VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comunni della Valdisieve e limitrofi.

giovedì 23 dicembre 2010



                         
               
 
 

Il Triangolo delle Bermude........ad Arezzo!

FINALMENTE E' USCITO IL SERVIZIO.......
il Triangolo delle Bermude San Zeno (Arezzo) Tegoleto, Badia al Pino (Civitella in Val di Chiana).....
con i morti per tumore (soprattutto leucemie) nell'area dove insistono diversi stabilimenti a combustione...

Il tutto a futura memoria...
Guarda il video del TG Toscana al link:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-87032518-1b36-4bc2-8c6a-1da12c92d5c1-popup.html
(la parte che interessa comincia dal minuto n. 13.40...)

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Anche nell'area fiorentina, se saranno confermati e realizzati i 3 impianti di incenerimento, si forma un triangolo tra il sito scelto nella Piana, quello a Greve e quello a Rufina, con distanze di circa 30 km. l'uno dall'altro in un'area in cui vi sono già altre industrie insalubri, cementifici, inceneritori per speciali pericolosi, ecc.

E come dice Monica Giandotti in chiusura del TG ZERO ( di Anno Zero):
BUONA SERA E.....BUONA FORTUNA! 

venerdì 17 dicembre 2010

LETTERA APERTA - APPELLO AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI

http://www.acquabenecomunetoscana.it/



LETTERA APERTA - APPELLO

                                                AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI
Comuni, Province, Regione (Toscana)

Soppressione degli ATO, istituzione dei Commissari regionali (acqua e rifiuti)

Un attacco ai Beni Comuni. La privatizzazione della politica

Assemblee Elettive, Sindaci, Cittadini e Comitati di Cittadinanza
relegati ad un ruolo di sterili spettatori

La Regione Toscana ha presentato un disegno di legge che stravolge le norme sui servizi pubblici di acqua e

di rifiuti, togliendo ai consiglieri comunali e provinciali ogni possibilità di scelta in merito e relegando i
sindaci in una commissione puramente consultiva, non vincolante delle scelte dei Commissari regionali, i
quali, nel corso del 2011, andranno a sostituire le Autorità di Ambito e anche l’Assemblea dei Sindaci,
approvando i piani industriali, selezionando i gestori unici e imbalsamando per decenni i due settori.
Per questo lanciamo un appello a tutti i consiglieri eletti nelle assemblee istituzionali della Toscana per
chiedere che si apra un confronto serio su tali scelte.

Il pretesto per la Giunta regionale toscana è dato dalla Legge finanziaria statale, che pone l’obiettivo di
ridurre la spesa pubblica eliminando i consigli di amministrazione degli Ambiti Ottimali. Obiettivo
condivisibile, ma qui preso a pretesto per commissariarli, anziché decentrarne le funzioni come dispone la
suddetta legge, e per aumentarne le dimensioni territoriali, in violazione di norme già esistenti, sino a farli
coincidere con la regione. Questa riforma non ha neppure nulla di coerente con le asserite volontà di
ottimizzare l’efficacia e l’efficienza del servizio, che si fondano invece sulle conoscenze tecniche ed
amministrative, che sono tutte locali e sui caratteri fisici di un territorio ottimale. “Ottimale” appunto è
l’aggettivo fissato dalla legge statale, che stabilisce anche i criteri fisici, geografici ed economici, criteri che
la Regione Toscana intende stravolgere e non rispettare. Per l’acqua, gli Ambiti ottimali sono strettamente
connessi al territorio, sono i bacini idrografici, dove l’acqua piovana defluisce in una determinata superficie
verso valle in percorsi geograficamente e fisicamente definiti, dove è captata e usata dalla collettività, e
infine depurata e scaricata nei fiumi. Non rispettare tali criteri geo-economici significherà inevitabilmente
aumentare tutti i costi a carico degli utenti.

Questo vale per l’acqua, ma anche per lo smaltimento dei rifiuti, dove la scelta migliore è la partecipazione e
il coinvolgimento dei consiglieri eletti e delle popolazioni locali e non l’accentramento burocratico, la
regionalizzazione, il commissariamento dei sindaci. Solo la partecipazione delle popolazioni, chiamate a
evitare impianti dannosi alla salute e a realizzare le buone pratiche, consente la riduzione della produzione
dei rifiuti, la raccolta differenziata e la riduzione dei costi. Cioè soluzioni alternative sia all’incenerimento sia
alle discariche, ma purtroppo sappiamo che la Giunta regionale ha in verità altri obiettivi, più costosi e
stranamente coincidenti con gli investitori negli impianti d’incenerimento.

