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mercoledì 17 aprile 2013

La pietra tombale sull’inceneritore di Ischia Podetti

Pacher conferma: l’impianto di Ischia Podetti verrà definitivamente stralciato dal Piano energetico-ambientale
TRENTO. Dopo la risposta, anche l’interrogante si è detto soddisfatto. E già questa sarebbe una notizia, visto che si trattava di Rodolfo Borga del Pdl, mai tenero con la giunta provinciale. Ma una volta tanto aveva tutti i motivi per plaudire (si fa per dire, a tanto non è ovviamente arrivato) al presidente della Provincia: in Consiglio, durante il question time di ieri mattina, Alberto Pacher aveva infatti appena posato la pietra tombale, simbolica ma definitiva, sul progetto dell’inceneritore. Con queste precise parole: «Nell’ottica del massimo risultato inizialmente era stata prevista, in maniera un po’ inerziale, la realizzazione di un impianto in grado di produrre 7,8 kilotonnellate equivalenti di petrolio, ma l’evoluzione degli scenari anche nazionali relativi al ciclo di smaltimento dei rifiuti, e l’andamento della raccolta differenziata con la diminuzione della quota di residuo da smaltire, hanno portato alla modifica del Piano energetico-ambientale provinciale. Dall’ultima versione il termovalorizzatore a Ischia Podetti è stato espunto e non vi rientrerà». Così come, ha confermato Pacher, è stata cancellata la localizzazione a Lasino del biodigestore, che verrà sostituito da due impianti di trattamento della frazione organica, uno nel settore orientale e l’altro in quello occidentale del Trentino. Chiudendo con un laconico «siamo ancora in fase di discussione e di confronto» ogni eventuale domanda ulteriore sulle future ubicazioni di questi ultimi due impianti. Una partita che, viste le polemiche relative alla scelta della valle dei Laghi (che poi è appunto tramontata), si preannuncia già fin d’ora particolarmente complicata.
La partita più grossa, quella dell’inceneritore, va invece definitivamente in archivio. Quanto annunciato ieri da Pacher conferma infatti una sua precedente risposta dello scorso ottobre, sempre durante un question time, a interrogazioni di Mauro Ottobre del Patt e Luca Zeni del Pd. Aveva detto Pacher, allora ancora “solo” assessore all’ambiente, che la giunta stava ridefinendo la strategia dello smaltimento finale dei rifiuti, anche in attesa di un decreto ministeriale che avrebbe prospettato nuove soluzioni in materia. Vale a dire, appunto, impianti di tutt’altro genere. Del decreto del ministro Clini si sono poi perse le tracce, complice un passaggio a Bruxelles. Ciò che però oggi conta è che l’addio definitivo all’inceneritore da parte della Provincia verrà presto messo nero su bianco. Nella sua interrogazione Borga faceva infatti riferimento al Piano energetico-ambientale 2013-2020, di prossima approvazione da parte della giunta. Che, ha ribadito il presidente della Provincia, verrà appunto modificato stralciando il termovalorizzatore. «Una volta tanto posso dirmi soddisfatto della risposta della giunta - ha sorriso Borga al termine dell’intervento di Pacher - è quindi ufficiale che dal Piano energetico l’inceneritore verrà stralciato». E ha sottolineato, il consigliere provinciale del Pdl, che i dati sulla raccolta dei rifiuti di Trento dimostrano «che un inceneritore di questo genere non aveva sostenibilità economica, così come qualcuno affermava già da qualche anno». Gioco facile quindi, per Borga, concludere che «si è solo perso tempo, mentre i dati portati anche dalle amministrazioni della Rotaliana, hanno sempre dimostrato che questa doveva essere la conclusione».

FONTE: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/03/20/news/la-pietra-tombale-sull-inceneritore-1.6734031