro sito e la pubblicazione di rettifica circostanziata della notizia data, riservandosi di agire nelle sedi compenti a tutela del nome dell'Associazione.

    S’informa inoltre che a proposito dell’impianto eolico ci potrebbero gravi irregolarità nell’iter amministrativo che Italia Nostra ha già segnalato alla magistratura competente.


Alessandra Mottola Molfino
Presidente Nazionale d'Italia Nostra"
A questa presa di posizione a livello nazionale di Italia Nostra segue intanto l'appoggio della sezione "Val di Chiana" attraverso il comunicato inviato da Liliane Buffaut Mungo - Presidente Italia Nostra Valdichiana- che riportiamo di seguito:

    "La sezione Italia Nostra Valdichiana appoggia totalmente le dichiarazioni di Mariarita Signorini, e chiede urgente conferma o smentita da parte del Consiglio Direttivo Toscana delle affermazioni riportate dalla stampa da parte della sezione Italia Nostra Sestino, nonché dal Consiglio Italia Nostra Nazionale.


    Non abbiamo mai ricevuto notizie a proposito di un tale impianto, a nostra conoscenza non fu mai portato all'esame del Direttivo Toscana, una situazione che giudichiamo gravissima, mettendo in dubbio la credibilità di Italia Nostra, ignorando le direttive nazionale dell'Associazione, il lavoro svolto da tante sezione e l'impegno di tante persone.


    Chiediamo urgente spiegazioni sulla posizione della Sezione Italia Nostra Sestino, con ricadute negative e preoccupante per tutta la provincia di Arezzo ed anche per tutto il territorio nazionale.


Cordiali saluti


Liliane Buffaut Mungo
Presidente Italia Nostra Valdichiana"
*******************************************************************************
Le osservazioni al Parco Eolico di Poggio Tre Vescovi di Italia Nostra, WWF Emilia-Romagna e WWF Toscana, a nome e per conto anche delle rappresentanze territorialmente competenti, WWF Cesena, WWF Rimini, WWF Forlì, WWF Arezzo, puoi visionarle a questo LINK: https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B5uPVnFGS9xwYWY1NjlkZjQtNWFlNS00M2VkLWE3N2UtMTRkZTAzMGEwZjgw&hl=it
VIA Parco Eolico > Burt Regione Emilia Romagna:  http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=6cf9f2a6bae9fc2d465d3e3bc04be3a8
Delibera positiva della Giunta Provincia di Arezzo sul Parere del Nucleo di Valutazione sulla procedura di VIA del Parco Eolico in oggetto: http://albopretorio.provincia.arezzo.it/upload/au-dg20100199_1293.pdf
fonte immagine: http://www.romagnanoi.it/News/Economia/Cesena/articoli/294950/Verghereto-presenta-il-suo-eolico.asp
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO: Progetti Impianti di Produzione Energia da Fonti Rinnovabili >> http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/rinnovabili/p_progetti.asp

lunedì 8 agosto 2011

Italia Nostra Firenze-Comitato contro il sottoattraversamento TAV di Firenze

Si ringrazia in particolare l'assessore Anna Marson per il coraggio e la coerenza delle proprie dichiarazioni, e per svolgere con determinazione il non facile compito del suo mandato

Mariarita Signorini
COMUNICATO STAMPA

Italia Nostra Firenze-Comitato contro il sottoattraversamento TAV di Firenze

IL DISSENSO C’E’ !!

    Italia Nostra e il Comitato contro il sottoattraversamento TAV di Firenze esprimono vivo apprezzamento per il dissenso emerso nella maggioranza e all’interno stesso della Giunta Regionale, un dissenso che non può essere ignorato o normalizzato dal Presidente Rossi e che si aggiunge a quello più volte espresso da vari consiglieri comunali e provinciali.. .
   Oltre agli interventi pubblici dei consiglieri Sgherri e Romanelli (FdS-Verdi), alla presa di posizione di Sinistra Ecologia e Libertà, e di Pancho Pardi dell’IdV, la non disponibilità di ben tre Assessori Regionali: Marson, Scaletti e
   Allocca a partecipare al voto sul Protocollo TAV di mercoledì 3 agosto muove da rilievi e osservazioni concrete sulle varie criticità dell’opera tuttora irrisolte, che avrebbero, come minimo, consigliato un’attenta verifica prima di firmare il Protocollo stesso.
   In particolare i problemi relativi al rischio sismico sollevati dall’Ing.Massimo Perini, tecnico di parte del Comitato e di Italia Nostra, sono stati confermati lo scorso 19 luglio dallo stesso Genio Civile, organo territoriale legato alla Regione.
   Il Protocollo è stato firmato in fretta per ordini di scuderia e per “chiudere la partita”, ma non ha risolto le profonde contraddizioni di questa opera, che si ripresenteranno puntualmente.
   Per questo, accanto alla puntuale iniziativa dei Comitati, delle Associazioni e dei cittadini per fermare un’opera inutile, dannosa e costosa, chiediamo a tutte le voci critiche presenti in Regione, Provincia e Comune di farsi sentire. Prima che sia troppo tardi !!

