VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

EVENTI 2

  • LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA 

Le attività e aperture del Laboratorio di Riparazione e Riuso di Londa 
sono il mercoledì e il sabato pomeriggio.

CALENDARIO

lunedì 29 marzo 2010

Manifestazione Nazionale: NO INCENERITORI – SI' ALLA SALUTE

Parma, 26 marzo 2010


Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione

Prima manifestazione nazionale

NO INCENERITORI – SI' ALLA SALUTE

Parma 16-17-18 aprile 2010

Nella valle più inquinata d'Europa, la valle Padana, nella capitale della Food Valley, Parma, vogliono costruire una grande inceneritore, che brucerà 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno. I cittadini di Parma, riuniti nel Coordinamento per la Corretta Gestione dei Rifiuti e delle Risorse, non sono d'accordo ed hanno organizzato per il 16-17-18 aprile la prima Manifestazione Nazionale per dire NO INCENERITORI–SI' ALLA SALUTE. Per la salute, l'aria pulita, l'acqua pubblica, la difesa del territorio e il bene comune, per iniziare un’opera di decontaminazione della Food Valley, con una proposta per la riduzione, il riuso, il riciclo e l'estrusione finale dei rifiuti, un trattamento a freddo senza emissioni in atmosfera, per poter applicare la STRATEGIA RIFIUTI ZERO.

I rifiuti sono un difetto di progettazione, in natura non esistono, sono la cartina tornasole di un sistema economico e sociale difettoso. La lotta per una gestione corretta dei rifiuti, o meglio delle risorse, è una lotta per dare un futuro alle nuove generazioni. L’incenerimento dei rifiuti produce danni alla salute, con emissioni di diossine, metalli pesanti, furani ed altre 200 sostanze tossiche. Ormai solo chi ha interessi economici nella costruzione di questi impianti sostiene la loro scarsa dannosità. Gli inceneritori inoltre inquinano le acque, producono ceneri tossiche, deturpano il territorio.

L’ALTERNATIVA ESISTE E FUNZIONA: NEL LAZIO, IN VENETO, IN SARDEGNA E IN TANTE ALTRI LUOGHI – PERCHE’ A PARMA NO?

E' importante la presenza di tutti coloro che si battono per la tutela dei territori, per nuovi paradigmi economici e industriali, rispettosi delle persone e dell'ambiente.

I nostri figli ci accuseranno, se restituiremo loro un territorio avvelenato.

E’ prevista la partecipazione di:

Prof. PAUL CONNETT (Consulente ONU per la gestione dei rifiuti) il quale dice "Parma è l'ultimo posto al mondo dove costruire un inceneritore".

JOAN MARC SIMON - GAIA (Global Alliance for Incinerator Alternatives)
http://www.no-burn.org/

ROSSANO ERCOLINI (Ambientefuturo) - Fondatore del movimento Rifiuti Zero in Italia http://ambientefuturo.org/

ENZO FAVOINO (Scuola Agraria del Parco di Monza)

Hanno già aderito numerosissime sigle tra le quali Il Popolo Viola, Rete Italiana Rifiuti Zero, Comitato No Inceneritore Molise, No Biomasse Barletta, Liberacittadinanza, Pro Ambiente di Modugno (Bari), Ass. Comitati Versiliesi, Comitato NO Tav Condove, Mamme Bionike Trentino, Comitato Trentino Pulito, Associazione Comuni Virtuosi, I Gas del territorio di Parma.

PROGRAMMA DELLE GIORNATE:

Venerdì 16 aprile - ore 21,00 - Camera di Commercio - Via Verdi - Parma - Incontro sul tema: L'ALTERNATIVA AGLI INCENERITORI, con PAUL CONNETT, ROSSANO ERCOLINI ED ALTRI OSPITI

Sabato 17 aprile - dalle ore 14,00 - Parco Ex Eridania
MANI/FESTA/AZIONE - Musica, animazione, artisti di strada, creatività, preparativi per partenza corteo.

Sabato 17 aprile - ore 14,30 - Ritrovo: Parco Ex Eridania - Ingresso da via Toscana.
BICICLETTATA PARMA - UGOZZOLO (luogo in cui vorrebbero costruire l'inceneritore) e ritorno.

Sabato 17 aprile - ore 16,00 - Ritrovo: Parco Ex Eridania - Ingresso via Toscana -
CORTEO - destinazione Piazza della Pace - Condivisione delle informazioni.

Domenica 18 aprile - sede del WWF di Parma – Piazzale Rondani, 3 Incontro nazionale dei comitati per la gestione corretta dei rifiuti – CHE FARE?

CONTATTI:

Organizzazione e permessi:

Sandro: toplay@libero.it

Angelo: rossoverde47@fastwebnet.it

Coordinamento evento e relazioni internazionali:

Chris: christina_townsend@libero.it

Comunicazione e grafica

Gabriele: gabriele.folli@gmail.com

Ufficio Stampa: Sandro: agitalancia@gmail.com

Aldo: caffagnini@lillinet.org

Animazione artistica:

Nicoletta: nicoletta.paci@tin.it

agitalancia@gmail.com

Ospitalità:

Paolo: paolo18774@libero.it

Segreteria: Antonella: anto-giuli@libero.it

http://www.gestionecorrettarifiuti.it/ - info@gestionecorrettarifiuti.it

Tel. 0521.977000 - Fax 0521.944207

FACEBOOK - http://www.facebook.com/event.php?eid=374113117632

mercoledì 24 marzo 2010

Ancora una vittoria sul fronte "gestione rifiuti".....dalla Lunigiana

Cari Amici,
           Esultate con noi. Può succedere, e succede, è successo! che nostre buone e annose battaglie, condotte con determinazione e competenza, informando e mobilitando correttamente i cittadini, super partes… si siano felicemente risolte.
          Avevamo già preannunciato a suo tempo nel CD Regionale il presumibile esito positivo di questa ulteriore nostra - di Italia Nostra - emblematica battaglia contro la dissennata politica di gestione dei rifiuti in provincia di Massa e Carrara e contro, segnatamente, la delittuosa disseminazione di discariche di obsoleta concezione nella verde Lunigiana. Si attendeva il responso ufficiale del Tar. Eccolo.
          Vi mando per le vie brevi (unitamente ad altre molto molto interessanti!) la Sentenza del TAR Toscana che ha definitivamente motivato, reiterato e ribadito lo stop alla discarica di rifiuti in località Lusuolo (Comune di Mulazzo - nella foto) appunto nella verde Lunigiana... in collina, appena sotto un bel castello medievale, a un dipresso sul fiume Magra etc.
(lo ricorderanno bene gli amici che a suo tempo parteciparono ad uno dei tanti convegni-dibattito da noi svolti in quel sito).
           E il TAR non solo ha cenciato e condannato a ripagare le spese tutte le Ammnistrazioni “resistenti”: Regione, Provincia, Comune, Soprintendenza, Arpat e via contando ma… ha dato smalto al concetto di ambiente e di tutela esaltando il ruolo di Italia Nostra che, unitamente ai cittadini, da molti anni ha avversato la pazza idea di riaprire ed ampliare ulteriormente la vecchia discarica di rifiuti e da tre anni ha condotto la battaglia del ricorso.
           Va doverosamente dato atto, in particolare, al gruppo di lavoro della ns. sezione in Lunigiana, coordinato da Nello Bertoncini e Angelo Mazzoni, di essersi prodigati per traguardare questo risultato.
           Dette pubbliche amministrazioni… dopo l’ennesima batosta sembra certo che non abbiano intenzione di ricorrere ancora. Forse il solo Comune di Mulazzo ha una qualche velleità in proposito… è in rif. a ciò che invio anche una recente sentenza sulla possibile rimozione del Sindaco che non si cura della corretta gestione dei rifiuti nel proprio territorio…

Resta l’amara considerazione che abbiano speso e dovranno ripagare la sconfitta con i soldi dei cittadini, i quali hanno già dovuto tirar fuori di tasca loro i soldi per difendersi dalla mala gestione dei loro beni ambientali e culturali.

