VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

domenica 5 settembre 2010

Montale: "Inceneritore, In due sotto processo"

04 settembre 2010 - pagina 10 sezione: MONTECATINI
PISTOIA. Nuovi guai giudiziari per l’inceneritore di Montale. Sotto processo, in qualità di legale rappresentante del gestore, il presidente del Cis, Angelo Fazio, e il responsabile dell’impianto, Maurizio Capocci, entrambi 54enni. I due dovranno comparire il 3 marzo prossimo davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia per un caso che ancora una volta riguarda i carboni attivi utilizzati per l’abbattimento delle diossine e degli altri microinquinanti dai fumi di combustione dell’inceneritore. Carboni attivi già protagonisti del processo già in corso (prossima udienza il 15 settembre) per l’emissione in atmosfera, nella primavera del 2007, di diossine e furani. Con l’imputazione di aver violato il decreto legislativo 59 del 2005 (sulla gestione dei termovalorizzatori) il nuovo processo è relativo al mancato rispetto delle misure di sicurezza che - tra l’ottobre 2008 e il gennaio 2009 - sarebbero avvenute a soli pochi mesi di distanza dal clamoroso episodio che portò al blocco dell’inceneritore. In pratica, le indagini portate avanti dalla sezione di pg del Corpo forestale dello Stato, coordinata dal sostituto procuratore Emiliano Raganella, avrebbero accertato come in più occasioni i carboni attivi in polvere siano stati scaricati direttamente nel “serbatoio” dell’inceneritore senza attendere i risultati delle analisi sui campioni prelevati dall’autocisterna che li trasportava. Cautela che la Provincia aveva introdotto proprio in seguito al malfunzionamento che aveva causato l’emissione di diossina. In pratica, visto che era stata la cattiva qualità dei carboni attivi a causare l’incidente, da allora in avanti, prima di utilizzare ogni determinato stock ne dovevano essere testati i requisiti fisici e chimici. L’inosservanza era venuta alla luce quando il 4 ottobre 2008 l’inceneritore era andato in blocco per l’entrata in funzione di un sistema di sicurezza scattato quando si era intasato l’ugello che spara i carboni attivi polverizzati all’interno della ciminiera per abbattere gli inquinanti. Causa: nei carboni attivi si erano formati dei grumi. L’unità funzionale Igiene e Sanità pubblica dell’Asl 3 aveva informato la procura, che aveva incaricato la pg della Forestale di accertare se da parte dei gestori dell’impianto venivano o meno rispettate le procedure previste nell’autorizzazione provinciale. Dai controlli portati avanti nei mesi successivi, è venuto fuori che per gran parte dei 17 carichi di carbone arrivati a Montale tra il novembre 2008 e il gennaio 2009 così non era stato. Prima di riversare ciascun carico nel silos di stoccaggio la procedura prevede che dall’autobotte vengano prelevati dei campioni, che vengano inviati a un laboratorio (a Lucca: un’ora di viaggio), che vengano eseguite le analisi (4 ore) e che, una volta arrivati i risultati (un’altra ora) venga dato il via libera. Verificando gli orari di uscita dei camion al casello autostradale di Prato Ovest e i passaggi a quelli o di Livorno o di Arezzo, gli investigatori hanno accertato che tali cautele non erano state rispettate. In alcuni casi i risultati erano addirittura arrivati il giorno dopo lo scarico. Gli stessi camionisti, interrogati, hanno ammesso di essere arrivati all’impianto, aver scaricato immediatamente ed essere ripartiti: il tempo è denaro. Fazio e Capocci rischiano la condanna a un’ammenda dai 5.000 ai 26.000 euro.

fonte notizia: IL TIRRENO - Livorno >> http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/09/04/ZP3ZM_ZP301.html

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e pensare che...........
   I Comuni (Agliana, Quarrata, Montale) avevano chiesto al giudice di essere estromessi dalla responsabilità civile nel processo per quanto accaduto nel 2007 a Montale.

   Sostengono che la responsabilità è del soggetto gestore CIS Srl e non del CIS Spa, quindi se ci sara” condanna, non vogliono essere loro a rifondere i danni ai cittadini.

    IL GIUDICE RESPINGE LA LORO RICHIESTA.
leggi tutto sul blog di soccorsambiente: http://soccorsambiente.blog.tiscali.it/2010/07/05/inceneritore-di-montale-i-comuni-chiedono-di-uscire-dal-processo-ma-il-giudice-dice-no/