VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO

Molino del Piano: INCONTRO CON ROBERTO CAVALLO
20 OTTOBRE a Molino del Piano: ore 19.00 Apericena a Km zero, a seguire parliamo di Economia Circalare e Rifiuti Zero con ROBERTO CAVALLO

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

sabato 6 marzo 2010

Commento sulla sentenza del TAR da parte del team degli Avvocati che hanno seguito i ricorsi

IL TAR II sezione (Presidente Dott. Maurizio Nicolosi ed estensore della decisione Dott.Pierpaolo Grauso) ha accolto i ricorsi del Dott.Francesco Giuntini Antinori e dell’Ass.Italia Nostra difesi dagli Avv.ti G. Ceruti, A. Del Re, e L.Manetti. I ricorsi erano diretti ad ottenere l’annullamento degli atti del Dirigente del Servizio VIA della Provincia di Firenze che aveva emesso Pronuncia positiva di compatibilità ambientale e rilasciato l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) sul Progetto relativo all’Inceneritore “I Cipressi” in Comune di Rufina, Loc.Selvapiana, proposto dalla AER Spa.

Il Tar ha dedicato ampio spazio alle censure sul parere emesso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Firenze. Per quanto riguarda il procedimento di AIA è stato riconosciuto parzialmente fondato il motivo secondo il quale in area a pericolosità idraulica molto elevata (PAI Regione Toscana) non è stata effettuata alcuna indagine finalizzata alla valutazione dello stato di qualità del suolo, del sottosuolo, e delle acque sotterranee. Inoltre Il Giudice Amministrativo ha ritenute fondate le censure relative alla mancata indicazione nel Provvedimento di AIA e nel relativo allegato tecnico delle quantità autorizzate per ciascuna tipologia di rifiuti conferiti agli inceneritori, nonché la violazione del Piano Regionale di gestione dei Rifiuti nella parte in cui fa divieto di avviare l’incenerimento rifiuti tal quali. Sono stati ancora riconosciuti fondati i motivi con i quali i ricorrenti avevano evocato la prescrizione apposta al provvedimento di compatibilità ambientale, in forza della quale presso l’inceneritore di Rufina si sarebbe dovuto realizzare un impianto di pretrattamento finalizzato alla eliminazione degli inerti in aggiunta alla contestuale attivazione di azioni articolate e strutturali per la riduzione a monte di rifiuti, privilegiando così il "più blando controllo di tipo visivo demandato all’operatore in fase di scarico dei rifiuti”. IL TAR ha anche accolto i motivi in base ai quali la prescrizione di una rete di teleriscaldamento come opera compensativa per la salvaguardia della qualità dell’aria è rimasta senza seguito. Anche nel procedimento di AIA il Tar ha censurato il parere “orientativo” della Soprintendenza e non seguito dalla realizzazione degli elaborati richiesti. “Le lacune e i vizi –recita la sentenza- da cui è affetto il parere sulla compatibilità paesaggistica, pronunciato in sede di autorizzazione integrata , non solo fanno escludere che nella specie possa essersi prodotto alcun effetto sanante, ma determinano l’illegittimità altresì della procedura di VIA” .
Le Associazioni Italia Nostra, Valdisieve e il Dott. Francesco Giuntini Antinori esprimono grande soddisfazione per la sentenza con cui oggi il Tar Toscana accoglie i motivi che stanno alla base del nostri ricorsi. Non solo dà ragione a quello che andiamo dicendo ma - cosa ben più importante - rende giustizia a questo territorio che tante ne ha già passate, e restituisce all'intera popolazione il grande valore della legalità. Da circa 5 anni ci eravamo chiesti infatti se la legalità fosse ancora un valore condiviso nel territorio, viste le molteplici illegittimità denunciate a più riprese e a causa delle quali non era rimasta altra scelta che adire i giudici amministrativi, gettando una lunga ombra di discredito e sfiducia sul già fragile legame tra cittadinanza e istituzioni. Oggi invece possiamo ribadire come sempre diciamo a gran voce, che la strada della condivisione delle scelte con la popolazione, clamorosamente negata in ogni fase delle procedure impugnate, è in materia ambientale un obbligo di legge a cui le amministrazioni non possono esimersi, e la via più auspicabile per un corretto svolgersi delle procedure richiamate.
Quello che abbiamo ottenuto è infatti una vittoria di tutti e a tutti gli attori coinvolti lo dobbiamo: non solo al Comitato e alle Associazioni ma al gruppo di lavoro che ha assistito il collegio di difensori, nel fornire la più ampia consulenza sugli aspetti di competenza e i cittadini cha hanno partecipato attivamente al lavoro svolto- insomma a tutti coloro che vivono concretamente questo territorio contro chi vorrebbe farne una mera terra di conquista. Senza l'apporto di ognuna di queste persone, non avremmo avuto il risultato oggi sperato. Quando la società si divide e in particolar modo la divisione è tra amministratori e cittadini, le conseguenze possono essere solo negative. A chi ancora esprime ambiguità e agita fantasmi di inesistenti emergenze rifiuti e spauracchi vari o ripete luoghi comuni logori come si ostinano a fare gli amministratori locali, ricordiamo per l'ennesima volta che la l’incenerimento dei rifiuti non chiude il ciclo dei rifiuti, abbisogna di discariche e trasforma il cielo in discarica incontrollata; ricordiamo che i paesi più avanzati del mondo hanno abbandonato o stanno abbandonando questi carrozzoni antieconomici e dannosi per la salute e per l'ambiente.

Oggi i rifiuti, come le moderne modalità di trattamento ci insegnano, sono materiali che vanno recuperati o riciclati, e chi in un'epoca di crisi economica e scarsità di risorse, vuole bruciarli commette un atto irrazionale e insensato passibile di danni sanitari ed economici nei confronti dell’intera comunità.
Per informazioni
http://assovaldisieve.blogspot.com/