Cordiali saluti Mario Venutelli

domenica 21 marzo 2010

Diossine anche all'inceneritore di Pietrasanta

Versilia, 20 marzo 2010


SITUAZIONE ATTUALE INCENERITORE
Tre sforamenti di diossine e di altri inquinanti tra febbraio e giugno 2008 (altri tre erano già avvenuti nel 2003 e precisiamo che i controlli non sono continuativi quindi in realtà gli sforamenti potrebbero essere stati molti di più). Indagini della magistratura ancora in corso. E intanto l'inceneritore continua a fumare. Nel 2008 la Provincia e il Comune decidono Nonostante di gravi fatti di far continuare l'attività all'impianto, ponendo come condizione lavori di ristrutturazione, determinate prescrizioni a cui il gestore si sarebbe dovuto adeguare e un collaudo finale di 60 giorni. A distanza di 1 anno e mezzo, dai verbali risulta che le modifiche apportate non hanno risolto del tutto le problematiche impiantistiche, né quelle delle emissioni e soprattutto che il sistema di controllo non è in grado di garantire la non manomissione; l’intento, leggiamo dai documenti, è quello di garantire la sola rintracciabilità di chi manomette.
I 60 giorni del collaudo sono trascorsi da diversi mesi, non sappiamo a quale titolo l'inceneritore stia ancora funzionando. L’inceneritore funziona sono alternativamente su una sola delle due linee di combustione; continuamente viene acceso e spento. Siamo molto preoccupati per le emissioni, che durante le fasi di accensione e spegnimento, sono documentate essere maggiori, e dove la legge prevede oltretutto dei limiti emissivi meno restrittivi. La Provincia ci ha negato l'accesso agli atti della conferenza di servizi di dicembre 2009, la motivazione è che si tratta di un procedimento ancora in corso.
SITUAZIONE TORRENTE BACCATOIO
Riguardo all’inquinamento del torrente Baccatoio, sia le analisi di gennaio che quelle di ottobre 2009, evidenziano un alto inquinamento di metalli pesanti e di diossine nei sedimenti. Leggiamo nel recente rapporto di ARPAT che se la presenza di alcuni metalli può essere attribuita alla ex miniera Edem, la contaminazione da diossine non può che essere attribuita all’inceneritore. In questa indagine non è stata presa in considerazione la presenza di PCB nei sedimenti. E' da notare che anche per i metalli pesanti i punti di maggiore concentrazione si hanno nei pressi dello scarico dell’impianto. Le diossine le troviamo non solo nel tratto antistante l’inceneritore, ma addirittura alla foce, qui tra l’altro già riscontrate nel 2008 per una moria di arselle. E’ sconcertante che il Comune di Pietrasanta non abbia provveduto alla immediata emissione di un’ordinanza per la tutela della salute dei cittadini, alla sospensione dell'autorizzazione allo scarico dell’inceneritore e alla richiesta di immediata bonifica. Solo dopo la diffida che il Coordinamento dei Comitati Versiliesi ha inoltrato a dicembre 2009 è stata emessa un’ordinanza che vieta l’attività di pesca e emungimento di acqua dal Baccatoio. Ma anche questa ordinanza risulta alquanto imperfetta, emessa con notevole ritardo, senza adeguata pubblicità e oltretutto non si capisce come sia possibile che un corso d’acqua sia inquinato a tratti. e in più si sono dimenticati di estendere i divieti anche alla foce.
Un ulteriore istanza di revoca dell’autorizzazione allo scarico dell’inceneritore è stata spedita in questi giorni alla Provincia, al Comune e alla Regione da parte del Coordinamento perché nessuna azione è stata intrapresa per interrompere le attività inquinanti e per la bonifica.
       BUGIA DELLA NECESSARIA PRESENZA DELL’INCENERITORE PER EVITARE LA CRISI
Rapportando i dati ufficiali dei rifiuti prodotti in lucchesia con le quantità conferite ai due impianti della Versilia risulta che l’inceneritore di Pietrasanta non ha bruciato in media neppure il 10% annuo dei rifiuti della Provincia. E' evidente che il paventato rischio di "emergenza come a Napoli se si chiude l'inceneritore", che spesso i politici ripetono, è semplicemente una bugia. Qualora si incorresse in un'emergenza rifiuti questa sarà da attribuirsi esclusivamente alle inadempienze delle nostre amministrazioni regionali, provinciali e comunali che non hanno rispettato la legge che da anni prevede percentuali minime di Raccolta Differenziata e di Riduzione dei rifiuti. Non hanno improntato una seria raccolta porta a porta su tutto il territorio e non si sono adeguatamente strutturate con impianti per il riciclo e il riutilizzo, sicuramente meno costosi ma più utili degli inceneritori e delle discariche che tanto piacciono ai politici e alla lobby degli industriali. L'altra favola che in questi anni amministratori e politici ci hanno raccontato è la blindatura del contratto Daviddi: la gestione di Tev e Veolia dell'impianto pare essere stata tale da permettere di chiedere legittimamente la rescissione del contratto per inadempienze contrattuali e per eccessiva onerosità, procedure che gli amministratori si sono ben guardati dal compiere.
SALUTE MINACCIATA
Se consideriamo i danni procurati all’ambiente, alla salute e alle tasche dei cittadini il bilancio dell'incenerimento è a dir poco fallimentare e il minimo che i cittadini possono tentare di fare è una richiesta di danni alle parti interessate. L'attività di incenerimento e discarica è presente a Pietrasanta da circa 40 anni e, a seguito dei numerosi decessi e malattie nella zona, i cittadini hanno più volte sollecitato una seria indagine epidemiologica. Questa richiesta è rimasta inascoltata fino ai gravi episodi di presunta manomissione e di accertato danno ambientale: finalmente si sono decisi ad accettare l’avvio di un' indagine. Ad oggi comunque non sappiamo ancora con quali criteri verrà eseguita e se accetteranno la nostra proposta di dare la gestione dell’indagine o almeno la supervisione all’ISDE, l’organizzazione internazionale dei medici per l’ambiente. Va sottolineato che i cittadini del Pollino e anche quelli versiliesi non possono continuare ad essere usati come cavie per altri cinque anni o fino al termine dell’indagine, l’inceneritore deve essere chiuso per tutti i motivi sopra detti.
Quanto è stato detto al convegno tenutosi il 12 marzo al Principe di Piemonte dalla ASL12 e intitolato “Tra bellezze ambientali e prevenzione dei tumori” denota una mancanza quantomeno di metodologia scientifica. E’ un dato di fatto che almeno dagli anni '80 la percentuale di mortalità per tumori in Versilia risulta una delle più elevate della Toscana. Ancora non c’è stato uno studio epidemiologico, manca un registro tumori. e gli esiti di uno studio meteo diffusionale. Esiste comunque una notevole letteratura scientifica sulla accertata pericolosità degli inceneritori e questo impianto sembra non aver rispettato neppure i limiti di legge. Non è possibile che ancora oggi si debbano sentire medici che ripetono la storiella, non supportata da nessun serio studio in loco, che in Versilia la percentuale dei fumatori è alta o che, data la bellezza della zona, tanti pensionati del Nord Italia decidono di stabilire qui la propria residenza alzando così i dati sulla mortalità. L’Italia ha la percentuale d’incidenza di neoplasie infantili doppia rispetto a quella dell’Europa, e in Versilia è diverso? I bambini non fumano e non sono pensionati. E qui ci riferiamo in particolar modo al dott. Lunardini, nonché sindaco e quindi con doppia investitura di tutore della salute pubblica, che al convegno ha invitato a non creare allarmismi ingiustificati sull’inceneritore di Pietrasanta e a tenere conto della presenza di turisti che possono falsare i dati raccolti.

