VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

lunedì 14 ottobre 2013

INCENERITORE SELVAPIANA: COMUNICATO STAMPA DEL Gruppo di Rifondazione della Provincia Firenze


E tre: dopo l’inceneritore di Testi ( Greve in Chianti), la discarica a Le Borra (Figline Valdarno) salta anche il megainceneritore di Selvapiana (Rufina), quello che però non cambia è la logica inceneritorista del PD che lascia inalterato il Piano Interprovinciale dei Rifiuti fondato sulla combustione

Clamoroso: il capogruppo del PD  dell’Unione  dei Comuni  VALDARNO-VALDISIEVE annuncia che il megainceneritore di Selvapiana non s’ha da fare.
Si tratta di un’ affermazione importante, anche se tardiva,che viene resa pubblica da un esponente del PD (un partito ossessionato dal fondamentalismo inceneritorista e dal business dei rifiuti) per la quale ci aspettiamo che sia formalizzata,  a fronte di pericolosi e dannosi  atti  pregressi di programmazione – Piano Interprovinciale dei Rifiuti - e di localizzazione – PTCP Piano Territoriale   di Coordinamento - che ne sancivano la realizzazione.

La “svolta”  avviene a seguito del differimento sulla realizzazione della discarica di Le Borra nel Comune di Figline Valdarno a data successiva al 2021, oggetto di contestazioni e di proposte alternative fatte da Rifondazione Comunista e  dal Il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze Prato e Pistoia con “Alterpiano a combustione zero”  e la rete Coordinamento Valdarno Aretino / Fiorentino e Valdisieve  con  “Un altro piano”, le quali invitavano il centrosinistra a rivedere la strada della combustione, includendo l’evoluzione delle normative europee, , che mettono al primo posto gli obiettivi di prevenzione, riutilizzo, trattamento e riciclaggio perseguono la finalità della protezione della salute umana e dell’ambiente.

Su dietrofront di Le Borra ricordiamo l’accordo siglato  tra le Province di Firenze e Arezzo e gli Ato Toscana Centro e Sud con il quale viene previsto  il rinvio, a data successiva al 2021, di qualsiasi decisione in ordine alla realizzazione della discarica di ‘Le Borra’ nel comune di Figline Valdarno, contestualmente all’impegno della Provincia di Arezzo e di ATO Toscana Sud a contribuire a garantire le esigenze di smaltimento di rifiuti urbani prodotti in Comuni appartenenti ad ATO Centro fino al 31/12/2021.

Ora il ripensamento sull’inceneritore di Selvapiana ( Rufina)  avviene  alla presenza di un Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti delle Provincie Firenze, Pistoia, Prato, (Ato Toscana centro) che  come sappiamo è fondato sulla quintuplicazione degli inceneritori e la realizzazione di nuove discariche. 370 milioni di euro sono le risorse  previsti per i soli impianti che la normativa europea ritiene già superati. Rifondazione Comunista ha più volte evidenziato come tutti gli impianti previsti sono stati individuati attraverso una pianificazione dei vecchi piani industriali e senza studi per localizzarne i siti: impianti sbagliati nei luoghi sbagliati.

Lo stesso era accaduto per il megainceneritore «I cipressi» di Selvapiana alla Rufina e il suo progetto di ampliamento da 9.000 tonnellate, a 68.000., un impianto nocivo, dannoso e inutile realizzato in un luogo ad altissimo rischio di esondazione ovvero pericolosità idraulica elevata e in  un'area di grande pregio paesaggistico, ambientale e ricca di produzione biologiche. Un impianto per il quale erano  stati previsti  42 milioni di spesa,  implementate a dismisura negli ultimi anni fino a diventare 88 milioni di euro. Più è bene ricordare la creazione di una società di scopo per gestire l’affaire AER Impianti srl con oggetto sociale “realizzazione di impianti di incenerimento e discariche” con un Consiglio di Amministrazione dal costo minimo di oltre 70.000 euro l’anno escluso consulenze varie, delle quali sarà nostra cura rilevare l’incidenza .

Il PD fino ad ora aveva ignorato tutto questo fino alla svolta del 9 ottobre 2013, affidata ad una agenzia Agipres con la quale il capogruppo del PD Barducci dichiara che “…le scelte fatte in passato sono da rivedere perché i flussi sui rifiuti sono variati, la differenziata ha raggiunto valori alti e la Regione Toscana ha rivisto la propria programmazione regionale, ipotizzando una riduzione degli impianti di termovalorizzazione in Toscana. Dobbiamo tutelare gli interessi dei nostri cittadini e quindi è necessario che questa decisione maturi velocemente, per prima nel partito di Rufina, e che poi coinvolga tutti i livelli del nostro partito. La realizzazione del termovalorizzatore era giusta fino a ieri perché come ho già detto, le condizioni dei flussi dei rifiuti erano diverse.
Realizzare, alle nuove condizioni, l'impianto sarebbe ingiusto nei confronti dei cittadini di Rufina che si sono già fatti carico di questo problema, sia attraverso la loro dedizione nella raccolta differenziata,  che nel sostenere attraverso la Tares, un'imposta molto alta, gli investimenti fatti sulla differenziata stessa. Adesso le condizioni sono finalmente cambiate, i flussi dei rifiuti sono diminuiti e la raccolta  differenziata ha raggiunto livelli importanti nel comune di Rufina e in tutta la nostra zona….”.

Dalle dichiarazioni del PD si evince che la svolta non è determinata da una ritrovata sensibilità  ecologica ma ragioni meramente economiche, pertanto i rifiuti, ceneri e rosticci che avrebbero dovuto essere trattati a Selvapiana e provenienti dai territori della Valdisieve e del Valdarno Fiorentino verranno  dirottati negli impianti esistenti vedi Case Passerini (la grande pattumiera della Toscana centrale). 
Altro che rifiuti zero, o riciclaggio e riuso spinto, l’incenerimento voluto con pervicacia dal Presidente della Provincia di Firenze rimarrà il sistema principale di trattamento previsto dal Piano Interprovinciale dei rifiuti.

Ora verificheremo l’attendibilità delle dichiarazioni dell’autorevole esponente del PD dell’unione dei  Comuni, la fine che farà la società di scopo realizzata, l’ammontare delle  risorse impegnate e  dissipate nell’operazione di Selvapiana. Intanto tutti i 10 Sindaci della Valdarno Valdisieve dovranno  informare i Consigli Comunali di tale decisione rispondendo  ai quesiti che abbiamo esposto.
Mentre continuerà il nostro impegno affinché si modifichino gli indirizzi di gestione sui rifiuti,
passando dal duopolio inceneritori discariche alla strategia Rifiuti Zero.

Firenze 14 ottobre 2013      
Rifondazione Comunista Provincia di Firenze
Andrea Calò - Lorenzo Verdi