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lunedì 3 giugno 2013

L'Ue boccia i cogeneratori a biomassa

Lunedì 3 giugno 2013

L'Ue boccia i cogeneratori a biomassa

Stop agli impianti dove la Direttiva Aria risulta violata
Il tema tocca anche Parma,
dove fioriscono impianti in ogni angolo della provincia
La Commissione europea bacchetta l’Italia e invita le autorità competenti ad imporre tutte le misure di attenuazione nel rispetto della Direttiva Aria 2008/50/CE.
È la risposta del Commissario Ue all’Ambiente, Janez Potočnik, all’eurodeputato Andrea Zanoni. «Ancora una volta, le autorità locali venete, con il sostegno della Regione, hanno approvato opere che guardano al passato invece che al futuro non facendo altro che inquinare ancora di più l’aria che respiriamo tutti i giorni».
[ndr. ci ricorda tanto la storia dell'inceneritore!!]
«Nell’autorizzare nuovi impianti di combustione, le autorità competenti in Italia dovrebbero prendere nella dovuta considerazione l’impatto sulla qualità dell’aria e imporre tutte le opportune misure di attenuazione, in particolar modo se l’installazione degli impianti è autorizzata in aree che già superano i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 2008/50/CE».
Il Commissario Ue all’Ambiente, Janez Potočnik, risponde così all’interrogazione presentata il 3 aprile scorso da Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. «Adesso vediamo se le autorità locali faranno finalmente la scelta responsabile di tutelare sia l’ambiente che la salute degli abitanti della zona. L’Ue ha bocciato i cogeneratori a biomassa di Pederobba, Treviso».
Zanoni aveva denunciato in Europa il rischio sanitario derivante dall’autorizzazione della Regione Veneto a due nuovi cogeneratori a biomasse a Pederobba (TV). «Un impianto sarebbe alimentato a oli vegetali da 999 kW di potenza e uno a legno e tralci di vite da 490 kW, nonostante nella zona siano già presenti numerose aziende di stampaggio plastica e un’industria insalubre di classe 1 (cementificio/co-inceneritore) autorizzata a bruciare 60.000 tonnellate di petcoke e 60.000 tonnellate di pneumatici triturati annui, impianti che già immettono in atmosfera ingenti quantità di prodotti della combustione».
L’eurodeputato, nell’interrogazione presentata, aveva ricordato che l’autorizzazione all’installazione dei due nuovi impianti è avvenuta senza considerare l’inquinamento di aria e suolo già presente nel territorio, rilevato da uno studio dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione ambientale del Veneto (ARPAV) tra il 2008 e il 2010: i valori di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) cancerogeni e interferenti endocrini sono risultati i più alti del Veneto.
«Trattandosi di impianti con una potenza inferiore ad 1 MW, la normativa italiana non prevede nessuna Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e, in questo modo, non si considera l’effetto cumulativo con gli altri impianti esistenti già fonte di inquinamento per l’aria e il suolo della zona. In questo grave contesto di inquinamento ricordo che il 19 dicembre 2012 l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea per violazione della Direttiva Aria, a seguito dei superamenti dei limiti di legge di più inquinanti che continuano a verificarsi in quest’area».
Il Commissario all’Ambiente Ue ha riconosciuto che l’area dei cogeneratori di Pederobba rientra proprio nei casi dove sono già stati superati «i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 2008/50/CE come indicato nella sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012 presentata alla Commissione con riferimento al particolato e al biossido di azoto. I dati dimostrano in modo sempre più evidente che la combustione del legno contribuisce ad aumentare i livelli di particolato (PM) presente in atmosfera».
Infine, Janez Potočnik ha sottolineato che «in seguito alla sentenza della Corte di giustizia la Commissione ha avviato l’adozione di ulteriori misure per far sì che le autorità italiane pongano fine alla persistente violazione degli articoli 13 e 23 della Direttiva Aria 2008/50/CE».
«Purtroppo, ancora una volta, ci vuole l’intervento dell’Europa per spingere le autorità locali italiane ad agire per tutelare la salute dei cittadini. Dopo questa risposta della Commissione europea mi pare evidente che ogni nuovo progetto di cogeneratore e impianto a biomassa possa essere autorizzato senza problemi solo nel momento in cui l’aria che respiriamo rientrerà nei parametri fissati dalla Direttiva sulla qualità dell’aria», ha concluso Zanoni.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
[nb. evidenziature di assovaldisieve compreso ndr. in rosso]
In Toscana sono previsti circa 70 impianti a biomassa, compreso il mega-impianto Alce di Bagni di Lucca!