SIAMO DISPONIBILI, COME SEMPRE SIAMO STATI, A UN CONFRONTO COSTRUTTIVO CON GLI AMMINISTRATORI E GLI ENTI COMPETENTI PER PROPORRE LE ALTERNATIVE ALL’INCENERIMENTO.
Co.As.Ver.
Coordinamento di comitati e associazioni versiliesi

Altra documentazione:

sabato 20 marzo 2010

Cittadini parte civile contro l'inceneritore di Montale


Accolta l'istanza di costituzione di parte civile di 44 cittadini contro l'inceneritore di Montale. Trascinati in giudizio anche i Sindaci (Agliana, Quarrata Montale) proprietari dell'impianto.

martedì 16 marzo 2010

Iniziativa di ITALIA NOSTRA FIRENZE

ITALIA NOSTRA FIRENZE-CITTADINI AREA FIORENTINA

COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

FIRENZE AD ALTA MOBILITA’

SI DISCUTE

La ricchezza dei contenuti trattati nel Convegno Firenze: per una città ad alta mobilità, organizzato dal “Gruppo Spini” a Palazzo Vecchio il 24 febbraio scorso, con la partecipazione di Italia Nostra, ci induce ad anticipare la pubblicazione degli atti, diffondendo, per una prima riflessione, alcuni degli interventi più significativi.

Iniziamo con quello di Marco Ponti, architetto-economista con una vasta esperienza in campo internazionale e nazionale nel settore della valutazione economica dei progetti di trasporto e nella regolazione del settore.

Nel suo intervento Ponti si è soffermato sulle analisi costi-benefici nella programmazione delle opere pubbliche in Italia.

Spesso quando si parla di queste analisi – ha detto Ponti – si pensa banalmente a un rapporto costi-ricavi. Si deve parlare invece di benefici, una categoria difficile da quantificare ma il cui valore va comunque tradotto in denaro. Può trattarsi di vantaggi ambientali, di tempo, di benessere, ecc. ma il problema è la coerenza e la trasparenza di quelle analisi nelle quali, per convenzione, a ogni fattore corrisponde un valore monetario.
Il problema in tutto il mondo è l’accordo unanime su quei valori. In Italia vi sono delle analisi costi-benefici anche all’interno delle Valutazioni di Impatto Ambientale, ma spesso la prassi cambia o si adegua alle circostanze. Ad esempio quando a suo tempo si è fatta un’analisi del genere per l’Alta Velocità, la si è applicata alla tratta Milano-Napoli nel suo complesso, cosa che, manifestamente, non ha senso. Lo stesso è avvenuto nel caso della Torino-Venezia. In quest’ultimo caso l’ipotesi alternativa di modernizzare la ferrovia medio padana, già esistente, fu scartata senza una vera discussione e, in pratica, con dei sotterfugi.

Quando proprio a Ponti fu chiesto di dare un giudizio sul progetto di tramvia di Firenze rispose che era totalmente demenziale, almeno da un punto di vista economico. Il progetto andò tranquillamente avanti.

In Italia le compatibilità politiche e lo scambio di favori [fenomeno noto come “cattura” dei pubblici poteri] prevalgono sulle considerazioni tecniche ed economiche e le analisi costi-benefici, che introdurrebbero criteri di trasparenza e di coerenza nelle valutazioni, non sono fatte seriamente.

Ad esempio, nelle analisi preliminari per l’AV, poiché non risultava per tutte le tratte una sufficiente domanda, si è cambiato nome al sistema: dall’Alta Velocità si è passati all’Alta Capacità. Ma tutti sanno che su quelle linee non passerà mai un merci, non perché non ci sia l’infrastruttura, ma proprio perché non esiste la domanda, dato che le merci viaggiano in treno solo sulle lunghe distanze e non hanno bisogno di alte velocità. Per di più la predisposizione per il transito delle merci ha aumentato le spese di un’opera già costosissima.

Per quanto riguarda la localizzazione della fermata dell’AV a Firenze non dovrebbe essere difficile confrontare le diverse alternative in campo. Basterebbe valutare alcuni benefici e svantaggi, traducendoli in termini economici. Tanto per fare un esempio: è adeguata l’accessibilità o la rumorosità in rapporto ai costi?

E per quanto riguarda il doppio tunnel, è stato messo in conto che con la sua realizzazione si allunga di 7 km. la tratta Milano-Napoli, obbligando probabilmente tutti i treni a fermarsi a Firenze ?

Smentendo una facile equazione più ferro = più trasporto sostenibile, Ponti ha messo in guardia anche dall’eccessiva diffusione di tramvie e ferrovie. Queste infrastrutture, pur necessarie in certi casi, costituiscono investimenti molto costosi e finiscono per incidere inevitabilmente sul complesso della spesa sociale.

Rischiando di passare per reazionario, ma facendo il suo mestiere di economista, Ponti non esita nemmeno a confrontare certi vantaggi economici della gomma, da lui definita una “fontana di soldi pubblici”, (50 mld/a) con gli svantaggi economici del ferro, da lui definito invece “pozzo di soldi pubblici” (nel quale finiscono circa 6 mld/a).

In questo senso talvolta criteri apparentemente ambientalisti non fanno altro che aggravare il debito pubblico. Nella propaganda del sistema TAV messa in atto da parte di Ferrovie dello Stato, il pretesto della riduzione della CO2 serve solo a trovare facili coperture ideologiche. Insomma – soggiunge Ponti: “ambiente, quanti delitti in tuo nome!”

All’interno di un certo bacino di traffico o di certe tratte il calcolo della convenienza di una modalità invece di un’altra deve basarsi su un attento studio della natura dei flussi e del modello di esercizio e non può certo affidarsi a convenienze elettorali. “In alcuni comuni del nord, replicando alla mia proposta di istituire servizi di bus di nuova generazione piuttosto che tram o treni, mi sono sentito dire che così si sarebbe speso troppo poco”.

Insomma la denuncia degli sprechi di denaro pubblico va accompagnata con la richiesta di analisi costi-benefici indipendenti (magari in gara tra alcuni soggetti preselezionati, anche stranieri) delle alternative sul tavolo: iniziative queste che si possono promuovere anche a livello locale e che in rapporto agli oneri in gioco non costano certo molto.

