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giovedì 20 giugno 2013

Salviamo il Bel Paese, no alla proposta di legge Realacci-Lupi per il sacco del territorio!

ARTICOLO TRATTO DAL BLOG DI GRIG http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/06/19/salviamo-il-bel-paese-no-alla-proposta-di-legge-realacci-lupi-per-il-sacco-del-territorio/  
A CUI SI PUò FAR RIFERIMENTO PER LEGGERE L'ARTICOLO INTEGRALE (che continua con la relazione della proposta di legge ecc).
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Non c’è da meravigliarsi della disinvoltura con cui si gioca con termini e parole, anche e soprattutto nei testi legislativi, per far apparire bianco ciò che è nero e viceversa.
L’Italia di questi tempi è un emblematico laboratorio in proposito.
Uno degli esempi più evidenti è l’operazione messa in campo dalla trasversalissima alleanza cementata fra Maurizio Lupi, deputato P.d.L. e oggi Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ed Ermète Realacci, deputato P.D., Presidente dell’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati e presidente onorario di Legambiente, per giungere a una nuova normativa che – sotto le mentite spoglie della sbandierata salvaguardia del territorio – consenta nel concreto le più nefaste speculazioni immobiliari.

Cabras, penisola del Sinis
Cabras, penisola del Sinis

Il metodo seguito non cambia: “l’obiettivo dichiarato” è quello di “limitare il consumo del suolo”, ma in realtà si tratta di “un aumento del consumo del suolo a esclusivo vantaggio dei costruttori”.
Lo dice chiaramente l’art. 2 della proposta di legge: si può consumare il suolo, purché si “paghi un contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana”, così per ristrutturare le aree urbane devono esser date ai costruttori altre aree libere e integre. Con tale contributo – cioè il corrispettivo del consumo di altro suolo – si  rende possibile la ristrutturazione urbana: “il contributo di cui al comma 1 si applica in tutto il territorio nazionale con riferimento ad ogni attività di trasformazione urbanistica ed edilizia che determina un nuovo consumo di suolo” (art. 2, comma 2°, della proposta di legge).
E come si determina il “contributo”? Semplice, “è legato alla perdita del valore ecologico ambientale e paesaggistico, che esso determina”. In parole povere, sarà determinato da un accordo fra amministratori comunali e speculatori immobiliari, alla faccia dell’ambiente e dei cittadini.   Oppure “il contributo può essere sostituito, previo accordo con i comuni, da una cessione compensativa di aree a finalità di uso pubblico, per la realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti quali siepi, filari, prati, boschi, aree umide e di opere per la sua fruizione ecologica e ambientale, quali percorsi pedonali e ciclabili” (art. 2, comma 3°, della proposta), senza minimamente specificare se la titolarità delle aree vada ai Comuni o rimanga ai costruttori, né chi paghi le opere da realizzare.
Si prosegue addirittura con la previsione di “uno strumento finanziario da parte della Cassa depositi e prestiti SpA, anche garantito da beni demaniali, che prevede…..condizioni finanziarie e tassi di interesse vantaggiosi per l’investimento dei privati.  Una vera e propria follìa oltre che un’aberrazione giuridica: la garanzia per le agevolazioni in favore dei costruttori è costituita da “beni demaniali”, cioè i beni del demanio nazionale, della collettività, che per legge sono “inalienabili, inusucapibili ed in espropriabili” (art. 823 cod. civ.).
Roma, Colonna Traiana e Chiesa del SS. Nome di Maria al Foro Traiano
Roma, Colonna Traiana e Chiesa del SS. Nome di Maria al Foro Traiano

Per non parlare dei diritti edificatori generati dalla perequazione urbanistica, commerciabili senza limiti, neanche temporali (art. 7 della proposta di legge), nonché incrementati da ulteriori “premialità, compensazioni e incentivazioni” (art. 9 della proposta di legge), quando la giurisprudenza ha giustamente detto chiaramente che tali diritti edificatori non esistono (vds. sentenza Cons. Stato, sez. IV, 21 dicembre 2012, n. 6656).
Oppure la previsione di “comparti edificatori” (art. 5 della proposta di legge), costituiti anche solo dai  proprietari che detengono la maggioranza assoluta dei beni immobili in base al loro valore imponibile ai fini dell’applicazione dell’IMU per la trasformazione dell’intera area interessata attraverso strumenti attuativi, anche in danno dei proprietari non aderenti, che possono esser sostituiti da “un soggetto imprenditoriale selezionato” dal Comune territorialmente competente.
Questi sono solo alcuni dei punti qualificanti (in negativo) della proposta di legge presentata dall’on. Realacci e da numerosi altri deputati del P.D. che riprende, senza nemmeno molta fantasia, la proposta di legge Principi in materia di governo del territoriopresentata dall’on. Lupi nel 2005 e stoppata da una durissima opposizione da parte di urbanisti, associazioni ecologiste e culturali.
Castell'Azzara (GR), colline
Castell’Azzara (GR), colline
Ancora ritornano.     Ancora una volta dobbiamo fermarli.
Il disegno di legge del Governo Monti per la tutela del paesaggio agricolo era un buon punto di partenza, dimenticato anche dal proponente allora Ministro dell’agricoltura Mario Catania, oggi deputato sottoscrittore della proposta Realacci, al pari di tal Ilaria Carla Anna Borletti Dell’Acqua coniugata Buitoni, più comunemente Ilaria Borletti Buitoni, già presidente del F.A.I. e Sottosegretaria ai beni e attività culturali.
Sotto il profilo della strategia parlamentare, potrà avere scarsa efficacia anche il buon testo proposto dal MoVimento 5 Stelle, visto che il testo base sarà quello Realacci e più.
C’è bisogno di tattiche parlamentari dilatorie, di una durissima opposizione diffusa da parte di associazioni, comitati, personalità e di contro-proposte nette e chiare.
Ottima quella predisposta da Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Luca De Lucia, Antonio di Gennaro, Edoardo Salzano, Giancarlo Storto, da sottoscrivere e sostenere.
Sembrerebbe da inserire unicamente un ulteriore comma, il 5°, all’articolo 2 (territorio urbanizzato): “Non è consentito alcun intervento di trasformazione del territorio, a qualsiasi titolo, qualora il Comune sia sprovvisto di strumento di pianificazione urbanistico-territoriale di carattere generale”.
dune, ginepri, spiaggia, mare
dune, ginepri, spiaggia, mare

Sono, infatti, ancora numerosi i Comuni dove vige il Far West urbanistico in assenza di piani regolatori generali o piani urbanistici.
Coraggio, la guerra per la tutela del Bel Paese sarà durissima.
Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
anatre_in_voloqui la proposta di legge P.D. on.li Realacci e più Norme per il contenimento dell’uso di suolo e la rigenerazione urbana, depositata il 15 marzo 2013

anatre_in_voloqui la proposta di legge MoVimento 5 Stelle on.li De Rosa e più Norme per il blocco del consumo del suolo e la tutela del paesaggio, depositata il 27 maggio 2013

fonte:  http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/06/19/salviamo-il-bel-paese-no-alla-proposta-di-legge-realacci-lupi-per-il-sacco-del-territorio/

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