VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

venerdì 8 marzo 2013

La requisitoria dell'Ocse contro l'Italia. "L'ambiente non è considerato una priorità"

Le accuse dell'organizzazione: peso della burocrazia sproporzionato, regime fiscale incapace di scoraggiare gli inquinatori, la sottovalutazione della green economy, il dimezzamento in 5 anni dei fondi all'Ambiente  

di ANTONIO CIANCIULLO

UN PESO della burocrazia sproporzionato, un regime fiscale pesante e incapace di scoraggiare gli inquinatori, la sottovalutazione della green economy, il dimezzamento in 5 anni dei fondi all'Ambiente. E' dura la requisitoria dell'Ocse sulle politiche ambientali italiane. Alcuni dei mali denunciati sono condivisi da altri Paesi, ma in Italia il contrasto tra le potenzialità del sistema economico e i risultati ottenuti è particolarmente forte. "All'ambiente è stata assegnata una priorità relativamente bassa nella maggior parte dell'ultimo decennio", si legge nel rapporto Ocse. "Di conseguenza, la politica ambientale italiana è stata caratterizzata da frammentazione e la sua formulazione è stata dettata soprattutto dall'emergenza, con un orizzonte temporale di breve termine".

Anni di impegni presi, rinnegati, corretti all'infinito hanno impedito di creare "un contesto stabile e favorevole agli investimenti in materia ambientale, generando inutili costi amministrativi". E la politica della mannaia indiscriminata non ha portato lontano. Il bilancio del ministero dell'Ambiente è stato ridotto del 48% tra il 2006 e il 2011 e sono previsti ulteriori tagli del 20% per il periodo 2011-2014. Ma invece di eliminare gli sprechi si è chiusa una fonte che alimentava settori economici importanti.

Le imprese della green economy hanno reagito in maniera dinamica riuscendo a contenere il danno: "Le domande di registrazione di brevetti per tecnologie legate all'energia da fonti rinnovabili sono aumentate più rapidamente che le domande di brevetti per tutti gli altri tipi di tecnologie". In particolare nel campo dell'energia rinnovabile ci sono stati investimenti pari a 21 miliardi di euro nel 2011, con un aumento del 43% rispetto all'anno precedente. "Gli incentivi", continua il rapporto, "hanno portato a uno straordinario incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e hanno incoraggiato la crescita e l'occupazione nel settore. Nel complesso, nel 2010 le energie rinnovabili hanno rappresentato circa il 10% del consumo finale lordo di energia, in aumento rispetto al 2005 (meno del 5%). L'Italia potrà quindi raggiungere l'obiettivo del 17% di energie rinnovabili sul consumo finale lordo di energia fissato per il 2020. Un progresso così repentino, tuttavia, ha comportato costi sempre più elevati".

La green economy ha rappresentato una spinta vitale che ha contenuto il peso della crisi economica e ha permesso di abbattere le emissioni serra del 9% tra il 2000 e il 2010, ma è stata mortificata dalla mancanza di capacità di programmazione e di certezze delle regole. Ad esempio l'efficienza energetica delle auto continua a migliorare e l'Italia ha già raggiunto l'obiettivo comunitario, previsto per il 2015, di una media di 130 grammi di CO2 per chilometro per le macchine di nuova immatricolazione. Ma per i veicoli commerciali il miglioramento è stato molto più lento anche a causa dei vantaggi fiscali sui carburanti di cui godono gli autotrasportatori: chi inquina di più paga di meno. Le tasse automobilistiche non prendono in considerazione i livelli di emissione di CO2 e quelle sui camion non sono legate a criteri ambientali.

Allarme anche sul fronte dell'acqua. Il cambiamento climatico  -  ammonisce l'Ocse  -  renderà ancora più grave lo stress idrico che già colpisce l'Italia. Aggiungendo l'inquinamento delle acque si ottiene un  quadro preoccupante: oltre un terzo dei fiumi e dei laghi e l'11% dei corpi idrici sotterranei non raggiungeranno gli obiettivi di buono stato ecologico fissati dalla direttiva europea per il 2015. (08 marzo 2013)
fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2013/03/08/news/ocse_ambiente-54097090/

Nessun commento:

Posta un commento