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lunedì 5 ottobre 2015

FIRENZE Statuto, terre inquinate nel cantiere tramvia: "Qui da mesi, ora basta"



Quartiere in rivolta per le collinette con rame e piombo. L'assessore promette: "Ultima verifica prima di portarle via" 

 di GERARDO ADINOLFI


Il balcone fiorito in via dello Statuto affaccia proprio sul cantiere della linea 3 della tramvia, quella che in futuro collegherà Careggi con la stazione di Firenze Santa Maria Novella. All'interno, dopo le recinzioni, c'è una piccola montagna di terre scavate dalle ruspe, che ora è ricoperta, ma solo in parte, da teli bianchi. Terra che contiene una quantità superiore ai limiti di rame e piombo, con il progetto di bonifica dell'area che è stato già presentato dal Comune e approvato dall'Arpat. «Almeno da giugno – però – quei rifiuti speciali sono ancora fermi nel cantiere – lamentano gli abitanti e i commercianti della zona – ora sono coperti, ma quando in estate c'è stato il temporale l'aria, qui, era diventata tutta marrone». Che questa zona tra via dello Statuto, via della Cernaia e via delle Cinque giornate fosse un "sito inquinato" è noto già da tempo. Fin dai primi progetti di costruzione della tramvia è sempre stata prevista la bonifica della zona. Sottoterra, ed ora estratti con gli scavi, c'è il rame e il piombo probabilmente lasciato dagli ex capannoni della Superpila in piazza Leopoldo. Ma come sono arrivati fino all'angolo con via della Cernaia? Per gli abitanti bisogna risalire alla seconda guerra mondiale, quando i bombardamenti di Alleati e nazisti riempirono le strade di Firenze di buche che furono poi ricoperte con qualsiasi materiale disponibile. Storia o leggenda che sia, oggi quella terra è in attesa di essere portata via con i residenti che, in questi mesi, hanno chiesto più volte ad Arpat e Palazzo Vecchio di intervenire al più presto.

Una vicenda finita anche in consiglio comunale, con un'interrogazione depositata da Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi: i tre consiglieri chiedono conto della «la quantità scavata e quella fino ad ora portata in discarica» nonché dei tempi di risoluzione della «problematica che non ha permesso la rimozione dal cantiere». Le certificazioni ci sono tutte. Arpat, il 17 giugno, ha dato il suo ok al progetto di bonifica. Mentre in questi giorni sono arrivati i risultati delle nuove analisi fatte il 16 luglio. «Le ultime indagini hanno mostrato un sito inquinato meno esteso del previsto – spiega l'assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – entro questa settimana aspettiamo le autorizzazioni per le verifiche delle pareti di scavo (per sapere se sia necessario scavare ancora) e poi il materiale sarà portato in discarica».

  E il presidente di Ance Firenze, Stefano Fani, esorta a non perdere tempo: «Firenze non può permettersi di perdere anche questa occasione di sviluppo, le polemiche non siano alibi per sprecare altro tempo». Ma gli abitanti chiedono di essere liberati dalla paura. «Qui – spiega Fiammetta Giovannini, commerciante – su 25 piccole attività in meno di un anno già tre sono chiuse. E per quelli che restano è difficile andare avanti».


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