Anche il direttivo nazionale dell’ANCI del 2.12. u.s. ha dichiarato: “una eventuale esclusione da parte delle
regioni dei comuni, dal governo dei servizi di gestione dei rifiuti…si configurerebbe come un
comportamento illegittimo”.

La Regione, con queste scelte, collegate alla volontà espressa di accentrare le scelte per le grandi opere
infrastrutturali di interesse regionali, si manifesta oggettivamente autoritaria, antidemocratica e piegata ad
interessi privati, ponendo le condizioni oggettive per assegnare a potenti oligopoli privati e ai loro interessi di
mercato la gestione di beni che dovrebbero restare pubblici.

Con analoga determinazione, in vista dell’annunciato intervento legislativo, della Regione Toscana, per il
primo semestre 2011, in materia di riordino dei servizi pubblici locali, nella regione che ha deliberato una
Legge Regionale sulla Partecipazione, è da scongiurare l’assunzione di scelte nel chiuso delle stanze, senza
prevedere una partecipazione e un protagonismo dei Cittadini e dei tanti e numerosi Comitati impegnati sul
territorio a difesa dei Beni Comuni. In assenza di una tale coerenza e sensibilità democratica, non è da
escludere il ricorso, all’ultimo strumento utile, ammesso dallo stesso Statuto della Regione Toscana: il

Referendum abrogativo.

Firmatari:

Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Comitati toscani contro l’incenerimento dei rifiuti, Italia Nostra


Toscana, Forum Ambientalista Toscano

Firenze, 16/12/2010

IL TAR LAZIO BLOCCA L’ INCENERITORE DI ALBANO

La nostra Associazione esprime immensa soddisfazione per la bocciatura al Tar Lazio dell’iter seguito da Regione Lazio e Coema con sentenza n. 36740 emessa dalla prima sezione del Tar proprio di ieri, con cui si sancisce l’illegittimità dell’iter adottato dopo il 25 marzo 2008 per il rilascio del parere della valutazione d’impatto ambientale. Un parere dapprima negativo e poi divenuto improvvisamente positivo, in riferimento
alla realizzazione del progetto presentato dal COEMA, (composto da AMA, ACEA, Pontinia Ambiente  s.r.l.) sul quale il WWF aveva sin dall’inizio espresso forte contrarietà attraverso le osservazioni all’epoca
presentate e con ancor più determinazione nell’intervento ad adiuvandum nel processo amministrativo, a sostegno ed integrazione delle tesi corrette avanzate dai comitati di Albano nel ricorso principale.

“Una vicenda quella dell’impianto di Albano, che pone un punto fermo al concetto di buon governo del
territorio e di trasparenza amministrativa – dichiara Vanessa Ranieri presidente WWF Lazio - I Giudici
Amministrativi con questa sentenza ci hanno finalmente riportato in Europa, da parte nostra annunciamo
invece un esposto alla Corte dei Conti al fine di chiedere una verifica sulla correttezza tecnico contabile degli
atti oggi annullati che hanno indubbiamente prodotto un danno erariale e che dovrà essere risarcito da chi
evidentemente ha presumibilmente violato la legge”.
“Determinante è stato il fronte unico – conclude Ranieri che ha assistito come avvocato nel processo il
WWF e i Comuni intervenuti - che i comitati di Albano, WWF e i Comuni di Albano Laziale, Genzano di
Roma, Lanuvio, Pomezia, Ardea, Rocca di Papa, Ariccia e Castel Gandolfo hanno fatto nei confronti di un
progetto che altro non è che il frutto di un’impostazione errata della gestione del ciclo dei rifiuti. Che questo
sia il primo passo per il riconoscimento da parte di tutta la classe politica e delle Amministrazioni
dell’esigenza di cambiare rotta, non investendo su incenerimento e discariche, ma su una corretta
applicazione dei principi comunitari in tema dei rifiuti: prevenzione, riduzione, riuso, riciclo e corretto
avviamento a filiera. Queste sono le uniche parole d’ordine che riconosciamo”.