REGIONALI: Candidati così....cercasi!

Il candidato del PD a Presidente della Regione Veneto, Giuseppe Bortolussi ha firmato una lettera in cui si impega a:

1- a dare attuazione pratica ai principi di prevenzione, riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti,...... ........................
2- ad avviare un programma di lavoro teso alla definizione di politiche rivolte al mondo imprenditoriale orientate alla trasformazione e contenimento delle attività produttive improntate allo spreco;
3- ad estendere, in tutta la Regione, la raccolta differenziata "Porta a Porta" affinchè il Veneto diventi un modello da seguire,....................................
4- ad escludere la pratica dell'incenerimento, sia come forma di smaltimento rifiuti che come fonte di energia, non autorizzando nuovi inceneritori nè il ripristino o l'aumento di capacità degli esistenti.



PECCATO CHE LA TOSCANA NON SIA CAPACE DI SCELTE COSI' ALL'AVANGUARDIA.

PECCATO CHE  IL CANDIDATO PD  DELLA TOSCANA, ENRICO ROSSI,  DICHIARI: "GLI INCENERITORI POSSONO DIVENTARE FONTI DI GUADAGNO PER TUTTI "  (ndr.!!!!!)

P E C C A T O ! !

Serata informativa> "Diossina ed Ecomafie: RIFIUTI-AMOLE!"


Serata informativa che si terrà il 13 marzo 2010, ore 20,45
Sala Lucchi Viale Olimpia n.3 - Verona

lunedì 15 marzo 2010

domenica 14 marzo 2010

CAMPAGNA PER LA DIFESA DEL LATTE MATERNO


Con il sostegno dell'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente ISDE

Montale 8 marzo 2010

APPELLO A TUTTE LE DONNE NELLE ISTITUZIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI:

Parlare del latte materno contaminato da sostanze inquinanti, tossiche e pericolose vuol dire sollevare il velo su una questione che mette in crisi, che fa venire i brividi, che ci fa riflettere sul livello di degenerazione  raggiunto.
Oramai l'argomento non può più essere taciuto e prendere coscienza del fatto che l’alimento più prezioso al mondo contenga quantità elevate di sostanze pericolose e cancerogene, specie se proveniente da mamme residenti in territori industrializzati, non può più essere questione di pochi specialisti di settore, ma è ora che  anche le persone comuni, soprattutto le donne che allattano, o che sono in procinto di farlo, siano informate e siano messe in grado di  opporsi a questa “barbarie di specie”:





ANCHE IL LATTE MATERNO E’ GRAVEMENTE  INQUINATO!
L'umanità distrugge la sua stessa discendenza!

  Occasioni per parlarne non ne sono mai mancate, ma stavolta la questione è venuta prepotentemente alla ribalta grazie a due mamme, residenti in area di ricaduta dell’inceneritore di Montale (Pt), che si sono volontariamente sottoposte all’analisi del proprio latte.

    L’analisi del latte è stata eseguita in un laboratorio accreditato ed i campioni provengono da madri di circa 30 anni, con stili di vita sani ma con storie diverse (al primo parto / più parti e pregressi aborti). I costi degli esami sono stati sostenuti dal Comitato Contro l’inceneritore di Montale, grazie ai contributi dei cittadini desiderosi di conoscere lo stato di salute della popolazione, in particolare dei bambini, che da oltre 30 anni subisce le emissioni dell’inceneritore, che brucia rifiuti urbani, ma non solo.

   Le analisi hanno confermato quello che era già stato evidenziato dai campionamenti fatti da ASL e ARPAT sui terreni e sugli alimenti: pesante contaminazione da diossine e PCB.
Purtroppo, così come niente è stato fatto per impedire la produzione vendita e commercializzazione dei cibi contaminati provenienti dalle zone poste in area di ricaduta dell’impianto (polli pesantemente contaminati da diossina che continuano ad essere mangiati) niente viene fatto neppure per la contaminazione del latte materno.

   Eppure che l’inceneritore sia parte in causa della pesante contaminazione ormai è fuori di dubbio! Il profilo di 12 molecole diossino-simili appartenenti ai  Policlorobifenili (PCB dioxin-like) riscontrati nei campioni di latte materno è del tutto sovrapponibile al profilo dei PCB emessi dall’impianto ( analisi a camino di ARPA e del gestore) ed a quello dei PCB riscontrati nelle carni di pollo.

   Questa è l'ulteriore conferma  di come diossine e PCB che escono dai camini degli inceneritori di vecchia e nuova generazione si ritrovano poi nei terreni, nei cibi che mangiamo, nell'acqua e... alla fine della catena, nel latte materno e poi nei nostri bambini.

ALLATTARE I PROPRI FIGLI CON SERENITA’ E’ UN DIRITTO BASILARE:
LE DONNE VOGLIONO TRASMETTERE AI PROPRI  FIGLI LA VITA,  NON i VELENI

Amministratori e ASL, alle preoccupate proteste dei cittadini, hanno risposto che il livello di contaminazione è alto, ma tant’è…. questo succede in tutte le realtà industrializzate!
Abbiamo scoperto che dicono il vero….questa è la pesante realtà che si registra in tutte le aree dove sono in funzione impianti di incenerimento, impianti industriali e quant’altro

 Noi, donne che ci firmiamo DONNE PER LA VITA, ci chiediamo e chiediamo a voi:



      ·        E’ questo il progresso?


·        I nostri bambini sono sempre più ammalati: allergie, asma, infezioni respiratorie, , ma anche tumori: è questo ciò che vogliamo per loro?
·        E’ questo il futuro che stiamo preparando ai nostri figli ?
·        Davvero vogliamo una società che non solo brucia risorse, quando potrebbe riutilizzarle, ma che brucia anche la vita?
   NOI  DICIAMO BASTA!

Noi vogliamo la SALUTE per i nostri figli
Noi non vogliamo avvelenarli  già prima di nascere e poi col nostro latte!

Facciamo appello alla vostra ragione, al senso di responsabilità, all’amore, all’affetto che anche voi non potete non nutrire verso le vostre creature, unitevi a noi per fermare questo scempio, siate anche voi Donne per la Vita!


 Una firma per la vita:

Scarica qui  il modulo firme 

 * al più presto ti faremo sapere come e a chi recapitarlo

venerdì 12 marzo 2010

Diossine nel latte materno riscontrate nei residenti limitrofi all’Inceneritore di Montale

DOCUMENTO  UFFICIALE  CON  LE  SOTTOSCRIZIONI 

Leggi il testo:

Al presidente della Giunta Regionale Toscana
Claudio Martini
Sede
All’Assessore alla Sanità della Regione Toscana
Enrico Rossi
Sede
Al Consiglio Regionale Toscano
Sede
Al Ministero della Salute
Dipartimento Prevenzione
Viale Giorgio Ribotta 5
00144 - Roma
Al Ministero della Salute
Dipartimento per la Sanità Pubblica,veterinaria,
la nutrizione e la sicurezza alimentare
Viale Giorgio Ribotta 5
00144 - Roma
E p.c. Procura della Repubblica di Pistoia
Sede

Procura Generale della Repubblica
Presso la Corte d’Appello di Firenze
Sede
Oggetto: Diossine nel latte materno riscontrate nei residenti limitrofi all’Inceneritore di Montale
In seguito al ritrovamento di diossine nel latte materno, riscontrate nei residenti vicini all’
Impianto di incenerimento rifiuti di Montale.
A seguito del prolungato inquinamento causato dalla fuoriuscita di diossine oltre i limiti
di legge dall’impianto di incenerimento di Montale dal Maggio al Luglio 2007.

