VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

mercoledì 19 dicembre 2012

Ato che vai, analogie che trovi!!

no_inceneritore_striscione_pancaldi Inceneritore e piano dei rifiuti: caos fra amministratori e privati. Il comunicato del comitato No Inc

Giovedì 13 dicembre presso la sala convegni dei bagni Pancaldi si è svolto il convegno con tema i rifiuti dell'Ato costa (Livorno, Pisa, Lucca e Massa-Carrara). Dopo la sessione mattutina che si è occupata degli aspetti tecnici, il pomeriggio è stata la volta di assessori, sindaci e amministratori.
Il primo intervento è stato quello di Duccio Bianchi di Ambiente Italia, consulente tecnico di ATO, cioè colui che avrebbe concretamente scritto il tanto contestato Piano Interprovinciale dei rifiuti. Dopo aver snocciolato dati, tabelle, grafici e torte multicolori, Bianchi ad un certo punto è stato costretto ad ammettere ciò che il comitato contro il megainceneritore di Livorno va dicendo da settimane: che i rifiuti urbani nell’ATO costa sono in diminuzione, anche piuttosto marcata, per cui i dati presentati nel piano sono solo stime. Decriptato: il piano si basa su dati inverosimili.
Poi è intervenuto l’ex sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, e attuale direttore della Belvedere, la società che gestisce la discarica di Peccioli. In una fase di superamento delle discariche, l'ex sindaco ha riproposto la centralità delle discariche, naturalmente a pro suo.
Interessante, invece, l'intervento di Enzo Favoino della Scuola Agraria Parco di Monza esperto del trattamento della componente organica presente nei rifiuti. Nel suo intervento Favoino ha evidenziato la possibilità, attraverso il trattamento meccanico biologico, di arrivare ad un recupero quasi totale e alla messa in sicurezza del poco residuo, di quello che non viene intercettato con la raccolta differenziata porta a porta.
E' stata poi la volta dell'ex direttore dell’inceneritore di Brescia (850mila tonnellate, uno dei più grandi d’Europa) che ha magnificato la termovalorizzazione badando bene però di ribadire, almeno una decina di volte, che gli inceneritori non risolvono il problema dei rifiuti ma solo della quantità di rifiuti che sfugge alla RD. Il professorone ha evitato di fare ogni riferimento all’inquinamento prodotto (il tema è stato comunque assolutamente “scansato” per tutto il convegno) e alla fine che fanno le scorie tossiche prodotte dall’incenerimento.
Il clou però è stato l’intervento di Alessandro Carpinella di KPMG advisory spa advisor economico finanziario che ha detto tre cose importanti: 1. che la nuova società mista (a maggioranza privata) Reti Ambiente spa che dal 1 gennaio 2014 dovrebbe essere il gestore unico sarebbe uno dei colossi nazionali del settore; 2. che le attuali municipalizzate sono alla canna del gas, nel senso che senza un aiuto privato falliranno a breve; 3. il privato metterà i soldi solo se verrà fatto l’inceneritore (decriptato: solo se l’ATO costa deciderà di fare l’inceneritore assicurando il privato di fornirgli  i rifiuti necessari a farlo funzionare!). Questa è stata l’apoteosi del convegno. Si spiegano i taroccamenti del piano, le cifre fasulle in esso contenute: per salvare le municipalizzate ci vogliono i soldi dei privati che però vogliono valorizzarli facendo profitto. E perchè ciò avvenga ci vuole l’inceneritore. Questa è la realtà, o almeno, la realtà che cercano di darci a bere per forzare la situazione e costruire l’impiantistica pesante, inquinante ma che fa girare i soldi. I rifiuti in tutto ciò c'entrano poco o nulla.
no_inceneritore_striscione_pisaMa i colpi di scena sono avvenuti nel pomeriggio. Era prevedibile l'intervento "controcorrente" e contro l'incenerimento da parte di Del Ghingaro sindaco di Capannori, comune che è portato ad esempio in tutta Italia per l'efficacia della gestione rifiuti con una raccolta differenziata all'80% e un porta a porta che ha portato lavoro e ha nutrito la filiera del riciclo. Altrettanto prevedibile l'intervento del sindaco di Pisa Filippeschi. Il delfino dell'inquinatore Rossi ha infatto espresso il suo totale appoggio a costruire il megainceneritore nel comune di Livorno. 

