VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

venerdì 17 giugno 2016

Comunicato Stampa : TAV e grandi opere, un incontro a Firenze

RETE DEI COMITATI PER LA DIFESA DEL TERRITORIO 


 COMUNICATO STAMPA
Firenze, 9 giugno 2016
                                                      
TAV e grandi opere, i problemi fiorentini nel quadro delle grandi opere. Un incontro a Firenze

Il giorno 8 giugno si è tenuto un incontro pubblico sul tema delle grandi opere inutili che ha visto un 
approfondimento sulle normative entrate in vigore negli ultimi tempi e ha fatto il punto sulla situazione fiorentina. L'iniziativa, tenutasi al Parterre, era stata organizzata dalla Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Comitato 
Tunnel TAV, PerUnaltracittà.
L'ingegner Ivan Cicconi ha valutato come il nuovo “Codice dei Contratti” (chiamato comunemente Codice degli 
Appalti) abbia sì adattato la normativa sulle “concessioni” a quella europea, ma ha introdotto nuove forme 
contrattuali come la “locazione finanziaria immobiliare” e il “contratto di disponibilità” che hanno reintrodotto le 
anomalie che si volevano evitare: enormi benefici a favore delle grandi imprese e i costi completamente a carico 
del pubblico; è stata sciaguratamente confermata anche la figura del “general contractor” che ha consentito il costo astronomico delle linee TAV italiane (5 volte quelle francesi). Le nuove normative insomma non saranno in grado 
di creare un vero cambiamento nel mondo delle grandi opere dove corruzione, illegittimità e infiltrazioni mafiose 
saranno favorite dalle stesse normative.
Il professor Alberto Ziparo ha ricordato le troppe illegittimità che ancora pesano sul progetto TAV fiorentino e di 
cui le istituzioni locali e nazionali non sembrano tener conto. Anche il presidente dell'ANAC, Raffaele Cantone, 
definì il progetto fiorentino “una vicenda che non fa onore all'Italia”, ma tutto questo è stato totalmente ignorato; 
addirittura la politica locale ha cominciato a farneticare di far passare i treni regionali sulla linea AV smentendo clamorosamente oltre un decennio di ottusi dogmi trasportistici, confermando che, se non si hanno ancora le 
idee chiare su cosa sia e a cosa serva il Passante, l'utilità di questi lavori è nulla.
La mancanza di VIA sulla stazione AV, su cui nessuno ha il coraggio di intervenire, dà il senso dell'illegittimità e 
della confusione che regna su questo progetto.
La vicenda delle terre di scavo che, se andranno davvero a Santa Barbara, sarà solo grazie ad una normativa 
creata ad hoc e in conflitto con le normative europee; l'allora ministro dell'ambiente del governo Letta, Andrea 
Orlando, nel 2013 venne a Firenze per incontrare i magistrati e capire cosa non andava promettendo interventi 
adeguati; l'attuale governo ha però riconfermato e reso ancora più farraginose le normative che preoccupavano. 
La gestione delle terre, di cui si prevede un campionamento per lotti, si dimostra estremamente complicata, 
suscettibile di illeciti e soprattutto comporterà un aumento dei costi; fatto questo tanto caro ai costruttori.
La fragilità del sottosuolo di Firenze è emersa con forza per la semplice rottura di un tubo dell'acquedotto; 
realizzare due gallerie di 7 km nel ventre antico della città, con un progetto così lacunoso, a cosa potrebbe 
portarci? Nessuno se lo vuol chiedere? 
L'impatto sulla falda, certificato dalla stessa ARPAT, non è risolto e difficilmente lo sarà con la presenza di paratie sotterranee profonde oltre 40 metri. Dei rischi di questo fatto nessuno parla.
I rischi di cedimento che sono pericolosamente sottostimati secondo la letteratura scientifica esistente sono, 
anche questi, ignorati. Il fatto che a scavare dovrebbe essere una sola fresa invece che due, che questo fatto 
comporti danni in superficie maggiori del 50% è dolosamente ignorato.
Presto sentiremo qualcuno dire senza pudore che bisognerà fare “presto e bene”; nessuna vergogna dopo quasi 
20 anni di un progetto impossibile che probabilmente resterà un mostro incompiuto nel cuore di Firenze.

Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV
PerUnaltracittà                     
ref. 338 3092948 

Ass. Rete dei Comitati per la difesa del Territorio Reg.12855/3-12-08
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