Roma 16 dicembre 2010

Informazioni stampa: Cesare Budoni – 349 6040937
 
Scarica QUI il documento originale

Malattie da inquinamento arrivano i “medici sentinella”

6 dicembre, 2010
Una rete di sanitari di famiglia per segnalare in tempo reale dal territorio i casi di cancro ed altre patologie tra i loro assistiti. L’esempio recente della discarica di Caserta. Intanto l’Italia “conquista” il record di tumori infantili nell’Occidente.
foto al link:

di ARNALDO D’AMICO

LI CHIAMANO “medici sentinella” perché segnalano a un centro dati nazionale cosa sta succedendo ai loro pazienti con cadenza quotidiana o settimanale. In genere sono medici di famiglia e sinora sono stati reclutati per “avvistare” i primi casi di influenza e prevedere il picco dell’epidemia annuale, tenere sotto controllo l’andamento dell’Aids o la diffusione del diabete con ottimi risultati, sia in Italia che in altri paesi europei. A differenza degli studi epidemidemiologici, le “sentinelle” colgono in tempo reale l’andamento della salute di una popolazione indicando subito il da farsi, senza aspettare i due anni in media necessarie alle indagini più accurate. La proposta ora è di includere le patologie da inquinamento tra quelle che i medici “sentinella” dovranno avvistare e segnalare.
L’iniziativa è dell’ Associazione dei medici per l’ambiente, sezione italiana dell’International society of doctor for the environment (Isde) che ne ha spiegato la necessità in un recente convegno tra esperti e funzionari delle agenzie sanitarie e ambientali di varie Regioni italiane e paesi europei presso il comune di Bologna.
Le patologie di origine ambientale sono in aumento. Ma preoccupa più di tutte il cancro nei bambini, considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la spia più sensibile di un ambiente malsano, in espansione generalizzata.
Nei bambini italiani tra 0 e 14 anni sono saliti da 150 casi per milione di nati a 175 in appena un trentennio.
Peggio va tra i 15 e i 19 anni dove ora si contano 270 casi l’anno.
“Con l’invidiabile record di decessi nel mondo occidentale e che manterremo perché i casi di cancro in età pediatrica in Italia sono in crescita, in particolare entro il primo anno di vita, del 3,2% l’anno, e sono la prima causa di morte infantile”, spiega Ernesto Burgio, coordinatore scientifico dell’Isde. Un trend che ha spinto proprio in questi giorni i pediatri oncologi italiani (Aieop) a siglare un’alleanza internazionale per la cura delle lucemie, uno dei tumori più in crescita tra i bambini, dopo quelli cerebrali.
“La causa principale delle neoplasie infantili sta nella diffusione capillare in aria, acqua e cibi delle “molecole mimetiche” – dice Burgio – sostanze diverse tra loro ma che, una volta entrate nel corpo, rivelano una capacità comune, quella di “mimare” l’azione regolatrice di alcune molecole naturali”.
È il caso noto da tempo – hanno spiegato gli esperti – degli interferenti endocrini (diossine da combustione di rifiuti indifferenziati, Bpa e altri additivi esalati dalle plastiche, alcuni pesticidi e fitofarmaci, ecc) che, appunto, interferiscono con gli ormoni, causando malformazioni genitali, sterilità, tumori al seno e testicolo, diabete e altre gravi patologie. Recente invece la scoperta che alcune sostanze agiscono come i sofisticati regolatori genetici (che la scienza sta svelando di recente), attivando o spegnendo geni al pari delle molecole prodotte dal Dna per gestire il proprio funzionamento. Stanno rivelando questa capacità molti dei 105 mila composti chimici introdotti sinora nell’ambiente. Ma anche alcuni metalli liberati nelle acque da scarichi industriali, dalle discariche e nell’aria da tutti i processi di combustione, da quelli dei termovalorizzatori a quelli dei motori. Arsenico, cadmio, piombo, alluminio e mercurio i più pericolosi. Inoltre si accumulano nell’ambiente e nei corpi.
Utilissime le prime “sentinelle” schierate. “Non solo per la rapidità con cui segnalano aumenti di patologie gravi – spiega Roberto Romizi, presidente di Isde Italia – Ma perché, rilevando direttamente le malattie causate dagli inquinanti introdotti nell’ambiente, ne colgono gli effetti sinergici, mentre l’epidemiologia può indagare una o poche sostanze per volta”. E la sinergia tra inquinanti liberati da una discarica si può scoprire subito. Venti medici di famiglia della provincia di Caserta, coordinati da Giacomo Pulcino, hanno mappato la distribuzione sul territorio dei loro assistiti colpiti da tumori, bronchite cronica, allergie e patologie gastrointestinali. Hanno scoperto così che i malati di queste patologie sono oltre il doppio tra chi risiede a un chilometro dalla discarica di “Lo Uttaro” rispetto a chi vive a 3 chilometri. I risultati sono stati comunicati agli amministratori locali. Si attende una reazione.
(30 novembre 2010)