Il colpo di scena invece è stato l'intervento del sindaco di Livorno Cosimi che probabilmente dopo lo schiaffo preso da Rossi e Filippeschi sulle province, vuole tirare un po' la corda. Cosimi infatti, dopo aver criticato le pianificazioni passate finite poi per essere "salvate" dalle discariche di Peccioli e Scapigliato, ha espresso tutti i suoi dubbi su questa corsa all'incenerimento e alla costruzione del megainceneritore. E ne ha fatto un problema anche di tipo economico visto che i 300 milioni per costruirlo sono molti, tanto che ha dichiarato che con un centesimo di quella cifra ci si potrebbe iniziare a finanziare una buona raccolta differenziata. (guarda il video del sindaco Cosimi: http://www.youtube.com/watch?v=5ZfCw4s5Eew&feature=youtu.be).
Le crepe stanno inziando a emergere. L'inganno del megainceneritore sta inziando a svelarsi fra affari dei privati e irresponsabilità degli amministratori. red. 14 dicembre 2012

di seguito il comunicato del Comitato No inceneritori di Livorno
Dopo aver seguito le fase embrionali delle bozze del piano interprovinciale dei rifiuti dell'Ato costa e aver preso compreso quale direzione questo stia prendendo (ampliamento della terza linea dell'inceneritore del Picchianti o addirittura la costruzione di un impianto sette volte più grande dell'esistente) un gruppo di cittadine e cittadini ha deciso di costituire il comitato No Inceneritori Obiettivo Rifiuti Zero. Abbiamo scelto questa forma, ad adesione personale e contraria alla delega per ribadire che sulle scelte che si fanno sul nostro futuro e sul nostro territorio vogliamo essere protagonisti principali: chi sceglie una via che comprenda ogni forma di incenerimento dei rifiuti è lontano dalla nostra visione sia di rispetto e tutela della salute di ambiente e persone sia di sviluppo occupazionale nell'ambito della prevenzione, del riciclo e del riuso.
Abbiamo perciò partecipato ai lavori del convegno "Rifiuti Ato Costa" ascoltando prima gli interventi dei relatori e successivamente mostrando uno striscione con sopra scritto "No Inceneritori né qui né altrove; Raccolta Differenziata obiettivo Rifiuti Zero". Consapevoli della difficoltà e della complessità del processo di gestione dei rifiuti e dei potentati economici che stanno dietro a questo non usciamo assolutamente confortati dagli interventi che si sono succeduti e dove al centro rimane sempre il rifiuto visto come una risorsa sia finanziaria che energetica. Ci siamo quindi trovati davanti proprio quella concezione a noi così distante che, se non sarà superata a partire proprio dal Piano Interprovinciale oggi in formazione e dalle dichiarazioni di esponenti politici regionali, creerà una forte rigidità nella gestione del rifiuto a al punto di non permettere migliorie necessarie per la salute delle persone. Ritornare sulla scelta industriale dell'economia di scala dell'incenerimento ossia costruire un inceneritore maxi significa cancellare speranze di innovazione intelligente e portare sul già martoriato territorio livornese un inaccettabile aggiuntivo elemento inquinante. Anche tra i relatori le cui storiche convergenze e responsabilità ci hanno portato ad una attualità fatta di obiettivi mancati, come gli insufficienti livelli di differenziata e un sistema di controlli inesistente, ad oggi ci sono contrasti corporativi di ogni tipo. L'inceneritore di Livorno allora non può essere chiaramente un'occasione su cui fare accordi strategici che riportino un equilibrio nel partito di governo regionale. La nostra salute e il nostro futuro non saranno merce di scambio per giochi di potere: No Inceneritori né qui né altrove
Comitato No Inceneritori Obiettivo Rifiuti Zero di Livorno
Info e Contatti: noinclivorno@ inventati.org

fonte:
http://www.senzasoste.it/livorno/inceneritore-e-piano-dei-rifiuti-caos-fra-amministratori-e-privati-il-comunicato-del-comitato-no-inc