A fronte del quale è stato istituito un gruppo di lavoro (Tavolo tecnico) a supporto di un
gruppo di lavoro “istituzionale” per valutare lo stato di inquinamento dell’area identificata,
mediante modellistica, di ricaduta della diossina di provenienza dall'inceneritore.
A seguito dell’indagine sulle matrici animali e di prodotti di origine animale effettuata da
questo gruppo di lavoro presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana delle
Capannelle (Roma) il quale ha accertato definitivamente l’inquinamento della area di ricaduta della
diossina da parte dell'inceneritore, con numerosi superamenti dei limiti di legge.
A fronte dei quali nessun organo preposto alla tutela della salute pubblica ha attuato il
preciso obbligo di legge ( D.Lvo 158/2006) di inibire la commercializzazione e l’autoconsumo dei
prodotti dell’area circostante, divieto che era stato richiesto anche da componenti dei gruppi di
lavoro (Tavolo tecnico ed “istituzionale”, dott.sa Gentilini e dott. Bolognini) .
Gli stessi componenti dei gruppi di lavoro (Tavolo tecnico ed “istituzionale”), dott.sa
Gentilini e dott. Bolognini avevano richiesto ulteriori analisi su sangue, cordone ombelicale e latte
materno, sempre considerate dagli organi preposti alla tutela e alla prevenzione della salute
pubblica, la ASL 3 di Pistoia e la ASL 4 di Prato , come non strettamente necessari.
Avendo preso atto di questa inadempienza, alcuni cittadini residenti nell’area di ricaduta
della diossina da parte dell'inceneritore, hanno eseguito a proprie spese delle indagini sul latte
materno, presso un laboratorio qualificato, che hanno riscontrato una quantità significativa di
diossina e di PCB con una apprezzabile e chiara correlazione tra i profili dei PCB ritrovati nel latte
materno, con quelli ritrovati nella carne di pollo e con quelli emessi dall'inceneritore di Montale.
Avendo preso atto di un articolo prodotto della Dott.ssa Patrizia Gentilini, membro
autorevole dell’ISDE, Associazione Medici per l’Ambiente, sulla vicenda dell'inquinamento del
latte, di articoli di stampa che riportano le dichiarazioni del Dott. Michelangiolo Bolognini, già
Resposabile dell'Igiene Pubblica di Pistoia, al Consiglio dei Sanitari dell' ASL 3 di Pistoia.
Gli scriventi richiedono ai soggetti in indirizzo in base alle loro proprie funzioni e responsabilità:
Precise direttive nei confronti delle inadempienti ASL di Pistoia e di Prato per quanto attiene il
divieto consumo di prodotti alimentari contaminati da diossine e PCB anche oltre i limiti di legge,
Una campagna Regionale di Monitoraggio sulle matrici biologiche umane, sul sangue, latte
materno e cordone ombelicale per le persone che abitano in vicinanza di impianti di combustione,
siano essi impianti pubblici e/o privati, di incenerimento RSU, Rifiuti Ospedalieri Pericolosi e/o
Speciali, con Codici a Specchio e non, sia con CDR o biomasse ivi inclusi cementifici che bruciano rifiuti,

Di verificare se nei comportamenti che fino ad oggi sono stati posti in essere, si ravvisino i
presupposti di omissione e/o di abuso in atti di Ufficio, da parte delle Istituzioni preposte alla tutela
della Salute Pubblica.




sabato 6 marzo 2010

Commento sulla sentenza del TAR da parte del team degli Avvocati che hanno seguito i ricorsi

IL TAR II sezione (Presidente Dott. Maurizio Nicolosi ed estensore della decisione Dott.Pierpaolo Grauso) ha accolto i ricorsi del Dott.Francesco Giuntini Antinori e dell’Ass.Italia Nostra difesi dagli Avv.ti G. Ceruti, A. Del Re, e L.Manetti. I ricorsi erano diretti ad ottenere l’annullamento degli atti del Dirigente del Servizio VIA della Provincia di Firenze che aveva emesso Pronuncia positiva di compatibilità ambientale e rilasciato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) sul Progetto relativo all’Inceneritore “I Cipressi” in Comune di Rufina, Loc.Selvapiana, proposto dalla AER Spa.

Il Tar ha dedicato ampio spazio alle censure sul parere emesso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Firenze. Per quanto riguarda il procedimento di AIA è stato riconosciuto parzialmente fondato il motivo secondo il quale in area a pericolosità idraulica molto elevata (PAI Regione Toscana) non è stata effettuata alcuna indagine finalizzata alla valutazione dello stato di qualità del suolo, del sottosuolo, e delle acque sotterranee. Inoltre Il Giudice Amministrativo ha ritenute fondate le censure relative alla mancata indicazione nel Provvedimento di AIA e nel relativo allegato tecnico delle quantità autorizzate per ciascuna tipologia di rifiuti conferiti agli inceneritori, nonché la violazione del Piano Regionale di gestione dei Rifiuti nella parte in cui fa divieto di avviare l’incenerimento rifiuti tal quali. Sono stati ancora riconosciuti fondati i motivi con i quali i ricorrenti avevano evocato la prescrizione apposta al provvedimento di compatibilità ambientale, in forza della quale presso l’inceneritore di Rufina si sarebbe dovuto realizzare un impianto di pretrattamento finalizzato alla eliminazione degli inerti in aggiunta alla contestuale attivazione di azioni articolate e strutturali per la riduzione a monte di rifiuti, privilegiando così il "più blando controllo di tipo visivo demandato all’operatore in fase di scarico dei rifiuti”. IL TAR ha anche accolto i motivi in base ai quali la prescrizione di una rete di teleriscaldamento come opera compensativa per la salvaguardia della qualità dell’aria è rimasta senza seguito. Anche nel procedimento di AIA il Tar ha censurato il parere “orientativo” della Soprintendenza e non seguito dalla realizzazione degli elaborati richiesti. “Le lacune e i vizi –recita la sentenza- da cui è affetto il parere sulla compatibilità paesaggistica, pronunciato in sede di autorizzazione integrata , non solo fanno escludere che nella specie possa essersi prodotto alcun effetto sanante, ma determinano l’illegittimità altresì della procedura di VIA” .
Le Associazioni Italia Nostra, Valdisieve e il Dott. Francesco Giuntini Antinori esprimono grande soddisfazione per la sentenza con cui oggi il Tar Toscana accoglie i motivi che stanno alla base del nostri ricorsi. Non solo dà ragione a quello che andiamo dicendo ma - cosa ben più importante - rende giustizia a questo territorio che tante ne ha già passate, e restituisce all'intera popolazione il grande valore della legalità. Da circa 5 anni ci eravamo chiesti infatti se la legalità fosse ancora un valore condiviso nel territorio, viste le molteplici illegittimità denunciate a più riprese e a causa delle quali non era rimasta altra scelta che adire i giudici amministrativi, gettando una lunga ombra di discredito e sfiducia sul già fragile legame tra cittadinanza e istituzioni. Oggi invece possiamo ribadire come sempre diciamo a gran voce, che la strada della condivisione delle scelte con la popolazione, clamorosamente negata in ogni fase delle procedure impugnate, è in materia ambientale un obbligo di legge a cui le amministrazioni non possono esimersi, e la via più auspicabile per un corretto svolgersi delle procedure richiamate.
Quello che abbiamo ottenuto è infatti una vittoria di tutti e a tutti gli attori coinvolti lo dobbiamo: non solo al Comitato e alle Associazioni ma al gruppo di lavoro che ha assistito il collegio di difensori, nel fornire la più ampia consulenza sugli aspetti di competenza e i cittadini cha hanno partecipato attivamente al lavoro svolto- insomma a tutti coloro che vivono concretamente questo territorio contro chi vorrebbe farne una mera terra di conquista. Senza l'apporto di ognuna di queste persone, non avremmo avuto il risultato oggi sperato. Quando la società si divide e in particolar modo la divisione è tra amministratori e cittadini, le conseguenze possono essere solo negative. A chi ancora esprime ambiguità e agita fantasmi di inesistenti emergenze rifiuti e spauracchi vari o ripete luoghi comuni logori come si ostinano a fare gli amministratori locali, ricordiamo per l'ennesima volta che la l’incenerimento dei rifiuti non chiude il ciclo dei rifiuti, abbisogna di discariche e trasforma il cielo in discarica incontrollata; ricordiamo che i paesi più avanzati del mondo hanno abbandonato o stanno abbandonando questi carrozzoni antieconomici e dannosi per la salute e per l'ambiente.

