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venerdì 2 settembre 2016

Farsa TAV: non solo non si chiudono i cantieri, ma addirittura se ne aprono altri

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 31 agosto 2016

> Farsa TAV: non solo non si chiudono i cantieri, ma addirittura se ne aprono altri

> Il Comitato No Tunnel TAV constata con sconcerto che, nonostante i proclami del sindaco Nardella, non solo i cantieri del sottoattraversamento non si fermano, ma se ne aprono addirittura altri; si tratterebbe di quelli per il consolidamento dei bastioni della Fortezza da Basso per i quali sono state autorizzate proroghe al superamento dei rumori.
> Una cosa del genere, in un paese normale, in qualunque altra città del mondo, non potrebbero accadere: se davvero il progetto sotterraneo è in fase di ripensamento, logica vorrebbe si sospendessero per lo meno i lavori in corso per evitare ulteriori spese inutili e danni alla città che dovranno poi essere riparati.
> Il Comitato richiama ancora una volta la politica delle istituzioni ad un po' di serietà; oltre alla sospensione immediata dei lavori si dovrebbe arrivare all'avvio veloce di un dibattito VERO sulle possibilità che offre il nodo ferroviario fiorentino, sia per i treni a lunga percorrenza che per quelli regionali. Perché di opportunità, il nodo fiorentino, ne offre molte, ben al di là della "liberazione dei binari di superficie".
> Questa lenta agonia del progetto TAV (o il suo possibile rilancio) sono il chiaro sintomo di una politica senza idee e progetti, asservita solo agli interessi dei costruttori e tesa a trarre benefici per sé e per i propri accoliti; una politica culturalmente misera, lontano dagli interessi della collettività che dovrebbe rappresentare. Questa è forse la sciagura più grave che si nasconde dietro la farsa TAV di Firenze.
> Il Comitato ricorda anche tre aspetti tecnici che sono già stati denunciati, ma cui non si è mai voluto dare ascolto:
> la tecnica del "compensation grouting" consiste nell'immettere nel terreno lunghi coni di cemento con i quali si consolida il terreno sotto i bastioni della Fortezza, in vista dello scavo dei tunnel; questa tecnica è utile in terreni prevalentemente ghiaiosi perché il cemento iniettato va a occupare gli spazi tra i frammenti di ghiaia formando una base solida. Sotto i bastioni il terreno è soprattutto argilloso e il cemento iniettato, invece di distribuirsi omogeneamente nel terreno, tende a formare bolle irregolari, talvolta di grosse dimensioni; queste a loro volta provocano deformazioni del terreno che risultano essere innalzamenti irregolari della superficie. È esattamente quello che è accaduto attorno alla stazione di Bologna e alla scuola Rodari, dove l'innalzamento del terreno ha provocato danni agli edifici. Si corrono rischi analoghi sotto il monumento.
> L'operazione che si vuol fare necessita di due cantieri di discrete dimensioni: uno nel mezzo del parco della Vasca dei Cigni, uno nel viale Filippo Strozzi proprio davanti all'uscita del sottopasso proveniente dal viale Fratelli Rosselli. Con una mobilità caotica come è adesso per i cantieri delle tranvie e con i lavori rallentati che si hanno, è facile prevedere ulteriori problemi in una situazione già troppo compromessa.
> I cantieri che si intendono realizzare non sono così semplici: richiedono la realizzazione di un pozzo profondo oltre dieci metri e l'uso di macchinari specializzati. I costi non saranno lievi; si prosegue nel gettare al vento risorse economiche importanti che potrebbero essere impiegate molto meglio.

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948