lunedì 13 dicembre 2010

INIZIATIVE NATALIZIE di ASSOVALDISIEVE

Domenica 12 dicembre 2010 dalle ore 15/15,30
BANCHINO INFORMATIVO IN P.ZZA LIBERO GRASSI/P.ZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
(zona Ruggini-coop)
Inoltre: volantinaggio per le vie di Pontassieve

Domenica 19 dicembre 2010 dalle ore 15/15,30


BANCHINO INFORMATIVO IN P.ZZA LIBERO GRASSI/P.ZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
(zona Ruggini-coop)

Inoltre: volantinaggio per le vie di Pontassieve
BANCHINO INFORMATIVO IN P.ZZA LIBERO GRASSI/P.ZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
(zona Ruggini-coop)

Inoltre: volantinaggio per le vie di Pontassieve

Domenica 9 gennaio 2011

(se ci sono i negozi aperti, altrimenti è anticipata all’ 8 di gennaio)

BANCHINO INFORMATIVO IN P.ZZA LIBERO GRASSI/P.ZZA CAIROLI A PONTASSIEVE
(zona Ruggini-coop)
Inoltre: volantinaggio per Pontassieve
VENERDI’ 14 GENNAIO 2011

ORE 21.00  a Pontassieve

Presso i locali della CHIESA S. Giovanni Gualberto ( ai Villini)

Incontro pubblico

Intervengono:

Þ  Rossano Ercolini - (Rete Nazionale Rifiuti Zero)    
  >>  Se no all’inceneritore, quali sono le alternative già disponibili?
Þ Ing. Dominique Del Genovese - (Settore energie rinnovabili e ambiente)
 >>  Parliamo del progetto del nuovo inceneritore di Selvapiana  
Þ Dott. Gian Luca Garetti - (Associazione Medici per l'Ambiente ISDE)   
 >>   Come e perché un inceneritore provoca danni alla salute 

giovedì 2 dicembre 2010

"Depuratore di Aschieto, i conti non tornano"

Il Comune di Pontassieve è stato condannato "al pagamento della somma di € 380.947,46 a favore delle imprese ricorrenti" (ndr.Ladurner GMBH e Hydra s.r.l) in relazione alla Gara di appalto per la gestione del Depuratore di Aschieto a Sieci, avvenuta nel 1998 e vinta dalla società TESECO spa.


A tale cifra, poi, c'è da aggiungere la spesa per la consulenza tecnica del TAR che ammonta a € 23.344,83, e le spese legali liquidate in € 6.000,00.

Le imprese ricorrenti, si legge nella sentenza, avevano richiesto un risarcimento di € 644.487,50 oltre interessi al tasso del 9%, che il consulente tecnico del tribunale ha quantificato invece con le cifre di cui sopra ( in giallo).

Dalla Sentenza si legge: "l'intimata Amministrazione (ndr. comune di Pontassieve) ha quindi posto in essere un agire illegittimo (....). Risultano quindi presenti nella fattispecie tutti gli elementi oggettivi dell' illecito civile, ovvero il fatto, il danno ingiusto e il nesso di causalità (.....). La commissione di gara risulta infatti avere violato uno dei principi basilari in materia di procedure concorsuali, ossia la predeterminazione dei criteri per la valutazione delle offerte antecedente all'esame delle stesse (...). La sua violazione concreta pertanto indubbiamente una colpa grave dell'intimata Amministrazione (....)."
Nel frattempo il Comune di Pontassieve ha fatto ricorso al Consiglio di Stato per l'annullamento della Sentenza.
Ancora non si è espresso in merito.
Vi terremo informati.