Oggi i rifiuti, come le moderne modalità di trattamento ci insegnano, sono materiali che vanno recuperati o riciclati, e chi in un'epoca di crisi economica e scarsità di risorse, vuole bruciarli commette un atto irrazionale e insensato passibile di danni sanitari ed economici nei confronti dell’intera comunità.
Per informazioni
http://assovaldisieve.blogspot.com/

BISOGNA SAPER PERDERE. . . .

Risposta all'Ass. all'Ambiente della
Provincia di Firenze Renzo Crescioli
( mandato ai quotidiani principali)

Le dichiarazioni dell’Assessore provinciale rese dopo la sentenza del TAR Toscana che ha accolto i ricorsi contro l’ampliamento dell’inceneritore "I Cipressi" di Rufina promossi da Francesco Giuntini proprietario della Fattoria Selvapiana, Italia Nostra, Associazione Valdisieve, assistiti dal collegio di difesa composta da Avv. Andrea Del Re, Avv. Gianluigi Ceruti, Avv. Luca Manetti, tendono a minimizzare la portata del risultato, tipico di chi non sa perdere!


Il tentativo di revisionismo di Crescioli è tale da arrivare a dichiarazioni francamente stupefacenti e contraddittorie. L’Assessore parla di semplici “vizi di procedura che non riguardano la Provincia” : sembra dimenticare che le procedure autorizzative impugnate, la VIA e l’AIA, sono di competenza dell’Amministrazione Provinciale, in particolare proprio degli Uffici del settore amministrato dall’Ass. Crescioli, i quali devono garantire la conformità alla legge e la tutela del territorio, dell’ambiente, del paesaggio e dei cittadini a fronte delle domande
per la realizzazione e l’esercizio di impianti industriali pericolosi.

Non sono certo vizi formali le censure accolte dal TAR quali ad esempio: l’insufficienza e l’incoerenza del giudizio finale di compatibilità paesaggistica; l’assenza delle imprescindibili indagini geognostiche ed idrogeologiche in una zona ad elevata vulnerabilità degli acquiferi come quella del sito prescelto; l’insufficienza delle prescrizioni circa i sistemi di pretrattamento dei rifiuti in ingresso; la mancanza di una corretta programmazione per l’utilizzo della fossa di stoccaggio dei rifiuti;
il non rispetto degli accordi per la realizzazione delle misure di compensazione.

Tutto ciò era già emerso in sede di VIA e la Provincia, è andata avanti approvando l’autorizzazione definitiva, la responsabilità provinciale non solo è confermata ma recidiva!

O l’Assessore ci vuol forse dire che la competenza del corretto svolgersi della procedura che la legge delega alle Provincie, è di qualcun altro?

Questo, inoltre, nonostante le oltre 200 pagine di Osservazioni che assieme alle Associazioni Valdisieve e Italia Nostra, avevamo presentato.

Se l’Amministrazione Provinciale avesse rispettato la normativa di riferimento sia sulla VIA che in materia di partecipazione dei cittadini su questioni ambientali (L.108/2001, D.Lgs. 152/2006 per la procedura di AIA), e con un po’più di umiltà e di riguardo nei confronti della popolazione, il cui interesse è l’unico a cui dovrebbe attenersi una Pubblica Amministrazione, oggi sicuramente non saremmo a questi livelli di contrasto.

Ricorrere alla Magistratura è stata l’unica possibilità che abbiamo avuto per farci ascoltare e riportare un po’ di democrazia nelle procedure che riguardano il futuro del territorio. Certo quando i cittadini devono ricorrere alla Magistratura per essere ascoltati ed avere risposte (che pure si ricorda avevamo chiesto ai sensi delle leggi vigenti) qualcosa ha profondamente fallito nel governo del territorio, in particolar modo quando questo invece sbandiera democrazia e partecipazione ad ogni tornata elettorale.

Su questo crediamo l’Assessore, invece di accampare giustificazioni, dovrebbe riflettere.

Se poi l’Amministrazione, refrattaria ad ogni ascolto, perseguirà la volontà di costruire impianti estremamente dannosi per il nostro territorio, noi continueremo la nostra battaglia a tutela dell’ambiente e della salute, valori essenziali al nostro benessere e superiori al mero interesse commerciale delle Società che inceneriscono rifiuti. Ricordiamo a questo proposito quanto pesi la mancata istruttoria provinciale sulle alternative all’incenerimento per il trattamento del residuo finale; impegno peraltro richiesto dalle convenzioni internazionali per la lotta contro le diossine di cui gli inceneritori sono tra i principali produttori (Inventario Europeo delle Diossine). Cosa è stato fatto dagli Amministratori per perseguire questi impegni?

Associazione Valdisieve

venerdì 5 marzo 2010

IL TAR HA ACCOLTO I RICORSI CONTRO L'INCENERITORE DI SELVAPIANA

Grande svolta del ricorso al TAR contro il nuovo inceneritore di Selvapiana. Sono molti i motivi sui quali il Tar ci dà ragione. Solo per fare qualche esempio (ma i dettagli ve li comunicheremo  dopo aver letto nei dettagli la sentenza): la questione paesaggistica con il parere della Soprintendenza che è stato considerato ambiguo perchè "orientativamente favorevole";  l'ambiguità sulla tipologia e sul quantitativo dei rifiuti che non è stato specificato, e altro.
Quindi la sentenza entra nel merito, nella sostanza,  e non solo su "vizi formali" come è già stato commentato dalla Provincia.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e sostenuto le posizioni dell'Associazione Valdisieve, al team di Avvocati che hanno fatto un ottimo lavoro, ad Italia Nostra che ci ha consentito di portare  le motivazioni dell'Associazione davanti al TAR che, come poi è successo, ha ritenuto che noi fossimo nati "ad hoc" per questo problema, e quindi non ha accettato il nostro ricorso solo per un problema "di tempo" e non nei contenuti (che ricordo sono gli stessi degli altri ricorrenti).

