VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

venerdì 13 settembre 2013

Verso Rifiuti Zero: il megainceneritore di Livorno non si farà

Ieri sera sala gremita alla circoscrizione 1 per ascoltare l'intervento di Paul Connet. Poi un acceso dibattito con gli assessori all'ambiente della Provincia e del Comune di Livorno e una certezza: il nuovo megainceneritore non si farà, avevano ragione i comitati
connet_circ1_aEra tanto che a Livorno non si vedeva una sala piena per un dibattito politico, un dibattito vero, su questioni tecniche e politiche non certo la calata del vip di turno che spesso ha riempito le sale di retorica o di discorsi da campagna elettorale. Quando ha iniziato a parlare Paul Connet si potevano contare 130 persone in sala e dopo due ore e mezzo il calo dell'attenzione e delle presenze è stato minimo.
Paul Connet ha illustrato la strategia Rifiuti Zero nel mondo con tanto di proiezione di slides e tante battute sarcastiche su inceneritori e politici. Ha incentrato il proprio discorso prima sulla salute e la pericolosità delle nanoparticelle per poi concentrarsi sull'aspetto economico con, in particolare, alcuni focus sulla città di San Francisco.
Per tutto ciò che riguarda rifiuti zero e Paul Connet rimandiamo a questi link
San Francisco e Capannori (terzo articolo in basso)
Poi è stata la volta di Fabio Lucchesi (coordinatore regionale di Rifiuti Zero) che ha fatto il punto della situazione a livello regionale dopo l'incontro con l'assessore all'ambiente Bramerini e le parole del governatore Rossi che negli ultimi mesi sembra essersi ricreduto, probabilmente per calcolo politico e per obblighi di legge nazionali e europei, rispetto a centrare il piano regionale dei rifiuti sull'incenerimento. Fabio Lucchesi ha fatto un intervento semplice e chiaro dimostrando, dati alla mano, che con il trend di diminuzione dei rifiuti dovuto alla crisi e alla maggiore sensibilità delle comunità e con gli obiettivi enunciati da Rossi di voler arrivare al 65% di raccolta diferenziata (come vuole la legge) e 50% di recupero (riciclo), i nuovi inceneritori non servono. Con quelli esistenti e le discariche siamo coperti per gli anni che serviranno da transizione a un modello che cercherà sempre più di migliorarsi nella raccolta e nel riciclo. Anzi, come ha dimostrato anche Connet, è molto più intelligente gestire questa fase di transizione con le discariche visto che meno rifiuti ci riusciamo a buttarci e più durano (non certo gettando tutto indistintamente ma inertizzando i materiali e razionalizzando il conferimento) rispetto agli inceneritori che per funzionare seguono il principio opposto, cioè deve essergli garantito un flusso costante e consistente di rifiuti.
Connet_circ2_bA questa posizione di Lucchesi ha risposto prima l'assessore Nista e poi l'assessore Gulì. Entrambi hanno sposato una parte delle teorie di Connet e Lucchesi, continuando tuttavia a considerare l'incenerimento, anzi il nuovo incenerimento, un elemento complementare e parallelo a quello della raccolta e del riciclo. Difficile capire come queste due cose possano andare a braccetto visto che un nuovo inceneritore ha bisogno di nuovi rifiuti per essere economicamente sostenibil. Probabilmente questo ragionamento parte dal fatto che Livorno avrebbe dovuto, con il nuovo megainceneritore, servire tutto l'Ato costa (quindi Lucca, Pisa e Massa) più prendere qualcosa anche da Firenze. Gli assessori, comunque, hanno confermato che il megainceneritore non si farà. Una vittoria importante per i comitati che furono i primi a smascherare il taroccamento dei dati del piano interprovinciale dei rifiuti che per "aiutare" la costruzione del nuovo megainceneritore erano stati calibrati su previsioni stratosferiche di produzione di rifiuti. Un anno di lavoro duro da parte del comitato No Inceneritore - Obiettivo Rifiuti Zero che ha portato i suoi frutti. Basta rileggersi cosa dicevano gli assessori ai dibattiti solo un anno fa per capire che qualcosa è cambiato e anche i comitati hanno giocato un ruolo fondamentale. Non è però scongiurato il rischio del raddoppio dell'inceneritore esistente al Picchianti che l'assessore Gulì ha ribadito essere già autorizzato da anni. Per questo tutti coloro che hanno a cuore la sorte del sistema di smaltimento rifiuti e la salute di questa città non devono abbassare la guardia.
L'assessore Gulì ha anche illustrato alla platea alcune novità importanti. Intanto che entro primavera i cittadini su cui sarà sperimentata la raccolta porta a porta passeranno da 500 (zona La Cigna-Picchianti) a 21.000 (aggiunta del quartiere La Venezia) e che a Vallin dell'Aquila è in fase di sperimentazione un piccolo impianto di compostaggio (finalmente diciamo noi...).
Con i nostri articoli abbiamo ribadito più volte che la raccolta porta a porta da sola non basta. Per chiudere il ciclo dei rifiuti e riuscire a diminuire i costi e creare posti di lavoro serve un sistema che funzioni anche dopo la raccolta e la separazione. E qui la Regione deve metterci i soldi perchè servono incentivi e servono impianti di compostaggio per far sì che i rifiuti organici (scarti dei cibi) diventino compost, fertilizzante naturale per l'agricoltura, perchè adesso per Aamps smaltire l'organico significa spendere circa 120 euro a tonnellata per portarlo a Montespertoli mentre in altri posti è un guadagno perchè il compost viene venduto alle aziende agricole. E serve anche una serie di imprese e piattaforme che facciano del riciclaggio un'attività economica sul territorio in modo tale che il rifiuto differenziato diventi una risorsa da vendere e una filiera economica.
Tutto questo esiste di già in vari territori. Ieri, infatti, non si è parlato solo di San Francisco, della Nova Scotia (Canada) oppure di città svedesi o tedesche, ma si è parlato anche di Capannori e Empoli e di posti di lavoro.
Siamo sulla buona strada ma la pressione della cittadinanza verso le istituzioni deve farsi sempre più forte. Il business dell'incenerimento con pochi posti di lavoro e bollette gonfiate ha fino ad oggi arricchito cricche di potere. Ora è il momento di arricchire le comunità ed i territori con scelte salubri, intelligenti ed economicamente sostenibili. Per questo continuiamo a non capire perchè dopo la bella notizia dell'accantonamento del megainceneritore, non si possa annunciare che anche il raddoppio del Picchianti è andato in soffitta.
Intanto godiamoci questa vittoria, senza distrarci.
redazione 11 settembre 2013