Italia Nostra Firenze - Comitato contro il sottoattraversamento TAV di Firenze

Firenze 05 agosto 2011
*******************************************************************************
Un altro articolo sempre sulla TAV Fiorentina è leggibile a questo indirizzo:


http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/07/toscana-il-centrosinistra-si-divide-sulla-tav-i-comitati-opera-costosa-e-dannosa/150223/

altri articoli:

APPELLO: Lettera aperta per i finanziamenti alla RICERCA orientati alla società e all'ambiente

Carissimi, a fine Giugno è stata stesa una PETIZIONE, firmata da 98 enti ed associazioni di 22 Paesi europei (tra cui anche ISDE Irlanda), rivolta al Presidente ed ai membri della Commissione Europea ed al Parlamento europeo (allegata).
In essa si segnalava come, in previsione del prossimo Quadro Europeo di finanziamento alla Ricerca, che porrà le basi strategiche per la distribuzione dei obiettivi e dei fondi pubblici destinati alla ricerca europea, sarà indispensabile porre attenzione alle reali necessità della società e dell’ambiente e non a quelle delle grandi imprese.
“I programmi di ricerca che abbiano come priorità il profitto e la conquista di quote di mercato – si legge nella petizione - non saranno in grado di rispondere alle sfide sociali e ambientali che l'Europa sta affrontando proprio perché queste sfide richiedono alternative alla forte crescita, ed ai modelli di sviluppo economico basati sull’alto profitto".
Ora la petizione è stata trasformata in una lettera aperta alle firme individuali di tutti i cittadini europei: la segnalo per una vostra firma e per una sua ulteriore diffusione.

http://sciencescitoyennes.org/open-letter-eu-research/

Un caro saluto e grazie

Roberto Romizi

SULL'INCENERITORE DI MONTALE INTERVENGA LA PROCURA

Il Comitato per la Chiusura dell'Inceneritore di Montale, il Coordinamento dei Comitati della Piana FI PO – PT e dei Comitati Cittadini di Prato, chiederanno nei prossimi giorni un intervento urgente della Procura della Repubblica e dell'Arma dei Carabinieri - Nucleo Operativo Ecologico di Firenze, affinchè provvedano a vicariare il mancato operato della Provincia di Pistoia, del Comune di Montale e di Arpat che, ancora non hanno provveduto a revocare l'autorizzazione all'esercizio dell'inceneritore di Montale, così come prevede la legge, e nonostante le ripetute e dimostrate inottemperanza dell'A.I.A. (autorizzazione integrata ambientale). Inosservanze gravi da parte del gestore visto che l’impianto risulta essere da mesi fuori controllo, per quanto riguarda i sistemi di abbattimento degli inquinanti, con grave rischio per la salute di chi vive e/o lavora in area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Montale, Agliana, Montemurlo, Prato) .

