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mercoledì 30 settembre 2015

Corruzione, arrestati i vertici di Anas Toscana e un imprenditore

74 perquisizioni in tutta Italia, 24 indagati. Al setaccio dei magistrati della Procura di Firenze appalti per opere stradali. Il procuratore: "Mazzette del 5 per cento dell'importo dei lavori". E "sfruttavano le emergenze"
Corruzione, arrestati i vertici di Anas Toscana e un imprenditore
Ing. Antonio Mazzeo, uno degli arrestati
Quattro persone arrestate nell'inchiesta della procura di Firenze sui vertici dell'Anas Toscana. Sono invece 24 gli indagati: si tratta di pubblici ufficiali dell'Anas, di imprenditori e professionisti. Sono finiti da questa mattina ai domiciliari il capo compartimento del settore viabilità di Anas Toscana  Antonio Mazzeo, il direttore amministrativo Roberto Troccoli, il funzionario Nicola Cenci, l'imprenditore Francesco Mele. I magistrati ipotizzano il reato di corruzione riguardo appalti per opere stradali. L'indagine è condotta da polizia stradale della Toscana e Corpo forestale, sezione di pg della procura di Firenze. Sono 74 le perquisizioni scattate in tutta Italia.

Il procuratore Giuseppe Creazzo ha parlato di un "collaudato sistema di corruzione", di un "sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro. Venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell'importo dei lavori, cioè decine di appalti nella rete stradale della Toscana".

le altre foto qui

L'assegnazione degli appalti dell'Anas Toscana finiti nel mirino della procura di Firenze avveniva "sfruttando, nella maggior parte dei casi, lo stato di emergenza e di necessità causato da calamità naturali" ha proseguito il procuratore Creazzo.
Gli appalti su cui si indaga sono uno da 200 mila euro, "di somma urgenza", per opere sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato, importo del lavoro a base d'asta 3.258.622 euro; e uno in provincia di Massa Carrara, per la manutenzione straordinaria di una strada, importo del lavoro a base d'asta 499.900 euro. Per la  procura, l'imprenditore finito ai domiciliari "agiva, per sua stessa ammissione, fornendo "il pacchetto completo - ha detto Creazzo - Faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell'Anas era di casa: arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro".

fonte articolo:  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/09/30/news/corruzione_inchiesta_sui_vertici_di_anas_toscana_4_arresti-123975723/
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Bufera sull’Anas Toscana:
arrestati i vertici per corruzione

Nel mirino appalti per opere stradali: 70 perquisizioni. Ai domiciliari il capo Compartimento Antonio Mazzeo, il direttore amministrativo Roberto Troccoli, il funzionario Nicola Cenci e l’imprenditore Francesco Mele

di Simone Innocenti

FIRENZE - Bufera all’Anas Toscana: quattro persone sono state arrestate (ai domiciliari) con l’accusa di corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze: si tratta del capo Compartimento Antonio Mazzeo, del direttore amministrativo Roberto Troccoli, del funzionario Nicola Cenci e dell’imprenditore Francesco Mele. Nel procedimento sono state indagate anche altre 24 persone: pubblici ufficiali in servizio all’Anas di Firenze, imprenditori e professionisti di varie società. Il procuratore Giuseppe Creazzo ha parlato di un «collaudato sistema di corruzione», di un «sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro. Venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell’importo dei lavori, cioè decine di appalti nella rete stradale della Toscana».

Le intercettazioni

«Tutti sono corrotti e corruttibili». È quanto dice al telefono l’imprenditore Francesco Mele, ora ai domiciliari, a un suo interlocutore. L’intercettazione è agli atti dell’inchiesta. Secondo gli investigatori, l’imprenditore corrompeva i responsabili toscani di Anas anche con «costosi pranzi e cene», con biglietti per gare motociclistiche e con l’assunzione della moglie di uno di loro. «Fra pranzi e cene, alberghi, viaggi - dice l’imprenditore al telefono - spenderò un centinaio, 200 mila euro all’anno...» Secondo gli investigatori, l’imprenditore cercava di allargare il suo giro di affari. «La corruzione si allarga», gli dice un interlocutore al telefono, e lui risponde: «L’hai capita». Mele avrebbe avuto mire anche in Albania. «In Albania - gli dice la fidanzata, riportandogli quando raccontatole dalla sorella - si può vedere il primo ministro, però ha detto che ci vuole una bella bustarella» per «questo personaggio che conosce il tipo che prende la bustarella». Gli investigatori annotano poi come, commentando i controlli disposti sugli appalti, Mele dica che «non hanno fatto altro che aumentare i costi di produzione, perché la corruzione è rimasta, anzi è aumentata perché se c’è il controllo del terzo, deve mangia’».

Il procuratore Creazzo: «Un collaudato sistema di corruzione»  (clicca sopra per il video)
Le opere
L’aggiudicazione degli appalti dell’Anas Toscana finiti nel mirino della procura di Firenze avveniva «sfruttando, nella maggior parte dei casi, lo stato di emergenza e di necessità causato da calamità naturali». Lo ha spiegato il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, durante la conferenza stampa. Questi gli appalti su cui si indaga: uno da 200 mila euro, «di somma urgenza», per opere sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato, importo del lavoro a base d’asta 3.258.622 euro; uno in provincia di Massa Carrara, per la manutenzione straordinaria di una strada, importo del lavoro a base d’asta 499.900 euro, uno a Pontassieve in località Girone, uno in provincia di Lucca (importo del lavoro 190.000 eruo) e un intervento sull’AutoPalio (raccordo autostradale Firenze-Siena).

«All’Anas era di casa»
Secondo quanto ricostruito dalla procura, l’imprenditore finito ai domiciliari «agiva, per sua stessa ammissione, fornendo il «pacchetto completo - ha detto Creazzo - Faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell’Anas era di casa: arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro».

Settanta perquisizioni
I magistrati ipotizzano il reato di corruzione riguardo appalti per opere stradali. L’indagine è condotta da polizia stradale della Toscana e Corpo forestale, sezione di pg della procura di Firenze. Nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate anche 70 perquisizioni.