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mercoledì 27 luglio 2016

CASE PASSERINI: Repubblica: un cavillo blocca l’inizio dei lavori dell’inceneritore

Inceneritore, dove non arrivano le ‘Mamme’ arriva la burocrazia. I cantieri di Case Passerini – scrive la Repubblica Firenze – rischiano il blocco prima ancora di essere aperti. Per effetto, in questo caso, della burocrazia regionale. Perchè a pochi giorni dall’inizio dell’agosto, che è il mese durante il quale la Q-Thermo contava di avviare finalmente i lavori dell’impianto l’ultimo timbro risale esattamente ad un anno fa – salta fuori che la direzione ambiente della Regione ha appena bloccato il decreto che era stato preparato per correggere gli errori di procedura amministrativa e non incorrere così nelle maglie del ricorso pendente davanti al Tar.
Quali errori? Il caso è quello dell’elettrodotto e della ‘servitù’ che ne deriva: si tratta in pratica dell’autostrada di alimentazione del futuro impianto, circa 1,8 chilometri di percorso sotterraneo da Case Passerini fino alla stazione Enel dell’Osmannoro, in area ferroviaria. Il problema è che, durante il percorso, l’elettrodotto deve attraversare i terreni di oltre 50 particelle catastali. Cioè di oltre 50 proprietari. E secondo la legge quando ci sono in ballo più di 50 particelle ne deriva un obbligo: la pubblicazione con inserzioni legali sui quotidiani non solo delle particelle ma anche dei singoli nomi dei proprietari.
Esattamente ciò che non è stato fatto, come denunciato dal ricorso al Tar presentato dai comitati al quale si è unito da qualche settimana anche il Comune di Sesto, dopo la vittoria elettorale del sindaco di Si Lorenzo Falchi. Avrebbe dovuto farlo la Città metropolitana. Solo che non l’ha fatto. E dopo la legge Delrio, con il passaggio dell’ambiente dalla ex Provincia alla Regione, la competenza è ora degli uffici regionali.
Proprio per correggere l’errore di procedura, la Regione aveva avviato un apposito decreto che ordinasse la pubblicazione, questa volta, delle particelle catastali e dei nomi dei proprietari. Una pubblicazione- bis che sarebbe arrivata prima dell’esame del ricorso, rinviato dai giudici al 19 ottobre prossimo . E che, nei piani della stessa Regione, avrebbe finito per spuntare l’arma dei comitati.
Venerdì scorso però arriva la svolta. Il contrordine. Dal dipartimento ambiente della Regione parte una lettera inviata al responsabile del procedimento del decreto che, di fatto, annulla tutto: visto che il procedimento è oggetto del ricorso al Tar, c’è in sostanza scritto nella lettera, meglio fermare tutto. Meglio aspettare la sentenza del Tar. E le procedure per la pubblicazione si bloccano. Col rischio di bloccare però anche l’apertura dei cantieri dell’inceneritore. Sui quali già garava il ‘gran rifiuto’ del Comune di Sesto di incassare gli 800mila di oneri di costruzione.