Le autorità preposte, si sono limitate ad azioni simboliche e del tutto inefficaci, l’ultima delle quali, su iniziativa della Provincia di Pistoia, ha visto l’emissione di una nuova ridicola diffida su carenze gestionali che dovevano essere già risolte. Quindi non solo un atto inutile, ma certamente controproducente, in quanto sembra avallare la possibilità da parte del gestore dell'impianto, di vìolare impunemente e ripetutamente la normativa, senza alcun efficace contrasto di contenuto perentorio.
Questi i fatti, così come risultano dai documenti resi pubblici, nei link evidenziati:
http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/rapporto_ARPAT.pdf
- il giorno 1° agosto il responsabile del dipartimento ARPAT di Pistoia, consegna di persona, a mano, alla Provincia di Pistoia un'allarmata lettera in cui si evidenzia come nel rapporto degli autocontrolli di maggio viene registrata la "la mancanza di passaggio del carbone attivo e la notazione di impianto in stand-by", che sembra corrispondere alla sospensione dell'alimentazione dell'inceneritore con i rifiuti (qui le cose non appaiono chiare, in quanto l'ARPAT dice di aver accertato questo fatto durante un sopralluogo effettuato il 27 luglio, mentre nella diffida successiva, la Provincia richiede al gestore le prove documentali dell’evento evidentemente ritenendo invalidato quanto fornito dall'ARPAT), in ogni caso ARPAT afferma che questa condizione può "determinare una fuoriuscita di inquinanti" e chiede l'intervento della Provincia.
- Il successivo 2 agosto, con inusuale tempestività, il dirigente del Servizio Ambiente della Provincia emette una nuova ennesima diffida al gestore dell'impianto, disponibile al link seguente:http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/Diffida_Ladurner_Agosto_2011.pdf chiedendogli di “mettere a posto il sistema di abbattimento dei carboni attivi”, oramai fuori controllo da più di 6 mesi (i primi clamorosi malfunzionamenti del 2011, che seguivano quelli degli anni precedenti, erano stati segnalati dall'ASL3 in una riunione svoltasi il 3 marzo). Si veda il link di seguito specificato:
http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/SuperamentoSogliaLivelloAttenzione/20_VERBALE%20RIUNIONE%20DEL%20%203_03_2011.pdfù
Diverse cose però non tornano sull’operato dell'ARPAT , della Provincia di Pistoia e il Comune di Montale.
-La prima, l’ARPAT, è incongruente nelle date degli accertamenti sui malfunzionamenti di maggio, e non solo. Questi fatti, riferiti alla notte del 5 maggio, erano già stati puntualmente denunciati dal Comitati con un comunicato stampa del 19 luglio, precedente quindi al dichiarato sopralluogo del 27 scorso, ma soprattutto, perché l'ARPAT risultava aver eseguito un precedente sopralluogo il 10 maggio per effettuare alcuni campionamenti e pertanto aveva già “potuto”, e “dovuto”, prendere visione delle anomalie dei registri di controllo dei carboni attivi, che sono redatti a mano giorno per giorno dai responsabili dell'inceneritore e che, quindi, erano già disponibili agli ispettori dell'ARPAT. E’ pertanto più che legittimo chiedere il motivo di un ritardo di quasi quattro mesi da parte di un organo di controllo nell'impedire gli effetti di una violazione che può “essere causa e determinare una fuoriuscita di inquinanti".
E’ inoltre inquietante notare come i risultati degli autocontrolli effettuati dal gestore il 19 maggio (segue link)
http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/Gruppo5/2011_autocontrollo/REPORTAUTOCONTROLLOMAGGIO2011.pdf
siano “assai peggiori” dei campionamenti dell'ARPAT di nove giorni prima (di 50 volte per quanto riguarda i metalli pesanti, 140 microgrammi il metro cubo, rispetto ai 2,8 rilevati da ARPAT e, dunque, chissà se a questa "è sfuggito" anche questo dato inusuale);
http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/Gruppo5/ControlliARPAT/ControlliARPAT_Maggio2011.pdf - la seconda, la Provincia di Pistoia che - nonostante la puntuale denuncia dei Comitati - invece di accertarne la fondatezza e, agire subito per conseguenza, il 20 luglio provvedeva inopinatamente, a rassicurare la popolazione tramite un comunicato del dirigente del Servizio Ambiente Dott. Ariberto Merendi, che in modo autoreferenziale e non motivato, affermava che il gestore aveva fornito "una piena risposta" ai quesiti posti dalla precedente diffida e testualmente annunciava : «Non ci sono rischi di nessun genere per la cittadinanza»,
http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2011/07/20/news/inceneritore-adeguamenti-finiti-nessunrischio-per-i-cittadini-4648883 e tutto questo, è stato scritto proprio la stessa persona che, il 2 agosto, richiede (a mezzo “Atto di formale diffida”) ai gestori dell'inceneritore urgenti rassicurazioni sul funzionamento del sistema di abbattimento, che riconosce essere “fuori controllo”.
Ultimo, ma non ultimo in quanto a tutela dei cittadini, è il Comune di Montale che sembrava essersi “svegliato”, quando a marzo chiedeva urgenti chiarimenti sulle carenze gestionali dell'inceneritore, preannunciandone la chiusura e che, adesso, sembra essersiriaddormentato nonostante che questo impianto risulti, ormai da mesi, “fuori controllo”. http://www.provincia.pistoia.it/AMBIENTE/InformazioneAmbientale/TermovalorizzatoreMontale/SuperamentoSogliaLivelloAttenzione/29_NOTA%20COMUNE%20DI%20MONTALE%20PROT_5371%20DEL%2010_3_2011.pdf

Con tutta evidenza non è possibile sentirsi rassicurati dalle Autorità: quali “semplici cittadini”, che confidano nel rispetto della legge, ce ne rammarichiamo ma nel contempo richiediamo un intervento urgente della Procura della Repubblica e dell'Arma dei Carabinieri - Nucleo Operativo Ecologico di Firenze, perché provvedano a impedire ulteriori gravi omissioni che mettono a repentaglio la salute e l'ambiente.

