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domenica 24 gennaio 2010

Gli affari di Hera .......



Il Fatto torna ad occuparsi di Hera. Ma i media bolognesi (tranne rare eccezioni) tacciono

Qualcosa si muove dopo gli articoli de Il Fatto Quotidiano sui rapporti economici tra la società bolognese Hera Spa e la famiglia del sottosegretario Nicola Cosentino. Nel silenzio imbarazzato del Pd e del Pdl, l’Italia dei Valori ha messo il dito sulla piaga dell’accordo trasversale che lega gli interessi della multiutility emiliana controllata da 180 comuni (in gran parte rossi) alla famiglia del politico di destra di Casal di Principe. Già dopo il primo articolo del 23 ottobre 2009 che rivelava la storia della centrale elettrica di Sparanise in provincia di Caserta, sorta grazie a un accordo trasversale, il 3 novembre i senatori Felice Belisario (capogruppo dell’Idv) ed Elio Lannutti avevano presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute per sapere quali iniziative intendesse adottare il Governo. L’interrogazione ricordava la plusvalenza di 9,3 milioni di euro incassata dalla società SCR grazie alla vendita dei terreni sui quali è sorta la centrale da 800 megawatt contro la quale si opponeva la popolazione locale. I due parlamentari, dopo aver ipotizzato che dietro SCR ci sia la famiglia Cosentino, ricordano che la centrale di Sparanise “emette più di un milione di metri cubi l’ora di gas inquinanti, causa principale delle piogge acide, responsabili di ingenti danni all’ambiente e ai prodotti agricoli”. La società Hera Comm Mediterranea (50% di Hera e 50% della SCR, vicina ai Cosentino tanto che in consiglio siede il fratello dell’onorevole) è diventata più imbarazzante dopo la richiesta di arresto per il sottosegretario. A Bologna, il capogruppo dell’Idv in provincia, Giuseppe De Biase, ha posto il problema. Anche il capogruppo dell’Idv nel comune di Modena (azionista di Hera) Eugenia Rossi, ha interpellato il Sindaco per sapere se era a conoscenza dell’affaire. E se sia in grado di dire chi sono i padroni della Scr. “Dopo l’interrogazione”, racconta Rossi, “nessun politico né del Pd né del Pdl ha detto una sola parola. Anche i media sono stati in silenzio. E’ un tabù. Ma io non mollo”. da Il Fatto Quotidiano del 17 novembre 2009 Per la verità non proprio tutti, il giornale "principale" di Bologna, Il Resto del Carlino, sì. Città del Capo - Popolare Network, no. Ci è già tornata su diverse volte.
Qui
“Una situazione imbarazzante alla luce delle ultime novità su Cosentino”. Cosi’ Giuseppe De Biasi,capogruppo alla Provincia di Bologna dell‘Italia dei valori, commenta la vicenda che coinvolgerebbe Hera e Nicola Cosentino.De Biasi interviene sulla vicenda riprendendo una interrogazione presentata il 3 novembre scorso dal capogruppo in Senato dell’Idv, Felice Belisario, e dal suo collega di partito Elio Lannutti. Il caso vede coinvolto il sottosegretario del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, a cui farebbe riferimento la Scr, socia della multiutility emiliana Hera. Tutto ha inizio nel 2002 e riguarda la costruzione di una centrale termoelettrica nel casertano, a Sparanise, da parte di una società, la Scr, che secondo ricostruzioni di stampa sarebbe indirettamente controllata dallo stesso Cosentino attraverso una fiduciaria: Scr nel 2002 fece un accordo con la AMI di Imola, poi confluita in Hera. La multiutility emiliana entrò così nell’affare, tanto che una società controllata, la Hera Comm Mediterranea, che gestisce la vendita dell’energia prodotta dalla centrale ha sede in un capannone della Aversana Petroli di proprietà della famiglia Cosentino e vede nel suo Cda il fratello di Nicola Cosentino, Giovanni.De Biasi non non ha ancora specificato se, su questa storia, sara’ presentata un’interrogazione anche in Provincia di Bologna o dai colleghi di partito del Comune di Imola. “Stiamo valutando in queste ore cosa fare”, spiega stamane a margine di una conferenza stampa. “Anche perche’ la Provincia e’ uscita da Hera e quindi vedremo in quale sede e’ meglio portare la vicenda”. Certo e’ che i dipietristi intendono muoversi sulla scia dei senatori Idv: che Hera faccia affari con i Cosentino, spiega De Biasi, “e’ imbarazzante” alla luce delle ultime novita’” giudiziarie sul sottosegretario.Hera interviene sulla vicenda dalle pagine del “Fatto Quotidiano”, giornale che oggi ripropone l’inchiesta presentata ieri ai nostri microfoni da Marco Lillo. In calce all’articolo si legge una nota attribuita alla Multiutility emiliana in cui si afferma che: “Non conoscendo i fatti non siamo in grado di esprimere giudizi sull’impatto che potrebbero eventualmente avere sulla società controllata da Hera (Hera Comm Mediterranea, ndr). Continueremo quindi a seguire con grande attenzione l’evoluzione della vicenda nell’ottica di tutelare correttamente il patrimonio aziendale“.Pubblicato il 12.11.2009
e qui
11 nov. - C’e’ una società controllata da Hera, la multiutility di Emilia Romagna e Marche, che compra energia in partnership con una srl, la Scr, dietro la quale - secondo i senatori dell’Italia dei valori - opera “la famiglia di Nicola Cosentino“, sottosegretario all’Economia e leader del Pdl campano di cui i magistrati di Napoli chiedono l’arresto. E’ quanto emerge anche da un’interrogazione al governo del 3 novembre presentata dal capogruppo in Senato dell’Idv, Felice Belisario, e dal suo collega di partito Elio Lannutti. I due parlamentari sottolineano che la centrale di Sparanise, nel casertano, “emette più di un milione di metri cubi l’ora di gas inquinanti”, con “una notevole quantita’ di ossidi di azoto che rappresentano, insieme con altri gas, la causa principale delle piogge acide, responsabili di ingenti danni all’ambiente e ai prodotti agricoli, oltre che determinanti per l’impoverimento del suolo”. E quindi chiedono (al premier e ai ministri allo Sviluppo economico, all’Ambiente e alla Salute) cosa risulti al Governo e come si tutelerà la salute dei cittadini di Sparanise. Pubblicato il 11.11.2009

(scritto da Marco Trotta )