E ORA OCCORRE ANDARE AVANTI PER EVITARE DI FARLO COSTRUIRE E PER CHIUDERE QUELLO VECCHIO PROPONENDO TUTTE LE ALTERNATIVE POSSIBILI PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI CHE NON MIRI SOLO AGLI INTERESSI MA CHE PRENDA IN SERIA CONSIDERAZIONE LA RIDUZIONE ALLA FONTE, IL RIUTILIZZO, IL RICICLO, RACCOLTA PORTA A PORTA SELETTIVA E CON TARIFFA PUNTUALE (in modo che chi più inquina più paga), SELEZIONE ULTERIORE DELL'INDIFFERENZIATO CHE RIMANE, INFINE LA DISCARICA (che è necessaria anche se si usano gli inceneritori perchè questi fanno più del 30% di rifiuti speciali-pericolosi!!!! A tal proposito vi invitiamo a dare un' occhiata a questa tabella che dimostra come i 13 comuni che adereiscono ad aer manderebbero in discarica meno tonnellate di materiale che con l'inceneritore!).

STASERA ALLE ORE 19.00, SU ITALIA 7: INTERVISTA ALL'AVV. GIANLUIGI CERUTI CHE HA SEGUITO IL RICORSO
Di seguito la rassegna stampa di oggi:


http://picasaweb.google.it/kappapi64/Rassegna_Stampa_TAR2010?feat=directlink

Vinto il Ricorso al TAR !


Nonostante che il ricorso dell'Associazione Valdisieve non sia stato accolto........gli altri ricorsi di Giuntini-Antinori e Italia Nostra, che    trattavano gli stessi punti,  hanno vinto la prima partita ! ! !

I dettagli della sentenza a breve ( per gli esperti è sul sito del TAR).

Oggi uscirà la notizia su alcuni quotidiani dei quali riporteremo poi gli articoli.

Il lavoro continua.

Grazie a tutti

L'associazione

martedì 2 marzo 2010

L'Associazione Valdisieve ha sottoscritto la "Lettera a San Francesco"

Trento, 13 febbraio 2010 
Caro San Francesco,

a cosa servirebbe un inceneritore?


Rivolgersi agli uomini non sembra più avere un senso perché troppi sono costretti da obblighi
e da patti non professati. Così ci appare più chiaro supplicare San Francesco, affinché possa
intercedere per noi e impedire la costruzione di un inceneritore, impianto destinato a giovare
soltanto agli interessi di pochi e non certo pensato per la tutela del Creato o del bene comune.
Pertanto siamo qui a scrivere al santo di Assisi a nome di quanti credono fermamente nella
praticabilità di un’alternativa senza combustione dei rifiuti di quell’Italia di cui Francesco - patrono
dell'ecologia - è principale protettore.

Caro San Francesco,

in questo inizio di millennio, si fa un gran parlare di inquinamento e di peggioramento del

clima. Ma alle parole non seguono fatti e comportamenti virtuosi.
Da anni siamo impegnati nel cercare di custodire il nostro piccolo ambito di creato per evitare

la costruzione di un inceneritore di rifiuti. Grazie agli approfondimenti proposti nel tempo in

numerosi incontri pubblici, è maturata una consapevolezza profonda di cosa in realtà rappresenti e

non rappresenti la sua costruzione all’interno di una gestione dei rifiuti funzionale al solo

consumismo e frutto di una visione economica che affonda le proprie radici nell’illimitato ed

egoistico sfruttamento delle risorse del creato. Di certo non nel loro responsabile, migliorabile e

condivisibile utilizzo.

In occasione della celebrazione della XLIII Giornata Mondiale della Pace, il messaggio di

Papa Benedetto XVI dal titolo “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” è giunto a ulteriore

conferma del nostro impegno e della necessità di una maggiore coerenza fra gli uomini. Sarà

immediato per Te, eletto “patrono dell’ecologia”, comprenderne il significato più ampio. Anche tu,

come noi, vuoi vedere riconosciuto nei suoi diversi passaggi il fiducioso impegno nella custodia di

una Natura le cui ricchezze vanno condivise, oltre che mantenute e tramandate alle generazioni

future affinché ogni individuo ne possa godere appieno. E ciò non solo come credente, ma anche

come laico sensibile nei confronti di ogni forma vivente.

Oggi per tentare di meglio custodire il nostro pezzetto di creato vogliamo condividere insieme

con te alcune riflessioni del Santo Padre:

“Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle

questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla

visione dell’uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato…

L’umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei

valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti. Le

situazioni di crisi… Obbligano, in particolare, a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla

solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze

positive compiute e rigettando con decisione quelle negative.” …

Nel campo dei rifiuti le statistiche nazionali riconoscono alla popolazione trentina innegabili

passi in questa direzione: un impegno, frutto di una buona sensibilità e per questo riscontrabile

anche in molti amministratori, che ci ha permesso di raggiungere percentuali di raccolta

differenziata fino a pochi anni fa impensabili. Comunque senz’altro migliorabili grazie alla spinta di

un rinnovamento culturale in atto i cui tratti significativi sono sobrietà, solidarietà e trasparenza.

Nuove e positive esperienze, in costante evoluzione, ci permetteranno allora di rigettare un

passato negativo e continuare fiduciosi sulla strada intrapresa.

Non meno significativo questo ulteriore passaggio del Santo Padre:

“… l’uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e

tecnologica e nell’applicazione delle scoperte che da questa derivano…

La tecnica, pertanto, si inserisce nel mandato di coltivare e custodire la terra, che Dio ha

affidato all’uomo, e va orientata a rafforzare quest’alleanza tra essere umano e ambiente…

Infatti, anche la posizione contraria di assolutizzazione della tecnica e del potere umano,

finisce per essere un grave attentato non solo alla natura, ma anche alla stessa dignità umana.”

L’attualità di questa riflessione è importante riferimento agli sforzi che dobbiamo fare per

evitare “assolutizzazioni” dagli effetti irreversibili. Il nostro sostegno va allora a quelle

amministrazioni comunali trentine che, ritenendo superato investire sull’incenerimento, si sono

impegnate proponendo soluzioni alternative, tecnologicamente avanzate e sicure che permettano

la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti senza combustione.

Ecco, caro San Francesco, un’alternativa esiste. Ed è realtà autentica e praticabile.

Infine, in quest’ultima e forte riflessione del Papa è contenuta l’essenza di chi, oggi, gestisce

il bene comune - e quindi anche il Creato - senza scrupoli:

“L’eredità del creato appartiene, pertanto, all’intera umanità. Invece, l’attuale ritmo di

sfruttamento mette seriamente in pericolo la disponibilità di alcune risorse naturali non solo per la

generazione presente, ma soprattutto per quelle future. Non è difficile allora costatare che il

degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del

perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia

per il creato.”

Implicita la constatazione che alla base del progetto dell’inceneritore trentino non ci sia

alcuna lungimiranza, ma un semplice perseguimento di miopi interessi economici.