Coordinamento dei Comitati della Piana FI – PO – PT
Comitato per la Chiusura dell’Inceneritore di Montale
Coordinamento dei Comitati cittadini di Prato

martedì 2 agosto 2011

"SPORCHI DA MORIRE" >> anteprima film



   È vero che gli inceneritori fanno male? Perché in Italia si continuano a costruire questi impianti mentre nel resto del mondo si stanno smantellando? Quali sono le possibili alternative? Sono queste alcune delle domande a cui Carlo A. Martigli, scrittore e giornalista, ha cercato di rispondere con un’inchiesta da cui è nato il docufilm “Sporchi da morire”, in uscita il prossimo autunno (vedi anteprima).
   Il progetto, di respiro internazionale, è stato realizzato da Marco Carlucci, filmmaker indipendente già noto per “Il punto rosso”, con la collaborazione di numerosi esperti: medici, biologi, chimici, attivisti italiani e stranieri.
   Carlucci, come è nata l’idea di realizzare un docufilm sui rischi alla salute degli inceneritori?
   “Il film nasce da un incontro casuale con Stefano Montanari, direttore del laboratorio Nanodiagnostics di Modena. Assistendo a una delle sue numerose conferenze, sono rimasto profondamente colpito dalla tematica e anche affascinato dall’idea di realizzare un film documentario poco convenzionale.      
   “Sporchi da morire” racconta la storia di una ricerca online che lentamente prende forma e sostanza.         
    Sono stati utilizzati video di varia natura e provenienza: nostri reportage esclusivi, video inviati dagli utenti del sito o dalle associazioni, video virali del web, il tutto in uno stile volutamente ‘sporco’. Questo progetto affronta il tema della pericolosità degli inceneritori per svelare alle persone l’esistenza di una nuova forma d’inquinamento molto insidiosa, quella delle nanoparticelle. Ci siamo interessati anche delle centinaia di migliaia di persone che si stanno ammalando a New York, vittime delle nanopolveri da combustione scaturite dal crollo delle torri gemelle. Ma le nanoparticelle sono anche nei filtri per le macchine, nei cibi, nei farmaci, nelle armi moderne. In ogni caso, “Sporchi da morire” non descrive solo il pericolo ma anche le alternative sostenibili già attuate in molte parti del mondo”.
   In Italia l’incenerimento è una delle pietre miliari su cui poggiano i piani di gestione dell’immondizia. Com’è la situazione lontano da qui?
   “Fin dall’inizio non ho inteso realizzare un film sugli scandali italiani: sulla monnezza di Napoli, o sul business dei rifiuti. Il problema è molto più ampio e ogni paese ha il suo modus operandi. In Inghilterra, in Austria, in Francia, in Germania, persino negli Stati Uniti, ci sono problemi legati alla gestione dei rifiuti, agli impianti d’incenerimento, alla libertà d’informazione. In Italia però scontiamo il ritardo con cui abbiamo iniziato a occuparci del problema, e infatti siamo gli unici a non aver capito che bisogna risolverli. Rispetto alla Francia, per esempio, la differenza è sostanziale: due medici francesi, di opposto credo politico, hanno dato vita alla più grande associazione mondiale e allo studio più importante sugli effetti degli inceneritori. In Italia importanti politici, di opposte fazioni, sono concordi nel proporre come soluzione alla crisi dei rifiuti l’incenerimento”.
   Gli impianti di incenerimento producono polveri tanto piccole che non possono essere filtrate né dal naso né dai bronchioli, penetrando, così, in profondità nei polmoni. Gli inceneritori, oltre alle polveri, generano metalli pesanti come piombo, mercurio, arsenico e cadmio, altamente nocivi per la salute. Possibile che nonostante questi dati si continui a credere che bruciare i rifiuti sia l’unica soluzione?
   “Certo, perché il processo dell’incenerimento dei rifiuti è apparentemente purificatorio agli occhi delle persone. Poi, se si racconta che oltre a smaltire i rifiuti, si crea energia e non si inquina, diventa difficile per una persona che non ha le giuste informazioni avere dei dubbi concreti. Il problema vero degli inceneritori vecchi e nuovi è che, per poter essere produttivi, hanno bisogno di materia prima, cioè di quei materiali che potrebbero essere riciclati e compostati, creando così un nuovo business e posti di lavoro. Fino a quando costruiremo bocche di fuoco che hanno bisogno di rifiuti per poter funzionare, la raccolta differenziata non decollerà”.
   Che idea si è fatto della cosiddetta emergenza Napoli?
   “Il nostro documentario parte proprio dalla crisi di Napoli, dai rifiuti per le strade, per poi affrontare lo step successivo, ovvero la soluzione avanzata. Rispondo a questa domanda riprendendo un concetto espresso nel film da Paul Connett, guru mondiale di Zero Waste: quando ci sono due comuni che sono distanti due chilometri, e uno ha il 5% di raccolta differenziata e l’altro il 70%, non è più un fatto “culturale”, la cultura non può cambiare in due chilometri. È un problema di leadership”.

Ecco l’ateprima: www.sporchidamorire.com/doc/index.php?lang=it
fonte notizia: http://www.ciaccimagazine.org/?p=6468