E qui si accresce la nostra incredulità perché a fianco di chi è favorevole all’inceneritore sia

nel governo provinciale sia in quello comunale del capoluogo sembra essersi schierata, in questa

fase, la stessa Chiesa locale attraverso finanziarie controllate e intenzionate a investire nella

costruzione/gestione dell’inceneritore.

Come cittadini, come credenti o laici sensibili all’equilibrio della Natura, non comprendiamo

quale coerenza possa esserci con i ripetuti richiami contenuti nel messaggio di Benedetto XVI,

affinché la Chiesa eserciti la sua responsabilità per il Creato anche in ambito pubblico. Vorremmo

allora ricordare a noi e a tutti, quello che tu stesso hai testimoniato: una forte responsabilità nei

confronti dell’ambiente, che si traduca in un patto di cura di benevolenza e di rispetto nei confronti

della natura; la responsabilità per la qualità della vita di tutti gli esseri viventi a cominciare da

quegli umani, per poi estenderla verso tutti gli altri esseri (boschi, fiumi, animali, microrganismi,

ecosistemi), perché tutti appartengono alla comunità terrestre e sono interdipendenti.

Tu che ti sei fatto povero fra i poveri, come insegna il Vangelo, saprai certamente indicare

alla Chiesa la via maestra da seguire. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in scelte che ci

vorrebbero ancor più schiavi di “bisogni” inutili e dipendenti da scelte tecnologiche impattanti e

rischiose quanto evitabili. Oggi, più di ieri, non ha senso insistere in questa corsa verso l’avere

gettando cose e vite che invece andrebbero valorizzate.

E allora, quale miglior modo di farti sentire la nostra voce se non quello di metterci “in

cammino per l’alternativa” sul tuo “cammino”? Attraverso un pellegrinaggio laico e spirituale per

parlarti passo dopo passo e chiederti appoggio.

Insieme a chi si è offerto di portarti questo ed altri messaggi simili ci sono - idealmente ma

concretamente - quei cittadini che ora, in Trentino e altrove, si alternano digiunando in una catena

di solidarietà per promuovere un’alternativa alla combustione dei rifiuti non inquinante. Un piccolo

gesto di rinuncia quotidiana che vuole simboleggiare la capacità e la possibilità dell’essere umano

di essere “generoso” nei confronti della madre Terra. Una catena di condivisione portatrice di una

volontà più alta: quella di salvaguardare l’ambiente per le future generazioni.

Caro Francesco, nel chiederti sostegno per il nostro Trentino, lo chiediamo anche per tutta

l’Italia che sappiamo sotto la tua specialissima protezione.

Grazie.

Con affetto sincero.

Direttivo Nimby trentino onlus

Simonetta Gabrielli

Adriano Rizzoli

Fausto Nicolussi

Sofia Roncador

Franco Faes

Andrea Zanzotto, poeta - Pieve di Soligo (TV)

Religiosi

Tiziano Donini - Trento

Giovanni Esti - Il Cairo

Fabrizio Forti – Trento

Cristian Leonardelli - Livorno

Gianni Nobili - Bondo (Congo)

Renato Pellegrini - Val di Rabbi (TN)

Dal silenzio della clausura:

Anna Di Domenico - Arco

Piergiorgio Di Domenico - Firenze

Maria Giovanna Goio - Arco

Lucia Rizzato - Arco

Storie .....fumose!!!!

Abbiamo ricevuto questa lettera da un nostro socio, che pubblichiamo volentieri :

"Ciao, mi chiamo Marco, e anch’io sono un socio dell’Associazione Valdisieve.
Nei giorni passati vi ho inviato una foto scattata da Volognano, che vedeva come sfondo Pontassieve e San Francesco, avvolti nel sottile velo di fumo proveniente dal cementificio.
Ebbene vi voglio raccontare una storia positiva.
Il 3 dicembre scorso inviai ad ARPAT ed al Comune di Pelago una foto della ciminiera in funzione, scattata lo stesso giorno, nella quale chiedevo delucidazioni sulle emissioni del cementificio e spiegando inoltre che la nube in questione è un fatto ricorrente, e che pertanto, non è dovuto
esclusivamente alle condizioni atmosferiche del momento.
Credevo che tutto finisse li, avevo mandato quel messaggio con la sola convinzione sarebbe servito solo a placare in parte la mia frustrazione ed a mettermi la coscienza a posto, con l’idea di averci almeno provato.

Passano due mesi buoni quando alla riunione dell’associazione svoltasi martedì scorso, sollevando il problema con i soci presenti, ho avuto la piacevole notizia che ARPAT, sollecitata da una richiesta proprio del comune di Pelago, ed in seguito ad una segnalazione proveniente da un cittadino avvenuta il 3 dicembre, aveva inviato, nei giorni di giovedì 10 e venerdì 11 dicembre, due tecnici allo scopo di eseguire controlli presso il cementificio Italcementi di Pontassieve.

Dal sopralluogo non è stato rilevato niente di anomalo, ma questo ovviamente non è una sorpresa, in quanto, come vi ho detto prima, è la prassi, per noi cittadini, vedere la nostra valle ricoperta da quella nube che nasce da un punto ben preciso, per poi diffondersi e ristagnare nella valle tra le verdi colline che circondano Pontassieve.
  • Quel niente di anomalo rilevato da ARPAT allora a cosa corrisponde?
  • A quando risale la normativa a cui si fa riferimento per misurare le polveri emesse dal cementificio?
  • Quali sono i valori che vengono presi come dati di riferimento come limiti massimi di emissione?
  • Che rischi corrono i bambini, le donne, noi tutti?
  • Chi tra questi enti e comuni si prende la responsabilità di farci respirare chissà quale veleno?
Bene, vi chiedo uno sforzo, ma che sono sicuro che se saremo tutti insieme a compierlo qualcuno dovrà pure ascoltarci, fornirci una risposta concreta, ma soprattutto una risposta rassicurante!

Non chiediamo altro che la tutela della nostra salute, un diritto che nessuno dovrebbe toglierci, o meglio negarci con l’indifferenza alle nostre domande!

La ricerca scientifica rivela la gravità delle patologie legate all’assunzione di inquinanti, denunciando la grande pericolosità di questo tipo di impianti.

Cosa possiamo fare?

Facciamo sentire la nostra voce, scattando foto quando vediamo qualcosa di anomalo e chiedendo
spiegazioni, inviamole agli enti preposti alla salvaguardia della nostra salute, quali ARPAT e Comuni, i quali hanno tutti un loro sito internet.

Un ultimo pensiero, ma non per questo meno importante, va a tutti i lavoratori di Italcementi.

Non possiamo, e non dobbiamo fare il modo che la nostra battaglia possa diventare una minaccia per il loro posto di lavoro, un ricatto per impedirci di proseguire nei nostri scopi.

Entrambi dobbiamo far valere i nostri diritti, la serenità di avere un posto di lavoro fisso è la stessa di sapere di vivere in un paese in cui quando la mattina ci si sveglia e si aprono le finestre di casa, non stiamo lasciando i nostri bambini ancora appisolati nei loro letti in preda ad una minaccia subdola … che agisce nel silenzio e nell’indifferenza più totale."
 
Marco Cerini , 27/02/2010